I sistemi caotici

Laplace può essere considerato il più grande esponente del determinismo. Egli, visto il carattere predittivo delle leggi fisiche, sosteneva che se un’intelligenza superiore conoscesse i valori di posizione e velocità a un certo istante di tutte le particelle che compongono l’Universo, potrebbe prevedere lo sviluppo futuro di tutto compresi quindi anche la nostra nascita e il nostro agire: nulla potrebbe essere dovuto al caso, ma tutto sarebbe causato e stabilito dalle condizioni iniziali e dalle forze che governano il mondo. 

L’infinito contenuto nel finito?

In questo periodo mi sto dilettando con i frattali, cioè con le figure autosimili, quelle che restano uguali a se stesse a qualunque ingrandimento le si sottoponga e proposte per la prima volta da Mandelbrot e di cui vediamo un esempio nella foto. Studiandoli si può capire come nel mondo della matematica (e non solo) l’infinito possa essere contenuto nel finito. Ve ne propongo alcuni semplici, con le loro caratteristiche paradossali, così potrete meravigliarvi e divertirvi un po’ anche voi…

La città distrutta come la biblica Sodoma...

Lo scorso anno è stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Nature un articolo1 di ben 64 pagine relativo agli studi e alle ricerche effettuate sugli scavi dell’antica città di Tell Hell-Hamman nella valle del Giordano, a pochi chilometri dalle rive del Mar Morto. Le notizie e i dati che fornirò li ho ricavati e sintetizzati da quell’articolo, ma se qualcuno vuole approfondire ulteriormente può consultarlo qui.

La disuguaglianza di Bell e la non località

Con questo post concludo la trattazione dell’Entanglement e della conseguente non località della Meccanica Quantistica, di cui ho già parlato nei due precedenti articoli (qui e qui). Il testo che segue è un po’ tecnico e non si può fare diversamente, e per poter capire bene la spiegazione è meglio fare inizialmente qualche cenno sul calcolo probabilistico.

 

Ancora sull’Entanglement: la completezza della meccanica quantistica

Nel precedente post ho spiegato in cosa consiste l'Entanglement quantistico.  In quest'altro mostrerò che non c'è trucco, ovvero vedremo la completezza della meccanica quantistica usando come base un esempio che è stato ideato da Euan Squires nel suo libro 'the mistery of quantum world' e che viene menzionato anche da Ghirardi1.

L’ Entanglement quantistico spiegato facile (o almeno ci provo...)

Da quando è nata, la Meccanica quantistica  non ha finito di sorprendere a causa delle sue scoperte sul comportamento un po’ bizzarro del mondo microscopico.

Una di queste riguarda il fatto che ogni componente atomico o subatomico, quale per esempio un fotone o un elettrone, fino a quando non viene sottoposto ad una misura che lo costringe a sceglierne una precisa, di solito possiede una natura ambivalente e indefinita composta da due realtà incompatibili ma ‘compresenti’ tipo: bianco/nero, verticale/orizzontale, in su/in giù, a destra/a sinistra, particella/onda.

 

 

Evoluzionismo?

In assenza di testimonianze risolutive gli evoluzionisti hanno conferito alla propria credenza valore assiomatico, che ammette come verità un principio indimostrabile, per cui tale figura mentale oltre a essere un falso è anche illogica, perché non è altro che testimonianza di se stessa. In termini correnti, l'evoluzionismo si potrebbe definire 'una favola metropolitana', fino a quando non saranno esibite concrete prove scientifiche e non parole.” (G. Lo Presti) 1.

La tautologia è un discorso ‘deduttivo’ illecito in cui si presuppone come già vero quello che in realtà si deve o si vuole dimostrare. Essa viene rappresentata alle volte efficacemente come un cane che girando attorno a se stesso si morde la coda. E’ un procedimento illogico, perché circolare, è insomma una specie di trucco che non dimostra nulla.

Alcuni ritengono che l’affermazione fatta dall’evoluzionismo sul fatto che ‘gli esseri viventi si evolvono’ sia di questo tipo. 

Fisica e Resurrezione

In occasione della Pasqua ripubblico il post  "Fisica e Resurrezione".

