La Scienza e i Dogmi.

Prendo spunto da un articolo dell'astrofisico Benvenuti sul quotidiano “l’Avvenire” del 17 agosto 2018 per esprimere il mio parere sulla descrizione scientifica e su quella religiosa della realtà. 
Benvenuti, ritenendo che la terminologia dei dogmi e dello stesso credo cattolico sarebbe superata perchè si basa su una visione del mondo di tipo aristotelico, propone di cambiarla per renderla più consona alla visione scientifica attuale. 
 
 
 
Quando la Bibbia descrive l'intervento divino deve usare un linguaggio umano e semplificato perché possa essere capito, perciò la sua rappresentazione  non è da prendere alla lettera, è un modo per redere più comprensibile ciò che non lo sarebbe se venisse raccontato in modo più astratto. E quando la Chiesa Cattolica ha formulato i suoi dogmi lo ha fatto con un linguaggio espressione della visione del mondo tipica di quel momento storico. Ma riadattare adesso alla mentalità scientifica del tempo attuale il racconto biblico o il discorso religioso formulato nel passato a mio modesto avviso sarebbe controproducente. Certo, quando la Religione vuole fare un discorso sulle origini si deve confrontare con la Scienza, ma si deve muovere più su un piano spirituale che materiale, quello su cui quest'ultima poco  può dire. D'altronde per dirla con Galileo, la Religione deve insegnare 'come si vadia al cielo e non come vadia il cielo'!

Ad esempio quando si parla di Ascensione al Cielo di Gesù Cristo, è inutile montare una polemica sul fatto che questa descrizione sarebbe dettata dalla convinzione aristotelica che il Cielo, inteso come sede di Dio e delle cose incorruttibili, quindi il mondo soprannaturale, sarebbe posto in alto. In ciò non vedo problema, infatti è chiaro che il modo di presentarsi anche di un evento soprannaturale debba raccordarsi con la mentalità di chi lo sperimenta, se no potrebbe essere scambiato per un imbroglio o potrebbe non essere capito. 
 
Lo stesso discorso potrebbe farsi anche per l'Assunzione di Maria Vergine al Cielo, così come descritto dal dogma dell'Assunta in Cielo in anima e corpo, stabilito e proclamato da Pio XII nel 1950. È ovvio che in questa formulazione per Cielo non si intende il termine astronomico cielo, che è ciò che è sopra le nostre teste, cioè lo spazio in cui sono immersi il Sole, i pianeti, la Luna e le stelle, ma si intende il Paradiso o comunque l'ambito soprannaturale! Se poi l'Assunzione di Maria sia avvenuta veramente così, cioè con una vera ascensione, non saprei dire, ma non mi meraviglierei se la scenografia didattica scelta da Dio fosse stata proprio questa! E quindi credo sia francamente inutile e forse pericoloso dire che la descrizione di tale evento andrebbe cambiata per accordarsi alla mentalità scientifica moderna, sottointendendo quindi in qualche modo che tale rappresentazione sarebbe un tantino falsa.

La visione del mondo che ci viene fornita dalla scienza è mutata nel tempo e sicuramente lo sarà ancora nel futuro. Ciò è avvenuto ad esempio nel passaggio dalla fisica classica a quella relativistica o con la nascita della meccanica quantistica. E la nostra stessa descrizione fisica dell'Universo è tutt'ora incerta visto che il 95% della sostanza che lo compone sarebbero materia ed energia oscure che ancora non si sa bene cosa siano, tanto che alcuni hanno ipotizzato che si debba scrivere una nuova fisica per poterle comprendere pienamente e inserirle in un discorso scientifico coerente. E allora come si fa a riformulare  i dogmi religiosi per esprimerli in un linguaggio più moderno e coerente con la scienza del momento visto che anche quest'ultima, almeno dal punto di vista paradigmatico, cambia col tempo?
 
