15 aprile 2024

Indizi di Intelligent Design - La sbalorditiva complessità strutturale e organizzativa della cellula vivente

 

Considerata la cellula vivente come un piccolo organismo, si può notare che è come se ognuno dei suoi numerosi componenti sappia benissimo cosa fare e come farlo, cooperando fra l’altro in sincronia con gli organuli vicini. Ma a questo punto allora c’è da chiedersi: 'chi' o ‘cosa’ dice ad ogni organulo come comportarsi? In che modo esso ‘comunica’ con le altre parti della cellula? 

 

Una risposta che è stata data è che lo fa tramite mediatori chimici. Sarà pure, ma nasce un problema: ogni eventuale mediatore infatti contiene un’informazione costituita da un codice che deve essere interpretato e 'chi' o ‘cosa’ ha insegnato alle diverse componenti, a quelle che generano l’informazione e a quelle che la ricevono, a tradurre, e quindi a interpretare, questo codice? Insomma, oltre a queste domande che sembrano essere senza risposta, considerato che il comportamento di tutte le singole parti è collaborativo salta agli occhi la complessità irriducibile del tutto. Per questo concordo con Paul Davies: è come se esistessero delle metaleggi e delle metastrutture, che ancora non sono state scoperte e che operano solo ad un certo livello di complessità; esse regolano il funzionamento del tutto per rendere coerente e tendente ad uno scopo il comportamento di ogni singolo componente. Il problema è che queste superleggi, ammesso che esistano, nessuno le ha finora cercate o tanto meno trovate, anche perché il solo fare l'ipotesi della loro esistenza sarebbe quasi come mettere in dubbio l'assioma naturalista che non ammette il finalismo, sostenendo come uniche cause nella formazione di tali strutture, pur così complesse e raffinate, solo il caso e la selezione naturale.

Ho trovato un brano molto significativo in cui si descrive cosa vedremmo se ingrandissimo una cellula un miliardo di volte: “ Supponiamo di ingrandire una cellula di un miliardo di volte, per farle raggiungere un diametro di venti chilometri, e farla assomigliare a una gigantesca astronave, grande abbastanza da coprire con la sua ombra una città come Londra o New York. A quel punto scopriremmo un oggetto di una complessità e di una finalità adattiva senza paragoni. Sulla superficie della cellula vedremmo milioni di aperture, come degli oblò di un immenso vascello spaziale, che si aprono e si chiudono per consentire un flusso continuo di materiale in entrata e in uscita. Entrando da una di queste aperture, si scoprirebbe un mondo di sconcertante complessità, governato da una tecnologia estremamente avanzata. Si vedrebbe una rete infinita di corridoi e condotti che si diramano in turtte le direzioni dal perimetro della cellula, alcuni dei quali conducono al banco di memoria centrale del nucleo, altri a unità di elaborazione e linee di assemblaggio. Il nucleo stesso sarebbe una vasta camera sferica di oltre un chilometro di diametro, simile ad una cupola geodetica; all’interno di noterebbero chilometri di catene contorte di molecole di DNA perfettamente impilate in file ordinate. Lungo i condotti, un’ampia varietà di materie prime e prodotti fluirebbe in perfetto ordine da e verso le varie catene di montaggio nelle zone esterne della cellula. Si resterebbe meravigliati nel constatare il livello di controllo implicito nel movimento perfettamente armonioso di così tanti oggetti attraverso tanti infiniti corridoi. In ogni dove si noterebbe la presenza di ogni sorta di macchine simili ai nostri robot. Si vedrebbe che i più semplici componenti funzionali della cellula, le molecole proteiche, sono macchinari molecolari sorprendentemente complessi, ciascuno composto da qualcosa come temila atomi disposti in una configurazione spaziale altamente organizzata. Osservare l’attività precisa di queste strane macchine molecolari susciterebbe ancora di più la nostra meraviglia, soprattutto se ci rendiamo conto che la progettazione di una macchina del genere – cioè di una proteina funzionale isolata – è completamente al di là delle nostre attuali capacità e probabilmente non sarà realizzata prima dell’inizio del prossimo secolo. Eppure, la vita della cellula dipende dall’attività coerente di almeno diverse decine , e più probabilmente di diverse centinaia di migliaia, di diverse molecole proteiche. Si scoprirebbe che quasi ogni caratteristica delle nostre macchine più sofisticate trova il suo analogo nella cellula: linguaggi artificiali e sistemi di decodifica, database per l’archiviazione e il recupero delle informazioni, complessi sistemi di controllo che dirigono l’assemblaggio automatizzato di parti e componenti, dispositivi di sicurezza e correzione utilizzati per il controllo della qualità, processi di assemblaggio basati sui principi della fabbricazione e della costruzione modulare. In effetti il senso del ‘déjà vu ‘ sarebbe così profondo, l’analogia così persuasiva, che non potremmo che utilizzare una terminologia presa in prestito dalla tecnologia della fine del XX secolo per descrivere questa affascinante realtà molecolare. Saremmo gli spettatori attoniti di un oggetto simile a un’enorme fabbrica automatizzata, una fabbrica più grande di una città e capace di svolgere tante funzioni quante sono l’insieme delle attività industriali dell’uomo sulla Terra. Si tratterebbe, tuttavia, di una fabbrica con una capacità mai vista prima, poiché sarebbe in grado di duplicare la sua intera struttura in poche ore. Assistere ad un’operazione del genere ingrandita un miliardo di volte sarebbe uno spettacolo grandioso!” (1).

Esistono su YouTube delle animazioni spettacolari sul funzionamento e il lavoro svolto da alcuni ‘robot’ presenti nella cellula.  Guardate ad esempio questa animazione (2), o quest'altra (3), sono semplicemente sbalorditive e poi fatemi sapere se anche voi pensate che il tutto si sia costruito da solo, senza un progetto e senza una finalità...

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 Note e Crediti

(1) M. Denton – L’evolution, una teorie en crise - Parigi: Londreys 1988 pag. 338-339 citato da Dominique Tassot - L'Evoluzione in 100 domande e risposte - Ediz. Piane 2023 a  pag. 44.

(2) QuivVedi ad esempio la struttura della cellula  https://www.youtube.com/watch?v=7Hk9jct2ozY&ab_channel=WEHImovies

(3) Qui vedi gli organuli della cellula e il loro funzionamento  https://www.youtube.com/watch?v=2YCgro6BV8U&list=RDCMUCdBrXvlJn60zgpIQcZ0Fe7w&index=11&ab_channel=WEHImovies

1 commento:

  1. lo diceva il conte sant german..
    questa mega struttura che hai
    così ben descritto è invisibile
    all'occhio.. altro che nanotec..
    questo articolo può stimolare
    i scettici e gli atei materialisti
    a porsi le domande giuste..
    ma come è evidente l'homo
    insipient crede in ciò che vede
    e anche chi mostra un minimo
    di curiosità alla fine sarà anch'esso schiacciato dalla forza di gravità..
    poiché la vita è un film che si vedrà.
    se il corpo ha una tale architettura codici e funzionalità altrettanto varrà per lo spirito intelligente
    che lo abita e lo anima.. saluti

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