28 maggio 2026

Un Leone che non ruggisce?

Nonostante il nome scelto, Leone XIV, il nuovo pontefice mi appare tutto fuorché un leone. Più che il ruggito deciso del re della foresta, percepisco un tono dimesso, quasi felpato. Mi viene spontaneo pensare più a un tranquillo gatto domestico che a un leone chiamato a difendere il gregge e a confermare i fedeli nelle verità della fede.

Qualcuno dirà che queste parole siano irriverenti verso il Papa. In realtà il punto è proprio questo: personalmente non ritengo che Prevost sia il vero Pontefice e quindi non sto disconoscendo l’indubbia autorità e sacralità del papato.

7 maggio 2026

Evoluzionismo e delegittimazione del dissenso

 

Negli ultimi anni mi ha colpito un fenomeno che emerge sempre più frequentemente nei dibattiti pubblici sull’evoluzione biologica: la tendenza a delegittimare e screditare chi pone determinate domande invece di affrontarne realmente il contenuto.

Non mi riferisco al normale confronto scientifico, che considero legittimo e persino necessario, ma ad una dinamica comunicativa nella quale alcune obiezioni sembrano diventare quasi “proibite”, mentre chi le formula viene rapidamente etichettato come ignorante, antiscientifico o incapace di comprendere la biologia moderna. In molti casi, infatti, il dibattito sembra spostarsi dal piano delle argomentazioni a quello della delegittimazione personale: si risponde con sarcasmo, etichette, appelli al consenso, derisione e accuse di incompetenza, entrando molto meno frequentemente nel merito delle questioni poste.

Alcune recenti discussioni online mi hanno spinto a riflettere proprio su queste dinamiche.

6 maggio 2026

La misericordia di Dio e il destino eterno dei dittatori

 

Ieri ricorreva l’anniversario della morte di Napoleone Bonaparte. Spesso mi sono chiesto quale sia stato il destino eterno dei tanti uomini di Stato, condottieri o dittatori che hanno fatto guerre (intendo quelle di offesa, non quelle di difesa, legittime e doverose), provocando milioni di morti e sofferenze a interi popoli. E soprattutto, fra l’altro, di quelli che hanno perseguitato la Chiesa.

Relativamente a Napoleone, mi sono sempre domandato come mai un cattolico come Manzoni gli abbia dedicato una poesia (“Il cinque maggio”) in cui esalta la sua figura. Mi è quindi venuto in mente di fare una ricerca su Internet per conoscere quale fosse stata la posizione di Bonaparte verso la religione, almeno negli ultimi anni della sua vita, durante l’esilio durato sei anni a Sant’Elena.