15 ottobre 2010

Sesso debole?

Non sarò ‘politicamente corretto’ e anche se corro il rischio di essere accusato di  ‘maschilismo’, dirò cosa penso.
Ultimamente mi ha molto impressionato il richiamo della ‘Caritas’ sul fatto che molti maschi lasciati dalle rispettive mogli e ‘condannati’ a fornire il mantenimento a loro e ai figli, si ritrovino, pur lavorando, sulla soglia della povertà e che facciano la fila insieme a extracomunitari e ‘barboni’ davanti alle mense della Caritas per rimediare un pasto.
E' incredibile! Uomini che lavorano, magari in giacca e cravatta, ma che non possono neanche pagarsi un pasto e che senza la Caritas potrebbero addirittura morire di fame.

Da quando le donne hanno ‘rialzato la testa’ richiedendo i loro diritti e la loro indipendenza dal maschio, siamo arrivati al punto che il cosiddetto ‘sesso debole’ fa adesso la parte del leone e sempre più appare in posizione privilegiata rispetto al maschio.


E prima di tutto c’è da sfatare il luogo comune delle donne come ‘sesso debole’. Se c’è un sesso debole quello è il maschile, come la biologia da tempo afferma. Infatti, tra tante prove, basta vedere le statistiche che riportano la vita media:  77 anni per il maschio e  83 anni per le donne. Quindi la donna vive 6 anni più dell’uomo: vi sono molte più vedove che vedovi, niente male per un genere che è stato ritenuto per secoli il ‘sesso debole’! (1)

Un’altra considerazione. Nella Bibbia ci sta scritto che la moglie deve essere soggetta all’uomo e che il maschio è il capofamiglia. Nella civiltà antiche vigeva lo stesso principio. Ma anche nelle civiltà moderne fino al secolo scorso era così. Qualche motivo ci sarà pur stato perché ci fosse una tanta unanimità...
La famiglia, piaccia o no, è stata concepita per secoli con una struttura gerarchica.
Adesso invece è proibito parlare di capofamiglia, e si dice in pratica che tra marito e moglie deve esserci democrazia. Ovvio che tra i coniugi deve esserci dialogo, però alla fine deve esserci qualcuno che deve prendere la decisione finale, e se invece non si riconosce il ruolo di chi deve farlo, e nel corso della storia è stato prevalentemente il maschio, allora le discussioni non finiscono mai, ogni decisione finale presa in un senso o nell'altro viene percepita come 'ingiustizia' o 'prevaricazione' di una parte sull'altra e alla lunga il rapporto si guasta.
Da quando con il movimento femminista la donna ha cercato di ottenere i suoi diritti, pur concordando con il fatto che è stato giusto chiedere che alcuni abusi da parte dei maschi venissero eliminati o corretti, ritengo però che si sia esagerato in senso opposto. Infatti siamo arrivati al punto in cui alcune donne dicono che si potrebbe benissimo fare a meno dei maschi, che l’utero è loro e che se lo gestiscono da sole, che l’aborto è un loro diritto, e che possono deciderlo senza neanche sentire il parere del patner. Ma quello che è peggio è che molte donne, avendo dalla loro la protezione legale, proprio perché considerate la parte più debole, una volta ottenuta la separazione dal coniuge, visto che i figli minorenni di solito vengono affidati a loro, cacciano via di casa l’ex marito, anche se la casa è di sua proprietà, e ci vivono magari col il loro nuovo compagno. Inoltre ‘pretendono’ il mantenimento e piene di odio non hanno nessuna considerazione dell’ex coniuge e quasi ne godono, per vendetta, nel vederlo sulla soglia della povertà (2)!

Un’altra cosa per me poco sensata è la richiesta di accesso a tutte le professioni, anche a quelle che un tempo erano per soli maschi. Se alcuni lavori erano considerati esclusivamente riservate agli uomini, così come altri riservati alle sole donne, era perché alcuni lavori sono naturalmente ‘maschili’ e altri ‘femminili’. Un esempio: uno scaricatore di porto credo che non possa essere che un maschio proprio perché deve prestare degli sforzi intensi, mentre una ‘balia’ non può che essere femmina, per evidenti motivi biologici…

Questi esempi estremi ci riportano al fatto banale che ogni lavoro ha le sue peculiarità e che richiede certe ‘doti’ fisiche o psicologiche che non possono essere in contraddizione con la natura propria dei generi maschile e femminile. Eppure le donne sono state ammesse a fare qualunque tipo di lavoro, con il risultato  che poi, soprattutto nei casi in cui servono sforzi 'intensivi', in ‘campo’ aperto vengono schierate le forze maschili, mentre le donne vanno a riempire posti sedentari nelle retrovie… quasi come ‘imboscate’..

