21 settembre 2015

La vera data di nascita di Gesù.

Come saprà il visitatore che ha letto gli ultimi miei post, è da un po’ che mi interesso delle date relative agli eventi cardine del cristianesimo. E questo soprattutto perché ho notato che quando si va ad indagare su di esse si scoprono delle corrispondenze numeriche che forse non sono casuali. Ho già parlato nel precedente post della probabile data di morte di Gesù Cristo (giovedì 2 aprile del 33 d.C. in calendario giuliano), in questo post tratterò il problema della sua data di nascita.

La tradizione si rifà al calcolo di Dionigi il Piccolo, che ha permesso di suddividere la storia occidentale in due ere ben distinte: Avanti Cristo (Era Classica) e Dopo Cristo (Era Volgare).
Prima di procedere però, vorrei chiarire il rapporto che esiste tra due diversi sistemi di computo delle date: quello storico e quello astronomico.
Guardate questa tabella: nella parte superiore è indicata la numerazione storica, quella a cui siamo abituati quando leggiamo i libri, e nella parte inferiore è evidenziata quella astronomica.
                       
  
Ovviamente il tempo scorre da sinistra verso destra. Come si può notare nel computo storico degli anni manca lo zero e si passa direttamente dall’1 a.C. al 1 d.C. . Cioè l’era classica finì il 31 dicembre dell’1 a.C. e l’indomani ebbe inizio l’era volgare con  il 1° gennaio dell’1 d.C. Invece nel computo astronomico è stato introdotto lo zero, sconosciuto agli antichi, così l’era classica, o prima di Cristo, in questo calendario finisce più correttamente il 31 dicembre del –1, ( cioè 6 giorni dopo la nascita di Cristo, come vedremo) mentre l’indomani comincia l’Era Volgare, o dopo Cristo, con il 1° gennaio dell’anno 0. Le stellette (↑*) sopra e sotto stanno ad indicare la data che riteniamo come la  più probabile per la nascita di Gesù: il 25 dicembre del 2 a.C., ovvero il 25 dicembre del –1 in scala astronomica. Perciò secondo questa tesi Gesù sarebbe nato 6 giorni prima del il 1° gennaio dell’anno 0 in computo astronomico.

Due date a confronto
Diciamo subito che le ipotesi sul periodo della nascita di Gesù su cui gli storici si sono confrontati sono state essenzialmente due: quella che la pone nel 6 o 7 a.C. e quella della tradizione e proposta da Dionigi il piccolo che la vuole avvenuta nel  25 dicembre dell’1 a.C.,  ovvero nell’anno 0 in computo astronomico, mentre comunque la tesi che qui sosterremo è quella che la pone nell’anno precedente, cioè il 25 dicembre del 2 a.C., cioè nell’anno – 1 della scala astronomica (come evidenziato dalla tabella sopra riportata).
Il fatto che sia stata proposto da molti storici il 7 a.C. come anno di nascita, così lontano da quello tramandatoci dalla tradizione, lo si deve principalmente ad un equivoco e cioè a quello di fissare la morte di Erode il Grande il 4 a.C.  

La questione dell'anno di nascita (7 a.C. oppure 2 a.C.?)

Ma vediamo i riferimenti storici appresi dal Vangeli contemporanei alla Nascita:

1) Era regnante Erode il Grande
2) Era stato indetto un censimento mentre Quirino era governatore della Siria
3) Era visibile una ‘stella’ che fu ritenuto come un segnale dai Magi

