4 aprile 2021

Alcune considerazioni dopo tanti anni di insegnamento

 Tutti gli educatori sono assolutamente dogmatici e autoritari. Non può esistere l'educazione libera, perché se si lascia un bambino libero non lo si educa.”(Chesterton)

Dopo trentasette anni di insegnamento nella scuola secondaria superiore e un anno di docenza universitaria, vorrei fare delle ulteriori considerazioni oltre a quelle che ho pubblicato tempo fa.

L’insegnamento ce l’ho sempre avuto nel sangue. Quando ero piccolo, all’età di sei anni, nella casa di campagna dei miei nonni, mi mettevo alla finestra e avevo di fronte a me un terreno coltivato a vigneto, fatto di piante di uva basse, e nella mia immaginazione di bambino esse erano i miei alunni a cui potevo insegnare qualcosa. E infatti declamavo a voce alta alcune cose ed ero contento quando, dopo aver chiesto ‘avete capito?’ mosse dal vento sembravano annuire. 

Oggi che sono in pensione, mi manca forse quella professione? La risposta è tutto sommata negativa.

Infatti non ho rimpianti, il mio lavoro credo di averlo portato avanti in maniera corretta, magari non senza errori, chi non sbaglia?, ma sempre con impegno e passione, ma quest'ultima però è andata scemando col tempo perché quello che prima era una rapporto tra docente e discente necessariamente gerarchico, in cui era ben chiara la distinzione tra chi sa e chi ancora non sa, si è man mano guastato per l’influenza nefasta dell’ideologia buonista.

Devo confessare una cosa non politicamente corretta anzi molto scorretta rispetto alla mentalità del nostro tempo: nel mio immaginario il docente è sempre stato quello che parla e insegna con autorevolezza e gli studenti sono quelli che ascoltano, imparano e hanno un profondo rispetto nei suoi confronti. 

Una delle cose che ricordo della mia infanzia era quello che mi dicevano le suore dell’asilo che frequentavo: "bisogna correggere e raddrizzare l’alberello mentre cresce ed è ancora giovane, dopo è troppo tardi e se non lo si è fatto prima l’albero dopo non si può più aggiustare". Ebbene questa cosa molto sensata invece col tempo si è annacquata, fino a quasi capovolgersi, con i giovani che dicono ai più vecchi cosa devono o non devono fare.

Credo che i più deleteri docenti e genitori che ci siano in circolazione e che hanno fatto e ancora fanno danni enormi sono proprio quelli che si sentono buoni e predicano un atteggiamento ‘misericordioso’ verso alunni, che alla fine non studiano.

Sono convinto che il confronto su certi temi vada fatto tra pari e competenti: sulla didattica si debbono confrontare al più i docenti con altri docenti non docenti con genitori e alunni. Eppure i famigerati consigli di classe aperti a quest’ultimi fanno proprio questo: discussioni e critiche sull’operato degli insegnanti da parte di persone che pur coinvolte del processo non capiscono nulla di insegnamento. Credo che il cosiddetto dialogo sia nella maggior parte dei casi un discorso tra sordi: quando ci sono interessi di parte da difendere, non c’è democrazia che tenga, basta assistere ad una riunione di condominio per rendersene conto. E docenti, genitori e alunni hanno quasi sempre interessi contrastanti: solo in teoria ci sarebbe da confrontarsi per il bene dei ragazzi, ma molto spesso, e la pratica lo conferma, non è così.

Insomma con la scusa di controllare ‘democraticamente’ i docenti fannulloni o ignoranti alla fine si è appesantito e di molto il lavoro di quelli che hanno sempre operato al meglio e con impegno. Uno strumento in apparenza buono quindi si è trasformato nel tempo in un’arma di controllo e ricatto morale, quando non giudiziario, verso i docenti più coscienziosi e rigorosi, accusati di ‘terrorizzare’ e creare paure nei ragazzi.

Ciò ha gravato di molto il lavoro e ha fatto perdere entusiasmo a chi lo svolgeva con passione. E paradossalmente nulla hanno mai avuto da temere invece i docenti ignoranti e fannulloni: si sono rifugiati nel sei politico, capendo che la gente vuole essere illusa, e così hanno prosperato.

Hanno una grande responsabilità di ciò quelli che con la scusa di inserire più democrazia, dove la democrazia non può esserci, hanno in realtà portato a distruzione la scuola e rovinato moltitudini di ragazzi, facendone dei veri e propri disadattati.

Ma era il risultato che si voleva ottenere: è stato pianificato sin da principio, chi tira veramente le fila di tutto e vuole la rovina dell’umanità ha fatto in modo che accadesse.

Dal sessantotto in poi, con la critica dell’autorità, e quindi anche dell’operato dei genitori, dei docenti e degli educatori si è portata avanti apposta una continua erosione degli strumenti che questi possedevano per trasmettere valori della nostra civiltà alle nuove generazioni. E ora ne raccogliamo i frutti.

Il caos morale e spirituale che ci circonda ne è la conseguenza voluta ed è sotto gli occhi di tutti. Prima ne prendiamo consapevolezza e più in fretta potremo rimediare, anche se però temo che dovremo attraversare un lungo inverno.

3 commenti:

  1. Interessante disamina. Condivido con tutto quello che dice

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  2. Leggo con interesse il suo pensare su vari argomenti. Mi ritrovo molto spesso sulla stessa linea di pensiero.

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  3. Caro Prof, centratissime le sue considerazioni. Come gli insegnanti, anche i genitori che vogliono educare con autorevolezza rischiano di essere sanzionati da un sistema che pretende di ritiene i minorenni "proprietà" dello stato che ha più diritto degli stessi genitori. Una cosa di per se assurda.

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