8 aprile 2012

Fisica e Resurrezione

In occasione della Pasqua ripubblico un post su Fisica e Resurrezione.

Tempo fa  ho letto con  interesse un libro,  “La Fisica del Cristianesimo” di Frank Tipler (1). Tipler è l' enunciatore del ‘Principio Antropico’ ed è  professore di Fisica Matematica  alla Tulane University di New Orleans. Ha composto opere specialistiche, ha pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste scientifiche e ha scritto molti libri di divulgazione. In un primo momento era scettico nei confronti della religione ma nel tempo si è sempre più avvicinato ad essa, soprattutto alla Religione Cristiana nella sua espressione Cattolica.
In questo libro, è tanto convinto di aver trovato le prove della veridicità del Cristianesimo da mettermi alle volte  un po’ in imbarazzo. In esso  si  trovano infatti affermazioni stupefacenti: con alcune di esse concordo, con altre per il momento  non saprei dire perché un po' ardite e forse troppo avanzate per i nostri tempi.
Tipler in uno dei capitoli del suo libro dà una spiegazione di come potrebbe essere avvenuta la Resurrezione di Gesù Cristo in accordo con  le leggi della Fisica...

Voglio ricordare quello che diceva San Paolo: “ Se Cristo non fosse risuscitato dai morti, vana sarebbe la nostra Fede”. Il Cristianesimo è fondato infatti sulla realtà e veridicità della Resurrezione, e uno che non ci crede non può dirsi cristiano. Se venisse dimostrato che la Resurrezione di Cristo non è mai avvenuta allora il Cristianesimo crollerebbe. Quindi la Resurrezione è il miracolo fondamentale!


E che prove vengono portate per confermare che la Resurrezione sarebbe veramente accaduta, rappresentando così uno degli eventi più stupefacenti della storia umana?
Egli  parte da un reperto che, se autentico ( e qui supporremo ovviamente che lo sia), proverebbe per la sua struttura e formazione il miracolo, proprio perché questo ‘reperto’ era presente durante il verificarsi del fenomeno e ne avrebbe perciò registrato gli effetti accessori: la Sindone di Torino.

Come si è formata l'mmagine della Sindone?

Ricordo che da quasi un secolo ormai gli scienziati di diverse discipline si scervellano sul meccanismo di formazione dell’immagine, e non ne hanno trovato nessuna veramente convincente. Sono state fatte infatti diverse ipotesi, e alcune di esse ormai sono state definitivamente scartate, anche se spesso i mass media fanno finta di non saperlo e  le ripropongono al pubblico, ignaro dell’inganno, rifilate dal finto ”esperto” di turno. Sono ormai state ad esempio dimostrate come false le spiegazioni basate su pittura o bruciatura con corpo caldo (2).
La Sindone ha la particolarità di essere come il ‘negativo’ di una pellicola fotografica. L’immagine che porta su di sé,  priva della deformazione che ci si sarebbe aspettata se il lenzuolo fosse stato avvolto al corpo,  è formata da un leggerissimo ingiallimento e microscopico sfaldamento delle fibrille superficiali del tessuto. L'ingiallimento è assente nei punti in cui sono depositati dei grumi di sangue. Inoltre, particolare notevole, su di essa è presente una informazione sulla tridimensionalità del corpo, che infatti è stato possibile ricostruire al computer.
L’ipotesi che bisogna fare per poter spiegare questa informazione sulla tridimensionalità e la non deformazione della immagine è che al momento della impressione di essa la Sindone fosse leggermente sollevata, e in maniera uniforme, a pochi millimetri di distanza dal corpo.

Ipotesi  sulla Resurrezione

E come si spiegherebbe quindi il fenomeno della Resurrezione con il contemporaneo formarsi dell’immagine?


Un po' di Fisica delle Particelle...