Tempo fa  ho letto un libro interessante,  “La Fisica del Cristianesimo” di Frank Tipler (1). Tipler è lo scopritore e l' enunciatore del ‘Principio Antropico’ ed è  professore di Fisica Matematica  alla Tulane University di New Orleans. Ha composto opere specialistiche, ha pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste scientifiche e ha scritto molti libri di divulgazione. In un primo momento era scettico nei confronti della religione ma nel tempo si è sempre più avvicinato ad essa, soprattutto alla Religione Cattolica.
In questo libro, è tanto convinto di aver trovato le prove della veridicità del Cristianesimo da mettermi alle volte  un po’ in imbarazzo. In esso  si  trovano infatti affermazioni sorprendenti: con alcune di esse concordo, su altre per il momento non prendo posizione perché le trovo un po' forti (forse magari perché un troppo avanzate per i nostri tempi?).

Tipler in uno dei capitoli del suo libro dà una spiegazione di come potrebbe essere avvenuta la Resurrezione di Gesù Cristo in accordo con  le leggi della Fisica...

Gesù Cristo è stato crocifisso il Giovedì Santo?

In occasione della Settimana Santa ripubblico un post in cui sostengo la tesi che Gesù Cristo forse è morto il Giovedì Santo e non il Venerdì.
 
Tempo fa in un post ho accennato al fatto che secondo qualche studioso Gesù potrebbe anche essere morto il Giovedì della settimana della Passione e non il Venerdì come quasi unanimemente si crede e accetta. Tanto è bastato per scatenare commenti anche sarcastici di alcuni lettori a cui ogni possibile variazione su quanto si dà per scontato sembra bestemmia o eresia.
Facendo delle riflessioni o speculazioni in ambito religioso si rischia sempre di andare contro qualche dogma o insegnamento fissato dalla dottrina:  se dovesse succedere ciò sono pronto a correggere il tiro, ma non certo per paura di roghi virtuali che novelli Torquemada (protetti dall'anonimato) accendono nella rete, ma perché sono conscio del fatto che esistono verità accertate e accettate, magari dopo secoli di discussioni teologiche e ricerche storiche ad alto livello, che sarebbe da incauti mettere in dubbio. Premesso ciò però...

Alcune citazioni critiche sull’Evoluzionismo…

Pubblico delle considerazioni critiche sul darwinismo, alcune mie e altre fatte da  studiosi e specialisti dell'argomento (in certi casi anche evoluzionisti)...

C’è qualcosa di sbagliato – molto probabilmente di fatalmente sbagliato – nella teoria della selezione naturale; e ci rendiamo conto che persino fra quelli che non sono nemmeno molto sicuri di cosa sia, l’adesione al darwinismo è diventata una cartina di tornasole per stabilire chi possiede una concezione del mondo ‘realmente scientifica’, e chi no. ‘Bisogna scegliere tra fede in Dio e fede in Darwin; se si vuole essere umanisti laici, meglio optare per la seconda’. Così ci dicono” (Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor) (1).

Indizi di Intelligent Design? - Ottimalità comportamentali

"Il neo-darwinismo è assunto come un assioma: non viene mai, letteralmente, messo in questione. Una concezione che sembri contraddirlo, direttamente o per implicazione, è ipso facto rifiutata, per quanto plausibile possa sembrare. Interi dipartimenti, riviste e centri di ricerca operano secondo questo principio" (Piattelli Palmarini e Jerry Fodor - Gli errori di Darwin) (1).

Tra gli animali esistono comportamenti, sia innati che appresi, praticamente ottimali per lo scopo che si prefiggono. Quello che viene da chiedersi è perciò se sia pensabile che, anche supposti periodi di tempo molto lunghi, ci sia stata la possibilità che siano state esplorate le innumerevoli diverse strade comportamentali sub-ottimali e che la selezione abbia poi scartato o abbandonato queste ultime.

Indizi di Intelligent Design? - Ottimalità strutturali

Per studiare se esistono strutture e processi più efficienti rispetto a quelli naturali, vengono costruiti in laboratorio dei prototipi artificiali simili a quelli reali, in cui vengono fatte delle variazioni nei parametri di controllo o nelle parti componenti. In tutti i casi il risultato di ottimizzazione però riporta alle costruzioni reali: quindi in natura le strutture e i processi esistenti sono quelli migliori, cioè quelli dotati di massima efficienza, con minimo spreco di materia e/o energia. I ricercatori attribuiscono questa perfezione non tanto alla selezione naturale ma a principi fisici di scala che plasmerebbero sin dall’inizio della loro formazione gli organismi. La cosa notevole è che si ritiene che questa informazione per costruire una struttura ottimale non è codificata nel genoma, ma è dovuta a vincoli esterni o a ‘superleggi’ biologiche della ‘forma’ derivate dalla fisica delle forze in gioco: sarebbe come se esistessero degli ‘stampi’ o 'percorsi costruttivi obbligati' entro cui giocoforza si debbono sviluppare le strutture e i processi.

