23 marzo 2015

La disputa sull’ultimo Conclave

Dopo aver pubblicato due post relativi al problema evidenziato da Socci nel suo libro Non è Francesco, quello sulla validità o meno dell’elezione di Bergoglio, ne scrivo un altro un po’ più articolato contenente in sintesi i pareri espressi da diversi esperti in alcuni articoli pubblicati  in rete, i contributi di alcuni commentatori dei precedenti miei post e qualche riflessione personale in base a ciò che mi è sembrato di capire della questione.

Come ormai si sa, tutto è nato dalla pubblicazione da parte di una amica del Papa di un libro in cui l’autrice ha riportato quello che sarebbe successo nel Conclave che ha eletto Bergoglio, soprattutto nelle fasi relative alla quarta e alla quinta votazione del secondo giorno (1). In tale resoconto Socci ha ravvisato la possibilità che l’elezione possa essere ritenuta non valida a causa di alcune irregolarità commesse. 
Ne è nato un dibattito intenso pro o contro questa tesi che mi sembra non essere arrivato ancora ad una conclusione certa.
Riporto quali sarebbero i più seri motivi di possibile invalidità dell’elezione che sono stati evidenziati: la presenza di una scheda doppia nella quarta votazione, il numero di votazioni effettuate il 2° giorno, il carattere invalidante di queste due condizioni.

Il problema della scheda doppia
Dopo la quarta votazione del 2° giorno di Conclave, nella fase della conta delle schede è stata trovata una scheda ‘doppia’, costituita da due schede attaccate e ripiegate come fossero una unica scheda. Che fossero attaccate e ripiegate lo si capisce dal resoconto della Piqué (1). In caso contrario infatti il racconto sarebbe illogico perché ella non avrebbe potuto dire che ‘una di esse era bianca’ affermando così implicitamente che le due schede erano state ripiegate assieme tanto da essere collegate senza ombra di dubbio ad un unico elettore. Ma proprio perché le schede erano quindi attaccate ma anche ripiegate in quattro ( secondo la prescrizione dell’articolo 65 riportato in nota (2)) allora per il fatto che si dice che ‘una era bianca’ significa che la scheda ‘doppia’ è stata aperta.

E con ciò è sorta la prima questione:  L’apertura della scheda ‘incriminata’ poteva essere fatta o no? Con l’apertura e lettura delle due schede cominciava di fatto lo scrutinio?
I sostenitori della validità dell’elezione dicono che ‘ancora si era nella fase della conta’, conta che probabilmente non era conclusa, ma una conta ‘può comportare l’apertura di una scheda che sembri doppia’? Per i sostenitori della regolarità della procedura sì, per i fan della irregolarità no.

Certo è vero anche che siccome si era nella fase del conteggio delle schede, i sostenitori delle regolarità possono a ragione affermare che chi contava doveva accertarsi se la scheda era semplice oppure no, e una volta accortosi che era doppia, magari a causa dello spessore o del peso,  si doveva assicurare se le schede fossero attaccate sin dall’inizio, perché ripiegate assieme, oppure staccate ma inseritesi una dentro l’altra successivamente, a causa del mescolamento (3). Però se si voleva essere scrupolosi si sarebbero dovuto aprire le schede al contrario, in modo da non vederne il contenuto, e invece si è detto che’ una era bianca’ (ed evidentemente l’altra no) e perciò  è implicito che sono state viste (4).

A quel punto (alla fine della fase di conteggio) si poteva dire con certezza
1) che le due schede erano imputabili ad un singolo elettore, perché attaccate e ripiegate assieme
2) che sono state aperte e lette, in quanto sappiamo che ‘una era bianca’ e perciò l’altra votata.

