29 giugno 2011

il Creatore, gli infiniti universi e la nuova scienza

Io stimo molto Stephen Hawking, che ha occupato per 30 anni  la cattedra  lucasiana di Matematica a Cambridge, la stessa che fu del grande (e credente) Newton. Durante gli anni di Università come studente di  Fisica appresi  che forse la sua immobilità gli aveva permesso di concentrarsi di più nello studio e ciò, unito alla sua grande intelligenza, gli aveva permesso di affrontare problemi molto difficili riguardanti la Teoria della Relatività Generale e la struttura dell’Universo. Affrontai infatti non senza difficoltà le sue complicate speculazioni sulle equazioni di Einstein quando dovetti sostenere l’esame di Fisica Teorica e quello di Meccanica Superiore, e le sue tesi sui buchi neri, molto avanzate per quei tempi, mi sbalordivano.

Ciò non toglie che comunque anche un grande scienziato su certi argomenti possa prendere qualche abbaglio, soprattutto quando si trattano e si fanno ipotesi che oggettivamente non hanno una verifica sperimentale, e che sono viziati da una visione di parte e frutto di una scelta ideologica a priori.

Come ho già detto da qualche altra parte, la scienza attuale risente in maniera (pre)potente dell’impostazione positivista e  atea dell’ottocento: la Scienza parte dal presupposto (paradossalmente considerato un vero dogma) che Dio non esiste, per cui nella spiegazione di qualunque processo naturale avvenuto nell’Universo dal Big Bang ad oggi è vietato attribuire alcunché all’intervento di un Essere superiore e trascendente. Qualunque spiegazione che preveda un minimo di questo intervento viene scartata sdegnosamente e, ahimè,  ridicolizzata. Ciò deriva dal fatto che  l’ipotesi dell’esistenza divina è stata scartata a priori in quanto ritenuta non necessaria e lo stesso rasoio di Occam, che allegramente viene trascurato quando si fanno delle ‘ipotesi’ molto più astruse, viene usato in questo caso senza prudenza (1) . Il problema è che l’esistenza divina viene negata senza prove e molti si rifiutano anche di prendere in considerazioni alcuni indizi (che ci sono come vedremo più avanti) che inficiano questa negazione aprioristica.

C’era un tempo, agli inizi della ricerca scientifica, in cui effettivamente il ricorrere all’intervento divino come causa dei fenomeni naturali poteva ostacolare la ricerca stessa e quindi era comprensibile che si mettesse da parte l’intervento soprannaturale per trovare quello naturale. Ma oggi, trattando argomenti limite quali il Big Bang, cioè la nascita dell’Universo e il suo sviluppo, la comparsa della vita e soprattutto dell’homo sapiens, essere dotato di sentimenti, intelligenza e consapevolezza, appare una forzatura negare Dio: ciò  porta infatti a dover fare ipotesi ben strane oltreché non verificabili per spiegare l’esistente.

Infatti siccome la nascita della vita è un fenomeno di una complessità che rasenta l’infinito (questo lo ammettono ormai praticamente tutti), per poter sostenere che possa essere spuntata per caso e che per puro caso l’Universo si sia sistemato, con una serie incredibile di passaggi delicati, in maniera tale da poterla ospitare, invece di dire che il processo a causa della sua complessità non lo si può ragionevolmente ritenere casuale ma bensì causato ( quindi ammettere l’esistenza del Creatore), si preferisce dire (con Hawking) che così come sarebbe nato (per caso) col Big Bang il nostro Universo, che ospita la vita, sarebbero nati anche tantissimi altri Universi in cui le condizioni sono differenti e in cui quindi la vita non c’è. In pratica un solo universo, quello in cui viviamo, avrebbe vinto la lotteria del caso e ha quindi sistemato le sue condizioni fisiche in maniera tale   da poter  far nascere la vita, mentre altri (forse infiniti) non essendo stati così fortunati pur possedendo (anche se non tutti) numerose galassie e stelle e pianeti come il nostro, e leggi fisiche come le nostre anche se non necessariamente, sarebbero  nati però ‘morti’, abortiti (quanto spreco!) perché non dotati di condizioni adatte.