Indizi di Intelligent Design? - Sistemi di collegamento nervoso ottimali e organi con sensibilità massima

La teoria delle reti è una branca della tecnologia che studia i collegamenti tra componenti elettronici e il modo di ridurre tempi, lunghezze dei percorsi e costi, ricercando le soluzioni ottimali.

Risolvere questi problemi con completezza è praticamente impossibile quando ci sono troppi elementi. Se gli oggetti da collegare sono n, allora il numero di possibili connessioni è n-fattoriale (indicato con n!, cioè 1 x 2 x 3...x n ). Per portare un esempio, nel caso del verme Caenorhabditis elegans, il numero di 11 gangli nervosi possono essere collegati in quasi 40 milioni di modi diversi. Questo sistema nervoso è stato uno dei primi ad essere mappato completamente e quando vennero generate tutte le 39.916.800 possibili disposizioni alternative, quella reale risultò essere con la lunghezza di collegamento minima (1).

Indizi di Intelligent Design? - La quarta dimensione dei corpi e il loro sviluppo frattale

Sto leggendo un libro scritto dagli evoluzionisti Piattelli Palmarini e Jerry Fodor (1) – che fra l’altro tengono fortemente a precisare di essere atei ’fin al midollo delle ossa’ (sic) - , in cui si critica l’impostazione neo-darwinista dell’evoluzione, quella basata su variazioni casuali a livello genetico e selezione naturale. Non è un libro di facile lettura, in quanto un po’ specialistico, ma in esso ho scovato degli spunti per poter scrivere alcuni post. In particolare ho trovato interessante il capitolo ‘Il ritorno della forma’, in cui si fa notare che le strutture e i comportamenti degli organismi viventi sono ottimali e che è quindi molto difficile supporre che siano spuntati per tentativi casuali e poi selezionati, in quanto le possibili strade percorribili per arrivare a tali livelli di complessità costruttiva o comportamentale sono talmente numerose che il supporre che i viventi pur in milioni di anni di vita abbiano potuto esplorare tutti i percorsi meno perfetti abbandonandoli a causa della selezione, ritentando innumerevoli volte per arrivare alla fine a quelli ottimali appare veramente infinitamente poco probabile, in pratica impossibile.

Vedremo una rassegna di alcune di queste strutture e processi, in questo post focalizzeremo l’attenzione alla struttura frattale degli organismi, che sembra dare ad essi una dimensione in più.

Il neo-darwinismo criticato dagli evoluzionisti evo-devo - 2

Una delle scoperte più significative della genetica degli ultimi decenni è il fatto che esistono diverse gerarchie di geni, alcuni collegati in maniera tale da formare intricate reti di direzione o controllo. Abbiamo ad esempio i geni master
hox, che si sono mantenuti invariati per centinaia di milioni di anni e che sono sorprendentemente simili in specie diverse, dalle primitive a quelle più recenti, e che hanno una funzione di direzione durante il processo di sviluppo e di crescita dell’embrione, stabiliscono dove, se e quando devono essere formati gli organi; si presentano in blocchi in cui ci sono o mancano degli interruttori, a secondo della specie. La somiglianza viene in qualche modo confermata dal fatto che lo stesso gene master può essere
 scambiato ad esempio tra un topo e un moscerino senza che apparentemente nulla cambi..

Il neo-darwinismo criticato dagli evoluzionisti evo-devo - 1

"In realtà, non sappiamo molto bene come funzioni l'evoluzione; non lo sapeva neanche Darwin, e non lo sa esattamente (per quel che possiamo stabilire) nessun altro. 'Sono necessarie ulteriori ricerche', come si usa dire. Può darsi che siano necessari secoli di ulteriori ricerche."

Il passo riportato sopra è tratto dal libro “Gli errori di Darwin” degli evoluzionisti Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor (1) . E’ un libro di non facile lettura perché pieno di termini tecnici mutuati dalla biologia e dalla psicologia, dalla filosofia della mente (sic), dalla semantica del linguaggio naturale. In esso inoltre si sviluppano discorsi piuttosto complicati che lo rendono perciò un testo non certo divulgativo.

