29 giugno 2012

I profeti dell’ateismo (parte 1^): Richard Dawkins, ovvero il ‘Cappellano del Diavolo’.

Ultimamente ho letto un libro di Giberson e Artigas – I profeti senza Dio – (1) e ho avuto così modo di conoscere il pensiero e le opere di alcuni scienziati considerati gli alfieri dell’ateismo militante contemporaneo:  tre biologi – Dawkins, Gould, Wilson – e tre fisici – Sagan, Hawking e Weinberg. Di essi parlerò singolarmente in sei post successivi, riportando le considerazioni degli autori del libro citato, ma anche  alcune riflessioni personali. Infine chiuderò con un post  in cui esporrò le conclusioni. Ecco perciò il primo personaggio della serie: Richard Dawkins.


Richard Dawkins, ovvero il Cappellano del Diavolo.

Forse leggendo il mio titolo il lettore mi considererà come una specie di Torquemada che affibbia etichette negative agli ‘avversari’ atei. Non è proprio così: l’appellativo Cappellano del Diavolo se l’è scelto Dawkins stesso in un libro dallo titolo omonimo. Evidentemente Dawkins lo ha fatto perché al diavolo non ci crede, sarebbe infatti insensato per qualunque persona sana di mente ritenersi e vantarsi di essere il sacerdote dell’essere malefico per eccellenza e del padre della menzogna.

Per il grande pubblico italiano Dawkins è  poco noto, noi abbiamo la versione nazionale che si chiama Piergiorgio Odifreddi, che dentro i nostri confini è più conosciuto. Ma essendo Dawkins famoso in ambito americano e anglosassone, e comunque internazionale, possiamo dire che egli è una specie di Odifreddi in salsa mondiale (senza offesa ovviamente per quest’ultimo a cui dedicherò un futuro post) e che quindi è necessario conoscerlo.
Dawkins è uno scienziato, biologo ed evoluzionista, che ha pubblicato numerosi libri di successo. Possiamo dire che egli ha coniugato una padronanza scientifica nel suo campo con la notevole capacità divulgativa.

Il Gene egoista

Dawkins ha espresso la sua tesi più originale nel suo best-seller: ‘il Gene egoista’.
Nel descrivere il mondo naturale egli sostiene che le piante, gli animali e gli uomini, sono come delle armature con cui si presentano i veri attori del dramma evolutivo espresso dalla selezione naturale: i geni che si trovano all’interno delle cellule, nascosti nei cromosomi, e che hanno come unico scopo replicarsi per poter sopravvivere. E infatti i geni vivono da milioni di anni, sono cambiati di poco, quello che è variato molto sono invece le loro ‘armature’, sempre più sofisticate, con apoteosi finale l’essere umano.

“La selezione naturale per Darwin era la forza motrice dell’evoluzione e i geni per Dawkins sono l’unità di base della selezione. Sebbene i lottatori visibili nella guerra per l’esistenza siano i singoli organismi in realtà essi sono solo temporanei, i veri protagonisti della commedia sono i geni. E i geni che hanno avuto successo sono quelli che hanno costruito gli organismi vincenti affinchè li ospitino. Visti in quest’ottica i geni effettivamente sono spietati ed egoisti, come dei parassiti che manipolano i loro organismi ospiti per la propria sopravvivenza” ( 2). Essi sono dei ‘replicatori’ attivi.

Inoltre, Dawkins “ sviluppa ulteriormente la sua idea ne ‘il fenotipo esteso’, in cui sostiene in pratica che i geni sono i ‘burattinai’ che non solo dirigono lo sviluppo dei corpi in cui risiedono, ma ne influenzano anche i comportamenti… Dawkins offre un modo di guardare alla sopravvivenza attraverso la riproduzione. I geni creano ospiti congeniali che, a loro volta, assicurano la sopravvivenza e la riproduzione di quei geni. Se ne sono capaci, i geni prosperano; altrimenti scompaiono”. (3)

Anche se suggestiva la tesi del gene egoista è stata oggetto di discussioni , e alcuni scienziati  evoluzionisti , fra cui Stephen Gould, non l’hanno mai accettata. Gould accusò Dawkins di essere troppo riduzionista e determinista, di voler cioè spiegare il comportamento del tutto, quello ad esempio molto complesso di un organismo umano, come la semplice somma del comportamento delle sue parti più piccole, cioè di quelle microscopiche, ovvero dei geni.

