Strumenti evolutivi innati negli esseri viventi

"La vita sembra sicuramente essere stata progettata, ma molti affermano che l'apparenza è ingannevole e che essa non è stata affatto programmata ma si è evoluta attraverso eventi essenzialmente casuali. Questa affermazione è controintuitiva e per stabilirla sono necessarie prove, buone prove: in realtà però di davvero valide non ce ne sono" (Lee Spetner).  

Ho letto un interessante libro del fisico Lee Spetner, intitolato The Evolution Revolution (1). L’autore analizza due affermazioni della teoria neo-darwiniana dell’Evoluzione, una di cui è oppositore, quella che dice che tutti i viventi discenderebbero da una forma di vita elementare nata per caso e cioè da una prima cellula, e l’altra con cui concorda, quella che sostiene che nel corso del tempo avviene un cambiamento genetico a livello di popolazioni con conseguente variazione fenotipica, cioè dell’aspetto fisico, dei viventi. Questo cambiamento però non avverrebbe casualmente come sostengono i neo-darwinisti ma sarebbe una variazione genomica interna autoindotta per reagire ed adattarsi a stress ambientali e trasmissibile alla discendenza.

Le incaute supposizioni di alcuni evoluzionisti

Ci sono degli argomenti che sono stati usati da alcuni evoluzionisti per propagandare il loro personale ateismo (con una operazione quindi  più ideologica che scientifica). Ma questi temi spesso però col tempo si sono rivelati controproducenti per il loro scopo . 

Ne sono un esempio il fatto di considerare alcuni organi del corpo umano come inutili o ‘atavici’, cioè un lascito dei progenitori, a cui servivano mentre adesso avrebbero perso la loro funzione originaria - tipo le tonsille, l’appendice cecale, il coccige, i denti del giudizio e addirittura fino a pochi anni fa il 97% del DNA - oppure il ritenere che alcune soluzioni strutturali negli organismi viventi siano imperfette, come ad esempio l’inversione retina-gangli nervosi dell’occhio di cui parlerò in questo articolo.

Codice Ratzinger - 2

"Sembra che Papa Francesco non si fidi più di me e desideri che lei mi faccia da custode!" questa la risposta di Ratzinger quando il suo segretario Don Georg gli riferì che Bergoglio lo aveva assegnato a tempo pieno da lui dicendogli "D’ora in poi rimanga a casa. Accompagni Benedetto, che ha bisogno di lei, e faccia scudo". Mi sembra che da tutto ciò Bergoglio e Gänswein non ne escano proprio bene. 

 

Alcune domande a Padre Georg

Don Georg Gänswein dice che Ratzinger a suo tempo si dimise perché si sentiva mancare le forze.

Certo si può rinunciare perché si è stanchi e ci si sente debole, ma quali sono stati i motivi che rendevano il papato tanto ‘stancante’? Forse il fatto che l’autorità di Benedetto XVI finiva ‘alla porta del suo studio’ come ebbe a dire a causa delle manifeste e occulte insubordinazioni di vescovi e cardinali? Personalmente ritengo che questa dichiarazione del segretario non contrasti con il fatto che Ratzinger può aver rinunciato al solo Ministerium, che è l’esercizio pratico del papato, ma non al Munus, che è la 'carica spirituale'. D’altronde nella Declaratio non aveva detto che avrebbe continuato il suo compito con la preghiera? Inoltre Don Georg mi sembra che abbia battuto il tasto sul motivo della rinuncia ma che non sia entrato nel merito della distinzione Munus – Ministerium (per quello che mi risulta, a meno che non mi sia perso qualcosa).

Certo se fosse possibile mi piacerebbe anche fare alcune domande a Padre Georg, domande che sicuramente si sarà fatto e a cui probabilmente delle risposte personali avrà dato (se non le avrà addirittura avute dallo stesso Ratzinger) e precisamente: perché Benedetto ha continuato a portare la veste bianca? Perché si firmava P.P.? Perché è rimasto in Vaticano? Non aveva il timore che tutto ciò avrebbe potuto innescare nei fedeli, come poi in effetti è avvenuto, il dubbio che ci fossero due Papi? Sul fatto che c’è rimasto molto male per la Tradizionis Custodes che ha limitato la Messa in latino sappiamo, ma cosa avrà mai pensato dell’intronizzazione in Vaticano della Pachamama (con tanto di processione lungo la Basilica) e delle numerose affermazioni di Bergoglio al limite dell'eresia?