I processi che sostengono la vita: la sintesi clorofilliana.

Per la Bibbia con il ‘Fiat Lux’ ha avuto inizio la creazione dell’Universo e di tutto ciò che in esso è contenuto. E in effetti sulla Terra senza l’energia luminosa proveniente dal Sole non sarebbe potuta sussistere la vita. Infatti la vita è soprattutto movimento e cambiamento e senza energia non potrebbero esserci né l’uno né l’altro. Ma la luce deve essere trasformata, immagazzinata e adattata all’uso degli esseri viventi. Ciò viene fatto dalle piante, che stanno alla base della catena alimentare, tramite la clorofilla. 

Leggo in un libro di biologia: “La clorofilla riesce a convertire l’energia luminosa in energia chimica soltanto quando è associata a certe proteine e si trova in una membrana specializzata; senza questi requisiti la clorofilla non funzionerebbe” (1). Quindi deve esistere anche un processo - che come vedremo è molto ingegnoso ed efficiente - in cui essa è contenuta e utilizzata e che permette questa trasformazione: la cosiddetta sintesi clorofilliana.

Alcune risposte a chi sostiene che il 2 a.C non sarebbe il vero anno di nascita di Gesù Cristo

Avendo pubblicato un
articolo sulla data del Natale, ho notato che è stato inserito qualche commento  in cui si sostiene che il 2 a.C. non sarebbe stato il vero anno di nascita di Gesù e che invece quello corretto sarebbe il 7 a.C.. Con questo articolo, nel ribadire la mia tesi voglio rispondere alle obiezioni più ricorrenti.

 

1) Secondo Giuseppe Flavio, Erode il Grande sarebbe morto il 4 a.C., quindi l’anno di nascita di Gesù non può essere posteriore, e quindi è poco credibile il 2 a. C.

Vediamo che dice lo storico Ruggero Sangalli:

Uno dei riferimenti storici più citati per collocare cronologicamente i fatti descritti nei Vangeli, riguarda la data della morte di Erode il grande: il 4 a.C. per molti commentatori.
Questa data è dovuta agli scritti di Giuseppe Flavio, che comunque non la esplicita mai: essa è solo dedotta dal numero degli anni di regno di Archelao, Filippo ed Antipa, nominati ufficialmente eredi di Erode. Tuttavia lo stesso Giuseppe Flavio fornisce almeno una dozzina d
i informazioni che concorrono a rendere inadeguata la data di morte di Erode nel 4 a.C., tanto più che non era infrequente indicare come anni di regno di un erede al trono anche il periodo in cui tale sovranità vigeva pur essendo ancora in vita il vecchio re. Stranamente oggi molti scrivono che “certamente Erode morì nel 4 a.C.” con acritica fiducia in un dato indiretto, sfiduciando ben altri dati, molto più precisi.” (1)

Alcune risposte a chi sostiene che il 25 dicembre non sarebbe la vera data del Natale

Avendo pubblicato in alcuni gruppi Facebook un articolo sulla data del Natale ripreso dal mio Blog Mi-chael , ho notato che sono stati inseriti molti commenti contrari alla tesi che il 25 dicembre sia stato il giorno della nascita di Gesù. Con questo articolo voglio rispondere alle obiezioni più ricorrenti.

Innanzitutto voglio ricordare perché si sostiene che il 25 dicembre dovrebbe essere considerato il giorno del Natale.

In Israele al tempo di Gesù esistevano ventiquattro classi sacerdotali che si assecondavano ciclicamente nel servizio al Tempio, turnando due volte all’anno, da sabato a sabato, ognuna sempre nello stesso periodo. Fino ad alcuni anni fa non si conoscevano le date dei turni, infatti lo stesso Luca parla dell’inizio del turno sacerdotale della classe di Abìa, a cui apparteneva Zaccaria, ma non indica la data. L'Angelo che appare a Zaccaria dice semplicemente che sua moglie Elisabetta avrebbe concepito un figlio a cui avrebbe messo il nome Giovanni (Luca 1,5). Importante però è il fatto (narrato da Luca) che Zaccaria, quando ebbe la visione dell’Angelo, stava accendendo il fuoco per l’incenso con una cerimonia pubblica, il che fa pensare che era proprio l’inizio del turno e un sabato, che come vedremo corrispondeva esattamente al 24 settembre.