Ma tornando al discorso soprannaturale e al suo confronto con quello naturale, prendiamo in considerazione un altro esempio: quello del codiddetto corpo glorioso. Il discorso su questo tema è coerente con il nostro argomento perché di esso essenzialmente si parla quando i cattolici professano la loro fede sul fatto che Gesù è asceso al Cielo anche con il suo corpo e così pure la stessa Vergine, a detta del dogma dell'Assunzione. Questo corpo glorificato avrebbe ovviamente delle proprietà che esulano l'ambito naturale, ma non necessariamente in opposizione ad esso. Quando infatti si dice che Gesù passò attraverso la porta chiusa per mostrarsi agli Apostoli sembra un'affermazione assurda dal punto di vista fisico e in effetti a prima vista lo è a causa della legge di impenetrabilità dei corpi solidi, ma se io presuppongo l'esistenza di una marcia in più nella materia glorificata, essa potrebbe fare in modo che i suoi atomi passino indenni nella spazio vuoto che esiste tra gli atomi del materiale che compone la porta. 

Il corpo glorificato quindi in tal modo non sarebbe necessariamente in contrasto col mondo fisico, ma potrebbe bensì dominarlo in quanto in grado di creare situazioni di ordine e coerenza,  di raccordare e guidare le interazioni e le leggi fisiche per volgerle a proprio vantaggio. Non sarebbe perciò assurdo supporre possa avere delle proprietà tali che lo pongono a metà strada tra il mondo fisico e quello spirituale - per chi ovviamente al mondo spirituale ci crede. E mi spingo oltre: forse lo spirito - sempre supposto che esista - potrebbe anche far acquisire al corpo normale, non glorificato, delle proprietà temporanee che potrebbero apparire sorprendenti o impossibili ad un positivista. Un esempio potrebbero essere i fenomeni di levitazione durante l'estasi di alcuni Santi, riferita da testimoni oculari, o gli stessi miracoli di guarigione fisica.

La Scienza non può affermare che esiste solo il suo ambito, quello che viene rivelato da suoi strumenti di misura fatti di materia/energia. Infatti essa non può dire che "visto che non viene rivelato dagli strumenti il piano spirituale non esiste" in quanto essa può sostenere qualcosa di certo solo nel suo campo di indagine, che è quello naturale, ma non ha gli strumenti per confermare o smentire l'esistenza di ciò che la esula. Siamo nella condizione in cui si troverebbero degli esseri puramente bidimensionali che vivendo sulla superficie di un piano, non riescono a provare o credere che possa esistere una ulteriore dimensione oltre alle due in cui si trovano. A mio avviso è come se l'ambito naturale fosse quel piano, ma sopra di esso, anzi attorno ad esso, ci fosse quello soprannaturale in cui lo spirito è di casa. Essi non sono lontani e separati, uno è immerso dentro l'altro, ma sono di natura diversa, e l'essere bidimensionale non ha i mezzi per provare l'esistenza dell'altra ulteriore dimensione, a meno che quest'ultima non dia ogni tanto segni della sua esistenza!

Nessuno dei due ambiti, quello scientifico e quello teologico possono perciò dettare l'agenda o sopraffare l'altro, e questo perché si occupano di campi differenti, ma diverso è il discorso da fare quando si vogliono affrontare i supposti interventi del soprannaturale nell'ambito naturale e verso cui i credenti, scienziati o no, non hanno preclusioni, ma che gli atei di solito non accettano a priori, supponendo l'inganno e rifiutandosi perciò categoricamente anche di prenderli in considerazione, mostrando così un pregiudizio che mal si ad dice ad uno che voglia scoprire la verità.