 

Spigolature...

Dicono: "Ci sono le variazioni casuali e poi la selezione naturale lascia o sceglie quelle adatte". Il problema è che il numero delle ‘variazioni casuali’ possibili è talmente grande che l'apparire di ‘soluzioni’ giuste, che poi dovrebbero essere selezionate, sembra quanto meno miracoloso...

"Troppa fortuna fa sospettare l'imbroglio e quindi la non casualità". Questo è il succo di un ragionamento espresso in un libro scritto dal fisico Spetner ("Not by chance! - Shattering the modern Theory of Evolution" ) contro la tesi del neo-darwinismo che afferma che ci sarebbe stata una evoluzione dovuta a cambiamenti casuali nel genoma. Infatti visto il numero di mutazioni che dovrebbero succedere in sequenza per avere un passo macroevolutivo (cioè la nascita di una nuova specie), nonostante l'azione della selezione naturale (che elimina ma non crea), se si portano degli esempi pratici che hanno la stessa probabilità di accadere, qualunque essere ragionevole affermerebbe quanto detto nella frase iniziale: ci sono infatti degli eventi che il senso comune ritiene impossibili a meno che non si bari, come ad esempio vincere due settimane di seguito alla stessa lotteria...

“Dio esiste” – Come l'ateo più famoso ci ha ripensato - Terza parte: "Come ha potuto originarsi il fenomeno della vita dalla non-vita?"

Bubble Nebula - Credit:

NASA, ESA, Hubble Heritage Team

Ho avuto modo di leggere un libro di Antony Flew, considerato per oltre mezzo secolo il filosofo ateo più importante del globo. Lo scritto è del 2007 ed è intitolato “Dio esiste - come l’ateo più famoso del mondo ha cambiato idea” (1). Non farò qui il riassunto del testo, ma mi focalizzerò su quali sono stati i motivi che hanno portato l’autore a scrivere l’opera per spiegare ciò che lo aveva portato a ripudiare l’ateismo cinque anni prima di morire, all’età di 87 anni. Questa è la terza parte, la seconda è qui, e la prima è qui
  
Come ha potuto originarsi il fenomeno della vita dalla non-vita? 
 Se ci si riflette un po’, il pensare che un organismo, anche il più primitivo che sia apparso, ma pur sempre molto complesso e organizzato, possa essere nato per caso e per giunta dal ‘nulla’, che per definizione è la cosa più semplice e priva di struttura che possa esistere, cozza contro la stessa ragione. E con lo sviluppo della genetica e la scoperta di processi e strutture altamente sofisticate esistenti all’interno delle cellule, questo ‘cozzare’ è diventato nel corso di questi anni sempre più intenso e insostenibile.

“Dio esiste” – come l'ateo più famoso ci ha ripensato - Seconda parte: "Come è spuntato l’Universo? E’ mai nato qualcosa dal nulla?”

Continuo con la seconda parte del discorso iniziato nel precedente post...

 In questo periodo ho avuto modo di leggere un libro di Antony Flew, considerato per oltre mezzo secolo il filosofo ateo più importante del globo. Lo scritto è del 2007 ed è intitolato “Dio esiste - come l’ateo più famoso del mondo ha cambiato idea” (1). Non farò qui il riassunto del testo, ma mi focalizzerò su quali sono stati i motivi che hanno portato l’autore a scrivere l’opera per spiegare ciò che lo aveva portato a ripudiare l’ateismo cinque anni prima di morire, all’età di 87 anni. 

“Dio esiste” – come l'ateo più famoso ci ha ripensato - Prima parte: "Come sono sorte le leggi della natura?"

Stephan Quintet (Credit: Nasa Esa CSA STSci)
In questo
periodo ho avuto modo di leggere un libro di Antony Flew, considerato per oltre mezzo secolo il filosofo ateo più importante del globo. Lo scritto è del 2007 ed è intitolato “Dio esiste - come l’ateo più famoso del mondo ha cambiato idea” (1). Non farò qui il riassunto del testo, ma mi focalizzerò su quali sono stati i motivi che hanno portato l’autore a scrivere l’opera per spiegare ciò che lo aveva portato a ripudiare l’ateismo cinque anni prima di morire, all’età di 87 anni.

