Nonostante il nome scelto, Leone XIV, il nuovo pontefice mi appare tutto fuorché un leone. Più che il ruggito deciso del re della foresta, percepisco un tono dimesso, quasi felpato. Mi viene spontaneo pensare più a un tranquillo gatto domestico che a un leone chiamato a difendere il gregge e a confermare i fedeli nelle verità della fede.
Qualcuno dirà che queste parole siano irriverenti verso il Papa. In realtà il punto è proprio questo: personalmente non ritengo che Prevost sia il vero Pontefice e quindi non sto disconoscendo l’indubbia autorità e sacralità del papato.
A mio giudizio Benedetto XVI non rinunciò validamente al munus petrino, cioè all’ufficio papale vero e proprio, ma soltanto al ministerium, ossia all’esercizio pratico del ministero. Se questa interpretazione è corretta, come ritengo, allora il soglio pontificio durante la vita di Benedetto XVI non è mai stato realmente vacante e l’elezione di Bergoglio è stata perciò invalida, rendendolo di fatto un antipapa. Di conseguenza, anche i cardinali da lui nominati non sarebbero veri cardinali e quindi non avrebbero avuto la valida autorità per eleggere un successore.
Naturalmente non pretendo di possedere in tutto ciò una certezza assoluta. Sarebbe presuntuoso affermarlo. Tuttavia l’andamento degli eventi che hanno coinvolto questi ultimi due supposti Pontefici sembra, almeno ai miei occhi, confermare tale convinzione.
Non sto qui a elencare ancora una volta tutte le ambiguità dottrinali, le aperture moderniste e le affermazioni controverse e arroganti che hanno spesso sfiorato l’eresia e che hanno caratterizzato il pontificato di Bergoglio. Ciò che colpisce è piuttosto la continuità apertamente rivendicata dal suo successore. Leone XIV ha infatti lasciato intendere di voler proseguire lungo la stessa linea: sinodalismo, collegialità esasperata, relativismo pastorale e progressivo svuotamento dell’autorità papale.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più inquietanti. La Chiesa cattolica si è sempre fondata sull’idea di una verità rivelata custodita dal Magistero, di cui il Papa è stato garante. Il nuovo corso sembra invece sostituire la verità con il consenso assembleare, quasi che la dottrina possa essere ridefinita attraverso processi collettivi e dinamiche sociologiche e tende a sminuire il ruolo papale, quello garantito da Gesù Cristo con la fondazione della Chiesa sul primato petrino.
Osservando Leone XIV durante le celebrazioni o nei contatti con la folla, mi colpisce inoltre una certa mancanza di forza spirituale e carismatica. Nulla che mi richiami figure come Giovanni Paolo II o Benedetto XVI. L’impressione che mi trasmette è quella di un uomo che occupa un ruolo immenso senza però riuscire a comunicarne pienamente la sacralità.
Purtroppo ho la sensazione che non attribuisca fino in fondo il giusto valore spirituale alla carica che occupa e che sia piuttosto impegnato a renderla sempre più “liquida”, annacquandone progressivamente autorità, identità e funzione.
Dopo le continue provocazioni e le intemperanze di Bergoglio, che per molti rendevano evidente la rottura con la tradizione cattolica e il suo essere antipapa, il nuovo corso sembra muoversi in modo più prudente e silenzioso. Ma proprio questo potrebbe renderlo persino più insidioso: non una demolizione rumorosa, bensì un lento svuotamento dall’interno.
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Il vero punto di svolta stà nel concilio vaticano II condotto ad arte da Montini-Bugnini. Tutti i papi post concilio hanno mantenuto la stessa linea di condotta volta a trasformare la fede cattolica in qualcos'altro nessun papa escluso.
RispondiEliminala preghiera conclusiva della messa secondo il vetus ordo pre conciliare era rivolta a San Michele Arcangelo e con questa preghiera si intendeva chiedere aiuto contro le insidie del male, affidandosi alla guida del "Principe della Milizia Celeste" per superare le tentazioni e le difficoltà della vita quotidiana. Dopo il concilio la figura del maligno viene eclissata come la preghiera a San Michele Arcangelo.
Agire nel buio, con la promessa di un mondo migliore dove il male non esiste ma aime' non ci sarà neanche il bene. questo l'inganno che ha avuto come mezzo il concilio vaticano II.
