03 gennaio 2014

Gesù sapeva?

Il titolo del mio post è un po’ provocatorio, però vorrei discutere qui alcune questioni relative alla natura divina e tentare di dare una risposta a delle domande che mi pongo da un po’ di tempo.
Innanzitutto vorrei premettere che non essendo teologo, ma un semplice fedele, nell’affrontare questi problemi sicuramente sbaglierò  quando avanzerò alcune ipotesi, ma siccome vorrei chiarire nel limite del possibile alcuni punti inerenti la mia fede un po' oscuri, scrivo il post anche con l’auspicio che lettori che sono più preparati di me, o che riescono a trovare dei riferimenti che io non ho trovato,  intervengano onde aiutare me e altri a proseguire nella conoscenza delle cose spirituali.

Mi sembra che l’impostazione teologica prevalente riconosca alla ragione umana la possibilità scavare nei misteri divini anche se fino a certi livelli, in quanto tutto ciò che è inerente la sfera spirituale non può essere considerato illogico e contraddittorio.

Però è chiaro che ad un certo punto bisogna fermarsi perché per la mente umana la comprensione completa delle caratteristiche divine è impossibile. Non per niente lo stesso Sant’Agostino mentre rifletteva su di esse cercando di spiegarsele, passeggiando in riva al mare, si imbatté in un fanciullo che voleva riempire una buca nella sabbia con tutta l’acqua dell’oceano e avendo detto al ragazzo che ciò era evidentemente impossibile ricevette per tutta risposta “e tu con la tua mente limitata come puoi capire il mistero di Dio che è infinito?”

Allora mi accingo con la mia piccola mente a cercare di rispondere, fin che è possibile, ad alcuni interrogativi inerenti il divino. So che possono venire in aiuto le Sacre Scritture, i trattati dei Padri e dei dottori della Chiesa e la dottrina della Chiesa cattolica. Ma non conoscendo tutto il contenuto di questo sapere bimillenario, chiedo aiuto a chi ne sa senz’altro più di me invitandolo se se la sente ad intervenire per arricchire o correggere ciò che dico e rispondere alle domande a cui non so dare risposta.

Prima questione: Quando Dio crea un’anima sa quale sarà il destino eterno di essa?

Ovviamente a lume di ragione essendo Dio onnisciente bisognerebbe rispondere di sì. Però si pone un problema. Essendo Dio Amore, come può permettere a se stesso di creare un essere che sarà dannato in eterno, quindi destinato a soffrire per sempre? Ovviamente Dio non ha nessuna ‘colpa’ nel creare un dannato in quanto,  per il libero arbitrio,  l’essere che si danna lo fa per sua scelta. Però resta questo interrogativo: “ma sapendo Dio che l’anima che crea sceglierà l’inferno e sarà eternamente infelice perché la crea comunque?”. E qui si potrebbe anche discutere se l’esistenza anche con eterna sofferenza sia preferibile alla non esistenza..
Io mi sono dato questa risposta: Dovendo Dio creare tutti indistintamente, buoni e cattivi, se no ci sarebbe un vulnus sul principio a cui si attiene scrupolosamente, e cioè il rispetto del libero arbitrio delle sue creature, Egli, per non contraddire la Sua infinita misericordia e il Suo Amore verso gli esseri che  porta alla vita,  ‘prima’ di creare un’anima nasconde a Se stesso il destino eterno di essa e se lo svela appena l’anima è stata creata, o forse addirittura Egli nasconde a Se stesso il destino di quell’anima fino al giudizio particolare, proprio per non essere  come ‘influenzato’ in nessun modo verso di essa durante la sua vita terrena.

Seconda questione: Gesù Cristo durante la sua vita terrena sapeva sin dall’inizio che sarebbe morto in Croce?