Egli chiama il suo percorso ‘il pellegrinaggio della ragione’ a sottolineare che quello che lo ha portato a Dio è stato un itinerario razionale e non sentimentale.

La fortuna di essere credente

Mangiare i tortellini con la prospettiva del Paradiso rende migliori i tortellini!” (cardinale Giacomo Biffi)

Mi considero fortunato nel possedere la Fede. Ogni evento della vita, dal più semplice al più complicato, dal più lieto al più drammatico, sotto la sua luce assume un aspetto diverso, e ogni cosa che avverto con i sensi mi appare colorata e intensa anziché grigia e sbiadita. E la la frase del cardinale Biffi su riportata spiega in maniera semplice ed efficace il perché.

Piero Angela e la divulgazione scientifica

E’ morto pochi giorni fa Piero Angela, il divulgatore che ci ha accompagnati in televisione per quasi mezzo secolo, informandoci sui risultati delle ricerche scientifiche in diversi campi. Notevole è stato il suo merito nel contribuire a far diminuire l’ignoranza su certe tematiche, ma in questo post, con tutto il rispetto per il defunto, che comunque era e verrà ricordato sempre come un grande giornalista, io metterò però in risalto soprattutto le caratteristiche della sua comunicazione che a mio personale parere di credente non sono stati del tutto condivisibili.

Caso o destino?

Alle volte mi viene da riflettere su come l’andamento della nostra vita sia quasi sempre determinato da eventi casuali, non dipendenti dalla nostra volontà.

Se mi volgo a guardare indietro nel tempo analizzando i momenti in cui la mia storia personale ha avuto delle svolte radicali e di frequente irreversibili, mi accorgo quanto spesso siano potuti essere piccoli e insignificanti i motivi che hanno fatto sì che io imboccassi una strada anziché un’altra.

Codice Ratzinger.

“Non temete gli uomini, poiché non v`è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né di segreto che non debba essere conosciuto" (Matteo 10,26).

Ho appena finito di leggere il libro di Andrea Cionci il ‘Codice Ratzinger’ (1).

Sin dal suo primo affaccio nel balcone della Basilica di San Pietro, subito dopo la sua elezione, cominciai a provare i miei dubbi sul fatto che Bergoglio fosse veramente il Papa, vuoi per il sospetto che le dimissioni di Ratzinger fossero state non volontarie, vuoi perché diverse ‘profezie’ in ambito cattolico avevano previsto l’avvento di un impostore ai vertici del Vaticano e ciò, da credente che dando retta a San Paolo non ‘dispezza’ le profezie, mi metteva in una situazione di allerta, vuoi perché il comportamento del neoeletto si mostrava palesamente di rottura con quello dei suoi predecessori anche nei gesti e dettagli che a prima vista potevano sembrare di poco conto.

I sistemi caotici

Laplace può essere considerato il più grande esponente del determinismo. Egli, visto il carattere predittivo delle leggi fisiche, sosteneva che se un’intelligenza superiore conoscesse i valori di posizione e velocità a un certo istante di tutte le particelle che compongono l’Universo, potrebbe prevedere lo sviluppo futuro di tutto compresi quindi anche la nostra nascita e il nostro agire: nulla potrebbe essere dovuto al caso, ma tutto sarebbe causato e stabilito dalle condizioni iniziali e dalle forze che governano il mondo. 

L’infinito contenuto nel finito?

In questo periodo mi sto dilettando con i frattali, cioè con le figure autosimili, quelle che restano uguali a se stesse a qualunque ingrandimento le si sottoponga e proposte per la prima volta da Mandelbrot e di cui vediamo un esempio nella foto. Studiandoli si può capire come nel mondo della matematica (e non solo) l’infinito possa essere contenuto nel finito. Ve ne propongo alcuni semplici, con le loro caratteristiche paradossali, così potrete meravigliarvi e divertirvi un po’ anche voi…

La città distrutta come la biblica Sodoma...

Lo scorso anno è stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Nature un articolo1 di ben 64 pagine relativo agli studi e alle ricerche effettuate sugli scavi dell’antica città di Tell Hell-Hamman nella valle del Giordano, a pochi chilometri dalle rive del Mar Morto. Le notizie e i dati che fornirò li ho ricavati e sintetizzati da quell’articolo, ma se qualcuno vuole approfondire ulteriormente può consultarlo qui.