1) Quando muore Erode il Grande?
Secondo Giuseppe Flavio, Erode iniziò a regnare all'età di 15 anni. Inoltre sappiamo che all’epoca della battaglia di Azio, nel settembre del 31 a.C., Erode era nel suo settimo anno di regno. Quindi l’inizio del regno di Erode è da porre verso il 37 a.C. Da Antichità giudaiche sappiamo anche che il suo regno durò trentasette anni. Inoltre Erode prese la decisione di ricostruire il tempio nel suo diciottesimo anno, all’indomani della visita di Cesare Augusto in Siria, la cui data, 19 a.C., è certa tramite gli storici Romani.
Sappiamo inoltre che Erode quando morì aveva 70 anni circa, quindi morì nell’ 1 o 2 d.C. e non  nel 4 a.C. come  ancora  alcuni storici asseriscono.  Giuseppe Flavio scrive che Erode morì circa due settimane dopo una grande eclisse di luna e che i funerali furono celebrati prima della successiva pasqua ebraica. L’eclissi a cui fa riferimento Giuseppe Flavio, come evento legato alla morte di Erode, si è verificata sia nel 4 a.C. che nel 29 dicembre del 1 a.C. (1)
In più le reggenze dei figli di Erode eccedono di tre anni le rispettive date di abdicazione o di morte: Archelao è cacciato dalla Giudea nel 7 d.C. dopo 10 anni di reggenza; Filippo muore nel 34 d.C. dopo 37 anni di reggenza e Antipa muore nel 40 d.C. dopo 43 anni di regno. Fatto che induce a sostenere un periodo di almeno tre anni di coreggenza del padre con i figli. In tal modo bisogna posticipare perciò all’1 o al 2 d.C. la data di morte di Erode, perché quella del 4 a.C. è in realtà la data del testamento con cui suddivide il regno tra i tre figli. Tenendo conto di tutto ciò e anche della data dell’eclisse, avvenuta il 29 dicembre del 1 a.C.,
si può ragionevolmente ritenere che Erode sia morto il 14 gennaio del 1 d.C. Secondo la nostra tesi Gesù perciò era nato da poco più di un anno. E’ ragionevole pensare che dopo un po’, saputo della morte di Erode, la Sacra Famiglia abbia deciso di far ritorno a Nazaret, così come è scritto nei Vangeli, e ciò dopo quasi un anno di permanenza in Egitto. (1) (2) (3)

2) Era stato indetto un censimento mentre Quirino era governatore della Siria
Ci sono prove storiche di questo censimento?
Il censimento era una istituzione romana che si effettuava periodicamente per poter imporre tasse e tributi ai sudditi. I romani obbligavano i cittadini a rientrare nei rispettivi luoghi di origine per il censimento (4).
Il censimento a cui fa riferimento Luca legandolo alla nascita di Gesù avvenne ‘mentre Quirino era governatore della Siria’. Da Tacito sappiamo che Quirino  fu governatore della Siria non solo nel periodo certo tra il 6 d.C e il 9 d.C, quando Gesù era nato da un pezzo, ma anche forse fin dai tempi della guerra in Cilicia del 6 a. C. molto probabilmente succedendo a Varo, legato di Augusto nel periodo tra il 6 e il 5 a.C.
Giuseppe Flavio fornisce una lista, parziale e lacunosa, dei legati in Siria tra il 10 a.C. e l’1 d.C. Egli dà la notizia di Varo fino al 5 a.C. ma poi salta all’1 d.C. con Gaio Cesare. Non dà notizia di legati imperiali nel periodo tra il 3 e il 2 a.C. Ma potrebbe essere allora quello il periodo in cui Quirino fu legato in Siria e quella la data in cui vi fu il censimento in questione (5). A sostegno della presenza in Siria di Quirino in quel periodo ci vengono fra l’altro in aiuto due scoperte archeologiche: una iscrizione rinvenuta a Tivoli nel 1764 e una iscrizione trovata nel 1912 ad Antiochia (6)
Orosio, uno storico del V secolo, afferma che per il suo 25° anno di regno (cioè intorno al 2 a.C.) Augusto ordinò un censimento con giuramento di fedeltà all’impero romano e che Gesù appena nato fu iscritto nelle liste del censimento. (7)

3) Era visibile una ‘stella’, che fu ritenuta come un ‘segnale’ dai Magi
Per quanto riguarda la stella che videro i Magi, interpretandola secondo la teologia zoroastriana, come quel segno luminoso che avrebbe indicato loro che era nato il ‘Dominatore’ o ‘Salvatore del mondo’ possiamo riferirci a delle congiunzioni astrali particolarmente significative, rare e luminose che accaddero nel periodo che va dal 3 a.C. all’ 1 a.C.  e che interessarono Giove, Venere e la stella Regolo, oltre che le costellazioni del Leone e della Vergine (!). Eccole:
1) L’11 agosto del 3 a.C. - Venere e Giove sono in congiunzione visibili nel crepuscolo orientale prima dell’alba. Entrambi si stanno muovendo verso est.
2) Il 16 agosto del 3 a.C. - sono in congiunzione Venere e la stella Regolo, che significa ‘piccolo re’, della costellazione del Leone, anch'essa un simbolo regale  e simbolo della tribù di Giuda seconda la Genesi (Gen 49,9).
3) Il 13 settembre del 3 a.C. - Giove e la stella Regolo sono in congiunzione
4) Il 27 novembre del 3 a.C. - Giove è fermo, e comincia a muoversi di moto retrogrado verso ovest
5) 17 febbraio 2 a.C. - Giove e Regolo sono in congiunzione per la seconda volta, Giove continua il moto retrogrado.
6) 28 marzo 2 a.C. – Giove è stazionario,  avendo terminato il moto retrogrado
7) 8 maggio 2 a.C. – Giove e Regolo sono in congiunzione per la terza volta.
8) 10 giugno 2 a.C. – Venere e Regolo nuovamente in congiunzione.
9) 16 giugno 2 a.C. – Venere e Giove sono in congiunzione. Essi sembrano fondersi in un unica stella nell’ovest, al tramonto.
10) 25 dicembre 2 a.C.  – Giove è stazionario al centro della costellazione della Vergine. Questo stazionamento, durato una settimana, è particolarmente significativo, potrebbe spiegare il «si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino» (7).
11) 21 agosto 1 a.C. – Venere e Giove in congiunzione nella costellazione della Vergine