I replicatori culturali  o ‘Memi’

Questa idea del ‘gene’ è stata generalizzata da Dawkins introducendo altri replicatori, non biologici ma culturali, detti ‘Memi’ (da memoria e geni). Un esempio di memi possono esserlo le idee di un libro di successo che sopravvivono e fanno in modo da replicarsi con diverse ristampe e che competono con altri libri che magari scompariranno. Le idee che si trovano nel libro vincente si radicheranno nella cultura e sopravviveranno al libro stesso. Queste ‘idee’, analoghe dei geni, si chiamano appunto ‘Memi’. Quindi Dawkins fa un’interessante analogia tra evoluzione biologica e quella culturale. Fra l’altro rifiuta l’etichetta del ‘tutto dipende dai geni’ e afferma che anzi l’umanità deve superare la pura trasmissione dei geni e mettere in circolo i ‘memi’ per poter migliorare il suo destino.


La religione come 'memo' negativo, virus della mente

Il problema sorge però nel momento in cui Dawkins parla (o sparla?) della Religione: egli la considera come un ‘meme negativo’,  alla stessa stregua di un virus mentale. Di ciò discute soprattutto nel suo libro “l’orologiaio cieco” in cui fra l'altro nega il Creatore, la cui esistenza invece può essere ipotizzata e anzi è probabile così come un orologio (la natura) proprio per il fatto di esistere nella sua complessità presuppone un orologiaio (Dio) che l’abbia costruito.
Dawkins però sostiene che non c’è bisogno di un progettista intelligente per spiegare la complessità degli esseri viventi. Per lui basta la selezione naturale anche se è cieca. A suo parere l’orologiaio che fabbrica gli organismi viventi è infatti ‘cieco’.

Molti avversari dell’evoluzione mettono giustamente in risalto il fatto che appare quasi impossibile che delle mutazioni cieche riescano a costruire organi tanto sofisticati e complessi.  Ma per Dawkins questo non è un problema perché considera la selezione naturale come cumulativa, nel senso che ogni passaggio della selezione comincia dove finisce il precedente.

La scimmia che imita Shakespeare

Dawkins per ‘provare’ la sua tesi, e che cioè dei passaggi casuali che vengono selezionati e man mano si accumulano portano ad una complessità funzionante, programma una  simulazione al computer, in cui, con una versione però semplificata e controllata, tenta di dimostrare la tesi evoluzionista del ‘dato un tempo abbastanza lungo, una scimmia che batte a caso sui tasti di una macchina da scrivere può comporre tutte le opere di Shakespeare’. Egli cerca di provare che la scimmia riesce a scrivere la frase ‘ME THINKS IT LIKE A WEASEL’ ('mi pare che assomigli ad una donnola') in pochi tentativi, facilitandole  il compito con una tastiera ridotta a solo 26 lettere maiuscole. Però, siccome comunque la probabilità che casualmente essa riesca a farlo risulta essere veramente piccola, Dawkins escogita un trucco: una volta generata una frase di 28 caratteri (quale è quella da ottenere) anche se senza senso, fa introdurre dal computer delle variazioni casuali dentro di essa e fa conservare la frase ottenuta che più si avvicina alla frase compiuta, sostituendo quella precedentemente messa in memoria ma meno perfetta. Ovviamente qui Dawkins è come se barasse: infatti introduce uno scopo, un progetto – la frase sensata con cui confronta le frasi casuali  – mentre in realtà il darwinismo questo progetto in natura non lo ammette! In 42 variazioni si riesce così ad ottenere la frase che si voleva! Però in realtà -  paradossalmente - l’esperimento funziona solo se c'è un progetto, cosa che però Dawkins nega che ci sia nella realtà naturale!

