8 febbraio 2020

la Festa di sant'Agata

Anche per soddisfare un desiderio che covavo da tempo, questo febbraio mi sono recato a Catania per partecipare alle diverse fasi della festa di Sant’Agata, che per svariati motivi non avevo mai potuto seguire in maniera completa quando abitavo in quella città. 

Erano quasi quarant’anni che non la vedevo e devo dire che per quello che ricordo tutto si è svolto come sempre, con festeggiamenti immutati nel tempo: la sfilata delle candelore, la processione dell’offerta delle candele, la Messa dell’aurora con la prima uscita dell’effige e le reliquie della Santa, i ‘devoti’ con il tipico sacco bianco e il basco di velluto nero, che tirano il fercolo e gridano con convinzione e partecipazione alle volte fino a perdere la voce “cittadini, siamo tutti devoti di Sant'Agata, tutti: sì, sì, viva sant’ Agata, viva sant' Agata!”, i fuochi di artificio del 3 febbraio, l’uscita solenne del 5 con la processione in via Etnea, la salita dei Cappuccini e per ultimo la corsa nella ripida via San Giuliano la mattina del 6 febbraio, con il successivo canto delle benedettine in via Crociferi, e il rientro in Cattedrale. Una festa veramente imponente che coinvolge tutta la città per circa 5 giorni.

Ogni vero catanese porta nel sangue la devozione verso questa Santa martire concittadina.
Ci sono alcuni che guardano con sospetto il comportamento di molti ‘devoti’, che durante la festa portano il tipico sacco e tirano la corda che traina il fercolo contenente il busto e il reliquario della santa, partecipando instancabilmente alla processione. Dicono infatti che per molti di essi è solo tradizione e folclore e che magari “passata la festa, gabbano il santo”. Io non sarei così drastico, non credo si possa spiegare il tutto come un rito collettivo privo di convinzioni profonde e operative. Fa impressione il colpo d’occhio alla vista di un così grande numero di persone, soprattutto giovani, che manifestano in quei giorni il loro amore per la Santa. C’è sicuramente qualcosa che ha a che fare con la Fede, non si potrebbe spiegare altrimenti. Magari in alcuni casi una fede che si risveglia solo in tale occasione e che resta sopita nel corso dell’anno, ma sempre di qualcosa che ha a che fare con il soprannaturale si tratta. E in questi tempi di vilipendio della religione e di pervadente consumismo, epoca in cui non si crede più a nulla, non è poco.

Fra l’altro in questo periodo in cui si parla tanto di femminicidi e violenze sessuali, l’esempio di sant’Agata è importante: ella ha preferito i tormenti e il supplizio anziché il ripudio della propria fedeltà ai propri valori e a Cristo. Questa santa impressiona anche per via dei tormenti e delle ferite che ha dovuto subire, perché è stata colpita soprattutto nelle parti del corpo che caratterizzano la femminilità e la maternità: le mammelle, che le sono state strappate. Forse fa anche la sua parte la difesa per la verginità, che per i siciliani è sempre stata molto profonda e sentita, tanto che ‘i Vespri siciliani’ scoppiarono perché un soldato francese aveva insidiato una giovane siciliana.
A mio avviso i catanesi perciò mostrandosi così innamorati di questa santa indicano anche il loro apprezzamento per la fedeltà e la purezza, valori che  nei nostri tempi non sono ormai molto di moda. E sicuramente di queste virtù, difese dalla Santa fino al martirio, oltre che del desiderio di spiritualità e di trascendenza i cuori degli innumerevoli devoti hanno incosciamente profonda ammirazione e nostalgia.

