8 gennaio 2012

La ricerca ENEA sulla Sindone mette in difficoltà gli atei dell’ Uaar e del Cicap

Sicuramente non ha fatto piacere agli atei professi dell’UAAR e a quelli del CICAP  il sapere  che una equipe di studiosi dell’Enea con un ricerca di 5 anni avrebbe dimostrato che la Sindone non è un falso e che è possibile ottenere l’immagine  irraggiando il lino con la radiazione ultravioletta di laser ad eccimeri della potenza totale di 34 mila miliardi di watt (1)!

Infatti gli atei dell’Uaar scrivono nel loro sito in un articolo del 29 dicembre 2011:
Uno studio realizzato da alcuni tecnici dell’ENEA (ente di ricerca pubblico) ha recentemente cercato di rimettere in discussione che la Sindone si tratti di un falso medievale, una circostanza supportata da evidenze storiche, artistiche e chimiche, nonché dalla datazione al radiocarbonio’.
Traspare un po’ di malcelata rabbia:  infatti, ad esempio, quelli che sarebbero stati  senz'altro chiamati ‘scienziati’ se avessero detto cose con cui loro erano d’accordo, adesso sono degradati  a ‘tecnici’ e  l’Enea viene definito tra parentesi ‘ente di ricerca pubblico’ quasi a dire… che essendo pubblico potrebbe occuparsi d’altro o dire cose diverse visto che spende  anche soldi degli atei…
Ma dove traspare anche un po’ di ignoranza è quando dicono subito dopo ‘hanno cercato di rimettere in discussione che la Sindone si tratti di un falso medioevale’.

Danno infatti ormai per assodato quello che non lo è  e  cioè  ‘che la Sindone sia un falso medioevale’, e per giunta asseriscono che il fatto che sarebbe tale è ‘circostanza supportata da evidenze storiche, artistiche e chimiche’ mentre chiunque conosce i risultati pubblicati dagli studiosi della Sindone sa proprio che  è vero il contrario e che cioè ‘le evidenze storiche, artistiche e chimiche’ oltre che ‘anatomo - patologiche, biologiche,  pollinologiche, matematiche, informatiche, ecc.’ danno come risultato il fatto che la Sindone è in realtà del periodo di Gesù Cristo, mentre sono state solo le analisi al radiocarbonio del 1989 che hanno datato il telo come risalente al  periodo medioevale ( ma tacciono sul fatto che tali analisi  peccarono di scarsa prudenza e cattiva valutazione degli errori sistematici in gioco..  tanto che quei risultati appaiono ormai in ambito scientifico molto screditati (2))

E non trovano di meglio da fare che  riportare il giudizio di uno degli autori della ricerca a radiocarbonio Christopher Ramsey che avrebbe affermato ”nella scienza archeologica, l’essere capaci di riprodurre qualcosa non significa che questa è stata la tecnica utilizzata” mostrando così di aver scoperto l’acqua calda: in pratica dicono ( oppure ho capito male?) che se è stata riprodotta l’orma sindonica con un laser ad eccimeri non è detto che sia stato usato quel mezzo per farla! Ma è chiaro che a suo tempo, nel medioevo o all’epoca di Cristo non sarebbe stato possibile utilizzare un laser, ci mancherebbe! Non esisteva!

Ma non finisce qui. Insieme al CICAP, l’UAAR riporta anche l’opinione del dott. Luigi Garlaschelli, chimico, noto  perché avrebbe ottenuto un modo per riprodurre la Sindone (essenzialmente per colorazione con pigmenti ocra e invecchiamento in un forno a 250 gradi). Ho già parlato in un altro post su come sia stata smontata la tesi di Garlaschelli da parte dei sindonologi (e di cui si può leggere l’articolo scientifico originale di critica in questo Link )
E comunque bisogna dire che il professore pur evidenziando quelle che sarebbero state pecche del lavoro (3), non afferma che il risultato trovato sia falso (e infatti non può dirlo). Personalmente  i suoi rilievi mi sembrano  un po’ deboli, ma se scriverà un articolo scientifico serio di critica supportato da osservazioni e misure ben venga, allora ne potremo riparlare…

Ecco cosa dice una parte della relazione degli studiosi dell’ENEA relativa al lavoro  che una équipe  di scienziati che analizzarono la Sindone nel 1978: “l’ultima analisi sperimentale in situ delle proprietà fisiche e chimiche dell’immagine corporea della Sindone fu effettuata nel lontano 1978 da un gruppo di 31 scienziati sotto l’egida dello Shroud of Turin Research Project, Inc. (STURP). Gli scienziati utilizzarono strumentazione all’avanguardia per l’epoca, messa a disposizione da diverse ditte produttrici per un valore commerciale di due milioni e mezzo di dollari, ed effettuarono numerose misure non distruttive di spettroscopia infrarossa, visibile e ultravioletta, di fluorescenza a raggi X, di termografia e pirolisi, di spettrometria di massa, di analisi micro-Raman, fotografia in trasmissione, microscopia, prelievo di fibrille e test microchimici. Le analisi effettuate sul telo sindonico non trovarono quantità significative di pigmenti (coloranti, vernici)  né tracce di disegni.  Sulla base dei risultati delle decine di misure effettuate, i ricercatori STURP conclusero che l’immagine corporea non è dipinta, né stampata, né ottenuta tramite riscaldamento Inoltre, la colorazione dell’immagine risiede nella parte più esterna e superficiale delle fibrille che costituiscono i fili del tessuto di lino, e misure effettuate recentemente su frammenti di telo sindonico dimostrano che lo spessore di colorazione è estremamente sottile, pari a circa 200 nm = 200 miliardesimi di metro, ovvero un quinto di millesimo di millimetro, corrispondente allo spessore della cosiddetta parete cellulare primaria della singola fibrilla di lino. Ricordiamo che un singolo filo di lino è formato da circa 200 fibrille. (7)”
E ancora: “ In questo lavoro abbiamo riassunto brevemente lo stato dell’arte delle conoscenze sulla immagine sindonica e spiegato i motivi dell’estrema difficoltà nel riprodurre una immagine aventi le stesse caratteristiche fisiche e chimiche, con la conseguenza che ad oggi la Scienza non è ancora in grado di spiegare come si sia formata l’immagine corporea sulla Sindone. Alla luce di queste elevate difficoltà tecnologiche e scientifiche, l’ipotesi di un falsario medioevale non sembra ragionevole” (8).