Tra le tante vittime prodotte dal concilio voglio ricordare i frati dell'Immacolata Concezione. l 'ordine viene fondato da San Massimiliano Kolbe il 16 ottobre 1917 per combattere i massoni non con le armi o con l'odio, ma lavorare per la loro conversione spirituale . tra i massimi esperti in campo massonico i frati Dell'immacolata avevano nel loro attivo diversi testi che analizzando puntualmente la massoneria nel suo complesso, svelavano come questa fosse riuscita ad entrane nella chiesa cattolica ancor prima il concilio vaticano II al fine di destabilizzarla.
aveva forse inteso bene il vescovo Lefebvre quando si rifiuto' di accettare il concilio vaticano II?
La ringrazio per il suo intervento. Devo dire però che resto sempre sorpreso nel vedere come molti sedevacantisti, o comunque coloro che attribuiscono tutti i mali della Chiesa al Concilio Vaticano II, finiscano per fare lo stesso ragionamento: la colpa sarebbe del Concilio e di tutti i Papi successivi, che avrebbero addirittura perseguito il progetto di "trasformare la fede cattolica in qualcos'altro".
EliminaPersonalmente non condivido questa impostazione. Se davvero tutti i Papi, da Paolo VI in poi, avessero deliberatamente tradito la fede, allora bisognerebbe concludere che la Chiesa abbia cessato di essere indefettibile e che le porte degli inferi abbiano prevalso contro di essa. Io credo invece che occorra distinguere tra il vero contenuto dei documenti del Concilio Vaticano II e le interpretazioni spesso arbitrarie e fuorvianti che ne hanno dato le correnti progressiste, interpretazioni che i Papi hanno più volte cercato di correggere. Penso, ad esempio, all'ermeneutica della continuità proposta da Benedetto XVI.
A mio avviso, mettere sullo stesso piano, facendo di ogni erba un fascio, Papi veri e Papi falsi è un grave errore di prospettiva. Significa confondere il grano con la gramigna e finire per attribuire indistintamente ai legittimi Pontefici responsabilità che, a mio giudizio, non appartengono loro. Così facendo non solo si offusca la vera origine della crisi, ma si rischia anche di non vedere quello che ritengo il vero pericolo.
Se, come ritengo, Benedetto XVI è rimasto il vero Pontefice fino alla sua morte, allora Bergoglio non è mai stato Papa e tutte le conseguenze che ne derivano trovano una spiegazione coerente. È questa, a mio avviso, la vera differenza tra la mia posizione e quella di molti sedevacantisti.
la ringrazio per la sua cortese risposta.
RispondiEliminacredo che esiste il bene e il male, l'uomo stà in mezzo a queste due forze infinitamente piu' grandi ma conserva il vantaggio di poter scegliere. L'anima umana per sua natura ricerca il bene ed ha bisogno di un percorso spirituale di crescita perchè ha bisogno della via che porta verso Dio ma ha anche bisogno di identificarsi e conoscere il bene.
Il bene è Gesu' Cristo che ci fornisce la via verso la salvezza dell'anima e lo fa' con la Chiesa. Il male non riesco ad identificarlo o provo a vedere nella massoneria come uno dei tanti suoi tentacoli, lo scopo del male è la perdizione dell'anima umana.
se analizzo l'uomo moderno posso dire che è sicuro di sé è indipendente ha raggiunto tutti i traguardi che possono renderlo felice ma felice non lo è, forse perché manca qual cosa. L'uomo moderno è come una grande e bella scatola vuota dentro. L'uomo moderno ha perso o stà perdendo la sua spiritualità e con essa la sua felicità, perché gli è stato promesso che il denaro il benessere la sapienza lo avrebbero reso felice ma cosi' non è stato perché ha perso l'amore per il prossimo ha perso il senso di gratitudine ma cosa peggiore ha perso la fede.
basta uno sguardo al passato ai nostri nonni per esempio per trovare le differenze tra l'uomo attuale e quello di 50 anni fa. prima meno benessere ma piu' felicità .
Detto questo non mi ritengo un tradizionalista o uno che crede che tutti i mali siano causati dal Concilio Vaticano II non sono neanche un sedevacantista ma osservo la realtà moderna in cui mi trovo non dimenticando il passato. Credo cre ci sia astuzia da una parte e ignoranza dall'altra anche da parte di tanti Papi. Un Papa come capo assoluto potrebbe cambiare tutto ma non si è fatto nulla per modificare il Concilio e chi ci ha provato come Papa Benedetto è andato in esilio. Noto quindi l'evoluzione della chiesa nel tempo e scopro una chiesa attuale ridimensionata per non dire morente rispetto ad una chiesa passata in grado di condizionare pesantemente la vita delle persone comuni una chiesa in grado di costruire opere incredibili una chiesa in grado di animare l'uomo.
