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28 maggio 2026

Un Leone che non ruggisce?

Nonostante il nome scelto, Leone XIV, il nuovo pontefice mi appare tutto fuorché un leone. Più che il ruggito deciso del re della foresta, percepisco un tono dimesso, quasi felpato. Mi viene spontaneo pensare più a un tranquillo gatto domestico che a un leone chiamato a difendere il gregge e a confermare i fedeli nelle verità della fede.

Qualcuno dirà che queste parole siano irriverenti verso il Papa. In realtà il punto è proprio questo: personalmente non ritengo che Prevost sia il vero Pontefice e quindi non sto disconoscendo l’indubbia autorità e sacralità del papato.

12 dicembre 2024

Considerazioni sparse...

 

Finalmente ristabilita la verità sulla veridicità della Sindone (1) che era stata messa in dubbio da analisi al C14 nel 1988. Quelle analisi erano viziate da una incompleta 'pulizia' dei campioni. "Abbiamo messo a punto una nuova tecnica di datazione, che utilizza i raggi X, permettendo di misurare l’invecchiamento naturale della cellulosa dei tessuti di lino, proprio come quello della Sindone. Questa nuova tecnica non teme la contaminazione del campione, perché è una sorta di radiografia condotta a livello atomico della cellulosa, che sappiamo degradare con il trascorrere dei secoli. Abbiamo applicato questa nuova tecnica a un campione della Sindone e abbiamo dimostrato che ha duemila anni e non appena sette secoli. Abbiamo così verificato che l’invecchiamento naturale della cellulosa del campione della Sindone analizzato era del tutto analogo a quello di un campione prelevato dalla fortezza di Masada, in Palestina, che cadde in mano dei Romani dopo un lungo assedio nel 74 d.C. Questa assoluta compatibilità con il campione di lino di Masada, che certamente ha duemila anni di storia, confermati da altre datazioni indipendenti, permette di concludere con certezza che anche la Sindone di Torino è antica di duemila anni" (1).

18 ottobre 2024

Su certi intellettuali 'tradizionalisti' in realtà anche 'sedevacantisti'.

 

Ogni tanto leggo i post o gli articoli di alcuni intellettuali cattolici tradizionalisti. La maggior parte di loro sono critici in maniera feroce verso il Concilio Vaticano II, e anzi considerano tutti i Papi che si sono susseguiti da allora, a partire da Giovanni XXIII fino a Benedetto XVI, come collusi e ‘modernisti’, quindi di fatto eretici in quanto un Papa del novecento, San Pio X, definì appunto il modernismo come ‘sintesi di tutte le eresie’.

25 luglio 2023

Su Bergoglio...

L'altra Domenica sul cielo della costa laziale un aereo con la scritta "Benedetto XVI non ha mai abdicato". Mi sa che ai bergogliani e agli 'una cum Francisco' che erano in spiaggia gli sarà andato di traverso il pranzo...

11 gennaio 2023

Codice Ratzinger - 2

"Sembra che Papa Francesco non si fidi più di me e desideri che lei mi faccia da custode!" questa la risposta di Ratzinger quando il suo segretario Don Georg gli riferì che Bergoglio lo aveva assegnato a tempo pieno da lui dicendogli "D’ora in poi rimanga a casa. Accompagni Benedetto, che ha bisogno di lei, e faccia scudo". Mi sembra che da tutto ciò Bergoglio e Gänswein non ne escano proprio bene. 

 

9 gennaio 2023

Alcune domande a Padre Georg

Don Georg Gänswein dice che Ratzinger a suo tempo si dimise perché si sentiva mancare le forze.

Certo si può rinunciare perché si è stanchi e ci si sente debole, ma quali sono stati i motivi che rendevano il papato tanto ‘stancante’? Forse il fatto che l’autorità di Benedetto XVI finiva ‘alla porta del suo studio’ come ebbe a dire a causa delle manifeste e occulte insubordinazioni di vescovi e cardinali? Personalmente ritengo che questa dichiarazione del segretario non contrasti con il fatto che Ratzinger può aver rinunciato al solo Ministerium, che è l’esercizio pratico del papato, ma non al Munus, che è la 'carica spirituale'. D’altronde nella Declaratio non aveva detto che avrebbe continuato il suo compito con la preghiera? Inoltre Don Georg mi sembra che abbia battuto il tasto sul motivo della rinuncia ma che non sia entrato nel merito della distinzione Munus – Ministerium (per quello che mi risulta, a meno che non mi sia perso qualcosa).