Alcune considerazioni critiche sull’Evoluzionismo

Qui di seguito alcune mie riflessioni sull'Evoluzionismo pubblicate nella bacheca Facebook personale nel corso di questi ultimi mesi...

Sto notando che in biologia la differenza fondamentale tra la struttura degli esseri viventi e quella dei meccanismi costruiti dagli esseri umani è che i primi fanno uso a livello microscopico di fisica e chimica perfettamente integrati, ma soprattutto di quest'ultima, mentre i manufatti tecnologici, anche i più sofisticati, si basano quasi esclusivamente su processi fisici, principalmente meccanici ed elettronici: la chimica quando c'è è poca e questo perché la capacità di costruire sofisticatissimi micro-laboratori chimici specializzati e automatizzati quali sono le cellule viventi è stata finora al di là di qualunque possibilità umana.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità potenziale

Osservare la natura fa stupire, veramente. Se osservate uccelli e fiori selvatici e non provate un certo stupore, c’è qualcosa che non va” (Maynard Smith)

Continuo con un altro post sugli indizi di Intelligent Design, quelli precedenti sono consultabili Qui Qui Qui Qui

Ci sono diversi casi in cui alcuni gruppi di individui di specie animali o vegetali, in certe condizioni, ad esempio di isolamento in certe zone geografiche, hanno subito processi di speciazione rapida, cioè cambiamenti molto veloci e tali da farli diventare un tipo di sottospecie a parte che non ha più la possibilità di incrociarsi con il gruppo della specie da cui si è staccato.

Però questi esempi mostrano che il processo di speciazione, cioè di adattamento e specializzazione, che comunque è sempre un processo di microevoluzione e non di macroevoluzione. 

Quello della speciazione può essere considerato un esempio dell’esistenza di ‘potenzialità’ nel pool genetico di una popolazione, come la sussistenza di strumenti utili ad affrontare diverse e possibili future situazioni di disagio. Sembra quindi di essere con ciò in presenza di una ‘variabilità programmata’, di una complessità potenziale, che si manifesta in atto quando le condizioni ambientali lo richiedono.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità tecnologica futuristica

Noi studiamo degli organismi, o almeno delle loro parti, come se fossero stati creati, come se fossero stati progettati, e poi cerchiamo di trovare le loro funzioni. Una mentalità finalistica – teleologica – è appropriata in biologia, per il semplice fatto che gli organismi sembrano essere stati costruiti, sembrano essere stati creati da un’intelligenza” (Michael Ruse - Darwin and Design - Does Evolution have a purpose? - Harward University Press 2003).

Continuo con un altro post sugli indizi di Intelligent Design, quelli precedenti sono consultabili Qui Qui Qui.

Come detto nei precedenti post, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questo si nota nella complessità strutturale e funzionale di certi organi, ma dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare molti, qui ne elencherò alcuni nell’ambito della complessità che potremmo dire di 'tecnologia avanzata o futuristica'. La natura infatti è stata spesso fonte di ispirazione per il progresso tecnologico; gli scienziati nello studiare piante e animali si sono accorti di frequente dell’esistenza di soluzioni ingegneristiche avanzate che hanno poi utilizzato nei loro manufatti. Porto gli esempi delle ali delle farfalle con i LED, degli occhi con sistema di orientamento entangled-quantistico nel pettirosso, delle zampette dei gechi, della testa e della lingua del picchio.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità giocosa e la bellezza

 

La biologia è lo studio di cose complicate, che sembrano essere state progettate per uno scopo” (R. Dawkins – L’orologiaio cieco - 1987)

Come detto nei precedenti post, qui e qui, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questi si notano nella complessità strutturale e funzionale di certi organi che fa sospettare che loro origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, in questo post ne elencherò alcuni nell’ambito della 'complessità giocosa' e della bellezza. Infatti negli esseri viventi c’è la presenza di caratteri che ‘appaiono più insoliti di quanto ne necessiterebbe la struttura’ (1).

