18 aprile 2013

Perché il vuoto non è il nulla.

Nella fisica contemporanea va per la maggiore la teoria della nascita dell’Universo dal vuoto per mezzo del Principio di Indeterminazione e comunque ‘per caso’ tramite il processo chiamato  Big Bang. Questo vuoto originario da cui sarebbe nato l'Universo però non potrebbe essere stato il ‘nulla’.Infatti il dire ‘prima esisteva solo il nulla’  sarebbe  quanto meno una contraddizione in termini in quanto ‘il nulla’ dotato della caratteristica dell’esistenza non è più se stesso,  è già 'qualcosa'. Perciò potremmo dire che, secondo i  sostenitori della teoria del Big Bang, all’inizio esisteva un 'qualcosa' che si potrebbe chiamare ‘vuoto primordiale’, un ‘quid’ privo di materia ed energia ma dotato come minimo della proprietà dell’esistenza, se no di esso non si potrebbe neanche parlare.
Per la fisica delle particelle elementari il ‘vuoto’ quantistico è sede di una miriade di processi ‘spontanei’ e casuali di creazione e annichilazione di particelle che sembrano provenire dal ‘nulla’ e che spariscono nel ‘nulla’.

Ma questa non sarebbe stata la sola caratteristica di questo 'vuoto' primordiale. Infatti esso avrebbe dovuto avere una ulteriore ‘qualità’, una ‘possibilità’ fantastica, perché avrebbe contenuto dentro di sé, almeno in senso  ‘potenziale’, sia le leggi della fisica, che non sono certo ‘nulla’ e  anche tutto l’Universo così come si è sviluppato successivamente, compresa la vita e noi stessi.

Un’altra teoria ultimamente è stata enunciata spingendosi oltre  quella del Big Bang, ed è quella della nascita da questo vuoto 'potenziale' di infiniti universi, ognuno con le sue leggi fisiche proprie, decise dal caso - anche se bisogna precisare  che essa è priva di sostegno sperimentale. Essa sembra essere stata mutuata  dalla teoria dell’Evoluzione di Darwin.
Io credo poco a questa teoria, la trovo una inutile complicazione. Ma anche se fosse reale quanto ipotizzato, non tutte le leggi della fisica potrebbero nascere insieme ai loro rispettivi universi. Infatti ce ne sarebbe stata almeno una, una specie di ‘superlegge’ preesistente, o ‘spuntata anteriormente’, che permetteva la nascita di tali universi e delle loro rispettive leggi fisiche.

Con questa teoria si entrerebbe però in un regresso all’infinito in quanto questa ‘struttura’ che chiamiamo ‘vuoto’ o meglio ‘madre di tutti gli Universi’ potrebbe anche essere stata figlia, insieme ad altre infinite sorelle, di una ‘supermadre’ a sua volta avente infinite sorelle…e così via. Questo regresso figlia – madre – nonna, porterebbe ad un estendersi all’infinito 'passato' di un ‘quid’ di ordinamento (simile al tempo), che a meno di non mettere un termine, quindi a meno di non ipotizzare la possibile esistenza di un evento veramente iniziale, porterebbe automaticamente al concetto di eternità, perchè questa estensione dovrebbe essere ipotizzata anche nel futuro, in quanto se in potenza vi fosse stato nel ‘quid’ il potere di ‘spegnimento’ esso, a causa dell’infinito tempo antecedente, si sarebbe già dovuto verificare e nulla quindi ormai esisterebbe.

Allora, o si ammette un regresso verso l'infinito negativo, nel passato, che quindi comporterebbe anche un progresso verso l'infinito positivo, nel futuro - ma per inciso che tutto ciò che esiste possa esserci stato in potenza o in atto da sempre non sarebbe comunque contrario alla ipotesi del Creatore in quanto essendo eterno potrebbe aver sostenuto e mantenuto l’esistente dall’eternità -  oppure si deve ammettere un ‘evento’ veramente ‘iniziale’, ‘primitivo’, originario,  non ‘causato’ ma ‘causante’, semplice,  ma nello stesso tempo 'in potenza' ‘infinitamente complesso’: quello che per i credenti non è altro l’atto iniziale di amore creativo di Divino...
(Queste riflessioni mi sono state in qualche maniera stimolate dalla lettura di alcuni divertenti ancorché arguti post del filosofo americano cattolico Edward Feser, autore che trovo molto prolifico e intelligente, su cui cercherò di scrivere qualche recensione magari dopo aver letto anche qualche altra sua opera).

1 commento:

  1. ma escludendo la teoria del multiverso, se quindi l'universo e le sue leggi fossero unici si dovrebbero poter motivare ad esempio le masse delle particelle partendo da principi semplici in quanto potrebbero essere solo quelle? se le regole fossero uniche vorrebbe dire che il tutto può andare in una sola direzione che è quella che noi vediamo ora..?

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