Ovviamente a lume di ragione, come per la precedente questione, essendo Gesù Dio, la seconda persona della Santissima Trinità, ed essendo quindi onnisciente bisognerebbe rispondere di sì. E fra l’altro mi pare che la Chiesa stessa affermi con forza questo fatto proprio per non mettere minimamente in dubbio la natura divina del Redentore.
La domanda mi è sorta per via del fatto che in un passo del Vangelo Gesù dice ai suoi discepoli che il Giorno del Giudizio lo conosce solo il Padre “Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Matteo 24, 36-44), notare che  Gesù dice espressamente “ e neppure il Figlio”. Quindi mi sembra che si possa tranquillamente dire che Gesù abbia voluto dirci che almeno durante la sua vita terrena non conosceva qualcosa che invece il Padre sapeva …
Leggendo da un po’ di tempo dei messaggi che Gesù invierebbe ad una veggente, siccome in uno di essi Gesù dice che nella fase iniziale della sua missione terrena non sapeva che sarebbe morto in Croce, mi è sorta la domanda posta sopra, in quanto se la risposta dovesse essere quella classica, e che cioè Gesù sapeva sin dall’inizio, allora bisognerebbe considerare in tal caso come falsi questi messaggi, perchè in essi si sarebbe manifestata un’eresia. Ma siccome vorrei essere sicuro allora è spuntata la domanda. Spero che qualcuno più preparato di me risponda, però senza giustificare solo con il fatto che Gesù è Dio e che quindi era onnisciente, in quanto allora non si spiegherebbe il fatto che per sua stessa ammissione la data del Giudizio la conoscerebbe solo il Padre..
La risposta provvisoria che mi sono dato per salvare ‘capra e cavoli’ (Dio mi perdoni per l’accostamento, non voglio essere blasfemo…) è questa: nulla di male se dovendosi Gesù incarnare, proprio per mantenere un equilibrio tra le sue due nature, umana e divina, abbia provvisoriamente ‘rinunciato’ o meglio dire ‘nascosto a Se stesso’ alcune Sue potenze divine, come ad esempio la conoscenza di alcuni eventi futuri, soprattutto quelli riguardanti la Sua persona. Ovviamente prima dell’Incarnazione, accettata per la Redenzione del genere umano, bisogna ammettere che sicuramente conosceva tutto, anche il fatto che sarebbe morto in Croce, ma nel momento in cui il Verbo si fece carne, alcune prerogative divine forse potrebbero essere state volontariamente occultate, anche per permettere il libero arbitrio all’umanità di Gesù …

Terza questione: Maria Santissima sapeva sin dall’inizio, cioè dall’Annunciazione, che Gesù sarebbe morto in Croce?
Ovviamente la risposta classica che fornisce la Chiesa anche a questa domanda è che Maria sapeva sin dall’inizio. Tale questione è legata alla seconda di cui ho  parlato prima, in quanto ovviamente se non sapeva il Figlio allora senz’altro non sapeva la Madre. E però se il Figlio sapeva non è detto che fosse così anche per la Madre..
La domanda me la sono posta ultimamente anche a  causa di un intervento ‘provocatorio’ di Papa Francesco in cui ha affermato parlando di Maria sotto la croce: “La Madonna era umana! E forse aveva la voglia di dire: ‘Bugie! Sono stata ingannata!”.
Devo dire che la frase così come è stata detta la ritengo infelice perché sembrerebbe quasi che Maria abbia potuto pensare anche se solo per un momento di essere stata ingannata da Dio, e questa sarebbe una bestemmia doppiamente grave primo perché attribuita alla ‘senza peccato’, secondo perché affermerebbe che Dio possa essere stato bugiardo.
La risposta provvisoria  che mi sono dato è questa:  non ci sarebbe nulla di male se la Vergine non avesse saputo del destino di Suo Figlio, almeno all’inizio, ciò fra l’altro salverebbe il suo libero arbitrio. Infatti certe cose probabilmente potrebbero esserle state comunicate non subito ma con il tempo e il suo merito è che lei  in seguito le ha accettate con Fede e totale affidamento  alla Divina volontà..

13 commenti:

  1. Anche io mi sono fatta quelle stesse domande tante volte. Molto buono il tuo scritto.

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  2. La questione è molto complessa e non si riesce a venirne a capo.
    Chi crede senza riserve ai messaggi che citi - e che anche io leggo - spiega che Dio Padre, nella sua bontà, inizialmente avrebbe protetto Gesù bambino da una conoscenza degli eventi futuri che sarebbe stata traumatica per la sua giovane età.
    Mah....sinceramente non so cosa pensare. Rosicchia Roseto

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  3. Ave Maria, Salvatore.

    Il mio nome di Battesimo è Fabio Massimo.