Visto che il numero di schede non corrispondeva al numero degli elettori, è stato applicato l’articolo 68 ed è stata perciò dichiarata nulla la votazione.
Ma con questa decisione è spuntata la seconda questione: considerato che la scheda era doppia ma sicuramente imputabile ad un unico elettore, è stato corretto annullare la votazione? Cioè l’articolo 68 è stato applicato correttamente oppure bisognava tenere anche conto dell’articolo 69 (che ritiene valida la votazione anche in presenza di scheda doppia)?

I sostenitori della regolarità dell’elezione affermano che essendo la fase di conta delle schede prescritta dall’articolo 68, allora si doveva applicare solo tale articolo e non il 69 che invece regola la fase di spoglio. I sostenitori della irregolarità a questo ribattono che, a parte che la scheda doppia era stata aperta e letta e quindi  non è sicuro se ci si trovava ancora nella fase di conta o se di fatto nella fase di spoglio, ammesso anche che si fosse ancora nella fase della conta, la questione investe la genuina interpretazione del paragrafo 68 alla luce del paragrafo 69, e cioè se contare una scheda ‘doppia’ come una unica scheda, perché espressione di un singolo elettore, o come due schede distinte, alla stessa stregua quindi di due schede perfettamente separate. Come sappiamo gli scrutatori l’hanno contata come due schede distinte. E’ stata una decisione corretta?
Per i sostenitori della validità dell’elezione sì, per gli oppositori no perché questa decisione a loro avviso si è messa in contrasto con l’articolo successivo, cioè con il 69, che dice come valutare una scheda doppia durante lo spoglio.

In effetti se fosse vero quello che sostengono i lealisti, cioè che la scheda doppia doveva essere conteggiata come due schede separate e perciò motivo di nullità, sembrerebbe che allora la decisione sulla validità o meno della votazione fosse affidata al caso. Infatti se la conta fosse fatta scrupolosamente, ogni scheda ‘doppia’ verrebbe scoperta e la votazione dichiarata nulla, e allora essa priverebbe di oggetto il paragrafo successivo 69.  E se invece per errore  non venisse scoperta, e quindi passasse alla fase successiva, quando durante lo spoglio verrà sicuramente trovata essa non comporterebbe l’annullamento della votazione!

Se così fossero le cose, bisognerebbe allora chiedersi: perché lo stesso stato – presenza di scheda doppia -  dovrebbe essere trattato in maniera differente a seconda della fase in cui ci si trova, e avere carattere invalidante se la scoperta viene fatta nella conta e invece potere validante se la scoperta (per errore o incuria o disattenzione nella fase precedente) avviene durante lo spoglio?

Sarebbe come sostenere che la votazione si trovi in uno stato provvisorio di validità/nullità contemporanei e precipitasse in uno stato certo di validità o nullità solo per un evento casuale post votazione stessa (il momento in cui avviene la scoperta della presenza della ‘scheda doppia’, nella conta o nello scrutinio).  Insomma lo stesso voto doppio di un singolo elettore risulterebbe nullo e invalidante se scoperto prima dello scrutinio, ma valido e validante se scoperto dopo la conta. E perché mai ci dovrebbe essere questo cambiamento sulla natura sostanziale della votazione in base alla fase in cui ci si trova?

Forse, per non esserci contraddizione, i due articoli 68 e 69 andavano letti e considerati assieme e perciò una scheda ‘doppia’ scoperta nella fase di conta doveva essere ritenuta come una unica scheda che non rendeva invalida la votazione, evidentemente perché chi ha scritto la costituzione voleva che il voto espresso per errore fosse comunque conteggiato come valido. Infatti in caso contrario non gli sarebbe stato molto più semplice dire che la presenza della ‘scheda doppia’ annullava tout court la votazione in qualunque fase fosse stata scoperta?