2 commenti:

  1. Salve Salvatore, con un pò di rammarico mi trovo a dissentire su tutta la linea.
    Lei scrive: 'Dicono infatti che per molti di essi è solo tradizione e folclore e che magari “passata la festa, gabbano il santo”. Io non sarei così drastico, non credo si possa spiegare il tutto come un rito collettivo privo di convinzioni profonde e operative.'
    Spiacente deluderla, ma è proprio così, “passata la festa, gabbano il santo”, e io sono siciliano e messinese in particolare, e so quel che vedo e dico. Noi a Messina abbiamo forse la festività religiosa più appariscente in Italia: la Vara del 15 Agosto, un tempo era alta 50 m e ci mettevano persone vere, adesso solo 15 m, è trascinata con corde bianche e blu lungo l'intero viale S. Martino, e poi vira verso il Duomo. A piedi scalzi e con l'asfalto bagnato e del tutto sgombro.
    Davvero bello, vero? Eppure le dico solo che i "devoti" che la tirano lo fanno perché cercano qualche grazia, ma di Dio poi se ne infischiano tutto l'anno, provengono da famiglie spesso poco raccomandabili, e spesso e volentieri bestemmiano. Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima, e quanto è vero: già solo a guardarli e a sentirli parlare c'è per alcuni da mettersi le mani in testa!
    Per me è tradizione ed apparenza, sentita vivamente e sinceramente magari dagli anziani, per poi divenire nient'altro che un modo di vivere la città in modo diverso per qualche giorno da adulti, non parliamo dei giovani, completamente persi (e io di anni ne ho 27 e mi può dare del tu tranquillamente).
    Solo apparenza esteriore, nulla di più: non bendiamoci gli occhi. E naturalmente ipocrisia.
    Del resto, come meravigliarsi se ci sono anche porporati in rosso per il martirio (sì, come no) che coprono ministri infedeli pedofili, figuriamoci chi ci sta alla porta accanto!
    Lei dice poi dice, a proposito della festa di Sant'Agata: 'i catanesi perciò mostrandosi così innamorati di questa santa indicano anche il loro apprezzamento per la fedeltà e la purezza, valori che nei nostri tempi non sono ormai molto di moda.'
    Apprezzano la fedeltà e la purezza????
    Parlando del Sud, (non oso immaginare cosa in altre parti d'Italia ed Europa) già cominciano a, mi faccia passare il termine, "zoccoleggiare" a 16 anni se non prima ancora, perdendo la verginità, spesso non con un fidanzato regolare, minigonne, abiti attillati, e si deve generalizzare, perchè la maggior parte è così.
    Lei lo sa: chi ama Dio, cerca di vivere come vuole Dio. Chi ama Dio cerca di vivere in purezza e, anche se cade, si rialza finchè non cadrà più (Se la volontà c'è e la grazia pure). Per questi, concetti come purezza e castità sono follie, totali, medioevali! Questi sono proprio a terra, lo sono sempre stati! Per queste persone bisognerebbe digiunare tutti i giorni e fare Rosari ogni giorno, e non basterebbero. Giovani generazioni perdute, dal punto di vista della fede, PERDUTE (e perdute dal punto di vista della fede, vuol dire esserlo per l'eternità)
    Di Dio sanno solo che ha creato il mondo, e basta. Dio non lo conoscono proprio.
    Alessandro

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    1. Quanto pessimismo ad una così giovane età! E’ vero, i tempi sono quelli che sono, e poi con la globalizzazione e grazie ai mass-media si sono diffusi dappertutto comportamenti e modi di vivere non certo cristiani, e il sud non fa eccezione. Però credo che in cuor loro la maggioranza delle persone apprezzino il buon comportamento, e quindi anche la purezza e la fedeltà, e ne abbiano un desiderio e un’ammirazione innata, forse anche solo inconsciamente. Non me la sentirei di giudicare male i 'devoti', che ne sappiamo quello che passa nel cuore di molti di loro quando decidono di dedicarsi anima e corpo in quei giorni alla festa della Santa? Indubbiamente ci sono alcuni che passata la festa ricominciano con il loro stile di vita discutibile, ma credo che molti di quelli che si comportano male siano comunque attratti da chi con eroismo porta avanti un stile di vita onesto. Certo per molti è comodo osservarlo negli altri e non metterlo in pratica, ma non disperiamo, magari con quegli esempi e col tempo e soprattutto con l’aiuto di Dio, impetrato anche dalle preghiere e sacrifici di chi crede, tanti prima o poi possono migliorare e alla fine decidere, magari ad una età più matura, di cambiar vita.

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