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8 aprile 2023

Fisica e Resurrezione

In occasione della Pasqua ripubblico il post  "Fisica e Resurrezione".

Tempo fa  ho letto un libro interessante,  “La Fisica del Cristianesimo” di Frank Tipler (1). Tipler è lo scopritore e l' enunciatore del ‘Principio Antropico’ ed è  professore di Fisica Matematica  alla Tulane University di New Orleans. Ha composto opere specialistiche, ha pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste scientifiche e ha scritto molti libri di divulgazione. In un primo momento era scettico nei confronti della religione ma nel tempo si è sempre più avvicinato ad essa, soprattutto alla Religione Cattolica.
In questo libro, è tanto convinto di aver trovato le prove della veridicità del Cristianesimo da mettermi alle volte  un po’ in imbarazzo. In esso  si  trovano infatti affermazioni sorprendenti: con alcune di esse concordo, su altre per il momento non prendo posizione perché le trovo un po' forti (forse magari perché un troppo avanzate per i nostri tempi?).

Tipler in uno dei capitoli del suo libro dà una spiegazione di come potrebbe essere avvenuta la Resurrezione di Gesù Cristo in accordo con  le leggi della Fisica...

2 gennaio 2017

Una Fede ragionevole

Il credere in Dio dipende dalla storia personale di ognuno, infatti le strade che portano alla Fede sono molte e una di queste può essere costituita da un percorso razionale illuminato dalla Grazia e fatto nell'ambito della filosofia o della teologia.
Ma questo percorso può essere costituito anche dallo studio dei fenomeni naturali?

La storia della scienza è piena di studiosi che erano credenti e studiosi che non lo sono stati, così come la filosofia ha avuto filosofi religiosi e filosofi atei. Quindi lo studio della natura e delle sue leggi, come pure quello della filosofia e della teologia, non può automaticamente portare al credere in Dio.

1 novembre 2016

Gli indizi dell’esistenza di Dio – parte 2^ - alcuni eventi 'straordinari'


In questa seconda parte parlo di alcuni ‘eventi’ che per la scienza forse non sarebbero potuti accadere. La scelta era molto ampia, ma ho preferito elencarne solo tre, quelli che conosco  un po’ meglio e che sono molto noti. Diciamo che sono veramente eclatanti e che ancora oggi fanno discutere. Questi sono il cosiddetto ‘Miracolo del sole a Fatima’, la ‘Sindone’  e il ‘il miracolo eucarisitco di Lanciano’.

Di questi tre, gli ultimi due sono rimasti impressi nella materia. Io personalmente credo che siano dei reperti che sembrano avere dentro come una 'impronta' che non si sa spiegare, parrebbero dirci che durante i fatti di cui sono 'il prodotto' le leggi della natura potrebbero forse essere state  ‘sospese' o 'guidate'. Ovviamente questo è solo il mio modesto parere, molti studiosi atei la pensano diversamente. Li riporto perchè, sempre secondo la mia opinione, potrebbero costituire degli 'indizi' che indicherebbero che esiste anche una realtà al di fuori di quella meramente sensibile, un mondo 'soprannaturale' che avrebbe in qualche modo fatto irruzione nell'ambito 'naturale' (in maniera 'straodinaria', in quanto in maniera 'ordinaria', per chi crede, ciò è già successo con la creazione dell'Universo e della vita)...

4 dicembre 2014

Storicità di Gesù e mass media

Il professore di Religione del Liceo che frequentavo ci ripeteva spesso una frase che mi è rimasta impressa: “se qualcuno afferma che l’esistenza di Gesù non è provata storicamente lo potete considerare un ignorante”.
Quasi tutti gli storici sono propensi ad affermare che Gesù è veramente esistito. Infatti oltre alle fonti cristiane quali i Vangeli, di cui quelli di Matteo e di Marco possono essere considerati i più antichi e i più vicini ai tempi descritti (1), le lettere di Paolo di Tarso, e di Pietro, e di Giovanni e Giacomo, questi ultimi tre testimoni diretti, esistono anche molte fonti non cristiane e quindi ‘neutrali’ in cui vengono citati più o meno direttamente Gesù e i Cristiani. Tacito parla di Ponzio Pilato e della condanna a morte di Cristo (2), e ci sono altri cenni relativi ai cristiani e a Gesù reperibili negli scritti di Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio (3) e Svetonio. E lo stesso Talmud babilonese ebraico parla in maniera ostile di Gesù, confermandone così la storicità (4).

13 marzo 2014

La Sindone e la disinformazione laicista

Ieri ho rivisto un film inchiesta uscito nel 2012, ‘La notte della Sindone’, della brava regista Francesca Saracino, in cui Rosalinda Celentano fa da guida in quello che sembra essere un vero e proprio giallo, la cronaca delle vicende che hanno accompagnato la Sindone, nel periodo che va  dal 1980 al 1988, e che ebbe come esisto finale il risultato della datazione col C14 che collocava il reperto in un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 d.C.
La vicenda partiva nel 1980 quando ormai, dopo gli studi condotti da un folto gruppo di scienziati, lo STURP, sembrava assodato che la Sindone era, con un margine di dubbio infinitesimale, risalente all’epoca di Gesù Cristo e che avesse avvolto proprio il suo corpo crocifisso. Infatti troppe erano le concordanze che erano state trovate fino a quel momento, e riconfermate con 120 ore di analisi varie di laboratorio, per poter mettere in dubbio tale fatto.