    Ho scoperto il tuo blog qualche tempo fa, imbattendomi nell'articolo sulla rivelazione di Dio Padre a don Guido Bortoluzzi in merito al Peccato Originale, da me scoperta per una manifesta Dio-incidenza l'11 febbraio 2010. E che da subito ho sentito, nel cuore, e riflettuto, nella mente: come vera. E che ancora oggi, a quasi quattro anni di distanza, è fonte di ulteriori e magnifiche scoperte.
    Sapevo quindi che prima o poi avrei scritto sul tuo blog, bello e profondo.
    E non mi stupivo che non avessi sentito ancora l'esigenza, profonda e potente, di farlo: nonostante tutti gli argomenti da te toccati siano anche quelli nei quali in questi anni (pochi, molto pochi, da quando sono ritornato alla casa paterna che è l'Ovile Santo, dopo molti più anni passati in mezzo ai porci di un padrone straniero) mi sono imbattuto anch'io (sempre per "concomitanze" volute da Dio, anche se non sempre manifeste come avvenuto per "Genesi Biblica") e siano anche per me tema ed oggetto di riflessioni in cui Fede e Ragione vibrano sincronicamente (ché, in caso contrario: non si riesce a tenere l'assetto di volo "stabile" mentre ci si lascia guidare dal Soffio dello Spirito Santo; o, addirittura, se una delle due Ali -entrambe Dono di Dio- è proprio ferma e immobile: si deve proprio tornare a terra, per fare al più "voletti" di breve gittata, e magari convincendosi pure di essere un pollo e non un'aquila).
    Sono quindi rimasto in attesa e "in lettura".
    Fino ad oggi.
    Giorno in cui, venendo sul tuo blog dopo una decina di giorni che non lo aprivo, scopro quest'articolo.

    In cui menzioni ben DUE temi su cui avevo portato la mia attenzione proprio pochi minuti di leggere il tuo articolo. Ed ho avvertito e sentito che ciò è la Dio-incidenza (o "concomitanza" voluta da Dio) che doveva accadere perché passassi "in scrittura".
    Ed iniziassi a confrontarmi con te e con gli altri figli e figlie di Dio che passano e sostano in questa "città" (alcuni dei quali, immagino, vengono perseguitati di "città in città", come Gesù ha predetto sarebbe successo non solo ai profeti ed ai sapienti che Egli avrebbe mandato -che oltre ad essere perseguitati, sono anche spiritualmente uccisi e crocifissi, oltre che scacciati dalle attuali "sinagoghe"- ma anche ai ben più umili "scribi". Che si trovano a estrarre dal loro sacco, oggi, ciò che nuovo assieme a ciò che è antico).

    Iniziamo, quindi.



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  4. Vengo anzitutto all'episodio del grandissimo Sant'Agostino, su cui leggevo, oltre che riflettere, pochi minuti prima di leggere questo tuo post.
    E il cui errore sul "millennio felice", che secondo lui decorreva dal momento della Resurrezione: non solo si è scontato alla fine dell'anno mille con il sorgere del cosiddetto "millenarismo" -peraltro condannato infallibilmente dalla Chiesa sia nella forma "crassa" che in quella "attenuata"- ma ha provocato l'effetto ben più negativo e doloroso (così com'è sempre più negativo gettare via il bambino che bere accidentalmente l'acqua sporca in cui quel bambino galleggiava; oppure gettare in prigione un innocente che liberare un colpevole) della "condanna" della Parusia Intermedia che è diventata "opinione corrente" della maggioranza degli uomini di Chiesa dopo Sant'Agostino. Senza però che su tale "condanna" (motivo per cui uso le virgolette per riferirmi ad essa) la Chiesa stessa impegnasse la sua infallibilità.
    Ed arriviamo così ad oggi, i nostri tempi in cui una miriade di segni -tutti aventi base scritturali e quindi certe- affermano inequivocabilmente che ci troviamo nella seconda Pienezza dei Tempi; e dove -se non bastassero i segni che possiamo osservare con i nostri occhi e la nostra Ragione, entrambi ben fluidificati ed illuminati dalla Fede - Dio Si sceglie e ci manda una serie stra-ordinaria di veri profeti e veri Suoi "confidenti" per esplicitarci e "srotolarci" ciò che fino ad oggi era giusto restasse velato, e tutti ben distinguibili dai falsi profeti che pure era scritto sarebbero abbondati (ed è persino logico che sia così) in questi stessi tempi: e dove però, tuttavia, vi è nella gran parte sia della Chiesa militante che della Chiesa docente, una "resistenza" ad annunciare l'Advenienza di Gesù, perché in molti non vi è ancora la chiara e sana distinzione tra "Fine dei Tempi" e "Fine del Mondo". E quindi la chiara consapevolezza dell'esistenza di una Parusia o Venuta Intermedia, in cui Egli (dopo essere venuto duemila anni fa nella "stalla umida" di Betlemme) verrà nella Potenza dello Spirito Santo nelle "stalle tiepide" e nelle "stalle fredde" dei nostri cuori ad instaurare il Suo Regno sulla Terra rinnovata assieme ai Cieli, dopo una "gestazione" di tale Regno per duemila anni all'interno della Chiesa-Utero e dei cuori -già Caldi- in cui questo Regno era già pienamente accettato e vissuto e vivente. E passando attraverso il "travaglio" (la cui "rottura delle acque" è avvenuta l'11 febbraio u.s.) costituito dal massimo inganno anticristico e dal breve regno dell'Anticristo escatologico, che sarà "accreditato" dal Falso Agnello escatologico.