Indizi di Intelligent Design? - la complessità sovrabbondante

"Anche se tutti i dati indicano un progettista intelligente, una tale ipotesi è esclusa dalla scienza perché non è naturalistica" (Scott G. Todd - A view from Kansas on that evolution debate - Nature 1999, 401: 423 )

Come detto nel precedente post, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questi si notano nella complessità strutturale e funzionale di certi organi che fa sospettare che loro origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, qui ne elencherò due nell’ambito della complessità che potremmo dire ‘sovrabbondante’: l'occhio e l'orecchio umani.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità irriducibile

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova." (Agatha Christie)

Il naturalismo non accetta l’idea che nella natura ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare il contrario. Questi si notano nella loro complessità strutturale e funzionale che fa sospettare che una origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, qui e in seguito in altri post ne elencherò alcuni e suddivisi nell’ambito di cinque gruppi principali: quello della complessità irriducibile, quello della complessità sovrabbondante, quello della complessità giocosa, quello della complessità tecnologica futuristica e quello della complessità potenziale.

La probabilità della nascita casuale di un motore batterico

 

1 – flagello 

3 – elemento angolare

4 – anello di giunzione

5 – anello sulla membrana esterna

6 – asse del motore

7 – anello sulla parete cellulare

8 – parete cellulare

9 – statore

10 – anello sulla membrana interna

11 – anello interno

12 – sistema di secrezione di tipo III

 

Ci sono batteri che hanno un flagello azionato da un piccolo motore, che permette loro di muoversi in un liquido alla ricerca del cibo. Questo motore nel caso dell’Escherichia coli, è stato il più studiato ed è risultato essere un apparato molto sofisticato composto dal flagello, dall’elemento angolare, dai cuscinetti di raccordo e di quelli che lo fissano al tre membrane, esterna, cellulare e citoplasmatica, dall’asse, dal volano e dall’apparato motore elettrico funzionante con una tensione di circa 200 mV. Si è visto che il numero totale di proteine strutturali e di regolazione e assemblaggio coinvolte sono di 34 tipi, ma il funzionamento nel dettaglio di questo ‘motore elettrico super-ultra-nano’ non è stato ancora del tutto chiarito. 

Il male, il controllo futuro e il Green Pass

Mi sono chiesto ultimamente come mai si insiste tanto sulla questione della vaccinazione, con tutti i mass media che partecipano all’unisono. La risposta che mi sono data, al di là della pericolosità effettiva o presunta della pandemia e dei vaccini che dovrebbero contrastarla, è che si vuole plasmare la pubblica opinione, terrorizzandola con pericoli veri o presunti, ma in ogni caso molto amplificati mediaticamente, per aprire così continuamente finestre di Overton, in maniera che essa possa man mano accettare quello che fino a poco tempo fa veniva considerato innaturale o disumano. 

L’intolleranza dei darwinisti

Diceva il filosofo della scienza Kuhn nella sua opera “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” (1), che una volta che la scienza, in un determinato periodo storico, ha costruito, consolidato e accettato un paradigma, vengono fuori delle resistenze molto forti atte a conservare tale struttura, e tutte le idee e teorie che mettono in pericolo tale visione vengono emarginate, derise e rifiutate.

Ma ciò per il progresso scientifico non può essere positivo, in quanto la scienza si deve basare sul dubbio e sull’analisi di nuove teorie che anche se su certi aspetti contraddicono quelle precedenti risolvono nuovi problemi che le vecchia teoria non riesce a spiegare.

La Messa in latino

Questo post sulla Messa in latino l'ho scritto dodici anni fa. Lo ripubblico, visto che Bergoglio col Motu Proprio 'Traditionis Custodes' (titolo che trovo un po' beffardo) ha pensato bene di ostacolare fortemente e nella pratica di proibire tale Messa (forse perché troppo bella e troppo sacra in confronto a quella attuale?). L'articolo non è comunque un'analisi teologica, ma solo una esposizione di quello che tale Messa ha rappresentato e che tuttora rappresenta per me semplice fedele cattolico...

Mi ricordo da bambino quando servivo la messa (in latino) in collegio, e dovevo spostare il leggio con il messale da una parte all'altra dell'altare, avevo sempre il timore che mi potesse cadere per terra, era veramente pesante e difficile da trasportare. Mentre ero inginocchiato ai lati del celebrante, ne dovevo seguire i movimenti in quanto in certi momenti occorreva suonare il campanello per segnalare così ai fedeli il passaggio da una fase all’altra della Messa. In particolare ce n’era uno in cui il sacerdote distendeva le mani sulle offerte: dovevo suonare per segnalare l’inizio della consacrazione. Tra quelli che seguivano la messa c’erano i miei compagni di collegio e le suore, in particolare la nostra suora responsabile,

Spilogature scientifiche...