Devo dire che l’ipotesi non è stupida, anzi è molto insidiosa per i credenti, ma è appunto solo una ipotesi, che discende da quell’altra, di partenza, della non esistenza del Creatore. E come tutte le ipotesi avrebbe bisogno di essere confermata sperimentalmente, in caso contrario non può far parte del bagaglio scientifico, ma in questo caso si è in difficoltà: a causa della maestosità del nostro Universo (in aumento per giunta, visto che si espande con velocità crescente!)  non riusciamo a fare osservazioni complete su di esso figurarsi se riusciamo a farle su eventuali altri universi esterni ad esso (ma fra di essi che ci sarebbe? Immersi in una ‘mare’ fatto di cosa? Non di spazio e tempo ovviamente se no sarebbero un unico Universo)!
Quindi in questo momento l’ipotesi dell’esistenza di infiniti universi oltre il nostro non può essere considerata scienza. E’ una ipotesi e tale rimane, fino a prova contraria.
E allora mi verrebbe da dire: è sullo stesso piano dell’ipotesi dell’esistenza di Dio, che non avrebbe prove. Ma non è così. C’è una grande differenza. Non è del tutto vero infatti che l’ipotesi dell’esistenza divina sia del tutto senza ‘prove’, o priva di importanti ‘indizi’.

E quali sarebbero di grazia?

Non considerò ‘prove’ dell’esistenza divina i miracoli di guarigione fisica (e spirituale) che derivano come frutti della fede in Dio, per il semplice fatto che l’ateo di turno mi può ricordare che potrebbero derivare da autosuggestione che mette in moto meccanismi naturali (più o meno sconosciuti) all’interno del corpo umano e che provocano la sua guarigione. Però lascio a malincuore questi ‘indizi’ soprattutto perché vorrei ricordare che ci sono casi, documentati al di là di ogni ragionevole dubbio, in cui c’è stata ‘creazione’ quasi istantanea di tessuti, parti di organi e perfino ossa: e qui già un fisico che sa che nulla si crea dal nulla è in forte difficoltà, figurarsi un biologo che deve ammettere la ‘creazione rapidissima’ di materiale biologico altamente specializzato. Ma ripeto, siccome non possiamo escludere a priori che il corpo umano (nato dal caso eh?) abbia degli stupefacenti meccanismi ancora sconosciuti di autoriparazione, non valuterò questi fatti come ‘prove’ e neanche come ‘indizi’.

Né segnalerò come ‘prove’ ma semmai come ‘indizi’  o meglio ‘segni’ gli EPM, cioè i cosiddetti ‘fenomeni di premorte’ (2) scoperti da Moody una trentina di anni fa, e che ormai fanno parte del patrimonio ‘scientifico’ internazionale, studiati e classificati dalla moderna neurologia. Anche qui, ci sono dei pareri contrastanti, per alcuni sarebbero frutto del cervello umano in condizioni di ipossia che in qualche maniera cerca di eliminare l’angoscia della morte creandosi dei paesaggi rassicuranti, per altri sarebbe una conferma dell’esistenza della vita oltre la morte fisica.

Quelli che sono invece ‘indizi’ molto seri e che mettono veramente in difficoltà gli scienziati atei in buona fede - (ci sono infatti anche quelli in mala fede, e quelli superficiali, che semplicemente chiudono gli occhi e si rifiutano di prendere in considerazione questi fatti, e ciò in barba all’atteggiamento scientifico che dicono di praticare, che deve osservare tutto e cercare di spiegare tutto cercando le cause dei fenomeni e analizzando qualunque spiegazione e se non si è d’accordo con essa cercando di confutarla) - sono costituiti da reperti ‘oggettivi’ che si ritiene di origine miracolosa e che sembrano non avere una causa  ‘naturale’.
Di questi oggetti che riportano a fenomeni miracolosi che in qualche modo richiedono ‘molto probabilmente’ una spiegazione di tipo soprannaturale per giustificarne la loro formazione ne potrei portare come esempio tanti ma per ora mi limito solo a tre:
( ogni voce rimanda al Link del post in cui se ne parla)

La Sindone    e  con la collegata questione Fisica e Resurrezione
Il Telo di Guadalupe
Il miracolo eucaristico di Lanciano


Io ritengo che le spiegazioni su questi famosi reperti fornite dai numerosi scienziati che li  hanno analizzati con sofisticati mezzi di indagine, siano tutte a favore dell’esistenza del soprannaturale. E’ innegabile, e chi dice il contrario deve dimostrare che questi studiosi si sono sbagliati, fornendo però nel contempo delle spiegazioni credibili, suffragate da osservazioni sperimentali e non da formulazione di ipotesi stravaganti o vuoti discorsi tautologici del tipo: siccome Dio non esiste allora non possono esistere neanche questi oggetti! (3)

A che punto siamo quindi?