La disuguaglianza di Bell e la non località

Con questo post concludo la trattazione dell’Entanglement e della conseguente non località della Meccanica Quantistica, di cui ho già parlato nei due precedenti articoli (qui e qui). Il testo che segue è un po’ tecnico e non si può fare diversamente, e per poter capire bene la spiegazione è meglio fare inizialmente qualche cenno sul calcolo probabilistico.

 

Ancora sull’Entanglement: la completezza della meccanica quantistica

Nel precedente post ho spiegato in cosa consiste l'Entanglement quantistico.  In quest'altro mostrerò che non c'è trucco, ovvero vedremo la completezza della meccanica quantistica usando come base un esempio che è stato ideato da Euan Squires nel suo libro 'the mistery of quantum world' e che viene menzionato anche da Ghirardi1.

L’ Entanglement quantistico spiegato facile (o almeno ci provo...)

Da quando è nata, la Meccanica quantistica  non ha finito di sorprendere a causa delle sue scoperte sul comportamento un po’ bizzarro del mondo microscopico.

Una di queste riguarda il fatto che ogni componente atomico o subatomico, quale per esempio un fotone o un elettrone, fino a quando non viene sottoposto ad una misura che lo costringe a sceglierne una precisa, di solito possiede una natura ambivalente e indefinita composta da due realtà incompatibili ma ‘compresenti’ tipo: bianco/nero, verticale/orizzontale, in su/in giù, a destra/a sinistra, particella/onda.

 

 

Evoluzionismo?

In assenza di testimonianze risolutive gli evoluzionisti hanno conferito alla propria credenza valore assiomatico, che ammette come verità un principio indimostrabile, per cui tale figura mentale oltre a essere un falso è anche illogica, perché non è altro che testimonianza di se stessa. In termini correnti, l'evoluzionismo si potrebbe definire 'una favola metropolitana', fino a quando non saranno esibite concrete prove scientifiche e non parole.” (G. Lo Presti) 1.

La tautologia è un discorso ‘deduttivo’ illecito in cui si presuppone come già vero quello che in realtà si deve o si vuole dimostrare. Essa viene rappresentata alle volte efficacemente come un cane che girando attorno a se stesso si morde la coda. E’ un procedimento illogico, perché circolare, è insomma una specie di trucco che non dimostra nulla.

Alcuni ritengono che l’affermazione fatta dall’evoluzionismo sul fatto che ‘gli esseri viventi si evolvono’ sia di questo tipo. 

Fisica e Resurrezione

In occasione della Pasqua ripubblico il post  "Fisica e Resurrezione".

Tempo fa  ho letto un libro interessante,  “La Fisica del Cristianesimo” di Frank Tipler (1). Tipler è lo scopritore e l' enunciatore del ‘Principio Antropico’ ed è  professore di Fisica Matematica  alla Tulane University di New Orleans. Ha composto opere specialistiche, ha pubblicato articoli di ricerca in prestigiose riviste scientifiche e ha scritto molti libri di divulgazione. In un primo momento era scettico nei confronti della religione ma nel tempo si è sempre più avvicinato ad essa, soprattutto alla Religione Cattolica.
In questo libro, è tanto convinto di aver trovato le prove della veridicità del Cristianesimo da mettermi alle volte  un po’ in imbarazzo. In esso  si  trovano infatti affermazioni sorprendenti: con alcune di esse concordo, su altre per il momento non prendo posizione perché le trovo un po' forti (forse magari perché un troppo avanzate per i nostri tempi?).

Tipler in uno dei capitoli del suo libro dà una spiegazione di come potrebbe essere avvenuta la Resurrezione di Gesù Cristo in accordo con  le leggi della Fisica...

Gesù Cristo è stato crocifisso il Giovedì Santo?

In occasione della Settimana Santa ripubblico un post in cui sostengo la tesi che Gesù Cristo forse è morto il Giovedì Santo e non il Venerdì.
 
