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8 settembre 2011

"il giovane è stolto: il bastone lo raddrizzerà”?

Cos’è il Buonismo? E’ quell’atteggiamento che rifiuta di assegnare una (giusta) punizione a chi sbaglia, con la scusa che non si deve fare violenza neanche sul malvagio: ne deriva quindi, paradossalmente, la pietà più verso il malfattore che verso la vittima. Il Buonismo è quindi la degenerazione della bontà,  un frutto avvelenato che discende  dal politicamente corretto e dall’ipocrisia. Ammantato di falsa pietà e carità, è  nell’essenza un comportamento intrinsecamente  perverso e profondamente ingiusto...

9 maggio 2010

Dionisiaco e Apollineo


Oggi,  in aula docenti, ho trovato una collega che faceva ricerche  su Nietzsche in internet. Ho scambiato con lei due chiacchere  e ho ricavato l' impressione  che fosse veramente ammirata dal pensiero di tale filosofo.
In pratica Nietzsche si è opposto al pensiero filosofico occidentale, quello nato a partire da Platone e Socrate. È stato propugnatore del cosiddetto spirito ‘dionisiaco’, in breve e per semplificare, il principio degli ‘istinti naturali’, per lui più aderente alla natura umana, e contrario a quello ‘apollineo’, che poi è quello su cui è fondata la nostra civiltà. Disprezzava il Cristianesimo e in generale la religione  (sosteneva la 'morte di Dio'), credeva che l’uomo dovesse abbandonare tutte le illusioni derivate dalla propria civilizzazione, fra cui la credenza in un 'al di là' e le leggi morali, che mortificherebbero lo spirito vitale. Per questo propugnava la nascita del ‘Superuomo’, cioè di un essere umano libero dalle catene della civiltà e che fosse egli stesso creatore della sua morale conseguente alla perdita delle illusioni trascendenti.

29 giugno 2009

La Temperanza

La Temperanza è una delle quattro virtù cardinali (insieme a Prudenza, Giustizia e Fortezza di cui parlerò in post successivi) e, per dirla con il catechismo della chiesa cattolica, è quella che “modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio ‘istinto’ e la propria ‘forza assecondando i desideri del proprio ‘cuore’ “.
Essa tende a moderare i piaceri del senso, quelli cioè del gusto e della carne, non permettendo che essi eccedano i limiti segnati dalle necessità della vita. Il suo compito, perciò, non è essenzialmente repressivo, ma moderatore, e contrario, quindi, tanto agli eccessi quanto al difetto.
La Bibbia stessa dice: “Non seguire le passioni, poni un freno ai tuoi desideri” (Sir 18,30).