Ancora sulle Esperienze di Pre-Morte (NDE) – 1^ parte

Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi” (Luca 16, 27-31).

In questo post voglio fare il punto sulla esperienze di pre-morte, esse vengono di solito indicate con la sigla NDE (Near Death experiences). Non mi ripeterò sulla descrizione del modo di presentarsi di questi fenomeni, ne ho già parlato in precedenti post, qui voglio fare un riepilogo di alcuni dei principali risultati della ricerca scientifica e del dibattito che ne è seguito sulle riviste di neurologia e psicologia.

Lo scopo di questo mio articolo è cercare di vedere se è ragionevole allo stato attuale delle ricerche ritenere che le NDE possano essere considerate un indizio (più o meno forte) della possibilità che la mente possa  esistere staccata dal cervello e che possa quindi sopravvivere alla morte fisica oppure no.

Per mettere le mani avanti verso quelli che possono arricciare il naso, ricordo che  “Gli studi sulle NDE rappresentano uno dei  temi più importanti delle neurologia cognitiva” per dirla con Christian Agrillo dell'Univesità di Padova (1). Ed è su un articolo di questo studioso reperibile in rete che mi baserò per questo mio post.
Secondo un altro studioso, Dell’Olio (2), una NDE può essere considerate come ‘veritiera’ se ha le seguenti caratteristiche: 1) ci deve essere la vicinanza del soggetto alla morte fisica, 2) l’esperienza deve essere ripetibile, nel senso che altri pazienti nelle stesse condizioni devono poter sperimentare la stessa cosa, 3) il racconto dell’esperienza deve essere simile a quella riportata dai pazienti che sono stati nelle stesse condizioni, 4) il soggetto deve avere la certezza e la consapevolezza dei fenomeni che accadono.

La scintilla che genera l’incendio

Qualche giorno fa alcuni miei alunni mi hanno chiesto quale è stata la causa che mi ha portato alla conversione, visto che  verso l’età dell’adolescenza avevo smesso di credere e che solo  intorno ai 40 anni ho riacquistato la fede.

Io credo che  per convertirci Dio usi inviarci normalmente dei segnali molto lievi, quasi impercettibili, che vengono colti più o meno consciamente ma che a poco a poco ci fanno maturare. E’ come un richiamo nell’anima, che prima è confuso, ma che man mano si avverte sempre più distintamente, e che ci porta alla fede. Ma in certi casi Dio agisce con dei messaggi più forti, mettendoci alle volte davanti a fatti evidenti, come i miracoli o i segni, che provocano una scintilla che fa scoppiare come una specie di incendio...