Nella Fisica della particelle elementari, esiste una costruzione teorica ormai accettata dalla maggior parte dei fisici detta Modello Standard. In essa si spiegano tutte o quasi le trasformazioni a cui possono andare incontro nel mondo dell’ infinitamente piccolo le particelle che compongono la materia e l’energia di cui  è fatto l'Universo.
Non entrerò nei particolari della teoria ma richiamerò alcune leggi un po' avanzate di essa  che servono al nostro scopo.
In pratica in tale modello è previsto che ci sia la possibilità che i neutroni e protoni (detti barioni) possano essere totalmente trasformati in neutrini e antineutrini, in un processo chiamato ‘annichilazione barionica tramite effetto tunnel quantistico elettrodebole’. Perché il processo possa avvenire l’energia è dell’ordine di 10 Tev, che è una quantità enorme se si pensa che il più grande acceleratore di particelle del mondo, l’LHC di Ginevra, riesce ad accelerare solo fino ad energie di 5 Tev. Il processo può avvenire comunque ad energie più basse, anche se con una probabilità molto piccola, per  un fenomeno quantistico - detto effetto tunnel - che fornisce alla particella una energia molto superiore rispetto a quella che ha (presa in ‘prestito’ non si da dove, per alcuni fisici e per lo stesso Tipler da ‘universi paralleli’).

smaterializzazione in neutrini

In pratica  il cadavere di Gesù si sarebbe ‘smaterializzato’ trasformandosi in una miriade di neutrini, scomparendo così alla vista (infatti i neutrini sono praticamente ‘invisibili’ perché hanno una interazione molto debole con la materia). Il processo di smaterializzazione per una singola particella è già poco probabile che avvenga alle usuali energie, figurarsi quanto lo sarà stato per il numero di particelle che componevano il corpo di Gesù! Inoltre perché questo fenomeno potesse avvenire era necessario che  attorno al corpo si creasse un cosiddetto ‘campo di sphaleron’, coerente in senso quantistico  a  livello macroscopico.  Noi questo campo almeno attualmente non lo sappiamo fare. Dobbiamo perciò ipotizzare che  esso si sia generato in qualche modo, ma non sappiamo dire come (ovviamente per il credente questo campo è stato creato da Dio proprio per permettere la Resurrezione, e in questo consisterebbe infatti il miracolo).
Il fatto che durante il processo siano nati numerosi neutrini è compatibile con l’esistenza della traccia rimasta sul lenzuolo, anzi  per Tipler questa sarebbe l’unica spiegazione credibile per spiegarla.  Infatti se si fa il calcolo della pressione esercitata da questi neutrini sul lenzuolo si trova che essi avrebbero dovuto sollevarlo dal corpo di alcuni millimetri, giusto per poter proiettare su di esso una immagine  non deformata, con informazioni che permettono di ricostruire la forma tridimensionale.
Il procedimento ‘chimico’ che ha portato all’ingiallimento superficiale delle fibre non è una bruciatura, in quanto l’immagine non è fluorescente alla luce ultravioletta, ma è un effetto di un gruppo ‘dicarbonilico coniugato’ prodotto dalla cellulosa del lino ovvero un processo detto anche ‘ossidazione’ cioè di rimozione di atomi di idrogeno. E la conseguente disidratazione  delle molecole del lino in ambiente ‘acido’ è la sola che può spiegare l’ingiallimento. E visto che comunque i neutrini interagiscono molto poco con la materia, bisogna supporre  che il responsabile di questa ossidazione e consunzione delle molecole superficiali con conseguente ingiallimento sia stata provocata dal  ’campo di sphaleron’. Infatti gli strati del lino più vicine al corpo, cioè quelli superficiali, si sono trovate immersi in tale campo, che avvolgeva il corpo durante il processo di smaterializzazione, così che anche gli atomi di questi strati superficiali si saranno smaterializzati e in quantità decrescente esponenzialmente con la distanza dal corpo. (Ed è questa decrescita esponenziale che contiene l’informazione sulla tridimensionalità). Smaterializzazione degli atomi di cellulosa significa eliminare atomi di idrogeno: cioè secondo la chimica ‘ossidare la cellulosa’. E in effetti la microscopica consunzione della superficie ingiallita che forma l'immagine sembrerebbe confermare questa tesi. Ma questo per la sparizione del corpo morto. E per la sua riapparizione come corpo dotato di vita'?