Fra l’altro era stato provato che il lenzuolo recante l’impronta non è un dipinto e neanche una bruciatura eventualmente ottenuta con un bassorilievo riscaldato. Inoltre era stato scoperto che l’orma porta anche una informazione tridimensionale del cadavere, senza soluzione di continuità tra parti in contatto col corpo e parti non in contatto, e che sotto le macchie di sangue, vero sangue umano del gruppo AB, non esiste immagine. Quindi il sangue si era depositato prima che si imprimesse l’immagine, e si trovava nei punti giusti, con un processo  inverso rispetto a quello che avrebbe usato qualunque falsario.
Inoltre il lenzuolo era stato in contatto col cadavere per non più di 36 ore, mancando completamente segni di putrefazione, ed  era stato tolto dal corpo senza lasciare segni di 'strappo' nelle tracce di sangue delle ferite.

8 gennaio 2012

La ricerca ENEA sulla Sindone mette in difficoltà gli atei dell’ Uaar e del Cicap

Sicuramente non ha fatto piacere agli atei professi dell’UAAR e a quelli del CICAP  il sapere  che una equipe di studiosi dell’Enea con un ricerca di 5 anni avrebbe dimostrato che la Sindone non è un falso e che è possibile ottenere l’immagine  irraggiando il lino con la radiazione ultravioletta di laser ad eccimeri della potenza totale di 34 mila miliardi di watt (1)!

Infatti gli atei dell’Uaar scrivono nel loro sito in un articolo del 29 dicembre 2011:
Uno studio realizzato da alcuni tecnici dell’ENEA (ente di ricerca pubblico) ha recentemente cercato di rimettere in discussione che la Sindone si tratti di un falso medievale, una circostanza supportata da evidenze storiche, artistiche e chimiche, nonché dalla datazione al radiocarbonio’.
Traspare un po’ di malcelata rabbia:  infatti, ad esempio, quelli che sarebbero stati  senz'altro chiamati ‘scienziati’ se avessero detto cose con cui loro erano d’accordo, adesso sono degradati  a ‘tecnici’ e  l’Enea viene definito tra parentesi ‘ente di ricerca pubblico’ quasi a dire… che essendo pubblico potrebbe occuparsi d’altro o dire cose diverse visto che spende  anche soldi degli atei…

6 giugno 2011

La Sindone di Giotto?

Ecco un altro di studioso che si è interessato della Sindone ottenendo risultati clamorosi: un esperto del Veneto!
Pare che questi,  a quanto dice l’Ansa, sia lo scopritore di una tecnica di scrittura nascosta usata dai pittori dell'antichità e tramandata fino quasi ai giorni nostri come sorta di incancellabile 'autentica' delle opere. Egli avrebbe pubblicato un libro di 32 pagine, al modico prezzo di 18 euro, per annunciare al mondo la sbalorditiva scoperta che a comporre la Sindone, nel 1315, sarebbe stato il grande Giotto. E pare che sia arrivato a questa conclusione non analizzando direttamente il telo, ma solo studiandone delle foto...
Una piccola domanda però sorge spontanea: ma Giotto, come tutti i pittori del suo tempo, non ha sempre disegnato il Cristo crocifisso con i chiodi conficcati nelle palme delle mani? E com'è allora che nella Sindone il cadavere ha i buchi nei polsi?


Questa notizia  fa il paio con quella  sbandierata con grande clamore dai mass media qualche tempo fa e che assegnava la paternità della Sindone  nientemeno che a Leonardo da Vinci e per giunta alla precoce età di 3 anni!
Quindi gli scienziati  che hanno analizzato il Telo nel corso di un secolo (numerosissimi, di tutte le fedi e anche atei) si rassegnino:  quando hanno  dimostrato  con serie analisi di laboratorio che la Sindone non è un dipinto si sono in realtà completamente sbagliati! il nostro esperto li ha finalmente smentiti! E a quanto pare solo analizzandone delle foto.

Che volete che vi dica?
Se volete informarvi gratis sul  lavoro serio che si è fatto sulla Sindone e sui risultati scientifici ottenuti, leggete questo mio post e poi quest’altro oppure quest'altro ancora  in cui si parla della Sindone come prova della Resurrezione. Se invece volete spendere i vostri soldi, fate pure, comprate il libretto, leggetelo e  poi mi farete sapere. Io di certo non lo acquisterò!
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7 aprile 2009

La Scienza analizza la Fede - (Parte 2^)

Con questo continuo la serie di Post dedicati alle prove scientifiche effettuati su alcuni reperti che la Fede ci dice di origine miracolosa.

La Sindone di Torino
cosa è e come è fatta
La Sindone è un lenzuolo di lino che ha certamente avvolto il cadavere di un uomo che è stato flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al costato.
Lungo l’impronta umana possiamo distinguere la ferita del piede destro, la ferita sul polso sinistro, la ferita nel costato, la ferita sulla fronte, ferite sulla testa dovute alla corona di spine, contusioni dovute al trasporto del patibulum (la trave orizzontale della croce), colpi di flagello su tutto il corpo, il tallone e la pianta del piede destro.
(volendo si può vedere la figura completa qui http://www.shroud.it/GUIDA.HTM ) Nel maggio 1898, un avvocato, Secondo Pia, realizzò la prima fotografia della Sindone. Egli scoprì che l'immagine impressa sulla Sindone si comporta come un negativo fotografico del corpo che fu avvolto nel lenzuolo.
L’emozionante scoperta del negativo ha mostrato in modo molto preciso le caratteristiche dell'Uomo della Sindone. Ciò fu l'inizio degli studi e delle ricerche, in particolare nel campo medico-legale.