Il problema del numero di votazioni giornaliere
Questo è il secondo evidenziato da Socci che per la validità o nullità dell’elezione
non è meno importante del primo, anzi forse anche più serio. Le norme sul Conclave prescrivono infatti solo quattro votazioni giornaliere (articolo 63 riportato in nota (5)) invece il 2° giorno con quella dichiarata nulla le votazioni sono state cinque. I sostenitori della regolarità della elezione dicono che: 1) una votazione nulla non è da conteggiare 2) nella stessa costituzione ci sarebbe scritto che quando si annulla una votazione bisogna bruciare le schede e fare una nuova votazione ‘subito dopo’. Però come ha fatto notare Guido Ferro Canale nel suo articolo su Radio Spada, il problema sorge nel momento in cui si deve ritenere che la quarta votazione, anche se dichiarata nulla, fosse già avvenuta. Dal testo in latino dell’articolo 63, che parla di massimo 4 votazioni giornaliere sembrerebbero infatti evincersi questi due dettagli importanti: 1) si parlerebbe di  quattro ‘votazioni’ (ognuna chiamata suffragium) e non di quattro procedure complete quali ‘votazione + conta + spoglio’ che nel testo vengono invece chiamati con nomi differenti (lo spoglio viene detto scrutinium), e inoltre 2) nel testo in latino della costituzione non ci sarebbe scritto ‘dopo l’annullamento si rivoti subito’ ma ‘si rivoti nuovamente’. Quindi la ‘votazione nulla’, anche se non seguita da scrutinio, sarebbe dovuta essere conteggiata come una delle quattro ‘votazioni’ giornaliere permesse e quindi non era possibile, neanche alla luce della seconda prescrizione, eseguirne un’altra subito dopo nello stesso giorno. In base a ciò, la quinta votazione, quella decisiva, sarebbe stata quindi illegittima. E visto che la prescrizione di solo 4 votazioni giornaliere, almeno in base a quanto spiegato da Socci, sembrerebbe avere carattere essenziale, la violazione di questa norma apparirebbe grave e quindi tale da avere avuto potere invalidante dell’elezione (in base all’articolo 76).

Il problema delle cause invalidanti
Secondo i favorevoli della validità dell’elezione, l’articolo 76 (riportato in nota  (8) )  cioè quello che invaliderebbe una elezione irregolare sarebbe tale da dichiarare nullo e invalido solo un atto che non è conforme alla legge stessa, ma non per tutte le disposizioni in essa contenute ma solo per motivi  gravi quali ad esempio ‘la mancanza di segretezza’ o ‘la mancanza del quorum’ e comunque solo per i motivi espressamente definiti col termine giuridico ‘irritanti’. Ma come dice Canale in un altro articolo su Radio Spada "il testo del n. 76, poiché parla di electio aliter celebrata, si può pianamente intendere nel senso di circoscrivere la nullità al solo procedimento elettorale, anzi, ai soli vizi che abbiano avuto un’incidenza determinante sull’esito. Dunque, se il vizio ipotizzato è tale da giocare, secondo la ricostruzione dei fatti, un ruolo decisivo, l’art. 76 è applicabile."

I fan della validità della elezione sostengono che i motivi addotti, cioè le violazioni degli articoli 69 e 63, ammesso e non concesso che siano accaduti, non sarebbero comunque talmente gravi da invalidare l’elezione, mentre i sostenitori della invalidità pensano il contrario.

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Note

(1) Dice la Piqué: “Dopo la votazione e prima della lettura dei foglietti, il cardinale scrutatore, che per prima cosa mescola i foglietti nell’urna, si accorge che ce n’è uno in più: sono 116 e non 115 come dovrebbero essere. Sembra che, per errore, un porporato abbia deposto due foglietti nell’urna: uno con il nome del suo prescelto e uno in bianco, che era rimasto attaccato al primo. Cose che succedono. Niente da fare, questa votazione viene subito annullata, i foglietti verranno bruciati più tardi senza essere stati visti, e si procede ad una sesta votazione” – da Elisabetta Piqué “Francesco. Vita e Rivoluzione” Ed, Lindau 2013 pag. 39/40