Un'altra cosa che voglio sottolineare e che è dovuta al fatto che non si vogliono riconoscere le differenze fisiche e psicologiche naturali che esistono tra maschi e femmine è la creazione, dopo il famigerato 68, delle classi miste in quasi tutte le scuole del globo. Si è fatta passare come una battaglia di liberazione il fatto che i ragazzi e le ragazze potessero stare assieme, scagliandosi contro la ‘repressione sessuale’ imposta soprattutto dalle religioni. Orbene, a parte il fatto che i fenomeni negativi dovuti alla promiscuità sono aumentati enormemente e che i giovani pensando sempre meno allo studio sono diventati per buona parte dei debosciati (rapporti sessuali in giovanissima età, gravidanze in minorenni quasi bambine con conseguenti aborti, trasmissione di malattie veneree, ecc.), il convivere nella stessa classe ha condotto a situazioni di svantaggio i ragazzi e questo  perché, a parità di età, le ragazze, che maturano prima, sono più motivate e responsabili, e quindi più studiose rispetto ai compagni, e perciò traggono più profitto dalle lezioni e ottengono risultati migliori, mentre i ragazzi, che hanno un altro ritmo di apprendimento, perdono colpi e restano indietro. Bisognerebbe tornare, come molti psicologi ammettono, alle classi separate, ma l’accusa di ‘repressione sessuale’ è dietro l’angolo e quindi per una questione ideologica non si corregge una situazione evidentemente errata. (3)

Purtroppo le cosiddette forze progressiste, fregandosene altamente di come è stato fatto per secoli   hanno voluto ribaltare tutto, con i risultati che abbiamo davanti, ma quello che è peggio, nonostante le cose vadano a rotoli, visto i risultati ottenuti, perseverano nell'errore e anzi sono prontissimi a tacciare come ‘reazionario’ chiunque sostenga che bisognerebbe cambiare le cose facendo magari qualche passo indietro. E anzi viene il sospetto che il tutto sia architettato ad arte per distruggere la famiglia. Forse il vero obiettivo è quello?

Credo quindi che il degrado attuale sia purtroppo destinato ad aumentare, almeno fino a quando gli epigoni del 'politicamente corretto', fra cui spiccano gli 'esperti' progressisti, veri ‘alfieri della dissoluzione’ della famiglia e della società, potranno continuare a sostenere, nella quasi totalità dei mass media mondiali che sono nelle loro mani, le loro tesi distorte e nefaste senza trovare opposizione.
Con questo andazzo, in un futuro non molto lontano, dovrà nascerere il movimento per ‘la liberazione del maschio’ per tentare di cambiare le cose?

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(1) La stessa struttura fisica della donna è più resistente agli sforzi prolungati rispetto a quella del maschio. Il maschio ha una struttura fisica che gli permette degli sforzi intensivi ma limitati nel tempo, mentre la donna può fare sforzi meno intensi ma per un tempo molto più prolungato. Basta pensare che una donna riesce a portare avanti una gravidanza per ben nove mesi.

(2) Però non capiscono che a tirare troppo la corda si può spezzare, e alla fine la situazione può tragicamente volgersi contro di loro perché anche il cane più mansueto se costretto in un angolo e minacciato morde! Infatti i casi di tragedie in cui ex mariti ammazzano le loro ex mogli sono in costante aumento. Il guaio è che in mezzo a queste tragedie ci vanno a finire, direttamente o indirettamente, anche i figli

(3) Le femministe vogliono anche che le donne nella religione cattolica possano essere consacrate ‘sacerdote’. Ma non riconoscono il fatto che l’essere nominati sacerdoti non è un diritto ma una 'chiamata' del fondatore, Gesù, che pur essendo attorniato da donne ritenne di doverla riservare ai soli maschi. (Qualche ragione la avrà pure avuta, no?)