Tempo fa in un post ho accennato al fatto che secondo qualche studioso Gesù potrebbe anche essere morto il Giovedì della settimana della Passione e non il Venerdì come quasi unanimemente si crede e accetta. Tanto è bastato per scatenare commenti anche sarcastici di alcuni lettori a cui ogni possibile variazione su quanto si dà per scontato sembra bestemmia o eresia.
Facendo delle riflessioni o speculazioni in ambito religioso si rischia sempre di andare contro qualche dogma o insegnamento fissato dalla dottrina:  se dovesse succedere ciò sono pronto a correggere il tiro, ma non certo per paura di roghi virtuali che novelli Torquemada (protetti dall'anonimato) accendono nella rete, ma perché sono conscio del fatto che esistono verità accertate e accettate, magari dopo secoli di discussioni teologiche e ricerche storiche ad alto livello, che sarebbe da incauti mettere in dubbio. Premesso ciò però...

Alcune citazioni critiche sull’Evoluzionismo…

Pubblico delle considerazioni critiche sul darwinismo, alcune mie e altre fatte da  studiosi e specialisti dell'argomento (in certi casi anche evoluzionisti)...

C’è qualcosa di sbagliato – molto probabilmente di fatalmente sbagliato – nella teoria della selezione naturale; e ci rendiamo conto che persino fra quelli che non sono nemmeno molto sicuri di cosa sia, l’adesione al darwinismo è diventata una cartina di tornasole per stabilire chi possiede una concezione del mondo ‘realmente scientifica’, e chi no. ‘Bisogna scegliere tra fede in Dio e fede in Darwin; se si vuole essere umanisti laici, meglio optare per la seconda’. Così ci dicono” (Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor) (1).

Indizi di Intelligent Design? - Ottimalità comportamentali

"Il neo-darwinismo è assunto come un assioma: non viene mai, letteralmente, messo in questione. Una concezione che sembri contraddirlo, direttamente o per implicazione, è ipso facto rifiutata, per quanto plausibile possa sembrare. Interi dipartimenti, riviste e centri di ricerca operano secondo questo principio" (Piattelli Palmarini e Jerry Fodor - Gli errori di Darwin) (1).

Tra gli animali esistono comportamenti, sia innati che appresi, praticamente ottimali per lo scopo che si prefiggono. Quello che viene da chiedersi è perciò se sia pensabile che, anche supposti periodi di tempo molto lunghi, ci sia stata la possibilità che siano state esplorate le innumerevoli diverse strade comportamentali sub-ottimali e che la selezione abbia poi scartato o abbandonato queste ultime.

Indizi di Intelligent Design? - Ottimalità strutturali

Per studiare se esistono strutture e processi più efficienti rispetto a quelli naturali, vengono costruiti in laboratorio dei prototipi artificiali simili a quelli reali, in cui vengono fatte delle variazioni nei parametri di controllo o nelle parti componenti. In tutti i casi il risultato di ottimizzazione però riporta alle costruzioni reali: quindi in natura le strutture e i processi esistenti sono quelli migliori, cioè quelli dotati di massima efficienza, con minimo spreco di materia e/o energia. I ricercatori attribuiscono questa perfezione non tanto alla selezione naturale ma a principi fisici di scala che plasmerebbero sin dall’inizio della loro formazione gli organismi. La cosa notevole è che si ritiene che questa informazione per costruire una struttura ottimale non è codificata nel genoma, ma è dovuta a vincoli esterni o a ‘superleggi’ biologiche della ‘forma’ derivate dalla fisica delle forze in gioco: sarebbe come se esistessero degli ‘stampi’ o 'percorsi costruttivi obbligati' entro cui giocoforza si debbono sviluppare le strutture e i processi.

Indizi di Intelligent Design? - Sistemi di collegamento nervoso ottimali e organi con sensibilità massima

La teoria delle reti è una branca della tecnologia che studia i collegamenti tra componenti elettronici e il modo di ridurre tempi, lunghezze dei percorsi e costi, ricercando le soluzioni ottimali.

Risolvere questi problemi con completezza è praticamente impossibile quando ci sono troppi elementi. Se gli oggetti da collegare sono n, allora il numero di possibili connessioni è n-fattoriale (indicato con n!, cioè 1 x 2 x 3...x n ). Per portare un esempio, nel caso del verme Caenorhabditis elegans, il numero di 11 gangli nervosi possono essere collegati in quasi 40 milioni di modi diversi. Questo sistema nervoso è stato uno dei primi ad essere mappato completamente e quando vennero generate tutte le 39.916.800 possibili disposizioni alternative, quella reale risultò essere con la lunghezza di collegamento minima (1).