(2) Art. 65 (che prescrive come votare e come ripiegare la scheda)  “…la compilazione delle schede deve essere fatta segretamente da ciascun Cardinale elettore, il quale scriverà chiaramente, con grafia quanto più possibile non riconoscibile, il nome di chi elegge, evitando di scrivere più nomi, giacché in tal caso il voto sarebbe nullo e piegando e ripiegando poi la scheda;”

(3) Cioè scheda singola e ripiegata  e infilatasi dentro la ’tasca’ formata da un’altra scheda anch’essa ripiegata. A parte il fatto che a quel punto, visto che c’era la volontà di contare la scheda doppia come due schede, era perfettamente inutile accertarsi se erano attaccate all’origine o  si erano incastrate,

(4) Effettivamente però qualunque sia la precauzione che si può prendere per non leggere le schede, può anche accadere che nel controllare come erano ‘attaccate’ possa capitare di vederne accidentalmente il contenuto! È umano, gli scrutatori non erano robot.

(5) Art. 63 (che regola il numero di votazioni giornaliere) “nei giorni successivi, poi, se l'elezione non s'è avuta al primo scrutinio, si dovranno tenere due votazioni sia al mattino sia al pomeriggio, dando sempre inizio alle operazioni di voto all'ora già precedentemente stabilita”

(6) Art. 68 (che regola la conta dei voti):"Dopo che tutti i Cardinali elettori avranno deposto la loro scheda nell'urna, il primo Scrutatore l'agita più volte per mescolare le schede e, subito dopo, l'ultimo Scrutatore procede al conteggio di esse, prendendole in maniera visibile una ad una dall'urna e riponendole in un altro recipiente vuoto, già preparato a tale scopo. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione; se invece corrisponde al numero degli elettori, segue lo spoglio così come appresso."

(7) Art. 69 (che regola lo spoglio). "Gli Scrutatori siedono ad un tavolo posto davanti all'altare: il primo di essi prende una scheda, la apre, osserva il nome dell'eletto, e la passa al secondo Scrutatore che, accertato a sua volta il nome dell'eletto, la passa al terzo, il quale la legge a voce alta e intelligibile, in modo che tutti gli elettori presenti possano segnare il voto su un apposito foglio. Egli stesso annota il nome letto nella scheda. Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione."

(8) Art. 76 (che dichiara l'annullamento della elezione). "Se l'elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l'elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta".

18 commenti:

  1. Salvatore lei giustamente definisce disputa la questione sulla validità del conclave, e a mio parere ciò é quello che verosimilmente può essere successo nel conclave stesso, una disputa in merito alle due schede attaccate e ripiegate assieme che erano state scoperte al semplice tatto dal cardinale preposto al conteggio. É altresì probabile che la conta sia andata avanti fino alla fine mentre la disputa serpeggiava tra i cardinali. Immaginiamo che borbottio può aver prodotto!
    Si é giunti allo spoglio iniziato e una fronda molto agguerrita di cardinali pro annullamento (per il fatto che la scheda era stata scoperta in fase di conteggio) ha imposto di rifare la votazione. Sotto pressione emotiva é avvenuto un cedimento generale tra i cardinali già stanchi e provati. Questo spiegherebbe le felicitazioni a Scola (il probabilmente eletto nella votazione annullata) e forse anche la lunga attesa, superiore all'ora, tra la fumata e l'habemus papam.

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    1. Anche la costituzione Universi Domini Grecis prevede (art. 5) che se dovesse nascere un problema di interpretazione delle norme i cardinali possano decidere a maggioranza quale strada intraprendere. Ovviamente possono interpretare i casi dubbi ma non cambiare le norme stabilite. Allora se fosse successo veramente quanto da lei ipotizzato, ma la Piquè nulla dice, come ha fatto notare lo stesso Ferro Canale, ci sarebbe dovuto essere un voto esplicito e una verbalizzazione dell'accaduto e comunque solo relativamente al problema della scheda doppia ma non al numero delle votazioni giornaliere su cui i cardinali non potevano decidere.

