L’immortalità in un supercomputer…


L’idea sposata da un po’ di tempo da alcuni ‘scienziati’ che si dichiarano materialisti, ma che sperano comunque  nella vita dopo la morte, è questa: tramite i super computer quantistici arriveremo un giorno a ricostruire, almeno virtualmente e a livello quantico, ogni persona che è vissuta sulla terra, compresi i suoi ricordi, le  emozioni e la sua intelligenza. Ecco quindi, dicono, la vera ’immortalità, e la biblica resurrezione dei morti: ogni essere umano, anche dopo millenni, sarà riportato 'in vita' almeno  dentro la memoria di un computer, dagli uomini del futuro, i soli che possiederanno una tecnologia sofisticatissima per poterlo fare.

I Profeti dell’ateismo: Stephen Hawking e la ‘mente di Dio’

Si può considerare Stephen Hawking come uno scienziato disabile con una intelligenza molto acuta. Una malattia progressiva lo paralizza da anni su una sedia a rotelle: egli comunica con il mondo tramite un sintetizzatore vocale collegato al computer. Il suo handicap pur costringendolo all’immobilità non gli ha però impedito di dedicarsi a tempo pieno allo studio dapprima della Relatività Generale e poi della Gravità quantistica.
Egli si è applicato principalmente allo studio della struttura dei buchi neri e alla cosmologia. Si potrebbero considerare le sue ricerche come dei ‘virtuosismi’ di fisica - matematica.
Ma egli non scrive solo su riviste scientifiche prestigiose, dove tratta di argomenti così di confine che pochi specialisti della materia riescono a comprendere del tutto in quanto richiedono una conoscenza di metodi matematici molto avanzati, ma si cimenta anche nella scrittura di testi divulgativi che sono diventati dei best-seller, come ‘Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo’ e ‘ L’Universo in un guscio di noce’.