Certo se fosse possibile mi piacerebbe anche fare alcune domande a Padre Georg, domande che sicuramente si sarà fatto e a cui probabilmente delle risposte personali avrà dato (se non le avrà addirittura avute dallo stesso Ratzinger) e precisamente: perché Benedetto ha continuato a portare la veste bianca? Perché si firmava P.P.? Perché è rimasto in Vaticano? Non aveva il timore che tutto ciò avrebbe potuto innescare nei fedeli, come poi in effetti è avvenuto, il dubbio che ci fossero due Papi? Sul fatto che c’è rimasto molto male per la Tradizionis Custodes che ha limitato la Messa in latino sappiamo, ma cosa avrà mai pensato dell’intronizzazione in Vaticano della Pachamama (con tanto di processione lungo la Basilica) e delle numerose affermazioni di Bergoglio al limite dell'eresia?

 

13 luglio 2022

Codice Ratzinger.

“Non temete gli uomini, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né di segreto che non debba essere conosciuto" (Matteo 10,26).

Ho appena finito di leggere il libro di Andrea Cionci il ‘Codice Ratzinger’ (1).

Sin dal suo primo affaccio nel balcone della Basilica di San Pietro, subito dopo la sua elezione, cominciai a provare i miei dubbi sul fatto che Bergoglio fosse veramente il Papa, vuoi per il sospetto che le dimissioni di Ratzinger fossero state non volontarie, vuoi perché diverse ‘profezie’ in ambito cattolico avevano previsto l’avvento di un impostore ai vertici del Vaticano e ciò, da credente che dando retta a San Paolo non ‘dispezza’ le profezie, mi metteva in una situazione di allerta, vuoi perché il comportamento del neoeletto si mostrava palesamente di rottura con quello dei suoi predecessori anche nei gesti e dettagli che a prima vista potevano sembrare di poco conto.

20 giugno 2020

Bergoglio è Papa o no?

“Non temete gli uomini, poiché non v`è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né di segreto che non debba essere conosciuto" (Matteo 10,26).
 
Ho seguito con molto interesse una trasmissione su YouTube fatta da Don Minutella in collegamento con fra' Alexis Bugnolo. In essa il frate, latinista e canonista, ha espresso numerosi dubbi sulla validità della Declaratio con cui Benedetto XVI annunciò nel febbraio 2013 le sue dimissioni. 

Era noto da tempo che in tale scritto figurano due errori abbastanza gravi di grammatica latina che Benedetto XVI, esperto latinista, non avrebbe mai potuto commettere, e lo ha ribadito anche fra Alexis, ma oltre a ciò, due altre incongruenze abbastanza serie sono saltate agli occhi: la prima è che il testo letto nel febbraio 2013 era una dichiarazione di dimissioni, non una lettera di dimissioni: un annuncio che si vuol fare una cosa non è fare la stessa cosa; la seconda è che Benedetto ha annunciato di rinunciare al Ministero petrino e non al Munus petrino: fra Alexis ne deduce quindi che a norma del diritto canonico le dimissioni di Benedetto XVI sono nulle.

Don Minutella e il Decimo Toro

Da qualche tempo seguo due canali YouTube: quello del ‘piccolo resto’ di Don Minutella e quello del ‘Decimo Toro’. 

Don Minutella è un sacerdote che dal alcuni anni critica aspramente la gestione attuale della Chiesa cattolica, mettendo in evidenza il fatto che Bergoglio per quello che dice e fa è manifestamente un falso Papa e che il vero Papa è Benedetto XVI. Per questo ha ricevuto ben due scomuniche ed è stato privato dello stipendio, ma lui lungi dal demordere continua la sua battaglia ed è seguito su you tube da un discreto numero di fedeli, che lui chiama ‘il piccolo resto’. Io lo ammiro perché è uno dei pochi preti veramente coraggiosi che ci sono in circolazione, uno che dice cose veramente cattoliche e che non fa certo i discorsi rinunciatari, insipidi, quando non infarciti di politicamente corretto, che per viltà e paura fa una buona parte dei suoi confratelli.

30 maggio 2020

Ciò che scrissi su Bergoglio quattro giorni dopo la sua elezione...

Questo post l'ho scritto e pubblicato dopo quattro giorni dall'elezione di Bergoglio, il 17 marzo 2013... anche qui, sono stato facile profeta?