Visto che c’è il male  ‘Dio non esiste’

Non pago di ciò, Dawkins considera il fatto che  in natura esiste il male e ciò unito alla tesi della mancanza di un progetto lo porta ad affermare che Dio non esiste. 
Il problema  del male come prova della non esistenza di Dio è stato dibattuto per secoli e la teologia cristiana ha dato da tempo una risposta, a cominciare da Sant’Agostino e proseguendo con San Tommaso D’Aquino:  essi hanno sostenuto che il male non può essere una prova della non esistenza di Dio in quanto “Dio  lo permette perché può ricavarne un bene maggiore”.
Inoltre non è difficile mostrare che la selezione naturale non è in contrasto con l’esistenza di un piano divino. Da tempo quei teologi che hanno accettato la teoria dell’evoluzione (supposta che sia vera – molti studiosi nutrono seri dubbi in proposito)  hanno dimostrato che essa può essere vista come un meccanismo per la creazione. Insomma “usare l’evoluzione per ragionare contro l’esistenza di Dio è semplicemente inefficace e Dawkins dovrebbe saperlo bene” (4).
Ma l’apoteosi contro la Religione Dawkins la raggiunge nel libro ‘il cappellano del diavolo’: in esso la considera infatti come un virus dannoso per la mente, in analogia con quello dei computer. Dawkins dà infatti per scontato che non vi possa essere una adesione religiosa basata sulla razionalità. In realtà e per fortuna molte persone ragionevoli fra cui tanti colleghi di Dawkins non la pensano in questo modo. D’altronde Dawkins deve ancora dimostrare come questo suo giudizio così negativo derivi dalla scienza… Ma non può farlo perché non c’è nulla nella scienza che possa portare a questa conclusione, semmai c’è nello ‘scientismo’,  che usa impropriamente la scienza per ‘comprovare’ convinzioni personali. Usando lo stesso paradigma del meme di Dawkins, potremmo dire che lo scientismo è anch’esso un meme, anzi un virus dannoso per la mente  “ Lo scientismo è esso stesso una fede che risponde bene alle esigenze dei suoi credenti, assicurando loro che soltanto la scienza offre un paradigma valido per stimare la conoscenza. Lo scientismo , tuttavia, è un’ideologia” (5), non scienza!

Per dirla ancora con Artigas “Dawkins è un bravo scienziato e un brillante comunicatore, ma sembra stranamente inconsapevole di essere un infimo filosofo e un pessimo teologo.
La scienza e lo scientismo sono incompatibili. Infatti la prima si concentra su argomenti particolari e usa metodi rigorosi per studiarli, sottoponendo le ipotesi a verifiche serie evitando estrapolazioni o generalizzazioni ingiustificate, mentre lo scientismo è una generalizzazione non supportata da prove, una cattiva filosofia camuffata da scienza” (6).

Non parliamo poi dell’idea che Dawkins ha di Dio, che è sviluppata quanto l’idea che ha delle fate. “A voler essere schietti, quando Dawkins tratta di teologia lo fa in modo superficiale e impreciso, spesso ben poco degno di credito. Egli infatti effettua una sistematica presa in giro e demonizzazione di punti di vista competenti, che vengono presentati sotto la luce più ingenua. La sua tendenza a travisare le opinioni dei suoi oppositori è l’aspetto meno attraente dei suoi scritti. Rafforza semplicemente la percezione che egli viva in un mondo concettuale ermeticamente chiuso (alla faccia dell’atteggiamento curioso che dovrebbe avere uno scienziato! – nota mia), indifferente verso una genuina apertura verso la religione” (7).

Dawkins definisce la fede come ‘fiducia cieca, senza prove, anche contro le prove’,  “ma chi può accettare questa ridicola definizione? Essa non viene adottata da nessun importante scrittore cristiano. Si tratta solo di una convinzione di Dawkins che determina il suo atteggiamento nei confronti della religione e della gente religiosa. E’ ovvio che in base a questa definizione viene facile a Dawkins buttare giù la fede dicendo che è infantile” dice McGrath (8), che continua “ l’insistenza di Dawkins sul fatto che l’ateismo sia l’unica visione del mondo legittima per uno scienziato della natura è un giudizio inaffidabile e insano. Tuttavia non mi preoccupa soltanto il distorto ragionamento che Dawkins avanza per giustificare le sue convinzioni; sono turbato per la ferocia con cui egli asserisce il suo ateismo. Una potenziale quanto ovvia risposta è che le radici di esso vadano cercate al di fuori della sua scienza, per cui forse c’è un aspetto fortemente emotivo nelle sue credenze a questo riguardo” (9).
Dawkins è tuttora attivo nel suo ruolo, in uno dei suoi ultimi libri “l’illusione di Dio” continua nello stesso filone. “ La sua visione della scienza che ama e della religione che odia, tuttavia, è inadeguata e inquietante, stranamente arcaica in un mondo postmoderno. Dawkins comincia ad assomigliare ad un pezzo da museo che diventa sempre più interessante perché, mentre tutto il resto procede e cambia, lui rimane sempre lo stesso” (10), fissato ormai nel suo ruolo di perenne avversario di Dio, della fede e della religione.