Esempi di tali irruzioni nel corso della storia umana se ne potrebbero portare parecchi, mi limito a citarne alcuni straordinari: i miracoli di cui parla la Bibbia, quelli riportati nei Vangeli, i prodigi compiuti dai Santi, le esperienze mistiche, anche quelle con visioni di scene del passato o del futuro, come quelle sperimentate da Maria Valtorta o Caterina Emmerich, i miracoli eucaristici, le guarigioni miracolose, i digiuni totali prolungati anche per anni senza perdita di peso, tipo quello sperimentato da Teresa Newman, il mistero ancora irrisolto della formazione della immagine impressa nella Sindone, il miracolo del Sole a Fatima, visto da 70 mila persone, e perché no anche le esperienze di pre-morte. Ma io ci metterei anche quelli ordinari: le considerazioni personali di ognuno sulla bellezza e l'armonia del creato, la constatazione dell'ordine insito nelle leggi naturali, le chiamate e le vocazioni interiori, l'esperienza della presenza divina che spesso il credente avverte nel proprio cuore!

Su tutti questi fenomeni, soprattutto quelli straordinari, lo scienziato senza paraocchi ha il diritto e il dovere di indagare, quanto meno per escludere che possa trattarsi di inganni in buona o cattiva fede e poi cercare possibilmente di fornire senza pregiudizi ideologici e nei limiti del suo campo di indagine una spiegazione. Sulla maggior parte di questi casi la realtà di quanto accaduto è innegabile, anche perché o verificabile analizzando l'oggetto, tipo l'Eucaristia trasformata in carne o ad esempio la Sindone, che sono a disposizione anche per verifiche sperimentali, o perchè se è un accadimento straordinario e irripetibile, esso è spesso testimoniato da  persone degne di fede. Il disaccordo nasce quando si debbano stabilire le cause: naturali per alcuni, trascendenti per altri. Il problema è che in certi casi queste cause naturali o sono ignote o sembrano aver dovuto agire in circostanze che mal si accorderebbero con altre leggi fisiche, ad esempio con il principio conservazione dell'energia o quello dell'aumento dell'entropia, oppure che si siano dovute coalizzare in maniera talmente  coordinata che è difficile ipotizzare che ciò sia avvenuto per caso. Il credente invece può accettare senza problemi tali fenomeni considerandoli una conferma e un rafforzamento della sua fede, perché può attribuirli ad una irruzione unica del soprannaturale nell'ambito naturale che la scienza non può spiegare in maniera completa  in quanto non ha gli strumenti per indagare ciò che per sua natura esula il suo campo di indagine (e infatti alle volte chiosa il tutto come mistero).

Per finire, un ultimo esempio pertinente con questo discorso è quello del Big Bang, da cui sarebbe nato il tutto e da cui ha preso spunto l'astrofisico Benvenuti nell'assegnarne la paternità della scoperta al sacerdote cattolico Lamaitre. Quasi tutti sono concordi nell'affermare che l'Universo sarebbe nato dal nulla con questa esplosione iniziale, solo che, gli scienziati tipo Krauss ritengono che non ci sia stata causa iniziale e che dal nulla possa essere nato col caso il tutto, con ciò entrando però in contraddizione perché hanno dovuto presupporre per questo nulla delle proprietà quantomeccaniche che ab initio non lo facevano essere nulla ma già qualcosa, mentre i credenti possono serenamente affermare che l'Amor che move il Sole e le altre stelle (per dirla con Dante) potendo portare all'esistenza qualcosa anche dal niente abbia con ciò dato il via alla nascita dell'Universo e che questo venir fuori dal nulla, così come evidenziato dall'ipotesi del Big Bang e descritto in maniera umanamente comprensibile nella Genesi, sia un serio indizio della Sua esistenza.

8 commenti:

  1. Salve a tutti.
    Io mi sono reso conto, grazie ai Santi Padri e a qualche autore più o meno contemporaneo, e da appassionato di scienza e teologia, che Scienza e Religione, lungi dall'andare in disaccordo, convergono spesso, forse sempre. Ma per rendersene conto, bisogna leggere e studiare.
    È un luogo comune che siano divergenti di chi parla senza conoscere, di chi lo fa solo per mettere in moto i polmoni, del mondo apostata là fuori, e io sono orgoglioso di non farne parte. Anche da queste cose si comprende chi fa parte dei Suoi eletti e chi dell'altro lato della barricata. Se si legge e studia davvero si constata che Fede e Scienza sono un tutt'uno.
    Prendiamo come esempio il modello del Big Bang. Esso prevede che lo spazio e il tempo stesso hanno avuto inizio. Già S. Agostino aveva compreso, su base esclusivamente teologica e senza telescopi, che Dio ha creato l'universo COL tempo, in perfetto accordo con la teoria del Big Bang, o con qualsiasi modello cosmologico che prevede una nascita ed evoluzione del cosmo col tempo.
    S. Agostino, inoltre, sostiene che Dio creò simultaneamente tutte le cose sulla base di Siracide 18, 1 secondo Vulgata. Sappiamo che poco dopo il Big Bang si formarono TUTTI gli elementi alla base dell'universo, e quali sono questi elementi se non proprio Elio e Idrogeno? Con la nucleosintesi primordiale, si sono virtualmente formate tutte le sostanze del cosmo.
    Agostino poi sostiene che l'acqua e la terra dei versetti 1 e 2 del primo capitolo della Bibbia non sono la terra e l'acqua del senso comune, ma la materia informe. Agostino aveva capito che l'acqua è alla base di tutto l'universo, o come elemento acqua vero e proprio nei suoi tre stati, o come materia contenente idrogeno. Per questo Dio ha ispirato l'autore sacro a parlare di materia informe denominandola acqua, che è un termine comprensivo per l'uomo di ogni tempo. Certo, c'è un linguaggio umano di fondo, ma anche la verità scientifica proveniente da Dio, che si serve di termini comprensivi per chiunque, ma anche precisi e significativi ad un tempo. Sempre Agostino sostiene che la suddetta materia informe poteva esistere anche in forma NEBULARE. La teoria più accreditata per la formazione dei sistemi planetari e delle galassie stesse è quella per cui proprio una nebulosa di gas (idrogeno soprattutto) inizia a ruotare e condensarsi.
    Un solo Dottore della Chiesa, seppure il più autorevole, ha assemblato in sé (ed anticipato a soli 300 anni dopo Cristo) il genio di Einstein, Hubble, Laplace, solo per citare qualcuno. Ditemi ora dove sono le divergenza tra Religione e Fede.
    Segue.......

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  2. Aggiungo che un credente vero non può credere al modello di Universo ciclico soggetto ad infinite distruzioni e rinascite che, ancora una volta il buon Agostino, smentiva in modo categorico nella Città di Dio.
    Se S. Agostino fosse nato oggi, smentirebbe anche la teoria del Multiverso. Direbbe, da buon teologo, che gli universi paralleli esistono solo nella mente di Dio, che conosce infinite cose e può produrre infinite cose per la Sua Sapienza e Potenza infinite. Va bene fantasticare, che il cosmo è misterioso e insondabile, ma c'è un limite a tutto. E queste teorie nascono dalla troppa curiosità e, guarda caso, da menti lontane da Dio. Non so se noi conosceremo mai questi universi paralleli vedendo Dio nella patria celeste, e in Lui tutte le cose. Di certo non vedremo tutto ciò che Dio può fare nella sua Infinità, altrimenti avremo una visione comprensiva dell'essenza divina, che non è possibile alla creatura. Anzi, non vedremo nemmeno tutto l'universo attuale, giacché il Siracide afferma che neppure i santi (angeli) sono in grado di narrare tutte le meraviglie che il Signore ha creato perché l'universo sia saldo, Sir. 42, 15. Di certo però i beati conosceranno l'universo alla perfezione secondo il grado di gloria conseguito e non potranno desiderare di meglio. E potranno agire sulla materia a piacimento, giacché vedendo l'essenza divina parteciperanno nei limiti creaturali alla Sua potenza. Buchi neri, stelle di neutroni, lampi gamma e supernove, viaggi intergalattici, saranno il parco giochi dei beati.
    Alla fine dei tempi non si sa se l'universo attuale sparirà del tutto per far posto ai nuovi cieli e terra o se essi saranno lo stesso universo attuale ma rinnovato. Il vescovo di Ippona sostiene la seconda tesi. Lui dice che passerà la conformazione di questo mondo, vale a dire l'apparenza, non la sostanza, sulla base di S. Paolo Apostolo. In tal caso, Dio trasformerà la materia apparente per la gloria dei beati risorti, ma non opererà sulla sua sostanza, quindi dopo il giudizio universale perdureranno gli attuali elementi, perfezionati, non sostituiti dunque.
    Sull'esistenza di vita extraterrestre, argomento molto caro al blog, non mi esprimo. Posso solo dire con certezza che, se anche esistessero alieni intelligenti, noi saremmo superiori in dignità ed onore anche ad essi come lo siamo nei confronti degli animali sulla Terra. Ricordate: solo l'uomo è ad immagine e somiglianza di Dio, fatto poco meno degli angeli con tutto posto ai suoi piedi (Salmo 8) ed in quanto tale signore di tutto l'universo, partecipe della signoria dell'Altissimo su tutto. Se poi pensiamo che una delle tre persone di Dio si è fatta Uomo, per fare l'uomo Dio, secondo qualche autore cristiano, quanto è vera e profonda questa verità. È mia convinzione che se esistessero alieni intelligenti rimasti fedeli a Dio senza ribellarsi, conoscono l'esistenza dell'uomo, il suo primato anche su di essi, e potrebbero perfino amarci e forse difenderci come fanno gli angeli veri e propri.
    Per finire, auguro a tutti di conseguire quella gloria eterna ed infinita.
    Alessandro