Avremmo potuto raggiungere il benessere non dimenticando Dio ma cosi' non è stato, è possibile sia stato il caso che ci ha condotto verso questa strada malsana ma come dicevo all'inizio l'uomo è portato verso il bene, verso Dio la sua anima lo chiede. Ha per me quindi senso pensare che questa strada sbagliata sia stato pianificata da chi vuole la nostra dannazione. il ragionamento è lineare, colpire il centro della cristianità dal suo interno. plasmare una nuova chiesa che esalta la figura umana che lotta contro la povertà contro le guerre a favore dei diritti per gay che si occupa di ecologia che in buona sostanza mette al centro l'uomo dimenticando Dio.
l'impostazione della messa tridentina offre una figura precisa del cambiamento avvenuto. nella nuova messa il sacerdote è rivolto alla platea e stabilisce un dialogo. Nella messa tridentina si crea una via in cui alla base c'e' la platea a seguire il sacerdote che accompagna verso l'altare in un assetto dinamico ricco di devozione di spiritualità. inginocchiarsi è un atto sacro e indispensabile durante la messa specialmente con la comunione rigorosamente sulla bocca. la nuova messa perde queste caratteristiche perché se l'uomo è al centro del dialogo è libero di scegliere se prendere la comunione sulla mano o comodamente seduto.
potevano entrambe le messe coesistere e invece in ottica di misericordia di inclusione viene messa al bando.una messa fondamento della religione cattolica voluta costruita in 2000 anni dai Santi della cristianità non è piu' valida.
Non è soltanto la messa ad essere stata stravolta ma tutta l'impostazione è cambiata con il concilio . Pre-uomo per Dio post- uomo per uomo.
Roberto
La ringrazio ancora per il tono del confronto. In realtà credo che su molte cose siamo molto più vicini di quanto possa sembrare. Anch’io vedo una grave crisi spirituale dell’uomo moderno, una perdita del senso del sacro e l’azione di forze che hanno cercato di trasformare la Chiesa dall’interno.
EliminaLa differenza è che, a mio avviso, il punto decisivo non è il Concilio Vaticano II in sé, ma ciò che è stato fatto dopo del Concilio. Benedetto XVI parlava proprio di una “ermeneutica della discontinuità e della rottura”, contrapponendola a una lettura nella continuità della Tradizione. Anche Paolo VI, con la famosa frase sul “fumo di Satana” entrato nella Chiesa, riconosceva chiaramente la presenza di una crisi gravissima, ma non identificava il Concilio con la distruzione della Chiesa.
Secondo me il processo è stato molto più subdolo: certe forze contrarie alla fede hanno utilizzato il post-Concilio per portare avanti una trasformazione progressiva, facendo passare come “spirito del Concilio” cose che spesso non erano affatto contenute nei documenti conciliari.
È proprio per questo che non riesco a condividere la posizione di chi attribuisce indistintamente tutto al Concilio e quindi, di conseguenza, a tutti i Papi successivi. A mio avviso crea anche un problema teologico enorme: se tutti i Pontefici da Paolo VI in poi avessero realmente guidato la Chiesa verso una nuova falsa fede, significherebbe che la Chiesa stessa avrebbe perso la sua indefettibilità e che la promessa di Cristo, secondo cui le porte degli inferi non avrebbero prevalso contro di essa, sarebbe venuta meno.
Inoltre rimarrebbe anche un problema pratico: chi dovrebbe allora rimettere le cose a posto? Dovremmo aspettarci che proprio chi ha portato avanti questa trasformazione dichiari improvvisamente falso il Concilio e corregga tutto?
Secondo me così si rischia di non centrare la vera causa del problema. Si mettono sullo stesso piano Papi che hanno cercato, con tutti i loro limiti, di arginare una crisi enorme, e chi invece rappresenta una cesura molto diversa.
Ed è qui che si inserisce anche la mia lettura degli ultimi anni: se Benedetto XVI è rimasto il vero Pontefice fino alla morte, allora quello che è avvenuto dopo non è la conseguenza naturale del Vaticano II, ma il risultato finale di quel lungo processo di infiltrazione e trasformazione interna della Chiesa, arrivato fino alla rottura del 2013 e alla presenza di figure che considero antipapi e non veri successori di Pietro.