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11 commenti:

  1. E' vero, biologicamente le donne sono più forti, se non altro per la conformazione dei cromosomi sessuali xx, e non xy, come nei maschi, che evita molte malattie genetiche. Ma il male non può trovarsi solo da una parte, professore, e insieme alle ex mogli che cacciano di casa i mariti, vanno messi gli stupratori, coloro che usufruiscono e alimentano la prostituzione ecc... Ed è normale che una donna non può fare un lavoro che implica un eccessivo sforzo fisico, ma sono sicura che nessuna donna cercherà un posto tra gli scaricatori di porto, e le discriminazioni si trovano in tanti altri campi: come donne che vengono messe in cassa integrazione o, addirittura, licenziate perché rimaste incinte...non crede che anche questo significhi distruggere la famiglia? naturalmente questo non potrà mai accadere ad un uomo per ovvie ragioni biologiche...credo che nella famiglia ci sia bisogno di qualcuno che prenda delle scelte, si, ma ad ognuno quelle che gli competono: al marito la scelta dell'idraulico, alla moglie la scelta di cosa preparare per la cena...infine, per quanto riguarda l'istruzione, io credo che a questi poveri maschietti basti impegnarsi un po' di più per ottenere voti ottimali: non sono più stupidi delle femminucce, semplicemente si applicano di meno!! non si faccia quindi l'errore di vittimizzare il sesso maschile, come lei dice è stato fatto in passato con quello femminile, piuttosto si cerchi una serena coesistenza, nei valori dell'amore e della famiglia!!
    naturalmente, un'alunnA

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    1. ah no ! posso concordare su tutto ma su questo proprio no "al marito la scelta dell'idraulico".... o il marito aggiusta i rubinetti che perdono e gli scarichi che si otturano (non per caso) o l'idraulico va scelto dalla signora !

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  2. Mi permetta di dirle.... quanto ha scritto è infarcito di spaventosi luoghi comuni. Io ho frequentato una scuola cattolica esclusivamente femminile, e per anni durante la mia adolescenza ho sofferto di complessi spaventosi perché non sapevo come rapportarmi all'altro sesso in maniera serena.... semplicemente perché non avevo mai avuto contatti con ragazzini maschi della mia età.

    .....E stia sicuro che gli aborti e le malattie veneree sono sempre esistiti e non c'entrano proprio niente con il fatto delle classi miste. Nella vita reale i maschi e le femmine coesistono, ed è un'aberrazione anche solo pensare che sia meglio separarli, soprattutto in età formativa.

    Sul fatto dei divorzi, poi, non ne parliamo... potrei scriverle una Treccani sulle dinamiche allucinanti che spesso i "poveri maschi" riescono a innescare con le loro compagne.

    E non mi venga a dire degli uomini lanciati al fronte durante le guerre, perché lei lo sa benissimo che chi paga in assoluto il prezzo più alto nelle guerre sono le donne e i bambini. Dar da mangiare ai propri figli in tempo di guerra, (mentre gli uomini si uccidevano al fronte per colpa della pazzia di altri uomini, e non certo delle donne) è stata una battaglia lunga anni, e questa battaglia l'hanno combattuta quotidianamente le donne! E che dire delle donne impegnate in prima fila nella Resistenza?

    Mi scusi se glielo dico francamente....ma potrei star qui a scrivere sul suo blog per delle ore. E' ora di finirla con queste recriminazioni post-maschiliste veramente ridicole, il Medioevo è finito da un pezzo, il femminismo pure, vogliamo andare AVANTI?!?...

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  3. Marcabruna dice:
    'Mi permetta di dirle.... quanto ha scritto è infarcito di spaventosi luoghi comuni. Io ho frequentato una scuola cattolica esclusivamente femminile, e per anni durante la mia adolescenza ho sofferto di complessi spaventosi perché non sapevo come rapportarmi all'altro sesso in maniera serena.... semplicemente perché non avevo mai avuto contatti con ragazzini maschi della mia età.'