Al punto che ormai la Scienza, proprio per l’esistenza di questi ‘segni’,  a mio avviso  non può ormai continuare a negare l’esistenza del Creatore.

E in un futuro post parlerò delle ipotesi da cui a mio parere si dovrebbe partire per avere una ‘nuova’  scienza, non aprioristicamente contraria all’esistenza del soprannaturale…
(continua)
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NOTE

(1) - ho parlato del problema dell’esistenza degli infiniti universi e del rasoio di Occam anche in questo post

(2) - ho parlato diffusamente dei fenomeni EPM nel seguente post:
          La vita oltre la morte (parte 1^)


(3) - Diceva Gilbert K. Chesterton: "Un credente è un signore che accetta un miracolo, se ve lo obbliga l'evidenza. Un non credente è, invece, un signore che non accetta neppure di discutere di miracoli, perché a questo lo obbliga la dottrina che professa e che non può smentire"
.

2 commenti:

  1. Bel post! Non solo lo stile,ma pure il contenuto mi sembra buono per un'inizio.
    C'è una questione che mi pongo da molto e che non riesco a dare una spiegazione. Sicuramente è per la mia limitatissima conoscenza.
    Tempo fa lessi che Richard Feynman disse (più o meno): se la scienza un giorno subirà delle modifiche speriamo che il concetto di atomo resti integro.
    Cosa vuol dire? Per caso la nostra visione scientifica è errata o funziona solo per ciò che vediamo? Ecco,se cosi fosse allora come è possibile la presenza di molti che negano alcuni fatti?
    Ricollegandomi alla sua parte del positivismo faccio notare che tutta l'Europa era sicura della potenza tecnologica del titanic. Ciononstante c'é stato un completo disastro per causa di pochi metri di iceberg. Allora chi dice a noi che ciò non possa riaccaderci?
    Passiamo ora ai miracoli. Sono una cosa importante. Però credo che alcuni abbino dei concetti sbagliati,o perlomeno non hanno la mente aperta. Per esempio oggi uno potrebbe dire erano scemi quelli che credevano il fuoco un miracolo. E questo perchè dietro c'è il fenomeno della combustione. Quindi ogni cosa che era un miracolo ma di cui ora si conosce la spiegazione non lo è più. Ma io dico il conoscere o no il funzionamento del fenomeno lo cambia?
    Oggi siamoarrivati ad un livello tale che il dubbio e il ripudio di alcune verità sono un pane quotidiano.
    Basta pensare che né l'universo nè la creatura più importante ,l'uomo, sono considerati miracoli.
    Omar

    p.s
    non é per la pubblicazione,sono solo una serie di idee un pò confuse :)

    RispondiElimina
  2. Bel post! Non solo lo stile,ma pure il contenuto mi sembra buono per un'inizio.
    C'è una questione che mi pongo da molto tempo e a cui non riesco a dare una spiegazione, sicuramente è per la mia limitatissima conoscenza. Tempo fa lessi che Richard Feynman disse (più o meno): se la scienza un giorno subirà delle modifiche speriamo che il concetto di atomo resti integro.
    Cosa vuol dire? Per caso la nostra visione scientifica è errata o funziona solo per ciò che vediamo? Ecco, se cosi fosse allora come è possibile la presenza di molti che negano alcuni fatti?
    Ricollegandomi alla sua parte del positivismo faccio notare che tutta l'Europa era sicura della potenza tecnologica del Titanic. Ciononstante c'é stato un completo disastro per causa di pochi metri di iceberg. Allora chi dice a noi che ciò non possa riaccaderci?
    Passiamo ora ai miracoli. Sono una cosa importante. Però credo che alcuni abbiano dei concetti sbagliati,o perlomeno non hanno la mente aperta. Per esempio oggi uno potrebbe dire erano scemi quelli che credevano il fuoco un miracolo. E questo perchè dietro c'è il fenomeno della combustione. Quindi ogni cosa che era un miracolo ma di cui ora si conosce la spiegazione non lo è più. Ma io dico il conoscere o no il funzionamento del fenomeno lo cambia?
    Oggi siamo arrivati ad un livello tale che il dubbio e il ripudio di alcune verità sono un pane quotidiano.
    Basta pensare che né l'universo nè la creatura più importante ,l'uomo, sono considerati miracoli.

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