Quindi il punto fondamentale per me è questo: non Concilio Vaticano II uguale distruzione della Chiesa, ma un Concilio che è stato progressivamente deformato e utilizzato fino ad arrivare a una cesura finale, quella del 2013.
Ed è proprio individuando correttamente il punto della rottura che si può capire da dove dovrà partire la ricostruzione.
La stessa sensazione la fa a me, questo papa non mi convince, sempre lo stesso sorriso, sempre le stesse cose ripete e sempre seguendo pedissequamente il sentiero tracciato dal suo immediato predecessore, gli altri raramente li nomina, non so se effettivamente Benedetto XVI sia stato l'ultimo papa legittimo, so che per me rimarrà un grande papa, sottovalutato, mal trattato e che su di lui incombe una damnatio memoriae piuttosto evidente, per me resta unico ed irripetibile. Grazie per i suoi bellissimi post che leggo sempre.
RispondiEliminaCon doveroso rispetto continuo a pensare che il concilio sia stato un punto di svolta per i cattolici, perchè il concilio ha sdradicato la messa imponendo una nuova messa.
RispondiEliminaIl rito della messa è fondamentale nella comunione tra uomo e Dio. Gesu' è presente nell'eucaristia quanto il rito è puro è Santo, quando le persone si accostano con devozione, quando il sacerdote guida con riverenza una platea coscenziosa e vogliosa di accostarsi al Sacro.
Un occhio vigile che vede le due messe noterebbe subito la differenza ma questo purtroppo non si puo' piu' fare queche la messa antica è stata cancellata. Quando seguo le nuove messe vedo gente che non vede l'ora di finire che non sà perchè è in chiesa che prende l'eucaristica per consuetudine, in una platea del genere pensate che il Cristo è con loro. Io non credo.
Ovviamente ci sono delle eccezioni anche con la nuova messa ma non grazie alla nuova massa ma al fatto che l'uomo buono cerca Dio.
Torniamo al concilio, si è detto che il problema era la lingua latina poco comprensibile dalle masse e invece si è stravolto il senso della messa. Le differenze possono essere comprese solo se si assiste alla messa tridentina che poteva pure essere tradotta oppure accostata, incece no radiata e oggi chi la segue viene pure scomunicato. Scomunicato da cattolico per aver seguito la messa simbolo unico del cattolicesimo. incredibile.
Torniamo al concilio, se metto su google il nome di Annibale Bugnini il sistema risponde: "Monsignor Annibale Bugnini è stato il principale artefice e segretario della riforma liturgica cattolica seguita al Concilio Vaticano II. Ha guidato l'applicazione della costituzione Sacrosanctum Concilium e ha diretto il Consilium per il rito della messa".
Un concilio dovrebbe essere convocato dal Papa e i partecipanti dovrebbero essere i vescovi. Mi chiedo: come mai MONS. Annibale Bugnini ha guidato il concilio?
a seguite articolo tratto da https://www.crisinellachiesa.it che aiuta a comprendere il personaggio Bugnini.
Nel giugno del 1992, la rivista 30 Giorni (Anno X, nº 6, pagg. 41-42) ha pubblicato un articolo del giornalista Andrea Tornielli sull'influenza della Massoneria nella riforma liturgica voluta da Paolo VI (1897-1978). Il periodico tentò di salvare Giovanni XXIII (1881-1963) e Paolo VI dalla responsabilità per il danno incalcolabile causato alle anime dalla riforma liturgica incolpando a Mons. Annibale Bugnini (1912-1982). Questi era stato nominato da Montini Segretario del Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia, l'organismo attivo dal 1963 al 1970 che aveva il compito di mettere in pratica il documento Sacrosantum Concilium, e che di fatto creò a tavolino il nuovo rito della Messa. Le prove principali a carico di Mons. Bugnini consistevano in due lettere che presumibilmente sono state trovate da una spia. Riproduciamo qui i contenuti di quelle lettere, e anche alcune informazioni supplementari fornite dalla rivista.
RispondiElimina30 giorni - andrea tornielli
«La Massoneria e l'applicazione della riforma liturgica»;
- Lettera a Mons. Bugnini, del 14 giugno 1964:
«Caro BUAN 2, ti comunichiamo il compito che ti ha assegnato il Consiglio dei Fratelli, in accordo con il Gran Maestro e con i Prìncipi Assistenti al Trono. Ti obblighiamo [...] a diffondere la scristianizzazione confondendo i riti e le lingue, a mettere preti, Vescovi e Cardinali l'uno contro l'altro. La lingua di Babele e il rito saranno la nostra vittoria, come una sola lingua e un unico rito sono stati la forza della Chiesa [...]. Tutto dovrà accadere nel giro di dieci anni».