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    E’ questa la caratteristica principale del nostro tempo: ciò che è stato patrimonio culturale dei secoli passati ora è solo uno ‘spaventoso luogo comune’ ci crediamo più colti e intelligenti degli uomini e delle donne del passato e infatti a che punto siamo arrivati!
    Ma lei pensa veramente che adesso i ragazzi e le ragazze per il semplice fatto di essere promiscui non soffrano più di complessi ‘spaventosi’ e sanno come rapportarsi con l’altro sesso? Credo invece che sia lei a basarsi su uno sciagurato ‘luogo comune’ contemporaneo (postsessantottino)
    E poi ‘avere contatti con i ragazzini della propria età’ che vuol dire? Ci sono contatti e contatti e attualmente mi sembra che ‘a contatti’ si esageri un bel po’ …

    Marcabruna dice:
    '.....E stia sicuro che gli aborti e le malattie veneree sono sempre esistiti e non c'entrano proprio niente con il fatto delle classi miste. Nella vita reale i maschi e le femmine coesistono, ed è un'aberrazione anche solo pensare che sia meglio separarli, soprattutto in età formativa.'

    Rispondo:
    Non c’è bisogno inoltre che me lo dica lei che aborti e malattie veneree ci sono sempre stati, il problema è nella quantità enorme attuale e l’età in cui avvengono, sempre più giovane.

    Marcabruna dice:

    'Sul fatto dei divorzi, poi, non ne parliamo... potrei scriverle una Treccani sulle dinamiche allucinanti che spesso i "poveri maschi" riescono a innescare con le loro compagne.'

    Rispondo:
    Non se ne esce tirando ognuno l’acqua dal proprio mulino…

    Marcabruna dice:
    'E non mi venga a dire degli uomini lanciati al fronte durante le guerre, perché lei lo sa benissimo che chi paga in assoluto il prezzo più alto nelle guerre sono le donne e i bambini. Dar da mangiare ai propri figli in tempo di guerra, (mentre gli uomini si uccidevano al fronte per colpa della pazzia di altri uomini, e non certo delle donne) è stata una battaglia lunga anni, e questa battaglia l'hanno combattuta quotidianamente le donne! E che dire delle donne impegnate in prima fila nella Resistenza?'

    Rispondo:
    Questa poi, fare delle differenze tra chi soffre di più durante le guerre è francamente inaccettabile: quindi i maschi carne di macello al fronte non sarebbero niente…

    Marcabruna dice:
    'Mi scusi se glielo dico francamente....ma potrei star qui a scrivere sul suo blog per delle ore. E' ora di finirla con queste recriminazioni post-maschiliste veramente ridicole, il Medioevo è finito da un pezzo, il femminismo pure, vogliamo andare AVANTI?!?...'

    Rispondo:
    Cara signora, il Medioevo a detta degli studiosi seri e non dei ciarlatani è stato un periodo storico luminosissimo: si informi meglio prima di sentenziare con un ulteriore ‘luogo comune’ ( e poi sarei io quello che parla per luoghi comuni..).

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  4. egrgio dottore salvatore canto.... la verità è che ognuno se la canta come vuole e lei se la è cantata a modo suo!, la signora marcabruna ha semplicemente risposto alle sue osservazioni che suonano da un solo verso senza alcun sforzo di esaminare la questione a 360gradi.
    per quanto attiene il medioevo alcuni storici rintengono che sia un concetto puraMENTE eurocentrico perchè in altre parti del mondo il medioevo, con i suoi aspetti positivi o negativi, non è esistito. è tutto così relativo!

