24 aprile 2009

il Naufrago


Un naufrago fu gettato dalle onde sulla riva di un’isoletta disabitata. Ogni giorno scrutava l’orizzonte in attesa di un aiuto, ma nessuno si presentava sul mare. Riuscì a costruire una capanna. Un giorno, tornando da una battuta di caccia per procurarsi un po’ di cibo, trovò la capanna in fiamme, mentre dense volute di fumo salivano al cielo. Era ormai disperato. Ma il giorno seguente ecco all’orizzonte una nave puntare verso l’isola. Era stato il fumo a spingerla a dirottare verso quell’isola.



Il senso di questa storiella è chiaro: "anche se sul momento non sembra possibile, spesso le difficoltà possono sortire effetti positivi per la felicità futura".
Questa storiella fra l’altro mi ha fatto pensare ad una frase comunemente detta in Sicilia: "Ogni impirimentu è giuvamentu" (Ogni impedimento è di giovamento) oppure "Si chiuri 'na porta ma si rapi nu purticatu" (Si chiude una porta ma si apre un grande portone).
La vita mi ha insegnato che quelle che sembravano delle difficoltà o dei contrattempi spesso poi hanno evitato problemi maggiori o hanno creato altre opportunità.
Quindi mai scoraggiarsi o disperarsi davanti alle contrarietà.
E poi chi crede in Dio e quindi nella divina Provvidenza, non deve temere il futuro.
Bisogna affidarsi a Dio e avere fiducia in Lui. Chiedere, e se si ottiene, bene, ma va bene anche se non si ottiene, perchè Dio sa di cosa abbiamo veramente bisogno.
San Paolo ai Romani scrive "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio".
E soprattutto niente paura. Come ebbe a dire Don Bosco: "Sii con Dio come l'uccellino: pur sentendo oscillare il ramo su cui poggia è tranquillo, perchè sa di avere le ali"!

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