- Lettera da Mons. Bugnini, del 2 giugno 1967:
«Incomparabile Gran Maestro [...], la desacralizzazione sta avanzando rapidamente. É stata pubblicata un'altra Istruzione che entrerà in vigore il 29 giugno. Possiamo già cantare vittoria, in quanto la lingua volgare regna sovrana in tutta la liturgia, incluse le sue parti essenziali [...]. É stata concessa la più grande libertà di scegliere tra i vari formulari, tra la creatività individuale e il... caos! [....]. In breve, con questo documento credo di aver diffuso il principio della massima licenziosità, secondo quanto Lei mi aveva chiesto. Ho lottato duramente contro i miei nemici dalla Congregazione dei Riti, e ho dovuto usare tutta la mia astuzia per ottenere l'approvazione del Papa. Per fortuna, abbiamo avuto l'appoggio di amici e Fratelli nell'Universa Laus 3, che ci sono fedeli. La ringrazio per i fondi spediti e attendo di vederLa presto. L'abbraccio, Suo Fratello BUAN».
- Commento di 30 Giorni:
«Questi stralci sono stati estratti da due lettere. La prima sarebbe stata spedita a Mons. Annibale Bugnini (nome in codice BUAN) dal Gran Maestro della Massoneria. La seconda sarebbe la risposta del liturgista al capo della Loggia, in cui comunica il completamento della missione affidatagli. Questi documenti - gravemente diffamatori per Bugnini, che negò sempre di aver mantenuto dei contatti con la Massoneria - sono veri o falsi? È impossibile dirlo, dato che si tratta di lettere dattilografate e fotocopiate venute in possesso di una "spia" misteriosa che li avrebbe consegnati ad alcuni amici Vescovi e Cardinali, fra cui l'Arcivescovo di Genova, il Cardinale Giuseppe Siri, e il Prefetto del Sigillo Apostolico, Mons. Dino Staffa. Se sono autentici, essi rivelano l'esistenza di un "piano" per distruggere la dottrina cattolica e liturgia dall'interno. Potrebbero anche essere falsificazioni prodotte da qualcuno interessato a creare "fazioni" rivali all'interno della Curia. Il testo delle lettere, infatti, è molto diretto e poco raffinato. In ogni caso, le lettere esistono, e i risultati delle riforme di Bugnini sono in pieno accordo con gli obiettivi fissati».
Sta di fatto che appena la cosa divenne di dominio pubblico, il 4 gennaio 1976 Paolo VI decise di sollevare Bugnini da tutti i suoi incarichi in Curia e si allontanarlo da Roma, nominandolo Pronunzio apostolico in Iran, dove morì.
noi Cattolici ci lasciamo spesso trasportare dagli eventi ignorando chi guida il timone spesso a causa della pigrizia o dell'ignoranza-
RispondiEliminaDisse Paolo "Non continuiamo a dormire come fanno gli altri, ma stiamo svegli e siamo sobri”. (1 Tessalonicesi 5:6) Per indicare quanto sia importante rimanere svegli, Gesù fece l’illustrazione di un ladro. Dopo aver descritto gli avvenimenti che avrebbero portato alla sua venuta quale Giudice, avvertì: “Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore. Ma sappiate una cosa, che se il padrone di casa avesse saputo in quale vigilia veniva il ladro, sarebbe rimasto sveglio e non avrebbe lasciato scassinare la sua casa.
Roberto
La ringrazio ancora. Tuttavia mi sembra che continuiamo a non incontrarci sul punto centrale della discussione.
EliminaLei mi porta argomenti sulla riforma liturgica, sulla Messa tridentina, su Bugnini e su altri aspetti del post-Concilio. Alcune sue osservazioni le condivido anche. Ad esempio, anch'io ritengo che, in molti casi, si sia verificata una perdita del senso del sacro e che la liturgia tradizionale custodisca una ricchezza spirituale straordinaria.
Ma la mia obiezione è un'altra e finora mi sembra sia rimasta senza risposta.
Il problema è davvero il Concilio Vaticano II oppure il modo in cui è stato interpretato e applicato?
