8 novembre 2019

Perchè non il Latino come lingua dell'Europa?


Prendo spunto da una battuta dal commissario europeo Moscovici, che tra il serio e il faceto ha proposto di togliere dopo la Brexit l’inglese dalle lingue parlate nella comunità europea.

Quando passo del tempo a cercare di imparare questa lingua ormai ritenuta essenziale perchè diffusa dappertutto, mi viene da considerare il fatto che in Inghilterra e anche negli Usa non hanno bisogno di studiarla e quindi sono fortunati anche perchè così hanno più tempo da dedicare alle altre faccende della vita rispetto alle persone che parlano altre lingue.
A mio avviso nessun paese dovrebbe essere privilegiato e vedrei perciò di buon occhio l'introduzione, almeno in Europa, una lingua comune che possa accontentare tutti e non far primeggiare nessuno. Tale lingua potrebbe essere ad esempio il Latino, memori anche del fatto che un tempo l’Europa era unificata sotto l’egida dell’Impero Romano con quella lingua ufficiale. Sarebbe anche un giusto riconoscimento e una rivalutazione delle radici storiche comuni dei popoli europei.
Prendiamo ad esempio la Chiesa cattolica che ha fatto il percorso contrario, pur avendo il Latino come lingua ufficiale poi lo ha rifiutato nella pratica, con l’introduzione delle lingue nazionali nella liturgia e, sarà solo un caso?, ma da quando ha fatto questo è cominciata la crisi di disgregazione e di identità. 
Oltre aver perso il senso del sacro che la Messa antica, quella ‘tradizionale’, riesce a trasmettere, molto più di quello che fa nelle lingue volgari, ha messo in difficoltà i credenti perché ad esempio recandosi negli altri paesi non riescono a seguire in maniera decente la messa festiva. E anzi l’attuale Gerarchia, a cominciare dal suo Vertice, cerca di aggravare la situazione rendendo ancora più particolare il culto, introducendo usanze locali che in alcuni casi rasentano l’idolatria come è successo durante il Sinodo Amazzonico. E in tutto ciò mi sembra ci sia un disegno perverso, quello di frammentare il cattolicesimo per renderlo più innocuo e magari innestarlo in un’unica religione mondiale in cui tutti gli dei avrebbero diritto di esserci e venire adorati. Se il latino divenisse lingua ufficiale dell’Europa questi picconatori dell’universalità della Chiesa cattolica, e anche favoritori dell’idolatria, rimarrebbero spiazzati. 
 
Ma al di là di questo effetto collaterale che sarebbe auspicabile, non mi faccio però illusioni, so bene che questa proposta purtroppo non verrà accolta e che  sarà del tutto ignorata! I popoli meglio unificarli per sfruttarli e dominarli ma non  farli dialogare con un linguaggio comune, questo potrebbe essere pericoloso, meglio la babele attuale...