La vita nell'Universo.

Oggi ho assistito ad una conferenza sulla ricerca della vita nell'Universo.
Partendo dal progetto ambizioso e forse un po' ingenuo chiamato SETI, con l'esplorazione di diverse zone della nostra Galassia tramite radiotelescopi per cercare eventuali segnali radio segno della presenza di intelligenza extraterrestre, considerato che dopo quasi 50 anni il risultato è stato 'niente di niente', per dirlo con le stesse parole usate dal conferenziere, si è passati alla ricerca di forme di vita elementare in pianeti o satelliti che orbitando attorno alle loro stelle nelle zone 'che potrebbero permettere la vita' sono candidati allo scopo. 
 
Ad oggi sono stati scoperti almeno 200 pianeti che simili alla Terra per condizioni fisiche, presenza di acqua liquida, atmosfera e temperatura non estrema, potrebbero ospitare la vita. Si pensa che nella nostra Galassia ce ne siano intorno ai 4 miliardi. E si è stimato che nel nostro Universo dovrebbero esserci intorno a 5 mila miliardi e forse più di pianeti abitabili...

Gesù Cristo è morto di Giovedì?

In un precedente post dal titolo "Le 70 settimane di Daniele e gli Ultimi Tempi " ho accennato al fatto che secondo qualche studioso Gesù potrebbe anche essere morto il Giovedì della settimana della Passione e non il Venerdì come quasi unanimemente si crede e accetta. Tanto è bastato per scatenare i commenti anche sarcastici di alcuni lettori a cui ogni possibile variazione su quanto si dà per scontato sembra bestemmia o eresia.
Facendo delle riflessioni o speculazioni in ambito religioso si rischia sempre di andare contro qualche dogma o insegnamento fissato dalla dottrina:  se dovesse succedere ciò sono pronto a correggere il tiro, ma non certo per paura di roghi virtuali che novelli Torquemada (protetti dall'anonimato) accendono nella rete, ma perché sono conscio del fatto che esistono verità accertate e accettate, magari dopo secoli di discussioni teologiche ad altissimo livello, che sarebbe da incauti e presuntuosi mettere in dubbio. Premesso ciò però...

Del complesso di inferiorità di alcuni credenti di fronte alla Scienza

Ultimamente mi è capitato di leggere degli articoli il cui titolo era del tipo “Einstein, grande scienziato, era credente”, “Quasi tutti i più grandi scienziati del passato credevano in Dio” e così via. 

Devo confessare che quando avevo una fede insicura ero in qualche modo confortato da queste affermazioni, ora invece, da quando la mia Fede si è trasformata in convinzione, queste mi sembrano asserzioni  che manifestano in qualche modo un senso di timore e inferiorità del credente verso lo scienziato, una specie di conferma del fatto di ritenere, da parte di chi proclama ciò, che la Scienza sia  superiore alla Religione, cioè che la ragione sia prevalente rispetto alla fede.