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  5. Detto (o più che altro, nel caso tuo e degli altri fratelli e sorelle che frequentano questa "città", ivi trovandovi un provvidenziale ristoro e riposo: "ricordato") tutto questo, ti faccio notare una piccola ma significativa "mancanza" nel tuo riportare l'episodio di Ostia, accaduto a Sant'Agostino (che era una "Dio-incidenza" di quelle coi fiocchi, dove vi è adirittura la manifestazione di un Angelo, sotto le spoglie di un bambino).
    E la mancanza è che non menzioni che quell'Angelo-bambino stava utilizzando una conchiglia, per riversare l'acqua dell'intero mare nella piccola buca scavata nella sabbia.
    A darci un chiaro segno che ciò che impossibile all'uomo (con le sue sole forze) è possibile a Dio (e quindi all'uomo che a Lui totalmente ed integralmente si affida): e che quindi diventa possibile, ad un certo momento stra-ordinario e voluto da Dio, ciò che fino a quel momento era impossibile (riversare il Mistero della Santissima rinità nelle buche delle nostre piccole menti. Che sono piccole "buche" anche quando appartengono a grandissimi Santi "capoccioni" come Agostino di Ippona).
    A patto di usare la "conchiglia" che a Dio è piaciuto sceglierSi ed al cui interno è contenuta la Perla di questa seconda Pienezza dei Tempi.
    Tu, Salvatore, l'hai già trovata, questa "conchiglia"?

    E vengo alla seconda "sincronia" in cui si è sostanziata la "Dio-incidenza" che mi ha spinto a scriverti: la tua prima domanda, sulla quale poco prima avevo riflettuto anch'io.

    E, a questo punto, la faccio molto breve e ti dico che:
    tutte e tre le domande da te fatte hanno una risposta fluida, semplice e "naturale" tanto quanto la risposta alle due domande seguenti:

    - perché il dolore innocente (ossia quello derivante ai bambini già all'atto del concepimento, sotto forma di malattie e malformazioni congenite)? Anche qui la risposta di Sant'Agostino, per quanto vera, è incompleta. Poiché non dà conto dell'elemento volontario nell'aderire alla Passione di Gesù: che scelse di subirla, appunto, volontariamente.

    - da quando esiste l'Anima di Gesù? (e questa, più che una domanda, è un vero e proprio "portale di accesso" per contemplare in un "botto" solo la veridicità e la bellezza inimmaginabile della Perla donatati attraverso la Conchiglia che Dio Si è voluto scegliere. Ed accettando la quale si ha la risposta -chiara e semplice come sono chiare e semplici le Cose di Dio- a tutte e tre le domande da te formulate)

    Ringraziandoti per la tua preziosissima attenzione, Salvatore:
    ti saluto e ti abbraccio, in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice.

    +Christus Vincit+

    Maranathà

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  6. I messaggi che hai citato stanno portando conversione e rafforzamento nella fede.

