28 marzo 2013

Profezie

L’elezione papale fra le altre cose ha focalizzato l’attenzione di alcuni sulla possibilità  dell'esistenza delle profezie. Famosa è quella attribuita a Malachia, in cui si notano coincidenze alle volte notevoli altre volte più stiracchiate sui nomi dei Papi che sarebbero stati eletti nel corso dei secoli (1).

Credo che sia naturale per ogni essere umano cercare dei vaticini sul futuro, però è pericoloso credere a tutte le profezie, soprattutto se la fonte è sconosciuta o non attendibile, ma nello stesso tempo non si può rigettarle a priori, San Paolo diceva infatti ‘Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono’ (1Tessalonicesi 5,19-21). Le Sacre Scritture sono piene di previsioni sul futuro. Lo stesso Gesù ne fece tante, una fu quella sulla sua Resurrezione e un'altra quella sulla distruzione di Gerusalemme, avveratasi nel 70 d.C. E la Bibbia è piena di profezie e si chiude con un libro, l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, che è un’apoteosi di predizioni, potremmo dire ‘la Profezia’ per eccellenza.

17 marzo 2013

L’elezione papale

Da quando Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni, quindi dall’11 febbraio del 2013, sono un po’ in agitazione. Questa sua sorprendente decisione infatti non l’ho ancora accettata. Per me è  inaudita ed è arrivata come un ‘fulmine a ciel sereno’.
D'altronde che un fulmine abbia colpito la cupola di San Pietro proprio nel giorno di questa impensabile rinuncia è un fatto acclarato, immortalato da una foto pubblicata da tutti i  media del globo.

Ma quello che un tempo veniva considerato come la manifestazione dell'ira degli dei, non pensavo potesse diventare il sigillo di un evento così imprevedibile, gravido di conseguenze e possibili pericoli. Sicuramente Papa Benedetto si sarà posto il problema di questi rischi e il fatto che nonostante ciò abbia preso lo stesso la decisione di dimettersi può dare l’idea di quanto seri possano essere stati i motivi che lo hanno indotto a farlo.

5 marzo 2013

La bellezza del culto dovuto a Dio

Leggevo qualche tempo fa su Internet la critica  di un tizio verso la Chiesa Cattolica per i suoi riti ‘troppo barocchi’ e i paramenti del clero ‘troppo appariscenti’, non in sintonia quindi con i gusti attuali. Da ciò egli deduceva che anche nella forma della sua liturgia la Chiesa cattolica non si sarebbe adattata ai tempi presenti e che quindi andrebbe riformata.

Che dire? L’uomo moderno ha ormai perso il senso del sacro. Circondato dalle cose materiali non ha più né tempo  né voglia di pensare a ciò che è spirituale. Vive come drogato dalla tecnologia, e in balia dei mass media, che diffondono migliaia di notizie e opinioni, sembra perdersi nei meandri del bombardamento mediatico tanto da non avere più il tempo di fermarsi un attimo per riflettere e guardare dentro di sé.