Pubblico alcune considerazioni e riflessioni che ho scritto nel mio profilo Facebook in questi ultimi mesi, raggruppati per tematiche...

 Sulla Biologia e l’Evoluzione

Da un po' di tempo mi è venuta voglia di riprendere a studiare la natura, spinto dal desiderio di conoscere e manifestare l'opera di Dio, per contribuire così nel mio piccolo a riparare il torto che subisce l'Altissimo: il fatto che molti non riconoscono che è Lui il creatore di tutte le cose, colui che ci ha donato la vita!

Il corpo umano è così mirabilmente complesso che per studiarlo è stato necessario creare una moltitudine di branche specialistiche mediche in continuo sviluppo e con progressive scoperte che non sembrano avere termine. Che incredibile intelligenza perciò svela sempre più questo 'Caso' creatore di tutto!

La sbalorditiva raffinatezza high-tech dei diversi organi dei viventi, che include spesso caratteristiche sofisticate e non strettamente necessarie a esigenze vitali, fa concludere che essi sono opera di un Ingegnere super-intelligente e non del caso.

Sulle esperienze di pre-morte (le NDE)

Ho parlato spesso delle Esperienze di pre-morte (le NDE, cioè le Near Death Experiences) in precedenti post (fra l’altro qui, qui, qui, qui, qui, qui ) e dopo la lettura di un libro edito nel 2007 (1) riprendo l'argomento con ulteriori considerazioni sulle ricerche scientifiche effettuate.

Ci si chiede se le NDE siano esclusivamente il frutto del cervello oppure se siano dei fenomeni che possono avvenire anche senza la sua collaborazione attiva. Per alcuni esse sarebbero un indizio di una via dopo la morte. Il dibattito su questo dilemma è intenso e prosegue da molti anni. Sono state proposte delle spiegazioni in ambito medico e psichiatrico, ma sotto molto aspetti però esse appaiono, come vedremo, incomplete e in certi casi insoddisfacenti....

Alcuni danni provocati dalla teoria dell’Evoluzione

La teoria dell’Evoluzione ha prodotto delle conseguenze negative in diversi ambiti, come ad esempio in quello medico, perché considerando (erroneamente) alcuni organi come un inutile retaggio evolutivo, ha incoraggiato ‘mutilazioni’ chirurgiche non necessarie, in quello genetico, in quanto ritenendo (erroneamente) che il 97% del DNA fosse 'spazzatura', mentre invece è fondamentale per lo sviluppo individuale dei mammiferi e degli altri vertebrati, ne ha frenato lo studio, in quello bioetico, in quanto ritenendo (erroneamente) che l’embrione attraversi stadi ricapitolativi di sviluppo ‘animale’, ha portato alla sua svalutazione e all’incremento degli aborti.

Il tempo trascorso sulla Terra è stato sufficiente per l'evoluzione?

 “Ai miei amici biologi vorrei fare questa domanda: quale velocità deve raggiungere l’evoluzione prima che inizino a sentirsi a disagio?” (Samuel Bowring) (1)

Anche ammesso che il periodo dell'evoluzione sulla Terra sia stato di 3,5 miliardi di anni, si presentano due problemi: l’intervallo iniziale troppo corto e il tempo successivo comunque breve. E non solo: da alcuni anni si stanno effettuando delle ricerche che tenderebbero a smentire l'ipotesi che la Terra abbia una età di 4,5 miliardi di anni o che i fossili si siano formati in periodi così lunghi come si è finora ritenuto. Se questo fatto venisse confermato, cioè che l'ipotizzato processo evolutivo non sarebbe perciò durato 3,5 miliardi di anni ma molto meno, allora la teoria dell’evoluzione sarebbe in serie difficoltà perché verrebbe a mancare uno dei due pilastri su cui poggia: quello del periodo di tempo lunghissimo necessario affinché ciò che è estremamente improbabile  possa accadere.

Alcune considerazioni dopo anni di insegnamento

 Tutti gli educatori sono assolutamente dogmatici e autoritari. Non può esistere l'educazione libera, perché se si lascia un bambino libero non lo si educa.”(Chesterton)

Dopo trentasette anni di insegnamento nella scuola secondaria superiore e un anno di docenza universitaria, vorrei fare delle ulteriori considerazioni oltre a quelle che ho pubblicato tempo fa.

