I giovani sono buoni? (- 2^ parte)

Ogni  anno che passa noto il crescere del disimpegno degli studenti, l'impoverimento della passione  per la conoscenza e per lo studio.
Non parliamo poi del ragionare: semplicemente si rifiutano di farlo, troppo faticoso, meglio ripetere a memoria quello che è stato ‘imparato’, senza nessun tentativo di capirne  il significato.
E non mi si dica che dipende dal professore, da come egli  spiega e presenta gli argomenti: quasi tutti gli insegnanti   sono infatti più o meno dello stesso parere. E allora delle due l’una: o  i professori non sanno più fare il loro mestiere ( e la vulgata progressista per anni ha cercato di fare passare questo messaggio) oppure ...

I giovani sono buoni? (- 1^ parte)

Io non sono seguace di Rousseau per il quale l’uomo nato  ‘buono’ per natura  viene poi 'incattivito’  dalla società in cui vive. Questa tesi l’hanno fatta propria i cosiddetti ‘rivoluzionari’ nel corso della storia per così giustificare il loro attacco violento nell' abbattere ‘la tirannia’ (spesso però innalzando subito dopo un potere più oppressivo e sanguinario del precedente..).
Io  invece credo nella imperfezione della natura umana e quindi nella presenza in ognuno della tendenza al male. Ma questo fatto non può giustificare il nostro cattivo comportamento, in quanto con l’avvento dell'età della ragione e con l'educazione abbiamo acquisito i mezzi per limitare questa inclinazione. I giovani ovviamente non sfuggono a questa regola.

Il Grido

Frequento ogni tanto Facebook e  mi capita di leggere le frasi  e i messaggi che molti  giovani si scambiano tra loro.
Quello che noto  è un quadro che purtroppo spesso è fatto  di argomenti un po' ripetitivi e   superficiali
Sembra come essere in un teatro in cui gli attori tentano di intrattenere il pubblico ma, incapaci di farlo fino in fondo, assumono il ruolo di comparse recitando  battute preconfezionate. Raramente infatti ci si imbatte in una riflessione personale (anche se esistono lodevoli eccezioni!).
Spesso  la realtà viene semplificata e descritta con frasi ad effetto pescate qui e la...

La Genesi svelata?

Mentre mi interessavo dell’ipotesi Evoluzionistica cercando di leggere alcuni testi e facendo ricerche su Internet, mi è venuto in mente di visitare un sito che non guardavo da diversi mesi e (quando si dice la Provvidenza ..) vi ho trovato un Link da cui si può scaricare un libro molto interessante  che parla della rivelazione avuta tra il 1968 e il 1974 dal  sacerdote Don Guido Bortoluzzi . In esso si spiega come interpretare il simbolismo del racconto della creazione contenuto nella Genesi (soprattutto quella riguardante Adamo ed Eva …). La lettura del libro è come un lampo che squarcia l’oscurità della notte e fa vedere ad un tratto l’opera della creazione dell’Universo, della Terra, delle specie vegetali e animali, e soprattutto la creazione dell'uomo, facendo comprendere il vero significato del peccato originale (e  come questa ‘colpa’ si sia potuta trasmettere a noi che siamo i discendenti di Adamo).

L'ipotesi evoluzionistica fa acqua...(parte 3^)


Ovvero come si estinguerà l’ipotesi evoluzionistica ma sopravviveranno i suoi sostenitori…

Alcuni anni fa organizzai a scuola una conferenza dibattito sul tema ‘Evoluzione e Creazione’ e un relatore illustre fu il prof. Sermonti professore universitario emerito di Genetica, uno dei pochi studiosi italiani, diciamo così , ‘antievoluzionisti’. Per evitare l’accusa di ‘parzialità’ invitai anche due professori dell’università di Roma chiaramente ‘evoluzionisti’: ne venne fuori un dibattito tra sordi, ma l’impressione sgradevole che ne ebbi fu che mentre il prof. Sermonti metteva in evidenza dei problemi seri dell’ipotesi evoluzionista, i suoi illustri avversari evitassero di rispondere direttamente e tirassero in ballo l’autorità di Darwin e della maggior parte del Gotha scientifico internazionale. Insomma un ‘Ipse dixit’ di medioevale memoria rivisitato. Ma a mio avviso hanno evitato accuratamente di rispondere con prove alle affermazioni del prof. Sermonti. E anzi uno dei due, con molto poco tatto, e tanto per far capire chi comanda all’Università, rivolto agli studenti disse che se avessero sostenuto in un esame le tesi esposte dal prof. Sermonti sarebbero stati bocciati.