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    2. Ok ma quanto scrive la Piquet é di per se una FESSERIA in quanto lo scrutatore che per prima cosa mescola le schede scuotendo l'urna non le tocca fisicamente e non sarà lui a contarle come può dunque accorgersi della scheda in più? L'ha messa forse lui stesso? Gallina che canta ha fatto l'uovo.

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  2. Nota 1. Il cardinale scrutatore che per prima cosa mescola...si accorge... UN CARDINALE (uno) deve aver deposto una scheda doppia, attaccata una bianca all'altra. La prima parte (che mescola) rimanda all'art.68 perchè in quella fase si mescola ma non è il primo scrutatore che le prende in mano ma il terzo (come mai lo nota il primo allora ?) , la seconda parte (schede attaccate) rimanda all'art.69 perchè è lì che si può leggere la scheda e non prima
    Nota 2.Piegando e ripiegando la scheda (in 4 parti)
    Nota 3.Infilatasi nella tasca anch'essa ripiegata.
    A questo proposito ho fatto le prove, piegando a metà un foiglietto e ripiegandolo di nuovo a metà.Ho notato che posso infilare nelle tasche laterali che si formano un'altra scheda oppure nella piegatura finale.Ma non si può infilare nella prima piegatura, se non è piegata sin dall'inizio cioè se le 2 schede non sono unite fin dalla piegatura.
    Nota 4. In questa fase se anche si legge accidentalmente parte del contenuto (o fosse per assurdo tutto: impossibile leggere tutto solo disincastrandole, un aparte si vede invece e si può arguire) non si parla, si tace, ed è una sola persona che estrae e mette da parte mentre gli altri due scrutatori assistono.Non ci si sofferma a sbirciare. Ho visto che è evidente ad occhio quando ci sono 2 schede piegate insieme e che è impossibile a chiunque le prenda in mano non vederle ma sono PIEGATE INSIEME. Penso che incastrate semplicemente insieme potessero essere molte più che una sola.
    Nota 5. 2 votazioni al mattino 2 al pomeriggio
    Nota 6. Il primo scrutatore AGITA l'urna per mescolare, il terzo LE PRENDE in MANO (il secondo assiste?). art.68 conteggio
    Nota 7. tre scrutatori seduti (prima forse erano in piedi), il primo prende una scheda e la apre e LA LEGGE, la passa al secondo che la legge anche e la passa al terzo che la legge a voce alta. tre scrutatori per evitare inbrogli. Se una scheda è PIEGATA doppia....art.69 scrutinium
    Nota 8. Se non avviene così la votazione (suffragium ) è nulla per legge irritante e l'eletto non è eletto.
    Evidentemente l'eletto a VR non è stato eletto sia per 5 votazioni che per lettura scheda in fase sbagliata o da non annullare la votazione (e forse, se non ci fosse stata confusione come dice lanonimo sopra, manco avrebbe avuta una chanche di apparire per 2 anni per ciò che non è) . Però c'è chi afferma che non poteva essere indetto manco il conclave e stando a Papa Innocenzo, come scrive Socci, non si sarebbe potuto in effetti. Il matrimonio davanti a Dio o è nullo o valido , se è valido lo revoca solo la morte, così il Papato. Faccio mia tale tesi.
    "C'è molta sporcizia nella Chiesa" " Fa acqua da tutte le parti.."
    Qualcuno ha obiettato in altro post che mettere in dubbio che sia avvenuto in art.68 significava accettare corruzione cardinalizia massiva.... che la maggioranza relativa abbia votato per omosessualità e comunione a divorziati non dice qualcosa?