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  5. Gentile dr. Canto
    Lei dice: - non sarò ‘politicamente corretto’ e anche se corro il rischio di essere accusato di ‘maschilismo’, dirò cosa penso. Ultimamente mi ha molto impressionato il richiamo della ‘Caritas’ sul fatto che molti maschi lasciati dalle rispettive mogli e ‘condannati’ a fornire il mantenimento a loro e ai figli, ….
    in effetti dr Canto non è corretto quando dice “uomini lasciati dalle mogli”; Io ho conoscenza che sono maggiormente le donne a chiedere la separazione quando gli uomini si fanno insopportabili e abusano della pazienza. Gli uomini che le hanno lasciate (per avere relazioni extraconiugali) anche se fisicamente, per comodità e opportunità sociale, vorrebbero continuare a vivere nella casa coniugale come niente fosse. Quindi gli uomini spesso sono causa del loro male se si ritrovano fuori casa. Quale marito convivrebbe con sua moglie che intrattenesse una relazione extraconiugale ? Quale marito accetterebbe umiliazioni di abusi fisici e morali per anni, sperando invano in un ravvedimento? Le donne quando chiedono la separazione spesso hanno accettato l’inaccettabile dimostrando di essere forti e pazienti oppure deboli economicamente.
    La casa coniugale è affidata a chi ha in custodia i figli e sa come accudirli. Quando poi i figli sono maggiorenni finisce il diritto di abitazione. Non tutti i mariti si ritrovano in fila alla caritas, stando a quel che so molte donne non ricevono per anni il mantenimento per sé e nemmeno quello per i figli visto che i “papà ricchi”, da furbi, hanno intestato aziende e beni vari in capo all’amante o a prestanomi. Molte evitano di denunciare i mariti insolventi.
    Lei pensa che la vita della separata con figli sia un cuscino di rose? Non mi pare che gli uomini con la marea di single in piazza corrano dietro a una donna con complicazioni dei figli… Invece lui, il separato, “chiagne e ….” consolato da tante amiche che ha il tempo di coltivare.
    A proposito di longevità: a me è capitato di vedere uomini e donne servirsi al buffet : le donne hanno più cultura del cibo e si nutrono con più avvedutezza, gli uomini cercano l’appagamento del gusto e non hanno pietà del loro fegato: mangiano male con troppi grassi e poche fibre. Per forza le donne sono più longeve.
    Lei dice “Nella Bibbia ci sta scritto che la moglie deve essere soggetta all’uomo e che il maschio è il capofamiglia.” Dio ha detto che sarebbe successo questo come conseguenza del peccato originale perché tra gli “animali” il maschio domina. Tra gli esseri umani ci si confronta (per questo ci ha dato il dono della parola) e la coppia addiviene ad accordi soddisfacenti per entrambi. Se la coppia si è conosciuta bene caratterialmente prima di sposarsi la moglie sa in quali campi deve cedere lei e l’uomo sa in quali altri deve cedere lui. La donna, comunque, cede spesso alla volontà del marito così si scansa dalla responsabilità delle scelte e può dire al momento giusto : “te l’avevo detto, io, che non andava bene ma hai voluto fare di testa tua“….(continua)

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  6. continua 1)
    È vero che quello dalla personalità più forte e che ha il potere economico può far valere di più la sua decisione nella coppia, però deve mettere in conto che se questo causa infelicità nel patner poi subirà le conseguenze. Come disse Gesù “chi vuol essere il primo sia disposto a servire” cioè “Se vuoi comandare renditi disponibile ai bisogni dell’altro”. (esempio : è saggio per un marito decidere che la famiglia vada a vivere in campagna, isolati dai mezzi, sapendo che la moglie soffrirebbe la solitudine e la lontananza da parenti ed amicizie e i figli pure?)
    Lei dice “Nel corso della storia è stato prevalentemente il maschio a decidere e non c’erano discussioni”… Certo, aveva il potere economico e la donna era allevata fin da piccola (vero e proprio lavaggio del cervello fatto dalla società) che il suo vitto e alloggio dipendevano dal marito per cui come dicono in veneto “la donna che piasa, che tasa, che la stia in casa”. Oggi è proprio all’uomo che non gli sta bene avere accanto una bambolina da mettere in vetrina, un essere amorfo che dice sempre “sì” come la Nora della “Casa di bambola di Ibsen”..l’uomo di oggi vuole accanto una persona che abbia “personalità” e quindi occorre che l’uomo cresca e sappia adeguarsi a questa donna più “vera” e meno suddita.
    Io capisco l’esigenza di alcune donne, spaventate dai casi di cronaca nera, di stalking degli ex e di femminicidi, che oggi decidano di fare un figlio da sole. Posso capire cosa vuol dire non volersi negare la maternità perché si ha paura del legame con un uomo che può essere un violento anche con i figli (ricordo il caso delle gemelline svizzere Schepp che non è certo un caso isolato, purtroppo).
    Se si ha bisogno di avere un figlio, di crescere un essere umano fatto della propria carne a propria immagine e somiglianza … anche Dio la sa capire in questo desiderio, una donna che è disposta ad avere un figlio rinunciando ad avere un compagno.
    Io tutte queste donne separate piene d’odio come Erinni, forti della legge che le protegge e le aiuta a distruggere gli ex non le vedo ( ci sono, ma sono casi rari) la più parte delle separate arranca cercando di quadrare bilanci esigui con figli esigentissimi di beni e di tempo..
    Personalmente sono d’accordo che il posto della donna sia principalmente dedicarsi alla cura della famiglia e alla crescita dei figli che oggi (ma anche ieri) purtroppo crescono come l’erba dei campi, abbandonati a sé stessi. Però se il solo reddito dell’uomo non basta e quindi c’è bisogno che anche la donna lavori è giusto che su di lei pesi sia l’attività lavorativa sia il menage familiare? Ma, se il reddito dell’uomo è sufficiente, di nuovo si relegherà la donna al ruolo di casalinga che è inutile che la famiglia d’origine faccia studiare visto che tanto dovrà occuparsi di cucinare e pulire?
    Così era concepita la famiglia nel 1900 ma non poteva continuare; la donna si è emancipata ma l’uomo si è saputo adeguare al cambiamento? Molti si, ma molti purtroppo no.
    Se gli uomini non vogliono più legarsi in matrimonio per paura di essere rovinati da pretese giudiziali delle ex & figli e non rappresentano più un porto sicuro per farsi una famiglia è chiaro che le donne entrano in competizione nei posti di lavoro. E poiché non hanno dalla loro la forza fisica, ovvio che cerchino occupazioni dove possono far valere il cervello, fosse anche nelle forze armate che erano riservate agli uomini.
    Sono d’accordo che le classi miste non sono state una buona idea. Non ne ho un ricordo piacevole, ma il fenomeno dei “rapporti sessuali in giovanissima età, gravidanze in minorenni quasi bambine con conseguenti aborti, trasmissione di malattie veneree, ecc”. .. questo è dovuto alle famiglie che non educano e concedono troppa tecnologia inappropriata e senza controllo sin dalla più tenera età, alla televisione diseducativa e ai politici che non sono mai intervenuti a far rispettare le leggi a tutela dei minori che pure esistono. (continua)