Il paradiso perduto?

Una cosa però mi riesce difficile da spiegare ed è questa: se Dawkins è veramente convinto che Dio non esiste e che la Religione e la fede sono false, perché tanta insistenza nel parlarne?
Come mai ci vuole convertire a tutti i costi alla sua ‘fede’ naturale senza speranza? Non è che per caso egli prova inconsapevolmente un po’ di invidia per la tranquillità di  chi crede?
Forse, in maniera inquietante, da genuino ‘Cappellano del diavolo’, sembra quasi rivelare con il suo modo di agire una inconfessabile nostalgia per il Paradiso perduto.
(vai alla 2^ parte)
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Note e crediti

(1) Giberson e Artigas – I profeti senza Dio (anche la scienza ha i suoi sacerdoti) – ed. San Paolo 2007, traduzione italiana di ‘Oracles of Science: Celebrity Scientists Versus God and Religion’– by Oxford University Press, Inc 2007

(2) op. cit. pag. 47

(3) op. cit. pag. 59

(4) op. cit. pag. 81

(5) op. cit. pag. 89

(6) op. cit. pag. 90

(7) Alister McGrath – Dawkins’ God, Genes, Memes, and the meaning of Life – Blackwell Oxford 2005 pag. 83

(8) Alister McGrath op. cit. pag. 84

(9) Alister McGrath op. cit. pag. 95

(10) Giberson e Artigas op. cit. pag. 115

17 commenti:

  1. Ottima affascinante e interessante trattazione, che mette in luce le falle del determinismo.

    E' provata l'esistenza dei 'memi'?

    Io ho sempre pensato - intuitivamente, non sono in grado di dare dimostrazioni scientifica - ad una evoluzione che non esclude il creazionismo, ma che sia insita nel 'progetto' iniziale. Quanto all'"Uomo" (maschio e femmina li creò), sia per fede che come dato di ragione, ri-conosciamo il vertice di questo progetto in Cristo, il Figlio diletto, al quale siamo chiamati a 'configurarci' sempre più attraverso la vita di Fede grazie alla sua azione teandrica su di noi e su tutto il creato, uscendo però dall'immanentismo e cogliendo il respiro Soprannaturale che ci anima e ci sostiene.

    Purtroppo, non solo nella scienza ma anche nella fede, è stata estromessa la metafisica...

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  2. La teoria evoluzionistica è una favola per adulti, suvvia...

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  3. Perdona lO.T. che ne pensi di questo?
    Su La Sindone e il big bang
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=196

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    1. Grazie per l'utile segnalazione! Ho appena dato una rapida lettura al documento in pdf pubblicato da Baldacchini che si trova al seguente indirizzo: http://www.sindone.info/BALDAKKI.PDF . Mi è sembrato molto ben argomentato e interessante. Me lo studierò con un po' di calma e prossimamente cercherò di scrivere un post divulgativo in proposito (diciamo a metà strada tra l'articolo di Tosatti e il documento stesso).
      Saluti.

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    2. Grazie ho letto anch'io. Mi pare molto convincente e non vedo l'ora di leggere la tua sintesi.
      In Domino.