L’insegnamento ce l’ho sempre avuto nel sangue. Quando ero piccolo, all’età di sei anni, nella casa di campagna dei miei nonni, mi mettevo alla finestra e avevo di fronte a me un terreno coltivato a vigneto, fatto di piante di uva basse, e nella mia immaginazione di bambino esse erano i miei alunni a cui potevo insegnare qualcosa. E infatti declamavo a voce alta alcune cose ed ero contento quando, dopo aver chiesto ‘avete capito?’ mosse dal vento sembravano annuire. 

Oggi che sono in pensione, mi manca forse quella professione? La risposta è tutto sommata negativa.

Macroevoluzione e microevoluzione: l'esempio del Gigaro, fiore di campo

Ripropongo un post che ho scritto qualche tempo fa e che si inserisce sull'argomento Evoluzione.

Come ho detto in altri post, e mi ripropongo di mostrarlo più volte riprendendo il discorso anche in futuro, non esiste nessuna prova convincente che convalidi la cosiddetta ‘macroevoluzione’, il meccanismo evolutivo sostenuto dal neo-darwinismo.

Ricordo che per ‘macroevoluzione’ si intende la nascita di nuove specie (tecnicamente ‘tipi base’) da altre completamente differenti, a causa della comparsa di organi e funzioni in precedenza inesistenti, e tutto dovuto a mutazioni genetiche casuali e alla selezione naturale ( nel caso che queste mutazioni rappresentino un  ‘vantaggio selettivo’).

L’informazione biologica può nascere dal caso?

"I fisici non dovrebbero disprezzare i biologi, perché i fisici si sono presi tutti i problemi facili e ai biologi sono rimasti quelli difficili" (Richard Feynman)

L’informazione tecnica è costituita da diversi livelli. Nel piano più basso abbiamo quello statistico, per cui il contenuto di informazione presente in una frase può essere misurato in base alla frequenza con cui figurano le lettere o le parole, ma non tiene conto del significato di esse: le due parole ‘cesto’ e ‘secto’ hanno la stessa quantità di informazione statistica perché presentano le stesse lettere anche se in lingua italiana la prima parola ha un significato mentre la seconda non ce l’ha. Il secondo livello è quello sintattico, che è quello che riguarda le regole per costruire le parole e le frasi, quello che viene inteso come livello ‘grammaticale’. Il terzo livello è quello semantico, che si occupa del significato della frase. Ad esempio le frasi ‘la luna si riflette nel pozzo’ e ‘il pozzo si riflette nella luna’ sono corrette dal punto di vista grammaticale ma non dal punto di vista semantico. C’è poi un livello che dà conto della intenzione di chi ha costruito la frase e infine il livello che tratta dell’effetto, cioè dell’aspetto del risultato. Si può portare come esempio che copre questi livelli quello di un codice o software che svolge un determinato compito in un computer.

Spigolature scientifiche – 2

Ho raccolto in questo 2° post alcune delle riflessioni e citazioni a carattere scientifico che ho pubblicato ogni tanto sul mio profilo facebook nel corso di questi ultimi mesi.

Se sbrogliassi le molecole di DNA di tutte le cellule dell'organismo e le incollassi una dopo l'altra, otterrei una catena lunga 50 miliardi di chilometri: iniziando dalla Terra essa finirebbe ben oltre i confini del sistema solare. La luce ci metterebbe 2 giorni per percorrerla tutta! (da - Lee Spetner - 'Not by chance' - pag. 30). Stupefacente ma vero. Infatti siamo composti in media da circa 40-50 trilioni di cellule (dipende dal peso del corpo ovviamente) e in ogni cellula il DNA ha una lunghezza di circa 1,1 metri. Facile quindi il calcolo.

L'ottimalità del codice genetico


Immaginate di prendere una scala a pioli e di torcerla attorno al suo asse di simmetria centrale, ne otterreste una a chiocciola: tale è la struttura in 3D del DNA, con i portanti laterali che così vengono a a formare due eliche una di fronte all’altra (e per questo le chiameremo in seguito ‘semi-eliche’, in giallo nella figura). I pioli o gradini sono di due tipi differenti e debbono essere pensati perpendicolari alle due semi-eliche laterali portanti e sono composti da due parti complementari (dette basi azotate) (2) che sono: la Adenina (indicata con A) che si accoppia unicamente con la Timina (indicata con T) e la Guanina (indicata con G) che si unisce unicamente con la Citosina (indicata con C).