Indizi di Intelligent Design? - La quarta dimensione dei corpi e il loro sviluppo frattale

Sto leggendo un libro scritto dagli evoluzionisti Piattelli Palmarini e Jerry Fodor (1) – che fra l’altro tengono fortemente a precisare di essere atei ’fin al midollo delle ossa’ (sic) - , in cui si critica l’impostazione neo-darwinista dell’evoluzione, quella basata su variazioni casuali a livello genetico e selezione naturale. Non è un libro di facile lettura, in quanto un po’ specialistico, ma in esso ho scovato degli spunti per poter scrivere alcuni post. In particolare ho trovato interessante il capitolo ‘Il ritorno della forma’, in cui si fa notare che le strutture e i comportamenti degli organismi viventi sono ottimali e che è quindi molto difficile supporre che siano spuntati per tentativi casuali e poi selezionati, in quanto le possibili strade percorribili per arrivare a tali livelli di complessità costruttiva o comportamentale sono talmente numerose che il supporre che i viventi pur in milioni di anni di vita abbiano potuto esplorare tutti i percorsi meno perfetti abbandonandoli a causa della selezione, ritentando innumerevoli volte per arrivare alla fine a quelli ottimali appare veramente infinitamente poco probabile, in pratica impossibile.

Vedremo una rassegna di alcune di queste strutture e processi, in questo post focalizzeremo l’attenzione alla struttura frattale degli organismi, che sembra dare ad essi una dimensione in più.

Il neo-darwinismo criticato dagli evoluzionisti evo-devo - 2

Una delle scoperte più significative della genetica degli ultimi decenni è il fatto che esistono diverse gerarchie di geni, alcuni collegati in maniera tale da formare intricate reti di direzione o controllo. Abbiamo ad esempio i geni master
hox, che si sono mantenuti invariati per centinaia di milioni di anni e che sono sorprendentemente simili in specie diverse, dalle primitive a quelle più recenti, e che hanno una funzione di direzione durante il processo di sviluppo e di crescita dell’embrione, stabiliscono dove, se e quando devono essere formati gli organi; si presentano in blocchi in cui ci sono o mancano degli interruttori, a secondo della specie. La somiglianza viene in qualche modo confermata dal fatto che lo stesso gene master può essere
 scambiato ad esempio tra un topo e un moscerino senza che apparentemente nulla cambi..

Il neo-darwinismo criticato dagli evoluzionisti evo-devo - 1

"In realtà, non sappiamo molto bene come funzioni l'evoluzione; non lo sapeva neanche Darwin, e non lo sa esattamente (per quel che possiamo stabilire) nessun altro. 'Sono necessarie ulteriori ricerche', come si usa dire. Può darsi che siano necessari secoli di ulteriori ricerche."

Il passo riportato sopra è tratto dal libro “Gli errori di Darwin” degli evoluzionisti Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor (1) . E’ un libro di non facile lettura perché pieno di termini tecnici mutuati dalla biologia e dalla psicologia, dalla filosofia della mente (sic), dalla semantica del linguaggio naturale. In esso inoltre si sviluppano discorsi piuttosto complicati che lo rendono perciò un testo non certo divulgativo.

I processi che sostengono la vita: la sintesi clorofilliana.

Per la Bibbia con il ‘Fiat Lux’ ha avuto inizio la creazione dell’Universo e di tutto ciò che in esso è contenuto. E in effetti sulla Terra senza l’energia luminosa proveniente dal Sole non sarebbe potuta sussistere la vita. Infatti la vita è soprattutto movimento e cambiamento e senza energia non potrebbero esserci né l’uno né l’altro. Ma la luce deve essere trasformata, immagazzinata e adattata all’uso degli esseri viventi. Ciò viene fatto dalle piante, che stanno alla base della catena alimentare, tramite la clorofilla. 

Leggo in un libro di biologia: “La clorofilla riesce a convertire l’energia luminosa in energia chimica soltanto quando è associata a certe proteine e si trova in una membrana specializzata; senza questi requisiti la clorofilla non funzionerebbe” (1). Quindi deve esistere anche un processo - che come vedremo è molto ingegnoso ed efficiente - in cui essa è contenuta e utilizzata e che permette questa trasformazione: la cosiddetta sintesi clorofilliana.