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  7. continua 2 )
    Su una cosa dissento in pieno con lei quando dice che la “classe mista” ha condotto a situazioni di svantaggio i ragazzi perché a quella età le ragazze sono più motivate, più responsabili, più studiose, più attente, e ottengono risultati migliori rispetto ai compagni che, più immaturi, hanno un altro ritmo di apprendimento, perdono colpi e restano indietro.
    Quindi secondo la sua logica se la parte femminile della classe progredirebbe alla grande con il programma ma la parte maschile funziona da zavorra, sono i ragazzi ad essere svantaggiati? A me sembra che siano svantaggiate le ragazze se devono aspettare il resto della classe che resta indietro …
    Se le ragazze che a scuola si dimostrano migliori (lo afferma lei che è docente e quindi voce autorevole) come mai poi nei posti di lavoro e soprattutto ai vertici delle società ci sono molti più maschi che femmine tanto da dover ricorrere e pensare alle “quote rosa” per ridimensionare la preponderanza dei maschi?.... vogliamo una società meritocratica e poi, però, vince l’arroganza maschile che vuole essere sempre ai primi posti ad amministrare il potere? Questa è una situazione evidentemente “errata che per una questione ideologica non si vuole correggere”. Per questo anche io credo come lei che “ il degrado attuale sia purtroppo destinato ad aumentare” visto che nasce da una ingiustizia che ha radici nella Genesi della Bibbia. Ricordi che a causa della caduta di “uno e uno solo” come disse San Paolo, nel mondo si è riversata su tutti gli uomini la condanna e la sofferenza, per la disobbedienza di uno solo satana si accanisce contro il genere femminile che odia maggiormente in quanto non è decaduto nel peccato originale neanche la seconda volta quando i figli “maschi” di Dio videro le figlie degli uomini cainite.. e trovandole belle ecc ecc…ripeterono l’abominio del loro progenitore Adamo.
    Lei pensa o auspica che “con questo andazzo, in un futuro non molto lontano, dovrà nascere il movimento per ‘la liberazione del maschio’ ? Magari fosse!
    Se il maschio si vuole liberare dalla bramosia del potere, dalla misoginia e dalla menzogna (quella che Don Guido –grande uomo e grande sacerdote - ci ha svelato per grazia di Dio) sappia che le donne saranno al suo fianco ad aiutarlo e Gesù e sua Madre ci sosterranno sempre nell’impresa di formare una umanità nuova. Quella che era nel piano del Creatore e che Adamo ha guastato.
    Il suo blog aiuta a realizzare questo per cui, come donna, le sono grata