Se fosse il Concilio in sé, allora bisognerebbe concludere che tutti i Papi da Paolo VI in poi abbiano guidato consapevolmente la Chiesa verso una falsa fede. Questo però, come ho già detto, pone un enorme problema: che ne sarebbe dell'indefettibilità della Chiesa promessa da Cristo? E chi potrebbe mai rimediare? Un antipapa dovrebbe dichiarare falso il Concilio?
Lei stesso ricorda che Paolo VI allontanò Bugnini. Ma questo, semmai, sembra confermare che il problema non fosse identificato nel Concilio in quanto tale, bensì in chi ne stava orientando l'applicazione.
È qui, a mio avviso, che sta la differenza tra le nostre posizioni. Io vedo una progressiva infiltrazione culminata nella rottura del 2013; lei invece continua a riportare tutto al Concilio. Ed è proprio questo passaggio logico che, con tutto il rispetto, continuo a non trovare convincente.
ritengo il concilio un punto di svolta perchè è riuscito a modificare la fede cattolica.
EliminaDio concede al maligno la possibilità di ingannare l'uomo e lo fa in modi differenti con un unico obbiettivo la nostra anima.
il concilio è stata una ghiotta occasione per far cambiare direzione al cattolicesimo. lo stesso Papa Paolo VI ha tentato di indagare e smascerare le infiltrazioni massoniche presenti nella chiesa ma non è riuscito perchè anche se Papa è comunque un uomo e come tale non puo' superare in intelligenza in astuzia il maligno. Paolo VI è stato ingannato perchè ha nominato lui stesso Bugnini per poi allontanarlo, ha affidato a Gagnon, un’indagine segreta per scovare le infiltrazioni massoniche organizzate da Sebastiano Baggio, potente capo della Congregazione che nominava i vescovi e le scottanti rivelazioni dell'indagine non sono mai state pubblicate.
Ricordiamo le sue stesse parole " il fumo di satana è entrato dentro la chiesa", con questa frase Paolo VI ammette l'infiltrazione e dal mio punto di vista è cosciente sul fatto che non sarebbe riuscito ne ad impedirlo ne ad arginarlo.
il concilio quindi è stato scritto interpretato e applicato dal maligno. ricordiamo sempre che è ha un'intelligenza superiore alla nostra e tende a darci cio' che vogliamo tende ad assecondarci con ideali positivi vedi libertà uguaglianza fraternità. dietro questi ideali si nasconde l'obbiettivo che è far perdere la fede esaltando l'uomo. una creatura talmente perfetta che puo' anche avere entrambi i sessi in modo da distorcere la vecchia idea di creazione reale. E' l'esaltazione umana calcolata per annullare la presenza del Divino.
testi interissanti sul rapporto chiasa-massoneria al tempo del concilio sono " la lista Pecorelli" il libro "massoneria vaticana" di don Murr e "la mafia di san Gallo" di Julia Meloni ci sono altri testi ma questi sono sofficienti per una visione completa.
spero di averle riscosto
Roberto
Con l'ultimo intervento mi pare che il suo pensiero sia più chiaro. Mi sembra anche che adesso riconosca che Paolo VI cercò di contrastare le infiltrazioni e che, anzi, ne fu egli stesso vittima.
EliminaSe però Paolo VI era in buona fede ed è stato ingannato, allora la causa principale della crisi non può essere il Concilio in sé, ma chi lo ha utilizzato, interpretato e applicato piegandolo a un progetto che non era il suo. Mi sembra una differenza sostanziale.
Lei invece arriva ad affermare che il Concilio è stato addirittura «scritto, interpretato e applicato dal maligno». Se fosse così, il problema non sarebbe più la sua successiva deformazione: il problema sarebbe il Concilio stesso.
E qui continuo a non seguirla. Se un Concilio ecumenico avesse realmente modificato la fede cattolica, come si concilierebbe tutto questo con la promessa di Cristo che le porte degli inferi non avrebbero prevalso contro la sua Chiesa? Non significherebbe forse che il maligno è riuscito a prevalere proprio nel cuore della Chiesa?
Su un punto, invece, credo che possiamo essere d'accordo: la Chiesa ha subito una profonda infiltrazione. Dove continuiamo a non essere d'accordo è sul momento decisivo. Per lei tutto nasce con il Concilio Vaticano II. Per me, invece, il Concilio è stato progressivamente deformato e utilizzato da chi voleva portare la Chiesa in un'altra direzione, fino ad arrivare allo spartiacque del 2013.
È questa, a mio avviso, la differenza fondamentale tra la sua posizione e la mia.
"....mancanza di forza spirituale e carismatica..."
