L' Avvertimento è vicino?

Siccome dai messaggi di alcuni veggenti l'Avvertimento sembrerebbe essere un avvenimento abbastanza vicino, ripropongo un post di qualche tempo fa, aggiungendo un ulteriore recentissimo messaggio:

L’Avvertimento dovrebbe essere un evento non ‘fisico’ ma di carattere spirituale, senza precedenti nella storia dell’umanità, che dovrebbe accadere secondo dei veggenti tra  non molto tempo, forse a ‘breve’.
Esso dovrebbe essere costituito da una specie di forza che dovrebbe scuotere la coscienza degli uomini, provocando grande turbamento dell’essere a livello emotivo, psicologico e spirituale non producendo però danni fisici diretti. Durante questo evento ogni essere umano dovrebbe avere come una visione interiore della propria anima e del suo stato. E' come se dovesse poter giudicare il suo intimo così come lo valuta Dio.

L'Amore e l'Oblio Divini

Alle volte mi chiedo a cosa possa somigliare l'Amore dell'Altissimo.

Nella Genesi è scritto che Dio ci ha fatto a Sua immagine e somiglianza. Allora forse le dinamiche amorose umane rispecchiano in qualche modo quelle divine.

Perciò...forse l'Amore divino può essere paragonato alla perfezione di tutti i tipi di amore che noi umani sperimentiamo nel nostro pellegrinaggio terreno, quelli che cerchiamo in continuazione,  che ci provocano dolore e nostalgia se li perdiamo . 

Sicuramente è come l'amore tenero di una mamma per il suo bambino, o quello fermo e affettuoso di un padre verso i suoi figli, o quello appassionato dello sposo verso la sposa, o quello struggente dell'innamorato verso la persona amata, o  quello fidato di un amico sincero, o, perchè no, come quello di un padrone verso il suo cagnolino. E potremmo continuare con numerosi altri esempi. Tutti questi amori però non danno che una pallida idea di quello che può essere quello divino. Consideriamo l'essenza profonda di questi amori, eleviamola all'infinito e forse avremo una pallida idea di quello che esso potrebbe essere.

Può un fisico credere in Dio?

Mi imbatto spesso in studenti (e non solo) che con l’aria tra lo stupito e il canzonatorio si rivolgono a me con domande del tipo ‘ma lei che è laureato in Fisica e la insegna come fa a credere in Dio?’
Alle volte mi chiedo com’è possibile che la maggior parte dei giovani (e in generale dei miei contemporanei) sia diventata così  agnostica o atea.

Molti sono convinti che la Scienza abbia dimostrato che Dio non c'è. Ma quando dico che è  facile provare che qualcosa esiste ma molto più difficile e alle volte impossibile dimostrare che non esiste, i miei interlocutori rimangono perplessi e un po’ increduli.

Gli uomini di oggi, soprattutto tanti tra quelli che si definiscono ‘scienziati’, sono più disposti a dar credito a ipotesi del tipo ‘ci sono infiniti universi e quindi infinite copie di noi stessi’ anziché all'affermazione  ‘Dio esiste’. Eppure oltre a motivazioni di carattere logico e filosofico, sono convinto che fatti che costituiscono indizi dell’esistenza divina ce ne siano molti, mentre ad esempio non si è a conoscenza di prove che confermino la realtà di un numero infinito di universi. Si ricorre a questa ipotesi estrema forse perché pressati dall’evidenza logica che il ‘caso’ non può aver creato l’esistente, soprattutto la vita, almeno che esso non abbia avuto modo di giocare innumerevoli volte su infiniti tavoli da gioco, quindi in infiniti universi.