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  8. egregio dr Canto,
    La misoginia degli uomini (almeno nella nostra cultura) nasce da come gli uomini hanno tramandato la Genesi Biblica. Nella genesi biblica le donne non hanno un nome sono solo “incubatrici” , un male necessario per propagare la specie. La speciale femmina ancestre che partorì Adamo aveva un nome: EVA (anche conosciuta come Lilith) , ma della bambina che poi divenne la madre di Abele e Seth non si conosce il nome e nemmeno quello delle sue figlie.
    Riporto una conferenza di p. Alberto Maggi OSM “Tra fede e sacrilegio: le donne nei Vangeli” :
    “Incominciamo con un augurio che conosciamo tutti quanti che ancora si usa fare agli sposi: “auguri e figli maschi”. Questa è una tradizione antica che trae le sue origini proprio dai primordi dell'umanità. Perché si dice “auguri e figli maschi”? Se l'augurio è un figlio maschio è chiaro che una figlia femmina è il contrario di un augurio ed è una disgrazia.
    Ebbene, questa tradizione maschilista ha le sue radici nel mondo biblico, sia nella sacra scrittura che negli scritti paralleli. Per esempio nel Talmud - il Talmud ha lo stesso valore nel mondo ebraico della Bibbia, della sacra scrittura, è la parola di Dio rilevata oralmente - si legge “il mondo non può esistere senza maschi e senza femmine”.
    E fino a qua ci arrivavamo tutti quanti, ma felice colui i cui figli sono maschi e guai a colui i cui figli sono femmine. Ecco la radice di questo augurio che facciamo “auguri e figli maschi”. Le donne, o meglio le femmine, sono soltanto una fonte di guai. E questa discriminazione nei confronti della donna è giustificata e consacrata dalla stessa parola di Dio, la Bibbia.
    E la parola di Dio non può sbagliare, non può dire cose erronee. Quindi un conto è il Talmud, ma è la stessa parola di Dio dove è Dio stesso che parla, che discrimina, o perlomeno getta un'ombra di discredito sulla donna. Ad esempio nel libro del Siracide si legge ”Dalla donna ha avuto inizio il peccato; per causa sua tutti moriamo”. Quindi è vero che ha sbagliato il primo uomo, ma ha sbagliato il primo uomo a causa della prima donna.
    Quindi è dalla donna che ha avuto inizio il peccato ed è colpa della donna la morte che c'è nel mondo. Ecco perché nel mondo al tempo di Gesù dietro il cadavere, nel corteo funebre, venivano subito le donne perché le donne erano considerate le prime responsabili della morte dell'individuo. Oppure, sempre nel Siracide, l’autore arriva addirittura a dire “è meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna. Una donna che porta vergogna fino allo scherno”. Quindi è meglio un uomo cattivo piuttosto che una donna.
    E uno dei miti più importanti della Bibbia, il libro del Qoelet, l'autore, che si ritiene ispirato o sconsolato non lo so, dice “un uomo su mille l'ho trovato, ma una donna fra tutte non l'ho trovata”. Ripeto, queste non sono fisime di libri misogini strampalati, questa è la parola di Dio. E la parola di Dio non può sbagliare. La parola di Dio è infallibile. Tutto questo aveva portato all'epoca di Gesù a un discredito nei confronti della donna, e al terrore, per la coppia, di partorire una bambina. Sapete che gli uomini pregavano, e pregano ancora, tre volte al giorno il Signore, ringraziandolo perché non li ha fatti donna. E, quando la donna si trovava incinta, il padre pregava per 40 giorni la misericordia, affinché facesse nascere maschio. Dopo i 40 giorni pregava secondo la Sua volontà. La nascita di una bambina è un'autentica sciagura, un'autentica disgrazia. Perché per la madre è un calvario. Scrive il libro del Levitico - stiamo facendo tutte citazioni della parola di Dio, della sacra scrittura – “che quando la donna partorirà una femmina, sarà immonda due settimane”. Era una settimana per un maschio, ma per la femmina è il doppio, “come al tempo delle sue regole, e resterà 66 giorni, 33 per il maschio, a purificarsi del suo sangue”.