Alcune risposte a chi sostiene che il 2 a.C non sarebbe il vero anno di nascita di Gesù Cristo

Avendo pubblicato un
articolo sulla data del Natale, ho notato che è stato inserito qualche commento  in cui si sostiene che il 2 a.C. non sarebbe stato il vero anno di nascita di Gesù e che invece quello corretto sarebbe il 7 a.C.. Con questo articolo, nel ribadire la mia tesi voglio rispondere alle obiezioni più ricorrenti.

 

1) Secondo Giuseppe Flavio, Erode il Grande sarebbe morto il 4 a.C., quindi l’anno di nascita di Gesù non può essere posteriore, e quindi è poco credibile il 2 a. C.

Vediamo che dice lo storico Ruggero Sangalli:

Uno dei riferimenti storici più citati per collocare cronologicamente i fatti descritti nei Vangeli, riguarda la data della morte di Erode il grande: il 4 a.C. per molti commentatori.
Questa data è dovuta agli scritti di Giuseppe Flavio, che comunque non la esplicita mai: essa è solo dedotta dal numero degli anni di regno di Archelao, Filippo ed Antipa, nominati ufficialmente eredi di Erode. Tuttavia lo stesso Giuseppe Flavio fornisce almeno una dozzina d
i informazioni che concorrono a rendere inadeguata la data di morte di Erode nel 4 a.C., tanto più che non era infrequente indicare come anni di regno di un erede al trono anche il periodo in cui tale sovranità vigeva pur essendo ancora in vita il vecchio re. Stranamente oggi molti scrivono che “certamente Erode morì nel 4 a.C.” con acritica fiducia in un dato indiretto, sfiduciando ben altri dati, molto più precisi.” (1)

Alcune risposte a chi sostiene che il 25 dicembre non sarebbe la vera data del Natale

Avendo pubblicato in alcuni gruppi Facebook un articolo sulla data del Natale ripreso dal mio Blog Mi-chael , ho notato che sono stati inseriti molti commenti contrari alla tesi che il 25 dicembre sia stato il giorno della nascita di Gesù. Con questo articolo voglio rispondere alle obiezioni più ricorrenti.

Innanzitutto voglio ricordare perché si sostiene che il 25 dicembre dovrebbe essere considerato il giorno del Natale.

In Israele al tempo di Gesù esistevano ventiquattro classi sacerdotali che si assecondavano ciclicamente nel servizio al Tempio, turnando due volte all’anno, da sabato a sabato, ognuna sempre nello stesso periodo. Fino ad alcuni anni fa non si conoscevano le date dei turni, infatti lo stesso Luca parla dell’inizio del turno sacerdotale della classe di Abìa, a cui apparteneva Zaccaria, ma non indica la data. L'Angelo che appare a Zaccaria dice semplicemente che sua moglie Elisabetta avrebbe concepito un figlio a cui avrebbe messo il nome Giovanni (Luca 1,5). Importante però è il fatto (narrato da Luca) che Zaccaria, quando ebbe la visione dell’Angelo, stava accendendo il fuoco per l’incenso con una cerimonia pubblica, il che fa pensare che era proprio l’inizio del turno e un sabato, che come vedremo corrispondeva esattamente al 24 settembre.

Alcune considerazioni critiche sull’Evoluzionismo

Qui di seguito alcune mie riflessioni sull'Evoluzionismo pubblicate nella bacheca Facebook personale nel corso di questi ultimi mesi...

Sto notando che in biologia la differenza fondamentale tra la struttura degli esseri viventi e quella dei meccanismi costruiti dagli esseri umani è che i primi fanno uso a livello microscopico di fisica e chimica perfettamente integrati, ma soprattutto di quest'ultima, mentre i manufatti tecnologici, anche i più sofisticati, si basano quasi esclusivamente su processi fisici, principalmente meccanici ed elettronici: la chimica quando c'è è poca e questo perché la capacità di costruire sofisticatissimi micro-laboratori chimici specializzati e automatizzati quali sono le cellule viventi è stata finora al di là di qualunque possibilità umana.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità potenziale

Osservare la natura fa stupire, veramente. Se osservate uccelli e fiori selvatici e non provate un certo stupore, c’è qualcosa che non va” (Maynard Smith)

Continuo con un altro post sugli indizi di Intelligent Design, quelli precedenti sono consultabili Qui Qui Qui Qui

Ci sono diversi casi in cui alcuni gruppi di individui di specie animali o vegetali, in certe condizioni, ad esempio di isolamento in certe zone geografiche, hanno subito processi di speciazione rapida, cioè cambiamenti molto veloci e tali da farli diventare un tipo di sottospecie a parte che non ha più la possibilità di incrociarsi con il gruppo della specie da cui si è staccato.