Questi fenomeni celesti osservati dai Magi e durati quasi due anni spiegherebbero anche il periodo comunicato da essi ad Erode il quale infatti fece uccidere i nati da due anni in giù.

Dalla congiunzione di Venere con Giove del 12 agosto dell’anno 3 a.C., si passa a  quella del 17 giugno 2 a.C. talmente stretta — i due corpi celesti non potevano essere separati ad occhio nudo —  tanto da apparire un solo astro nel cielo del tramonto.
Dice Michele Crudele in Disf.org Scienza e Fede - La stella di Betlemme :

Lo spettacolo dev’essere stato veramente eccezionale e, visto dal Paese dei Magi, appariva proprio in direzione della Palestina (ovest). La costellazione del Leone e la vicinanza prospettica dei due pianeti con Regolo aumentano le associazioni a un Re dei Giudei. Venere è inoltre detta «stella del mattino» perché risulta particolarmente visibile, con periodicità regolare, all’alba. La stella del mattino è riferita a Cristo in alcuni passi del NT (cfr. 2Pt 1,19; Ap 2,28 e 22,16). I Magi sarebbero quindi partiti per Gerusalemme dopo questa strettissima congiunzione e ne avrebbero lì vista un’altra, meno stretta, il 21 agosto 1 a.C., nella costellazione della Vergine, che in qualche modo ricordava la precedente. Resterebbe tuttavia da spiegare l’espressione «abbiamo visto sorgere la sua stella» (Mt 2,2) dato che nel giugno del 2 a.C. la congiunzione fra Venere e Giove si vedeva al tramonto. L’espressione si potrebbe però applicare alla prima delle tre congiunzioni, avvenuta  il 17 agosto del 3 a.C., che ebbe luogo nel cielo orientale. Ciò obbligherebbe ad estendere a tutti e tre gli eventi l’uso del termine singolare “stella”, che a rigore poteva essere applicato solo alla seconda congiunzione. Il maggior punto a favore di questa tesi è la durata di due anni tra il primo e l’ultimo evento, che corrisponde alla risposta dei Magi alla domanda di Erode. (7)

Conclusione sull'anno di nascita
Incrociando i periodi che abbiamo menzionato, soprattutto i primi due, cioè vita e morte di Erode e censimento nel periodo di Quirino, possiamo allora ragionevolmente porre l’anno di nascita di Gesù nel 2 a. C. secondo il computo storico ovvero nell’anno –1  della scala astronomica.
Vediamo adesso il giorno.

La questione del giorno di nascita (il 25 dicembre?)

Anche il 25 dicembre come giorno della nascita sembra essere sicuro.
Luca, intendendo inquadrare storicamente Gesù e la sua venuta, fornisce infatti una coordinata: comincia il suo Vangelo riportando una tradizione giudeo-cristiana gerosolimitana, un fatto apparentemente marginale ma storicamente verificabile dai suoi contemporanei,  e cioè che l’angelo Gabriele aveva annunziato al sacerdote Zaccaria, mentre “esercitava sacerdotalmente nel turno del suo ordine” (1,8), quello di Abia (1,5), che la sua sposa Elisabetta avrebbe concepito un figlio.
Luca rimanda ad una rotazione disposta da David (1Cr 24,1-7.19): quella delle 24 classi che si avvicendavano in ordine immutabile nel servizio al tempio da sabato a sabato, due volte l’anno.