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  4. Voltaire ha detto: I libri si scrivono per essere venduti e io dico le idee si inventano per essere scritte.
    Il problema religioso esisteva già nel paleolitico quando l'uomo diventato Sapiens si è chiesto: Perchè ci sono? e dove stò andando? Perchè muoio?
    Nel tentativo di rispondere a queste domande ha cercato un essere superiore per averne la risposta.
    Nella sua grande immaginazione extrasensoriale ha creduto di trovare una divinità. La divinità è variata nel tempo e nel tipo di società ma è sempre stata presente come necessità per esorcizzare le paure e la morte.
    Credere o meno in una divinità lascia il tempo che trova poichè all'umana gente interessa esclusivamente la propia individualità, alla quale non vorrebbe rinunciare.
    Tutte le religioni, per rendersi interessanti, garantiscono una individualità dopo la morte. Le più avanzate parlano di annullamento quando si è giunti all'assoluto, cioè alla perfezione.
    (cosa assi difficile o solo per pochi eletti)

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  5. Se andate su www.facebook.com/giossone34 potete vedere una fotografia inviata nei web dall'Università di Warwick che riguarda l'elettrone, cioè la particella di energia che compone il tutto, uomo e divinità comprese.
    Potete inoltre vedere altri link che devono fare riflettere tutti coloro che sono legati alle arcaiche credenze.

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    1. Ma di cosa sta parlando? l'elettrone che compone la divinità? Arcaiche credenze?

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    2. Leggere " Lo spirito questo sconosciuto" del fisico nucleare delle particelle prof. Emile Charon.
      Tutto ciò che è stato roccantato nel passato remoto sono arcaiche credenze che si basavano su di un concetto tolemaico dell'esistenza.
      Galileo è ancora messo in discussione ma siamo al tramonto degli dei.

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    3. Lei e questo prof. Emile Charon ne siete proprio sicuri?

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    4. Salve, mi sono imbattuto in questo blog per caso, mentre cercavo un venditore online di "Il cappellano del diavolo", libro che ho letto con interesse qualche settimana fa, prelevandolo in prestito da una biblioteca. Volevo solo segnalarti la mancanza nel tuo post di quella che a mio avviso è la più importante tra le argomentazioni di Dawkins. Egli, parimenti a Bertrand Russell di cui viene riportato il paragone Dio/Teiera cinese in orbita tra la Terra e Marte, ritiene che l'onere della prova di Dio così come di qualsiasi presunta verità, spetta a chi quella verità la promuove. Non è possibile pensare che in assenza di qualcuno che neghi l'ipotesi che Dio esista essa sia necessariamente vera. Allo stesso modo, non è possibile negare l'ipotesi che una teiera cinese in orbita tra la Terra e Marte troppo piccola per essere visibile da un telescopio, sia in effetti reale. Ciò di per sè non dovrebbe essere sufficiente a ritenere che tale teiera esista.

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    5. Il paragone Dio/Teiera dà un’idea di quanto irrispettoso e arrogante sia l’atteggiamento di certi atei nei confronti di Dio e dei credenti. Che l’onere della prova sia di chi propone l’esistenza di qualcosa è ovvio. Bisogna vedere di che tipo di prova si parla. Non può esserci infatti una prova di esistenza ‘fisica’ di ciò che per definizione è ‘spirituale’. Vai perciò a leggere tutte le argomentazioni filosofiche e teologiche, oltre che di esperienza personale, esposte nei secoli passati da Dottori della Chiesa, Mistici e Santi… vedrai fra l'altro ben altra levatura intellettuale, in confronto Russel e Dawkins sembreranno dei nani.
      C’è da dire che esistono però anche numerosi ‘tracce’ sul piano ‘naturale’ dell’esistenza di Dio, di cui ho anche discusso io nel mio blog, ad esempio i miracoli eucaristici o altri fenomeni in cui le leggi della natura sembrano ‘sospese’ o se vuoi come 'guidate in maniera diversa da come usualmente ci si aspetterebbe' (ad esempio il miracolo del sole a Fatima), e che la ‘scienza’ non è riuscita a spiegare e che per una mente aperta, onesta e scevra da pregiudizi possono costituire un avvio alla Fede.

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    6. E' un ottimo consiglio "Vai a leggere TUTTE le argomentazioni filosofiche e teologiche esposte nei secoli passati da Dottori della Chiesa, Mistici e Santi". Tuttavia, ma è colpa mia ,non credo di farcela nel breve periodo. Spero che avrai la pazienza di aspettare...