    Questo è il gruppo di preghiera che c'è su facebook
    https://www.facebook.com/groups/Gesuallumanita/

    questo è il mio sito facebook :
    https://www.facebook.com/Trismen.Cristeros

    Troverai tante testimonianze di fede di molte persone che hanno letto i Messaggi.

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  7. Per quanto le domande proposte e le relative elucubrazioni siano interessanti preferisco volgere l'attenzione all'incipit del post con il celebre riferimento di Sant'Agostino. La questione è per me molto chiara nella sua drammatica verità.
    Kurt Godel ha dimostrato nei teoremi dell'incompletezza quello che Agostino ci ha tratteggiato col racconto del fanciullo ovvero i limiti del rapporto tra logica e matematica. Appurato che è possibile dimostrare matematicamente solo n-1 proposizioni di un sistema coerente, l'uomo deve rinunciare a comprendere "il dettaglio del TUTTO" per conferire una logica al TUTTO stesso.
    Questa "rinuncia" trova la sua ragione d'essere in Gesù.
    Di fronte alla contraddizione, alle domande ed ai dubbi del Dio fatto uomo si contrappongono il racconto della sua vita, i suoi insegnamenti e l'intima convinzione che non può esserci niente di umano nell'amore incondizionato e nel perdono universale, niente di logico nell'amare i propri nemici o nella compassione per i carnefici che ti straziano il corpo.
    Un meraviglioso pazzo amore che non comprenderemo mai ma che produce effetti tangibili. Esso non può che esulare dalla nostra natura e dai nostri istinti più profondi, non può annidarsi in alcuna stringa del DNA nè poteva scaturire dalle riflessioni di un qualunque essere umano vissuto prima della venuta del Cristo.
    La fede e la ragione giocano dunque in ognuno di noi questa partita e sulla scelta di campo che prendiamo su Gesù...

    Un pellegrino.

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  8. Duxcunctator ti ha lasciato con... cerca che trov,i ed è vero,io ho trovato, la verità sulla genesi quadra veramente alla perfezione con tutti quegli interrogativi che cancellavi dalla testa per paura di che ? Fede e ragione, grande Papa Benedetto! Ti sarebbe utile cercare la conchiglia comunque perchè è utile. Anche Gesù è stato battezzato con una conchiglia, come in alcuni dipinti.Ti anticipo: Dio ha creato le anime quando ha creato gli angeli, le anime hanno scelto subito come gli angeli se servirlo o no e poi si sono incarnate man mano per fare il bene o per fare il male:Dio ha cancellato il ricordo, alle anime che hanno scelto Lui ha fatto vedere la missione da loro scelta... ma poi amnesia sulla terra.Dio quindi ha PRE-DESTINATO tutti al bene, per libero arbitrio è stato scelto il male da alcuni , molti, sulla terra l'anima deve CONFERMARE il primo SI' o cambiare scelta, come chi ha scelto il male può cambiare e scegliere il bene, deve confermare la scelta originaria. Il peccato originale ci fa comprendere perchè innocenti portano un peso di cui non hanno colpa, l'amore per Dio spinge a portare pesi per LUI, per aiutare a salvare fratelli

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  9. Dio sa, non ha l'amnesia come noi, Dio non si nasconde, Dio vede, Dio è onnisciente, onniveggente......Incarnandosi Dio sapeva tutto e nella natura Divina sapeva tutto ma nella natura umana doveva imparare, ha preso il latte, poi ha messo i denti da latte e poi i denti da adulto, così è cresciuto anche nella coscienza di tutto ciò che lo riguardava, infatti è scritto "cresceva in età,grazia e sapienza" cresceva in sapienza, quindi in comprensione di ciò che era, doveva fare ecc. a 12 anni sapeva benissimo che era Dio e risulta chiaro dal vangelo, gradatamente comprende tutto, parlava con Mosè ed Elia della sua dipartita...La data del giudizio la conosce solo come Dio (il Padre), nella natura umana la sua ipotesi è coerente direi. Dio è uno solo nella Trinità SS.. Maria meditava queste cose nel suo cuore, Maria ha fatto lo stesso percorso di Gesù, ha dovuto comprendere... decidere...fare