Dice il regista David Rolfe, esperto di Sindone, che ha realizzato diversi documentari sull’argomento per la rete televisiva BBC : ‘Ritengo che sia molto difficile per qualcuno che abbia davvero approfondito tutte queste conoscenze smentire l’autenticità della Sindone. E’ molto facile che chiunque si approcci invece al sudario con poca conoscenza e molti pregiudizi, se cerca di trovare una ragione o una scusa ‘scientifica’ per negarne la validità, la trovi. Ma non si troverà nessuno che abbia studiato a fondo la Sindone e che abbia al contempo questo atteggiamento’ .
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Note e crediti

(1) Paolo DI Lazzaro, Daniele Murra, Enrico Michelatti, Antonio Santoni, Giuseppe Baldacchini – Colorazione simil-sindonica di tessuti di lino tramite radiazione nel lontano ultraviolettoRiassunto dei risultati ottenuti presso il centro ENEA di Frascati negli anni 2005-2010.
“L’interesse di questi studi risiede nel fatto che i tentativi di replica dell’immagine sindonica sia con metodi chimici sia con metodi fisici si sono rivelati sinora inadatti ad ottenere le caratteristiche dell’immagine stessa. In particolare, i metodi chimici a contatto non consentono di ottenere una delle più peculiari caratteristiche dell’immagine sindonica, ovvero lo spessore di colorazione estremamente sottile, pari ad un quinto di millesimo di millimetro. Mediante impulsi laser eccimero abbiamo ottenuto una colorazione del lino estremamente superficiale e similsindonica (…) Abbiamo ottenuto inoltre una colorazione latente, invisibile dopo gli irraggiamenti, che appare solo a seguito di invecchiamento artificiale e/o naturale del lino. Il risultato forse più importante è aver individuato alcuni processi fotochimici in grado di spiegare sia la colorazione superficiale, sia il fenomeno della colorazione latente. E’ possibili che questi processi fotochimici abbiano contribuito alla formazione della immagine sulla Sindone”. (op. cit. pag. 4).

(2) critiche all’analisi al radiocarbonio, si veda ad esempio l’articolo Van Haelst linkato qui 

(3) Il prof. Garlaschelli fa  i seguenti rilievi a caldo ai ricercatori:
Non sono prese in considerazione le caratteristiche che potrebbero possedere fibre ingiallite per effetto chimico per confrontarle con quelle della Sindone"
(nota mia: è stato dimostrato che è impossibile ottenere con metodi chimici una delle caratteristiche peculiari dell’immagine sindonica: uno spessore di un quinto di millesimo di millimetro’ (4))."non sono prese in considerazione le caratteristiche di fibre ingiallite per semplice invecchiamento" (nota mia = nella parte finale dell’articolo c’è un confronto tra fili della sindone, i fili del telo utilizzato per l’esperimentoe e si fa riferimento ad analoghe caratteristiche trovate in fili di teli antichi in altri esperimenti di cui si danno le referenze (5))
"i risultati della colorazione del lino con laser UV sono stati valutati principalmente ad occhio nudo"; (nota mia = questo è vero nella prima parte dell’esperimento, quando si confrontano a occhio nudo le colorazioni ottenute da diverse sorgenti laser, ma nella parte finale dell’articolo viene detto chiaramente che è stato effettuato un confronto tra le proprietà ottiche del telo della Sindone e del telo dell’esperimento con la misura della riflettanza assoluta (6)).
"che le fibre col colore desiderato siano davvero simili a quelle sindoniche, resta da confermare" (nota mia = questo è vero solo in parte, magari per quanto riguarda le sfumature RGB del colore, il giallo seppia, ma per la profondità di colorazione ci siamo)
"una sola fibra con le caratteristiche desiderate, la cui colorazione potrebbe interessare solo la pellicola più esterna della fibra, su migliaia o centinaia di migliaia non sembra certo un risultato così eclatante come ci si aspettava, tale da meritare tanto clamore”.

(4) articolo ENEA citato, pag. 8
(5) articolo ENEA citato, pag. 17 e in particolare si veda la seguente referenza
(6) articolo ENEA citato pag 16
(7) articolo ENEA citato, pag. 8
(8) articolo ENEA citato, pag. 21

1 commento:

  1. il cicap trova il suo scopo d'esistere nel cover up e nel debunking. non credo abbia alcuna validità scientifica sebbene si atteggi a scienza assoluta.

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