14 giugno 2018

E l'intelligenza si abbassa sempre più..

E’ notizia di questi giorni, che si può leggere anche sui giornali on-line, che il Quoziente intellettivo dei giovani sarebbe calato. Sono stati infatti misurati ben 7 punti di QI in meno rispetto alla precedente generazione che già di suo era scesa di 7 punti. I giovani di oggi quindi secondo questa ricerca sono meno intelligenti di quelli degli anni precedenti. E se ci si pensa, visto che la salute fisica in generale è migliorata a causa del benessere, che ha assicurato una migliore alimentazione, appare paradossale che la sanità mentale, di cui il QI è un aspetto, sia invece peggiorata. Insomma più sani, forse più forti e belli, però più stupidi.

Dopo 36 anni di insegnamento credo di poter confermare il dato per esperienza personale. Ho notato infatti che la risposta dei discenti agli stimoli didattici  è inesorabilmente e costantemente calata durante questi anni di lavoro in classe. Le cause? Sono del tutto convinto che siano da ricercare anche e soprattutto nella troppa accondiscendenza verso le nuove generazioni, nel buonismo che toglie tutte le difficoltà dal loro cammino, nel regalare ogni cosa, spesso anche la promozione, senza che sia stata conquistata. Fino a ieri pensavo che questi atteggiamenti verso i giovani fossero controproducenti soprattutto perché li rendevano fragili emotivamente e invece scopro che essi provocano anche danni intellettivi.

Le difficoltà aguzzano l’ingegno’ dicevano gli antichi, e avevano ragione. Infatti se uno si trova davanti ad un problema cerca i modi di risolverlo e ciò si traduce in uno sviluppo di connessioni cerebrali, che serviranno poi per risolvere altri problemi, e così accresce la propria intelligenza. Ma se tutto viene appianato, reso facile, perché ‘poverini si stancano, si traumatizzano, si frustrano’ allora non cresce nulla e come i muscoli che non vengono esercitati anche il cervello raggrinzisce.

Di questo passo  corriamo il rischio che i robot, che in futuro avranno sofisticati computer quantistici come ‘cervelli’, potranno un giorno riuscire a sorpassare in  intelligenza gli esseri umani. E così forse si apriranno scenari da incubo: quelli in cui saranno le macchine a pensare e a comandare, con gli uomini diventati solo infelici e passivi consumatori telecomandati. 

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