RispondiElimina1) I carismi li dà lo Spirito Santo : quindi ....
2) "Il Papa,
ogni V E R O Papa che Mi rappresenta,
ha il carisma del pontificato (*) e,
mentre è in vita, non è dato ad altri.
Così come un padre di famiglia,
sino a che vive, non può perdere il suo diritto di padre"
(*) "IL PRIMATO DEL SUCCESSORE DI PIETRO NEL MISTERO DELLA CHIESA (Documento della CDF, 31.10.1998): "Il Romano Pontefice è sottomesso alla Parola di Dio, alla fede cattolica" (n.7); "è una funzione che implica un carisma: una speciale assistenza dello Spirito Santo al Successore di Pietro, che implica anche, in certi casi, la prerogativa dell'infallibilità" (n.9)
Questa è una ragione, molto assorbente, dell'invalidità di bergoglio, e di tutti i suoi atti. Era solo un cardinale amministrativo travestito di bianco (ma anche Pullecinella è vestito di bianco).
Caro professore, so che cestinerà questo commento, perchè facente riferimento ad una locuzione, sebbene con imprimatur, ma quel che dovevo dire, l'ho detto.
Complimenti per il suo impegno missionario. AMpg
Come vede, invece, ho pubblicato il suo intervento. Non sono affatto contrario, per principio, alle rivelazioni private; tanto meno quando sono accompagnate dall'imprimatur. Valuto semplicemente i commenti in base alla loro pertinenza e al tono con cui sono espressi.
Elimina«È impossibile modificare profondamente la lex orandi senza modificare la lex credendi. Al Novus Ordo Missae corrispondono un nuovo catechismo, un nuovo sacerdozio, nuovi seminari, una Chiesa pentecostale carismatica: tutte cose contrarie all’ortodossia e all’insegnamento perenne della Chiesa. Questa Riforma, nata dal liberalismo e dal modernismo, è avvelenata in ogni sua parte; deriva dall’eresia e finisce nell’eresia, anche se non tutti i suoi atti sono formalmente eretici. È quindi impossibile per qualsiasi cattolico coscienzioso e fedele abbracciare questa Riforma o sottomettersi ad essa in alcun modo. L’unico atteggiamento di fedeltà alla Chiesa e alla dottrina cattolica, in vista della nostra salvezza, è un rifiuto categorico di accettare questa Riforma».
RispondiEliminaDichiarazione del 1974 sul concilio vaticano II, dell’arcivescovo Lefebvre. anticipando di 50 anni la crisi attuale aveva risolto il problema conciliare non accettando il concilio.
Roberto
Farei però una precisazione. Dire che mons. Lefebvre «risolse il problema non accettando il Concilio» mi sembra storicamente un po' semplicistico. Lefebvre partecipò al Vaticano II e sottoscrisse anche i documenti conciliari, compresa la "Sacrosanctum Concilium" sulla liturgia. La sua opposizione divenne molto più radicale successivamente.
EliminaMa soprattutto rimane la domanda che lavevo posto: se un Concilio ecumenico, approvato da un Papa legittimo, avesse realmente modificato la fede cattolica, come si concilierebbe questo con l'indefettibilità della Chiesa e con la promessa di Cristo che le porte degli inferi non avrebbero prevalso contro di essa? La citazione di Lefebvre testimonia la sua posizione nel 1974, ma non mi sembra che risolva questo problema.
Catechismo della Chiesa Cattolica numero 675.
RispondiElimina“Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offrirà agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. L’impostura religiosa suprema è quella dell’Anticristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.”
provo a darle una risposta alle domande poste dal precedente post.
1- "le porte degli inferi non prevarranno su di essa."
in questa frase Gesu' promette a Pietro che le forze del male non riusciranno a distruggere la chiesa. Gesu' non dice che la chiesa sarà protetta anzi', prevede che il maligno attaccherà la chiesa e con la parola "prevarranno" indica che il maligno tenterà di vincere contro la chiesa e solo alla fine il bene vincerà.
con questa frase Gesu', a mio avviso, indica che la chiesa è attaccabile.
2- indefettibilità della chiesa o l'infallibilità del Papa.
"Il primato del successore di Pietro nel mistero della Chiesa" è un documento voluto da Giovanni Paolo II e redatto dall'allora cardinale Ratzinger in cui Il Romano Pontefice è — come tutti i fedeli — sottomesso alla Parola di Dio, alla fede cattolica ed è garante dell’obbedienza della Chiesa e, in questo senso, servus servorum.