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  3. Penso di aver risolto la frase della Piqué. In base all'art.68 viene da pensare che il primo scrutatore resti 1° per tutto lo scrutinio, in quanto si dice che il primo agita l'urna e l'ULTIMO le prende in mano (il terzo). Poi nell'art.69 si dice che il primo scrutatore apre la scheda e la passa...al 2° e questi al 3° che la legge a voce alta. Se viene mantenuto un tale ordine (ma anche se si fosse verificato casualmente) si evince che il racconto della Piquè, pur restando molto inpreciso, sarebbe veritiero in quanto che lo scrutatore 1 , che aveva prima nel conteggio SOLO agitato l'urna , ora si ritrova a leggere nello spoglio per primo le schede e sarebbe sempre lo stesso scrutatore.A tal punto fa notare a tutti, anche se fiscalmente lo avrebbe dovuto fare il terzo a voce alta, che c'è una scheda doppia come previsto da art.69. Come ipotizza l'anonimo all'inizio , si approfitta a tal punto della confusione per invalidare la votazione che avrebbe eletto Scola? Giustamente ha rilevato Socci che pur avendo sollecitato chiarimenti non ne ha ricevuti di validi tanto da essersi convinto ancor più della propria tesi. A tal punto come dice Guido Ferro Canale si dovrebbe autorizzare l'apertura prevista dei verbali. E ciò è fattibile.

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  4. In questo caso non si é più in fase di conteggio ma di spoglio e l'articolo 69 indica il da farsi, ovvero l'annullamento di una o entrambe le schede e non l'annullamento della votazione tutta.
    La Piquet dice prima dell' apertura delle schede quindi la scheda era chiusa ripiegata. Due schede semplicemente incastrate si possono separare senza aprirle e da quel momento sono ben distinte. Se il libro di Socci ha innescato una disputa di questo tipo significa semplicemente che se esiste la possibilità di dubbio su quale articolo applicare allora questa cosa può essere usata per dirottare scientemente il regolare svolgimento del Conclave.

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  5. La possibilità di dubbio nasce dal fatto che mancano i verbali o testimoni al di là di quanto dichiarato da Bergoglio stesso alla Piquè che appare ora abbastanza chiaro, con i dati che si hanno dalla Piquè mi pare che si sia decisamente nell'art.69 come lei anonimo fa notare giustamente. Che si sia potuto dirottare ab-usando, giocando sulla confusione ... perchè le norme di per sè sono chiare.

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  6. http://cultura.biografieonline.it/papa-pontefice-differenze/

    La dichiarazione di rinuncia è tutta da esaminare e presumo la risposta alle domande stia tutta lì, comunque ho scoperto che Papa è il Padre, Papa, vicario di Cristo ecc. e pontefici lo sono tutti i sacerdoti, in questo caso l'incarico di sacerdote massimo ovvero pontefice massimo sarebbe stato reso vacante da Benedetto e potrebbe essere stato assunto da Bergoglio se fosse che è valido il conclave. La rinuncia parla solo di vescovo Roma e solo del ministero che vuol dire esercizio di una funzione, e sede Roma sede di Pietro sarà vacante per cui... conclave per pontefice..Il 27.2.13 poi ai Sacerdoti Benedetto disse che un Papa lo è per sempre.

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  7. http://it.wikipedia.org/wiki/Papa#Rinuncia_all.27ufficio_di_Romano_Pontefice
    d'altronde se un qualunque maschio battezzato celibe , non del clero, può essere fatto papa, ne deriva che non è inizialmente pontefice ovvero sacerdote ma che viene a seguito dell'elezione a papa anche unto come sacerdote e vescovo. Quindi è papa senza essere pontefice=sacerdote. Ragionando in maniera contraria come deriva da situazione attuale, uno era sacerdote e può diventare sacerdote massimo =pontefice massimo senza essere papa? Sempre che sia valido il conclave che lo ha eletto e si tenga conto che Kasper (e presumo altri ) era di fatto autoscomunicato per le sue affermazioni apostate.