 
Da quando Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni, quindi dall’11 febbraio del 2013, sono un po’ in agitazione. Questa sua sorprendente decisione infatti non l’ho ancora accettata. Per me è  inaudita ed è arrivata come un ‘fulmine a ciel sereno’.
D'altronde che un fulmine abbia colpito la cupola di San Pietro proprio nel giorno di questa impensabile rinuncia è un fatto acclarato, immortalato da una foto pubblicata da tutti i  media del globo.

Ma quello che un tempo veniva considerato come la manifestazione dell'ira degli dei, non pensavo potesse diventare il sigillo di un evento così imprevedibile, gravido di conseguenze e possibili pericoli. Sicuramente Papa Benedetto si sarà posto il problema di questi rischi e il fatto che nonostante ciò abbia preso lo stesso la decisione di dimettersi può dare l’idea di quanto seri possano essere stati i motivi che lo hanno indotto a farlo.

Ciò che scrissi su Bergoglio sette mesi dopo la sua elezione...


Ripropongo il post che avevo scritto, sette mesi dopo l'elezione di Bergoglio, nell'ottobre 2013...forse sono stato facile profeta?


Cominciò tutto la sera dell’elezione. Annunciato con difficoltà da un cardinale affaticato perchè affetto da una malattia cronica, la prima sorpresa: il nome Francesco. Che coraggio! Sapevo che nessun Papa nel corso dei secoli si era mai voluto paragonare al santo di Assisi, nessuno ne aveva perciò assunto il nome, così come nessuno aveva mai voluto chiamarsi Pietro II.
E’ arrivato nel balcone con un inchino inaspettato per farsi quasi benedire dalla folla...
   

28 agosto 2017

Correggere il Papa?

Sono passati ormai poco più di quattro anni da quando Bergoglio è stato eletto, da quella sera in cui si è affacciato dal balcone di San Pietro pronunciando l’ormai famoso discorso del “buona sera”! Ma grazie alla sua costante azione picconatrice, la Chiesa cattolica pare ormai quasi irriconoscibile.

Mi chiedo come è possibile che ci  ritroviamo con un Papa così! Ricordo che dopo qualche mese dalla sua elezione, una scoperta sensazionale fu fatta da Socci: in uno scritto di un’amica di Bergoglio, in cui si narrava della sera dell’elezione in Conclave, aveva letto che una votazione (la quarta) era stata annullata perché nella conta era stata rinvenuta una scheda doppia. Il problema era che, secondo la costituzione Universi Dominici Grecis di Giovannni Paolo II, che regola l’andamento del Conclave e le modalità dell’elezione, forse quella votazione era da considerare valida e quindi il suo annullamento probabilmente illecito.

30 agosto 2016

Se è eretico non è Papa.

In questo periodo sta facendo scalpore l’iniziativa di 45 intellettuali, studiosi e teologi cattolici, che hanno inviato a Bergoglio una lettera in cui gli si chiede di chiarire se non di correggere alcuni punti secondo il loro parere poco chiari, o addirittura al limite dell’eresia, presenti nella sua esortazione post-sinodale Amoris Laetizia’.

Da ciò ne è nato un dibattito sul dilemma se un Papa possa o meno cadere in eresia e in quest’ultimo caso se è lecito deporlo. Ho letto il parere del teologo Nunzio Nitoglia e devo dire che nonostante il linguaggio un po’ tecnico da quello che ho capito egli sostiene che anche se i teologi del passato e Dottori della Chiesa hanno considerato la possibilità solo teorica, ma non attuabile, che un Papa possa cadere in eresia (cioè ammesso e non concesso) allora il presunto Papa eretico sarebbe deposto ipso facto o dovrebbe essere deposto dall’Episcopato e dai Cardinali.

5 novembre 2015

La lotta in atto e i polli di Renzo ...

Anche gli Angeli in questo momento storico sembrano perplessi..
Alle volte provo a leggere su alcuni blog i commenti su quello che Bergoglio ha fatto o fa e il loro tono mi fa capire che è in atto una guerra  tra cattolici.. e non solo.