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  10. ...Maria è Divina, Maria meditava....sapeva pian piano ragionando, leggendo, è stata cresciuta al tempio, conosceva le scritture, le profezie, sapeva del servo sofferente di Isaia ed anche del tempo di pace con lupo ed agnello che giocano insieme... come mettere insieme, come distinguere i tempi? Le profezie sono lampanti a posteriori ma prima richiedono di meditare nel cuore come fa Maria, come facciamo noi oggi in mezzo a tanti profeti veri e falsi. Al tempo del primo avvento Dio ha parlato come ora penso, altrimenti gli Apostoli come avrebbero avuto il coraggio di staccarsi dalla chiesa di allora? Anche maria quindi ha dovuto crescere in età, grazia e sapienza come il Figlio, Lei sapeva ma inizialmente non tutto capiva, poco a poco però sì, quando il profeta Simeone le predice la spada, Lei comprende forse già tutto, anche la morte del figlio...meditando nel Suo Cuore Immacolato. La battuta bergogliana è satanica, da par suo che non dice sì o no, ma nicchia, il ni che viene da satana, è una bestemmia in effetti ma come dice l'apocalisse tutti (la massa) gli andavano dietro, ed è profetizzato che applaudiranno anche il suo amico prossimo a venire, anzi i messaggi lo dicono nato nel 1970 in Egitto se ben ricordo, matreya?

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  11. Mi permetto: le domande contengono errori di grammatica teologica.
    Sono tutte domande basate sul TEMPO, ma Dio è eternità e l'eternità non è TEMPO INFINITO, bensì NON-TEMPO.

    Due consigli:
    - corso di grammatica teologica: http://www.accademiadelredentore.it/blog-it/Grammatica-teologica.-Padre-Giuseppe-Barzaghi-op.-Corso-tenuto-all%27Istituto-Veritatis-Splendor-di-Bologna.-Nove-lezioni-168.html
    - il Cristianesimo sub specie aeternitatis: http://www.accademiadelredentore.it/blog-it/Anagogia:-il-Cristianesimo-sub-specie-aeternitatis.-Teoresi-e-struttura.-858.html

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  12. La ringrazio del suo intervento però nel contempo rimango deluso dello stesso perché mi sarei aspettato che lei ci spiegasse in maniera più dettagliata quello che vuol dire. Non può fornire un Link di Lezioni da ascoltare (almeno avesse fornito un Link su lezioni scritte…) e cavarsela quindi così a buon mercato, dicendo che le domande sono sbagliate perché non rispettano la ‘grammatica della teologia’, dandomi così praticamente dell’analfabeta teologico ma non facendo nessuno sforzo per correggere questo mio errore. Fra l’altro se lei dà questi Link significa che ha quanto meno ascoltato queste lezioni, perché non ci scrive un estratto di quello che lei ha recepito dalle stesse?
    E’ vero, è sempre un po’ pericoloso parlare nel tempo, con figure mentali temporali, di ciò che è eterno, ma ciò non significa che non se ne possa parlare, o comunque tentare di farlo per capire quello che può essere compreso e stabilire come ‘mistero’ ciò che non può essere compreso. E comunque quello che lei sottolinea con la matita rossa come un errore grammaticale teologico può essere al più riferito alla prima domanda, mentre le altre due, visto che, fino a prova contraria, Gesù e Maria hanno vissuto la propria vita nel tempo, credo proprio che siano del tutto lecite… ma anche a quelle lei non ha tentato neanche minimamente di rispondere...

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  13. La mia non voleva assolutamente essere una critica fine a sé stessa o sterile. Complice la fretta e la mia consapevole ignoranza di certe nozioni delicate ho preferito lasciare un indizio dove cominciare un cammino sicuro piuttosto che raffazzonare una risposta incompleta e da studentello di prima categoria. Come lei ben saprà prof, un conto è capire e un altro è spiegare. E un altro ancora è spiegare chiaramente. Quello che le è sembrata saccenza insomma è prudenza e consapevolezza del proprio limite odierno. Consiglio: continui sempre a farsi queste domande con lo spirito di chi sa che il mistero di Dio significa soltanto che ciò che noi conosciamo di Dio non esaurisce (ne per definizione di Dio stesso potrà mai esaurire) ciò che Dio è. Dunque non è una inutile lotta contro mulini a vento, ma cammino costante verso il divino a cui la nostra anima tende per desiderio, in quanto esseri creati che ricercano l'essere in quanto essere.
    A presto e buon cammino!

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