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    7. Capisco la tua ironia...ovviamente il 'tutto' voleva significare anche 'numerose' argomentazioni...non ti do certo il consiglio di studiarle proprio tutte...ma almeno le argomentazioni esposte nei post in cui parlo delle 'tracce' naturali se hai pazienza e voglia potresti leggerle e su quelle confrontarci...non certo sulla Teiera cinese in orbita insomma..

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  6. Quando ero bambino andavo in chiesa ed ero sempre interessato a vedere un'ampolla dove dentro c'erano dei diavoletti di terracotta che con dei forconi non permettevano a degli umani di uscire dalle fiamme. Sotto c'era un salvadanaio con una scritta "per le anime del purgatorio".
    Più grande andai al museo di scienze naturali ed in una bacheca avevo visto degli scheletri di antropomorfe ed avevo notato che la differenza non era così sostanziale. Da adulto andai al Musee de l'Homme a Parigi e vidi in una vetrina esposti diversi scheletri umani ma non eguali poichè appartenevano nelle varie ere glaciali del quaternario. In poche parole rappresentavano l'Australuphitecus, Homo abilis, Homo erectus,l'Homo sapiens e per finire l'uomo moderno, cioè l'Homo Sapiens-sapiens (il Cro-Magnon). Di lato un'altro scheletro rappresentante l'uomo di Neanderthal. Al museo di scienze Naturali diNew York ho visto anche l'Hobby, l'omino di Flores vissuto fino alle soglie del Neolitico. Da 1.000.000 di anni questi esseri lavoravano già la pietra e hanno vissuto in contemporanea per lunghi periodi. Fà pensare l'Uomo di Neanderthal e il Cromagnoide che hanno vissuto insieme, anzi oggi si è dimostrato biologicamente che si sono anche ibridati dando vita all'uomo Indoeuropeo.
    Hanno il DNA differente e quindi non appartenenti ad un'unica sottospecie ma sepellivano già i morti e quindi si presuppone che avessero una certa spiritualità.
    Tutto ciò oggi è conclamato e quindi tutte le favolette fantasmagoriche raccontate già dalla notte dei tempi stentano ad essere credute ma si mantengono per comodo. Una cultura sciamanica che si tramanda da migliaia di anni poichè è diventata una professione e redditizia, mantenendo i poveri di spirito in soggezione e sottocontrollo.

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  7. Se si metterà con un po' di buona volontà a studiare un po' più seriamente il dibattito attuale sulle molte stupidaggini pseudoscientifiche propalate dalle teorie evoluzionistiche le potrebbe accadere di fare meno affermazioni apodittiche e imprudenti sui (supposti) nostri progenitori e magari tralascerà di sprecare il suo tempo a girare per musei che propongono controverse e fantasiose ricostruzioni sui nostri (ipotizzati) antenati...
    Scoprirà fra l'altro così che l'interpretazione dei fossili è molto controversa e che spesso sono state architettate delle discendenze che ad una successiva rigorosa analisi si sono rivelate fantasiose se non addirittura truffaldine.
    Lo sa che la ricerca genetica in realtà mette sempre più in difficoltà (anzichè confermare) la teoria sintetica dell'evoluzione?
    P.S. - visto che lei è così restio a convincersi della bontà delle cose che dico in questo Blog, perchè lo frequenta? Lei resta solo della sua idea come si evince dagli interventi che fa, sempre dello stesso tono e che però non entrano nel merito del post in oggetto, non pare che le interessi molto infatti quello che affermo. E allora perché insiste? Ci sono tanti altri Blog che può frequentare, in cui ci sono persone che la pensano come lei e che parlano delle cose che a lei interessano!

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  8. rispondo nel suo blob poichè è diretto da una persona colta ed istruita, addirittura un professore di matematica e fisica, scienze esatte!
    Ho sempre pensato che quanto tramandato in merito alla vita e alla morte dalle arcaiche scritture fosse destinato all'umana gente per tranquillizzarla e regimentarla all'obbedienza da parte degli addetti ai lavori. La spiccata individualità del Cro-Magnon investe anche l'intelletualità al punto di mentire a se stessa pur di non perdere la medesima. Veramente incredibile! Nell'evoluzione l'uomo ha imparato a mentire a se stesso.

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