materializzazione

Per questo bisogna supporre che sia avvenuto il processo inverso dell'annichilazione: la ‘materializzazione’di un corpo vivo apparentemente dal nulla e  fuori dal lenzuolo o dalla tomba con il processo (inverso) detto di ‘bariogenesi elettrodebole’, cioè di creazione di elettroni, protoni e neutroni da forti campi energetici o da coppie di neutrini e antineutrini. Anche questo è un processo già poco probabile che alle usuali energie avvenga per  un singolo elettrone, figurarsi per la creazione di tutti gli atomi di un corpo di circa 80 kg. Ma anche qui possiamo supporre che come per la ‘sparizione’ anche per l’apparizione del corpo abbia agito un ‘campo di sphaleron’ coerente a livello macroscopico (generato con un procedimento a noi sconosciuto, naturalmente per causa divina, secondo una visione di fede).
Il processo così come è stato descritto è  permesso dalle leggi della fisica ma come sia stato possibile che avvenisse e come è stato generato è un problema irrisolto, almeno allo stato delle nostre conoscenze e tecnologie attuali. Ma nulla vieta che magari in futuro il processo possa essere generato con l’ausilio di una tecnologia più elevata di quella che possediamo attualmente.

Sindone come Santo Graal?

E lo stesso Tipler  dice che anzi la Sindone sarebbe il vero Santo Graal, perché se verrà studiata  a fondo potrebbe manifestare il  segreto  di come ottenere le conoscenze per  una tecnologia che possa permettere la ‘bariogenesi di sphaleron’, processo che attuato su grande scala potrebbe dare all’umanità la possibilità ottenere una quantità  illimitata di energia e addirittura  anche la capacità di invertire il processo di accelerazione dell’espansione dell’Universo che, se non verrà fermato, in un futuro più o meno lontano porterà alla dissoluzione dell’Universo stesso...

Possibile conferma sperimentale

Ma ovviamente questa è solo una ipotesi, anche se molto suggestiva.

Però  una verifica sperimentale  di questa ipotesi si potrebbe fare:  per avere delle prove bisognerebbe analizzare le rocce della tomba. Infatti se  la Resurrezione dovesse essere avvenuta così come descritto, il processo dovrebbe aver lasciato delle tracce a livello microscopico oltre che sulla Sindone anche  sulle pietre circostanti (3). E siccome  il sepolcro di Gesù è conosciuto, non dovrebbe essere difficile verificare la presenza o meno di queste tracce...
Vedremo in futuro se così sarà ...
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Note 

(1) Frank Tipler - La Fisica del Cristianesimo - Dio i misteri della Fede e le leggi scientifiche- Mondadori 2008

(2) Ho scritto diversi post sulla Sindone e sulle polemiche relative alla sua formazione. Si veda ad esempio l'ultimo, sulla polemica tra ricercatori dell' Enea e l'esperto del Ciacp prof. Garlaschelli   .

(3)  'In verità vi dico, grideranno le pietre!' (Luca, 19 -39,40)

3 commenti:

  1. Ho cercato di capire ma non ci sono riuscito,termini troppo specifici,mi affidero' alla fede come ho fatto fino ad ora-beati quelli che vedranno e crederanno

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  2. scusate l'errore di battitura volevo dire ovviamente -beati quelli che non vedranno e crederanno- mi scuso ancora

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  3. Non sono del tutto d'accordo. Secondo autorevoli interpretazioni il 'beati quelli che non hanno visto ma hanno creduto' si riferisce al fatto accaduto a Giovanni nel Sepolcro che la mattina di Pasqua, vedendo le bende afflosciate (secondo la traduzione di don Persili e riportata anche da Messori) 'vide e credette', nel senso che gli bastò quel segno, dato da Dio, per credere, non fu necessario per lui vedere direttamente il Signore per farlo. Invece a Tommaso non bastarono le testimonianze di quelli che avevano visto, voleva credere solo dopo aver visto direttamente il Signore. Purtroppo l'interpretazione come la sua viene usata da quello che dicono: è inutile e controproducente studiare i segni che Dio ci dà, bisogna credere e basta. Beh, se Dio ci dà dei segni vuol dire che in certi casi (vedi i miracoli di Gesù) non sono inutili e aiutano a credere. Bisogna infatti credere in Dio non perchè lo abbiamo visto, ma perchè ci dà segni sufficienti della sua esistenza. L'atteggiamento contrario ai segni, che poggia sulla prima interpretazione del 'vide e credette' è secondo me fuorviante e può tagliare i ponti con qualunque dialogo con la Scienza.

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