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  9. continua)
    Quindi, la nascita di una bambina, è considerata un'autentica sciagura, una disgrazia. Perché? Lo dice sempre l'autore sacro ispirato, crede lui, da Dio. Scrive l'autore del libro del Siracide "Una figlia per il padre è un'inquietudine segreta; la preoccupazione per lei allontana il sonno. Nella sua giovinezza perché non sfiorisca, una volta accasata perché non sia ripudiata. Finché è ragazza si teme che sia sedotta e che resti incinta nella casa paterna. Quando è con un marito che cada in colpa. E quando è accasata che sia sterile". Perché la sterilità era uno dei motivi per dare il ripudio alla donna. Tenete presente che, a quell'epoca, per le conoscenze che avevano, era soltanto la donna che poteva essere sterile. Non sapevano che la sterilità poteva essere anche del maschio.
    Quindi, vedete, tutto un mondo in cui la nascita di una bambina era un'autentica disgrazia. Come si poteva ovviare a tutto questo? Un metodo normale, non proibito, abitudinario, era che, quando in una famiglia esistevano già una o due bambine, le altre che nascevano venivano abbandonate per la strada. Si portava fuori del paese, in un crocicchio, e si lasciava lì la neonata. Al mattino, se non era già stata sbranata da animali selvatici, provvedeva il mercante di schiavi, che raccoglieva questi esserini, le allevava, e le avviava all'esercizio della prostituzione.
    Questo è importante perché, quando tratteremo l'episodio della prostituta, che va a quel banchetto con Gesù, è importante conoscere tutto questo. All'età di cinque anni, queste creature già esercitavano la prostituzione e già all'età di otto - abbiamo i documenti - avevano un rapporto completo con i maschi. Quindi, una maniera per sbarazzarsi di queste bambine era quella di gettarle via lungo la strada. Se qualcuno non se la sentiva, le poteva tenere in casa, senza dar loro da mangiare, senza nutrirle. Era consentito anche questo.
    Perché, dice il Talmud “Il Padre non è obbligato a nutrire sua figlia”, quindi si lasciava morire questa creatura per inedia, oppure, per qualcuno più interessato una soluzione che portava un certo guadagno economico, c’era. La Bibbia permetteva di vendere la propria figlia come una schiava. Dice il libro dell'Esodo “Quando un uomo venderà la figlia come schiava”, quindi la si può allevare, e poi, ad un certo punto, quando è adolescente, venderla come schiava. Quindi questa è la situazione della donna quando nasce in questo mondo ebraico, quando viene tenuta, e allevata senza istruzione religiosa, viene cresciuta per essere la serva. La serva del padre, prima, poi sarà la serva del marito, poi la serva dei figli.
    L’unico uomo che ha esaltato la figura della Donna nella sua epoca è stato Gesù. Nel Vangelo i discepoli spesso fanno la figura di essere ottusi e bramosi di posti d’onore nel futuro “Regno dei Cieli”, le donne invece pendono dalle sue labbra a carpire ogni insegnamento e hanno capito da subito che si trovano di fronte un grande maestro e taumaturgo e lo seguono con devozione ad ascoltare i suoi discorsi.
    Quando lo portano al Calvario mentre i discepoli scappano, impauriti dalle guardie del tempio che li cercavano per sterminare i “seguaci del nazareno”, ai piedi della croce chi troviamo ? Maria la madre, Maria di Magdala e Giovanni il discepolo che amava più di tutti e a cui affiderà la madre. Loro sono lì, ad affrontare la loro sorte di suoi seguaci, disposti a morire con il loro Gesù . Disposti ad affrontare ogni conseguenza. I discepoli sono scappati tutti e si sono chiusi e nascosti nei loro nascondigli. Non erano loro il sesso forte in quel momento, erano le donne ad essere forti e Gesù conosce il loro coraggio.

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  10. Nel libro di Don Guido Bortoluzzi Dio ribadisce più di una volta che la Donna è innocente del peccato originale e Don Guido coraggiosamente non ha temuto di dirlo pubblicamente anche se questo gli è costato caro, ma la chiesa è governata dagli uomini che non hanno il coraggio di dire la verità tant’è che questo libro e le rivelazioni che esso contiene, pur non essendo condannate non sono divulgate , solo insabbiate.
    Giusto papa Luciani, che conosceva personalmente don Guido e il dono che ebbe delle sue rivelazioni stupì tutti quando disse che Dio ci è Padre e Madre. Ci ha rivelato il lato materno e femminile di Dio. Sento ancora di più che Dio mi capisce.

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