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  8. è anche interessante vedere che al tempo di Gesù c'erano, di fatto, 2 sommi pontefici Anna e Caifa, che anche allora il pontefice =sommo sacerdote doveva essere solo uno ed a vita ma gli uomini avevano modificato ...http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_(sommo_sacerdote) anche sotto Caifa è scritto che erano di fatto due sommi sacerdoti.
    Quindi se Siri fu eletto Papa e rinunciò( dietro le quinte) chi era il papa davanti a Dio? Benedetto XVI non a caso andò a Genova sulla sua tomba prima della rinuncia? Quindi i sedevacantisti hanno delle ragioni? Giovanni XXIII era pontefice e Siri Papa Gregorio?
    interessante l'analogia con oggi, 2 papi ( Papa padre uno e pontifex massimo l'altro)?

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  9. http://mail25b.webmail.libero.it/cp/ps/Mail/preview/PreviewFrameset

    http://mail25b.webmail.libero.it/cp/ps/Mail/preview/PreviewFrameset

    http://mail25b.webmail.libero.it/cp/ps/Mail/preview/PreviewFrameset
    Non mi riesce di leggere tutto il secondo che è il più interessante, ma potrebbe essere che Giovanni XXIII non pubblicò il segreto di Fatima perchè lo riguardava? Evidente che c'era qualcosa di grosso e di certo non solo ciò che è stato detto. Si confronti i segreti di La salette con quello di Fatima, si è nascosto qualcosa di grosso? che riguardava il vaticano?

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  10. Ritorno di Ratzinger? si spera e si prega


    http://retelabuso.org/blog/35317

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    1. Troppo bello per essere vero...sono andato al Blog aleteia.com che è l'origine del post in oggetto. E' stato scritto il 1 Aprile e sotto riporta una frase rivelatrice 'Buon pesce di aprile a tutti i lettori'...Altro che indagine segreta dei canonisti in Vaticano per decidere sulla validità del Conclave!

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    2. Il link è www.aleteia.org/it/religione/articolo/cambio-della-guardia-in-vaticano-5909802861461504

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  11. qui a gennaio 2010 si parla di falso papa e di anticristo che quindi, dovrebbe ancora venire
    http://mariamaestradegliapostoli.blogspot.it/2014/03/5-se-vi-consacrate-resisterete-alla.html

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  12. http://mail55b.webmail.libero.it/cp/ps/Mail/preview/PreviewFrameset
    A pag.5 è scritto... fece intendere (il card.Siri) che lui era il papa in esilio
    pag.7 " se avessi fatto la consacrazione della Russia il miovescovo non sarebbe morto" (Siri)
    Quindi fatima da leggere nel 1959-60 (?) perchè sarebbe stato chiaro, era questo, era già avvenuto, c'erano già 2 papi. Il segreto di Fatima rivelato a una suora in 3 parole "2 papi rivali"

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  13. ultime notizie conclave ? Socci, manca una fumata nera e non poteva essere la data prima del 16 marzo in mancanza di 2 elettorihttp://www.antoniosocci.com/come-sara-il-giubileo-mentre-si-scoprono-due-nuove-irregolarita-del-conclave/

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  14. C'è una irregolarità di fondo : Solo Dio può dimettere un Papa (provocandogli una malattia mortale)! Un Papa che si dimette di sua volontà, non ha fede in Dio ! E un uomo che non ha fede in Dio non può stare a capo della sua chiesa . Perchè se avesse fede in Dio si metterebbe nelle mani del Padre come fece Cristo (Passi da me questo calice , ma non sia fatta la mia , ma la Tua volontà, Padre). La Chiesa non è del Papa , dunque Dio ha molto più da perdere dalla distruzione della Chiesa. Tranne che l'ordine di dimettersi non sia venuto da Dio! In visione o in sogno o in altro modo inequivocabile Dio abbia ordinato a Benedetto di dimettersi per evitare alla Chiesa e al Papa uno scandalo preparato ad arte da parte di quei lupi travestiti da pastori che sono arrivati da tempo in Vaticano. Pertanto se Dio continua a tenere in vita il papa emerito è perchè ha ancora bisogno di lui . Ne vedremo delle belle in questo prossimo futuro .

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