Da tempo mi chiedo se e come tenere separati, nei miei scritti, il piano scientifico da quello filosofico e teologico.
In realtà ci provo già. Cerco anzitutto di presentare i dati, gli esperimenti, le osservazioni e i ragionamenti scientifici nel modo più corretto che mi è possibile. Solo dopo aggiungo le mie riflessioni, che vanno oltre il piano puramente materiale. Ma mi sono chiesto: è sbagliato farlo?
A me sembra di no. Anzi, credo di esserne pienamente legittimato. Del resto, molti divulgatori scientifici espongono la scienza e poi ne traggono conclusioni di carattere filosofico: che la realtà sia soltanto materia ed energia, che la coscienza sia un semplice prodotto del cervello, che nell'universo non esista alcun fine o alcun progetto, e così via.