Il turno di Abia, prescritto per due volte l’anno, cadeva dall’8 al 14 del terzo mese del calendario (lunare) ebraico e dal 24 al 30 dell’ottavo mese. Questa seconda volta, secondo il calendario solare corrisponde all’ultima decade di settembre. In tal modo è storica anche la data della nascita del Battista (Lc 1,57-66) corrispondente al 24 giugno, nove mesi dopo il concepimento. Così anche l’annuncio a Maria “nel sesto mese” (1,28) dalla concezione di Elisabetta, corrispondente al 25 marzo. Ultima conseguenza è dunque storica la data del 25 dicembre, nove mesi dopo secondo il calendario ostetrico. (8) (9)

Riassumendo: si conosce la data del concepimento di Elisabetta, ultima decade di settembre. Da ciò ne deriva che è credibile la data di nascita del Battista nove mesi dopo: il 24 giugno. Considerato che quando Elisabetta era al sesto mese, il 25 marzo, ci fu l'annunciazione a Maria e perciò il concepimento, allora esattamente nove mesi dopo, il 25 dicembre è naturale ritenere che ci sia stata la nascita di Gesù.
Con ciò non si vuol dire che tutto sia chiarito, però “Le vecchie ipotesi, secondo cui il 25 dicembre era stato scelto a Roma in polemica con il culto mitraico o anche come risposta cristiana al culto del sole invitto, che era stato promosso dagli imperatori romani nel corso del terzo secolo come tentativo di stabilire una nuova religione di stato, oggi non paiono più sostenibili” (Ratzinger) (10).

Conclusione finale:  ricorrenza del numero 14.
Nonostante vi siano ancora molti storici che fissano la data di nascita di Gesù nel 7 a. C. perché ritengono (erroneamente) che Erode il grande sia morto il 4 a.C., io sostengo qui la tesi della nascita del 25 dicembre del 2 a.C. e questo anche perché, oltre al fatto che ci sono prove molto convincenti al riguardo, se accettiamo questa data di nascita e quella della morte come avvenuta il giovedì 2 aprile del 33 d.C., allora i giorni di vita terrena di N.S.G C. risultano esattamente 12152, numero che è perfettamente divisibile per il modulo di Tempo di 868 giorni scoperto da Vidal (11) e che dà come risultato 14. Cioè N.S. Gesù Cristo secondo questa tesi sarebbe vissuto esattamente 14 Tempi e morto il 14 di Nisan, giorno in cui cominciava la Pasqua ebraica e veniva immolato l’agnello (12).
Fra l'altro Matteo nella cronologia degli ascendenti di Gesù dice (Mt 1,17) : “La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di 14; da Davide fino alle deportazioni in Babilonia è ancora di 14; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è ancora di 14”.
Troppo spesso viene indicato il numero 14 non vi pare?
Da notare inoltre un'altra sorprendente coincidenza: se si legge il numero dei giorni, cioè 12152,  al contrario mettendo un meno davanti (ad indicare che si è fatta l'inversione speculare) si legge 25 12 -1 che è la data di nascita che stiamo qui supponendo vera.

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Note e crediti

(1) Ruggero Sangalli sulla Bussola Quotidiana - La data di morte di Erode - un test per i lettori

(2) Michele Loconsole – Quando è nato Gesù – ed San Paolo 2011 pag. 33 e pag. 55
     Interessante anche questo articolo di Loconsole  su Zenit
 
(3) Giorgio Fedalto – Da Pasqua il Tempo nuovo (questioni di cronologia ebraico-cristiana) – Casa Editrice Mazziana 2012

(4) Michele Loconsole - Op.cit.- nota a pag 41

(5) Michele Loconsole - Op.cit.- pag 45-46

(6) Michele Loconsole - Op.cit.- pag 47

(7) Michele Crudele – La stella di Betlemme – Disf.org

(8) "Le date del Natale e dell'Epifania" e "Le date del Natale: Dionigi non ha sbagliato" di don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello pubblicate su Fides e Forma

(9) "Il 25 dicembre è data storica" del prof. Tommaso Federici,

(10) J.Ratzinger - Introduzione allo spirito della liturgia - Ed. San Paolo, Cinisello B. 2001, p 104.

(11) Carlos Vidal Martinez – “…e i suoi non la ricevettero” – Edizioni Segno - 1995


3 commenti:

  1. Bellissimo studio,grazie!chissà perchè si dice che i pastori,stando fuori la notte durante la nascita di Gesù, indichino che probabilmente fosse primavera;oppure esiste qualche spiegazione logica per cui potessero stare fuori anche d'inverno?magari era normale o si usava così....qualcuno lo sa?un caro saluto

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    1. Ne parla Michele Loconsole nel libro citato nelle note.
      In pratica per le norme di purità dell'ebraismo le greggi di pecore dal manto scuro dovevano stare fuori dalla mura della città. L'accenno di Luca alla turnazione dei pastori fa pensare fra l'altro che era inverno e c'era la necessità di questi turni di guardia a causa del freddo. Infatti è stato fatto notare che nella stagione mite essendo le notti più brevi non ci sarebbe stato motivo dei turni.

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  2. grazie mille della risposta Salvatore!non lo sapevo proprio dei turni dei pastori.Un caro saluto e complimenti!F.65

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