26 febbraio 2011

Torture cinesi?

Sempre più spesso si leggono notizie di genitori che denunciano presidi o insegnanti per abuso di mezzi di correzione verso i loro figli.

Certo forse un tempo si esagerava con le punizioni,  ma  da molti anni ormai si esagera nel senso opposto!
Guai infatti a dare un salutare scappellotto ad un alunno  insolente o svogliato: si finisce in tribunale!
Manca ormai solo che gli alunni e insegnanti vadano a scuola accompagnati dai rispettivi avvocati…



Questo fa capire come ormai i genitori non sappiano educare veramente i loro figli, infatti spesso danno una educazione all’acqua di rose, troppo permissiva, e quando i pargoli  si comportano male, invece di appoggiare gli insegnanti che danno loro delle punizioni (non dico corporali, ma anche semplicemente una 'nota' o un brutto voto...) li attaccano.

Ma quello che è triste è che vi sono anche alcuni tra gli stessi  insegnanti, quelli che io chiamo i ‘buonisti’ , che  proteggono gli alunni sempre e comunque, anche quelli che non vogliono studiare e danno così più o meno direttamente man forte a questi genitori ( come al solito in ogni gruppo umano i peggiori nemici sono quelli che stanno all'interno del gruppo).
L'atteggiamento dannoso di questi docenti deriva sempre da due fattori: da una convinzione di superiorità mista a  pessima stima nei confronti dei restanti colleghi, e da un loro malinteso 'rousseano', cioè dal credere che è la società (cattiva) che  porta a sbagliare o a non avere successo,  disconoscendo così la responsabilità individuale di ognuno (1).

E come se non bastasse ci si mettono pure i mass media che  nel raccontare i fatti spessissimo ingigantiscono o falsano la realtà per cui magari un semplice schiaffo diventa una raffinata tortura cinese inflitta dal sadico educatore alla malcapitata vittima studentesca. (2)

Una società come la nostra che ha portato all’estremo la filosofia dei diritti individuali, i diritti anche di quelli che sbagliano o volontariamente si comportano da fannullonni,  è a mio avviso destinata al declino e al disfacimento. Infatti chi pensa così ormai ai doveri? Sembra che tutti abbiano solo diritti: si dice infatti ad esempio ‘diritto allo studio’ ma un diffuso malinteso fa credere che esso si debba intendere come ‘diritto alla promozione’! (3)
E via così per tutta una serie di molti altri ‘diritti’, alcuni sì  giusti come il ‘diritto ad un lavoro’ (4) o il ‘diritto alla salute’ altri molto, ma molto meno come il ‘diritto all’aborto’(5) o ‘all’eutanasia’ (6).

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(1) Nel Cristianesimo ognuno è responsabile dei propri errori, e quando arriveremo nell’Aldilà e dovremo sottostare al giudizio particolare, ben si manifesteranno queste nostre responsabilità, senza falsi orpelli difensivi.  Certo il giudizio divino terrà conto anche delle circostanze attenuanti indipendenti dalla nostra volontà che ci hanno come ‘inclinato’ a commettere il male, ma in definitiva la scelta finale sarà sempre stata la nostra e visto che tutto sarà chiaro non potremo far altro che riconoscerlo. Effettivamente c’è da tremare al pensiero, ma ci sostiene la consapevolezza che la misericordia divina è infinita!

(2) Mi sembra che sotto sotto i giornalisti agiscano così per due motivi: uno inconscio, dovuto ad insuperati conflitti con i propri insegnanti di un tempo e l’altro conscio, ma non palesato, che è quello di far passare comunque una critica contro l’autorità perché spesso il giornalista è un nostalgico di sinistra e del ’68. Ma inoltre, a ben vedere quelli che poi tirano i fili sono i poteri forti che stanno dietro e che finanziano e che alla fine hanno uno scopo unico, quello di corrompere la società a partire dalle forze giovanili per poter in definitiva regnare incontrastate o meglio avere così la scusa, dopo il crollo dell’ordine sociale, di instaurare un ‘nuovo ordine mondiale’ (insomma ve l’ho detta tutta su come la penso…)

(3)  un malinteso del genere è diffusissimo nella scuola dell’obbligoin cui ormai l’obbligo allo studio viene inteso come obbligo alla promozione: infatti sono rarissime le bocciature nella scuola media inferiore e il risultato lo si vede poi nella scuola media superiore in cui arrivano degli emeriti somari.

(4) ma spesso purtroppo inteso anche come diritto ad avere un posto fisso statale, magari dietro una scrivania e  nella propria città

(5) inteso ormai come il diritto di decidere autonomamente di sopprimere un essere umano indifeso che deve ancora nascere

(6) inteso anche questo come diritto di uccidere un essere umano che magari ha solo dei grossi problemi psicologici o che è nella fase terminale della propria vita

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