24 agosto 2014

A proposito di profezie vere o false

Volendo ancora trattare di profezie faccio una premessa che dedico a quelli che arricciano il naso e dicono “abbiamo le Sacre Scritture e queste ci devono bastare”: li invito a rileggersi e meditare San Paolo quando dice “ Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1Tessalonicesi 5, 19-20).

E a quelli che invece dicono che i nuovi profeti sono troppi o agli stessi veggenti che asseriscono di essere gli unici a cui Dio vuol parlare, ricordo anche questo altro passo del profeta Gioele  “ E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne e i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno” (Giole 2, 27-29).


Premesso ciò, come ho già riferito in altri miei post, da molti anni mi interesso di profezie e messaggi dati a veggenti in ambito cattolico e il problema principale  su cui mi sono trovato di fronte è stato quello di riuscire a distinguere tra ‘veggenti’ veri e quelli falsi, e una volta trovati quelli veri, cercare di capire possibilmente ciò che ci vogliono comunicare.

16 agosto 2014

Una strana omelia sulla Vergine


Nella festa dell’Assunta di quest’anno, durante la Messa,  mi è capitato di ascoltare una predica sulla Vergine che mi ha lasciato un po’ perplesso. C’è da dire che lo stile di alcune liturgie nel Santuario del paese in cui soggiorno nei mesi estivi  l’ho trovato  spesso poco accettabile per la mia sensibilità che qualcuno potrebbe definire  ‘tradizionalista’. La domenica mattina infatti di solito (adesso non la frequento più) ce n’era una in cui il prete al ‘Padre Nostro’ invitava i fedeli a tenersi per mano e formare anche in mezzo alla navata delle catene umane -  cosa che io mi sono sempre rifiutato di fare a costo di apparire scortese al vicino che magari mi sollecitava a farlo -  mentre durante il segno della Pace lasciava l’altare per dare la mano ai fedeli dei primi banchi. Fra l’altro, memore del fatto che era stata diramata dalla Congregazione della Liturgia e dei Sacramenti una comunicazione che proibiva espressamente al celebrante di lasciare l’altare per dare la mano ai fedeli, una volta,  alla fine di una di queste messe, andai in sacrestia per chiedere a quel sacerdote se fosse a conoscenza di questa disposizione, e mi sentii rispondere che sì  la conosceva ma che lui faceva come gli pareva e che se non ero contento potevo anche cambiare chiesa e assistere ad un’altra messa altrove…