Ovvero non può sbagliare quando parla ex cathedra. il Papa non è un monarca che tutto puo' ma la sua infallibilità rientra tra i binari della spiritualità e nell'osservanza del vangelo e dell'ortodossia. Cio' detto, torniamo al concilio vaticano II.
gli ideali di libertà uguaglianza fraternità nati storicamente dalla Rivoluzione francese spesso in chiave anti-ecclesiastica di ispirazione massonica vengono assorbiti dal concilio vaticano II. vediamo come.
libertà: dichiarazione Dignitatis Humanae, la Chiesa riconosce che ogni persona ha il diritto di non subire costrizioni in materia religiosa.
Uguaglianza: Lumen Gentium, il Concilio ribadisce la fondamentale uguaglianza di tutti i fedeli e popoli.
Fraternità: il concilio parla della chiesa come il popolo di Dio in cammino con l'intera umanità. la chiesa dialoga con le altre confessioni cristiane (Unitatis Redintegratio) e con le religioni non cristiane (Nostra Aetate), siamo fratelli e sorelle nel nome di un'unica e universale famiglia umana.
liberta uguaglianza fratellanza sono ideali fantastici che riguardano i rapporti tra individui ma non hanno nulla a che vedere nel rapporto tra uomo e Dio. ecco perchè il nocciolo del concilio è fuori tema, non parla di come salvare le nostre anime o come avvicinarsi a Dio. Ecco perchè uscendo dalla sfera puramente religiosa perde di spirituale di cristianità divenendo fallibile.
lo spartiacque del 2013 a cui lei si riferisce, indicando con tale data l'anno in cui papa Francesco si insedia, è poco plausibile perchè papa Francesco ha ripreso i principi cardine del concilio. non possiamo accettare il concilio e non accettare Francesco.
Roberto
A questo punto credo che ormai le nostre posizioni siano abbastanza chiare.
EliminaLei continua a vedere Francesco come la naturale conseguenza del Concilio Vaticano II, ma non considera un punto fondamentale di quello che sostengo: per me Bergoglio non è stato validamente eletto, perché Benedetto XVI non aveva rinunciato al munus petrino. Quindi, quando dice che «non possiamo accettare il Concilio e non accettare Francesco», dà per scontato proprio ciò che io contesto.
E poi non si può far risalire al Concilio tutto ciò che Francesco ha detto e fatto. Non è stato certo il Vaticano II, tanto per fare un esempio, a prescrivere una processione in San Pietro con un idolo pagano. A mio parere con Francesco si è verificata una rottura profonda, non il semplice sviluppo di quanto avvenuto prima.
Lei cita anche il n. 675 del Catechismo sulla «prova finale» della Chiesa e sull'«impostura religiosa». Guarda caso, si tratta proprio del Catechismo elaborato sotto la guida del cardinale Ratzinger e promulgato da Giovanni Paolo II, due Papi postconciliari dei quali anche lei riconosce l'autorità. Io, però, quel passo lo leggo diversamente: penso che possa trovare proprio in quanto è iniziato nel 2013 una corrispondenza ben più convincente.
Quanto all'indefettibilità, non ho mai detto che la Chiesa non possa essere attaccata, infiltrata o attraversare una crisi gravissima. La domanda che pongo è un'altra: può un Concilio ecumenico, approvato da un Papa legittimo, trasformare la fede cattolica in qualcosa di contrario alla fede stessa senza che venga meno l'indefettibilità della Chiesa?
Lei continua a vedere il punto di frattura nel Concilio; io nel 2013, dopo decenni nei quali il Concilio è stato spesso interpretato e utilizzato in maniera distorta.
Credo però che siamo arrivati alla fine di questo confronto. Le nostre posizioni sono ormai chiare e continuare significherebbe ripetere ancora gli stessi argomenti. Sarà la storia a dire chi aveva ragione.
La saluto cordialmente.
il confronto con una persona competente è sempre motivo di crescita. Posso ringraziarla per avermi dato la possibilità di confrontare le mie idee con le sue.
RispondiEliminaSono sempre disposto a cambiare la mia posizione se le mie idee vengono superate con altre piu' convincenti, a tal proposito le chiedo:
per quale motivo Papa Benedetto ha permesso il cambio di rotta? Per quale motivo vescovi e cardinali hanno per lo piu' assecondato Papa Francesco nelle sue decisioni? per quale motivo il cattolicesimo si sgretola nell'indifferenza comune?
Roberto