Però questi esempi mostrano che il processo di speciazione, cioè di adattamento e specializzazione, che comunque è sempre un processo di microevoluzione e non di macroevoluzione. 

Quello della speciazione può essere considerato un esempio dell’esistenza di ‘potenzialità’ nel pool genetico di una popolazione, come la sussistenza di strumenti utili ad affrontare diverse e possibili future situazioni di disagio. Sembra quindi di essere con ciò in presenza di una ‘variabilità programmata’, di una complessità potenziale, che si manifesta in atto quando le condizioni ambientali lo richiedono.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità tecnologica futuristica

Noi studiamo degli organismi, o almeno delle loro parti, come se fossero stati creati, come se fossero stati progettati, e poi cerchiamo di trovare le loro funzioni. Una mentalità finalistica – teleologica – è appropriata in biologia, per il semplice fatto che gli organismi sembrano essere stati costruiti, sembrano essere stati creati da un’intelligenza” (Michael Ruse - Darwin and Design - Does Evolution have a purpose? - Harward University Press 2003).

Continuo con un altro post sugli indizi di Intelligent Design, quelli precedenti sono consultabili Qui Qui Qui.

Come detto nei precedenti post, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questo si nota nella complessità strutturale e funzionale di certi organi, ma dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare molti, qui ne elencherò alcuni nell’ambito della complessità che potremmo dire di 'tecnologia avanzata o futuristica'. La natura infatti è stata spesso fonte di ispirazione per il progresso tecnologico; gli scienziati nello studiare piante e animali si sono accorti di frequente dell’esistenza di soluzioni ingegneristiche avanzate che hanno poi utilizzato nei loro manufatti. Porto gli esempi delle ali delle farfalle con i LED, degli occhi con sistema di orientamento entangled-quantistico nel pettirosso, delle zampette dei gechi, della testa e della lingua del picchio.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità giocosa e la bellezza

 

La biologia è lo studio di cose complicate, che sembrano essere state progettate per uno scopo” (R. Dawkins – L’orologiaio cieco - 1987)

Come detto nei precedenti post, qui e qui, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questi si notano nella complessità strutturale e funzionale di certi organi che fa sospettare che loro origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, in questo post ne elencherò alcuni nell’ambito della 'complessità giocosa' e della bellezza. Infatti negli esseri viventi c’è la presenza di caratteri che ‘appaiono più insoliti di quanto ne necessiterebbe la struttura’ (1).

Indizi di Intelligent Design? - la complessità sovrabbondante

"Anche se tutti i dati indicano un progettista intelligente, una tale ipotesi è esclusa dalla scienza perché non è naturalistica" (Scott G. Todd - A view from Kansas on that evolution debate - Nature 1999, 401: 423 )

Come detto nel precedente post, il naturalismo non accetta l’idea che negli esseri viventi ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare al contrario. Questi si notano nella complessità strutturale e funzionale di certi organi che fa sospettare che loro origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, qui ne elencherò due nell’ambito della complessità che potremmo dire ‘sovrabbondante’: l'occhio e l'orecchio umani.

Indizi di Intelligent Design? - la complessità irriducibile

"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova." (Agatha Christie)

Il naturalismo non accetta l’idea che nella natura ci sia un finalismo, cioè un disegno o una progettazione per uno scopo. Eppure molti indizi in biologia farebbero pensare il contrario. Questi si notano nella loro complessità strutturale e funzionale che fa sospettare che una origine casuale nell’ambito delle probabilità accettabili non si possa ritenere plausibile. Dal punto di vista della teoria dell’evoluzione non è nota nessuna pressione selettiva che potrebbe favorire l’origine di strutture più complesse di quanto sarebbe richiesto per la sopravvivenza. Esempi di questa complessità se ne potrebbero portare tanti, qui e in seguito in altri post ne elencherò alcuni e suddivisi nell’ambito di cinque gruppi principali: quello della complessità irriducibile, quello della complessità sovrabbondante, quello della complessità giocosa, quello della complessità tecnologica futuristica e quello della complessità potenziale.