26 maggio 2012

La Luce e l'Universo

Galassia a spirale NGC 3982 (Nasa/Esa- Hubble telescope)
La teoria della Relatività di Einstein ha rivoluzionato la Fisica del XX secolo. Essa essenzialmente dice  che le leggi della fisica sono le stesse  per tutti gli osservatori in moto rettilineo uniforme uno rispetto all’altro e che la velocità della luce ha lo stesso valore (300.000 km al secondo) per tutti gli osservatori, qualunque sia il loro moto. Queste affermazioni comportano delle conseguenze che per la fisica classica erano sconcertanti: fra queste il fatto che l’intervallo di tempo tra due eventi dipende dall’osservatore e che la lunghezza degli oggetti in moto è più corta di quella a riposo. Questi effetti dipendono dalla velocità e sono tanto più marcati quanto più questa si avvicina a quella della luce. Addirittura se un osservatore potesse raggiungere tale velocità, esso verrebbe visto con il suo orologio bloccato e lui vedrebbe tutte le distanze percorse come di lunghezza nulla...

Questi fatti mi portano a fare delle considerazioni sulla natura della Luce stessa.
Pensiamo di metterci al suo posto per un momento, cioè personifichiamoci in un raggio di luce, lo so che non si può fare, ma se si potesse cosa avvertiremmo? In pratica questo: attraverseremmo tutto l’Universo, che ci sembrerebbe di dimensioni nulle, in un tempo nullo. Cioè il tempo per noi non esisterebbe e percepiremmo forse di poter essere nello stesso istante in ogni punto dell’Universo!

Se un fotone di luce avesse coscienza di sé quindi potrebbe dire di non conoscere il tempo, di essere al di fuori di esso, di trovarsi nella dimensione dell’eternità: per esso l’istante di nascita (il Big Bang) e quello della fine dell’Universo coinciderebbero.
Se consideriamo che la luce ci mette 100.000 anni per percorrere la nostra Galassia da una estremità all’altra, potremmo dire che essa non si accorge neanche di tutto questo tempo che passa: per essa l’istante di partenza e di arrivo coincidono. E questa distanza, che  per noi  è smisurata,  per essa è invece nulla.

La luce è anche energia che oscilla. E l’energia è vibrazione. E l’Universo è pieno di energia e vibrazione, anche nella sua struttura più microscopica, nella sua intima essenza.

C’è molto nella luce quindi che la fa immaginare come una delle caratteristiche del Divino.

Essa, che rende vivo l’Universo, che permette  la vita, che è come una presenza nel tempo ma non del tempo, ci ricorda l’Amore Eterno che ci ha fatti.

Ed è significativo che la prima frase creatrice dell’Altissimo sia stata: Fiat Lux  (Sia la Luce).

E infatti Luce fu.

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