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    1. Caro Alessandro, hai fatto la sintesi del libro "al di là dello spazio e del tempo" citato nel blog QUI https://mi-chael.blogspot.com/2018/03/luniverso-e-il-tempo-la-concezione.html#more .
      Concordo 100% con te e Agostino. Grazie per i richiami biblici. Avanti così

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    2. ... molto più che gli angeli (diakonia angelica) che citi sal. 8.

      Gli uomini (in quanto figli di Dio) sono di casa reale :

      Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?» (Giovanni 10,31)

      Sal 82 : Io ho detto: "Voi siete dèi,siete tutti figli dell'Altissimo".

      con tutte le prerogative sul creato di un dio in piccolo ...

      Re e Sacerdoti, intendendo per sacerdote colui che fa da tramite fra le creature e la Divinità. Grazie Makael e Alessandro per i vostri contributi

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    3. Caro anonimo, sono Alessandro. Sono onorato che i nostri contributi siano graditi, una spinta in più a continuare, una prova che è la strada giusta. Grazie a te
      Alessandro

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  3. Io ci andrei piano col Big Bang. Mi sembra una semplificazione, di quelle trovate intelligenti che sembrano risolutive e non lo sono.Fede e scienza sono cose diverse.
    Occupano dominii differenti e la scienza vi è subordinata. La scienza va a tentoni, la fede diviene possesso progressivo della verità e per i beati pienezza interiore,
    Lo stesso Big Bang è assurto ad atto di fede, di fede nel senso di credulità.
    Provai, l'altro giorno non riuscendovi, a segnalare in questi commenti, un libricino "Simbolismo e Realtà" di Jean Borella filosofo. Si chiedeva razionalmente, cioè criticamente, a proposito dell'Assunzione di Maria in cielo in corpo ed anima come la cosa fosse possibile Qualche risposta l'ha data
    muovendosi in un dominio che affina la fede e lascia la scienza al posto suo.

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  4. Questo discorso rimane però un mero esercizio letterario se si legge la bibbia alla lettera senza alcun filtro teologico che porta ad una lettura allegorica per giustificare i suoi assunti.

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  5. secondo me la scienza degli ultimi 90 si basa molto su TEORIE e poco sulla "vera" scienza, esperimentabile, dimostrabile e dimostrata, in sintesi su "favole", per esempio i terrapiattisti dimostrano ha 260 km di vedere esperimentalmente quello che la scenza TEORICA dice non si dovrebbe vedere, chi ha orecchi per intendere intenda.

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