Grosso modo la situazione è questa: Bergoglio è circondato dai suoi che lo difendono sempre e comunque, pur arrampicandosi alle volte sugli specchi; poi sono schierati i cosiddetti cattolici tradizionalisti, nelle cui file credo di trovarmi - se proprio devo mettermi, anche se controvoglia, una etichetta - e che esprimono spesso dubbi, quando non critiche abbastanza palesi, nei confronti dell'operato e delle parole di questo Papa; per finire, dietro di questi, si sono appostati quasi come cecchini, i cattolici tradizionalisti pentiti e risentiti che presi da Papismo conpulsivo, da scrupoli basati sul fatto che "il Papa è sempre il Papa" e che "la figura del Papa non si tocca" ecc., si divertono a colpire i  tradizionalisti, rei di non rispettare il Primato petrino. 

28 settembre 2015

Alcune considerazioni di un “tradizionalista impertinente” sul Papa attuale

Stiamo vivendo momenti singolari nella Storia della Chiesa. Siamo infatti in un tempo in cui si è dimesso un Papa e ne è stato eletto un altro e ambedue coabitano in Vaticano. Non era mai successo che ci fossero un Papa emerito e un altro regnante...

17 marzo 2015

il Conclave indecidibile..?

Dopo aver scritto il precedente post  E' Papa oppure no?,  ho riflettuto sulla situazione che si sarà venuta a creare nell’ultimo Conclave, quello che il 13 marzo 2013 ha eletto Bergoglio.
Dal racconto della Piquè  (vedi nota 1) si è saputo che dopo la quarta votazione del giorno è stata fatta una conta delle schede che risultavano essere 116  anziché 115 e questo perché (dice la Piqué ) un cardinale elettore si era sbagliato inserendo assieme due schede che erano rimaste attaccate, una bianca e una votata: a quel punto  si è deciso di annullare la votazione  (ma di non bruciare subito le schede invalide) e si è proceduto a farne  un’altra (la quinta del giorno nonostante ne fossero permesse solo quattro).

2 marzo 2015

E' Papa oppure no?

Sto finalmente leggendo il libro di Socci Non è Francesco. Che dire? Socci è un grande giornalista e credo che abbia scritto un libro molto importante perché, come forse già sapete, fra le altre cose interessanti che ha detto, ha  anche mostrato che l’elezione di Papa Francesco forse è stata irregolare  e perciò nulla e invalida.

Quello che è successo in Conclave è stato rivelato nei dettagli dalla scrittrice argentina Piqué che sicuramente ha riportato confidenze di  Bergoglio, suo stretto amico sin da quando era cardinale in Argentina. D’altronde la sua versione non è stata mai smentita dal Vaticano e ha trovato conferme indirette per il fatto che lo stesso sito del Vaticano ha tessuto le lodi del suo libro quando è uscito…

4 novembre 2014

Il Numero della Bestia - (2^ parte)

Questo è il seguito del precedente post con lo stesso titolo che ho scritto e pubblicato il 18 maggio 2014. Quello che in esso mi chiedevo era se per caso il numero 666, di cui parla l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, potesse riferirsi non proprio al ‘nome’ dell’Anticristo, come si è sempre creduto, ma a quello del suo sodale e precursore e cioè al Falso Profeta.

Il capitolo 13 dell’Apocalisse, in cui San Giovanni parla delle due Bestie, quella del Mare, cioè l’Anticristo e quella della Terra, cioè il Falso Profeta, nei versetti che vanno dal 16 al 18  dice  testualmente “ Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della Bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tale cifra è seicentosessantasei.

26 ottobre 2013

Le Profezie, il Falso Profeta e l’Anticristo

Credo che la Profezia in ambito cristiano sia essenzialmente di due tipi: la prima è quella condizionale,  ‘se non vi convertirete, se continuate a peccare e se non pregate allora succederà questo…’, essa è uno svelare un futuro che può anche non accadere o essere cambiato a secondo di alcune nostre scelte nel presente, e  la seconda è la profezia definitiva, quella che manifesta un futuro che non può essere mutato. Esempi di profezie di quest’ultimo tipo sono state quelle sulla nascita del Messia fatte dal profeta Isaia o quella di Gesù sulla distruzione di Gerusalemme, avveratasi nel 70 d.C.

4 ottobre 2013

Semplicemente sconcertato...

Cominciò tutto la sera dell’elezione. Annunciato con difficoltà da un cardinale affaticato perchè affetto da una malattia cronica, la prima sorpresa: il nome Francesco. Che coraggio! Sapevo che nessun Papa nel corso dei secoli si era mai voluto paragonare al santo di Assisi, nessuno ne aveva perciò assunto il nome, così come nessuno aveva mai voluto chiamarsi Pietro II.
E’ arrivato nel balcone con un inchino inaspettato per farsi quasi benedire dalla folla...