22 marzo 2011

Gli Angeli (2^ parte): l'Angelo custode

Uno dei primi ricordi della mia infanzia è legato ad un quadro appeso nella stanzetta di entrata del convento delle suore in cui c’era il mio asilo: è quello riportato in figura. In esso appare un Angelo, l’angelo custode, che protegge dai pericoli due bambini che attraversano un ponticello. Quando entravo all’asilo non potevo fare a meno di guardarlo: mi faceva molta impressione l’altezza e la bellezza di quest’essere invisibile, con sì grandi ali che, come ci veniva detto dalle suore, abbiamo sempre accanto e che ci accompagna dal momento della nascita fino a quello della morte.

Un compagno potentissimo, purissimo,  intelligentissimo e soprattutto buonissimo, che ci è donato da Dio per proteggerci dai pericoli della vita...







Che abbiamo un angelo custode accanto è una verità di fede cristiana basata sulle Scritture. Infatti ad esempio è detto (nel Salmo 90) “Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra”. Oppure nel Libro di Tobia, è presente l’ Angelo che accompagna Tobia e lo aiuta anche a guarire dalla cecità.  E anche nel Vangelo (in Matteo 18,10), in cui si legge “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”. E non ultimo anche nell’affermazione di San Basilio Magno, Dottore della Chiesa (in Adversus Eunomium, 3, 1): “Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore per condurlo alla vita”.
E lo stesso nuovo catechismo della Chiesa Cattolica ribadisce il dogma della sua esistenza (nell'articolo 336).

Se credessimo di più nel nostro angelo custode e lo pregassimo più spesso, allora potremmo avvertirne più facilmente la presenza. Infatti egli è desiderosissimo di aiutarci per proteggersi dai pericoli materiali e spirituali, ma lo può fare solo se crediamo in lui e in qualche modo pregandolo gli diamo il permesso di intervenire. Infatti a causa del nostro libero arbitrio l’Angelo non può ordinariamente fare nulla se noi non lo vogliamo. E’ una legge divina: può intervenire solo se invocato, e ciò perché la nostra libertà è sacra e lui non può che avere il massimo rispetto di essa!

Ecco perché San Basilio parla di ' un angelo per ogni fedele' e non per ogni uomo: perché gli atei o quelli che non ci credono è come se l’angelo non lo avessero, perché egli ha le mani completamente legate!
Però  l’angelo non può comunque ‘esagerare’ nel suo intervento anche se lo preghiamo, può infatti intervernire in maniera eccezionale solo in casi di pericolo estremo e sempre con il permesso divino. E questo ancora a causa del libero arbitrio, che è il dono più grande che Dio ci abbia fatto dopo quello dell’esistenza, cioè quello della libertà (che può spingerci purtroppo anche a rifiutarlo e a non credere il Lui, con conseguenze tragiche per la nostra vita eterna futura). E  anche per responsabilizzarci, in modo che non possiamo approfittarne come se avessimo a disposizione un ‘genietto’ tuttofare pronto a servirci e a toglierci dai pericoli cercati deliberatamente.

Ordinariamente l’Angelo ci consiglia sulle nostre scelte, indirizzandoci se lo ascoltiamo sempre verso il Bene. E’ quello che i laici dicono essere la ‘voce della coscienza’. E’ chiaro che una persona volta verso le cose di lassù, quelle cose spirituali, può avvertire più facilmente questa ‘voce’, mentre una persona materialista, che non ci crede, è molto difficile che possa farlo.

Ci sono innumerevoli esempi nella storia della mistica e dei santi in cui si parla di contatti espliciti con l’Angelo custode. Una delle mistiche più recenti è stata Natuzza Evolo, di cui ho parlato in un altro post, che vedeva l’Angelo di quelli che andavano a trovarla e veniva aiutata da questo nel capire il tipo di malattia che la persona aveva. Fra l’altro, a quanto pare, in base alla posizione accupata dall’angelo, se a destra o a sinistra della persona, sapeva dire se il suo visitatore era un sacerdote oppure no.
Ma anche nel passato sono stati numerose le testimonianze di mistici. Ad esempio di santa Francesca Romana (Roma, 1384 – 1440) che per tutta la vita vide accanto a sé il suo angelo custode ed ebbe da lui consolazione e aiuto, oppure di santi  come Tommaso D’Aquino,  Francesco di Sales,  Francesco d’Assisi,  Gelma Galgani, e dello stesso Padre Pio, il quale mandava il suo angelo custode alle persone lontane che avevano bisogno del suo aiuto o del suo consiglio.

Anch’io nel mio piccolo, pur non essendo né un mistico né un santo ma una persona ‘normale’, nel corso della vita ho avuto modo di sperimentare i consigli, l’aiuto e la consolazione del mio Angelo custode! Potrei portare alcuni esempi ma  mi astengo dal farlo, anche perché dovrei trattare di cose mie private,  di cui per ora non voglio parlare.

Com’è consolante nelle traversie e difficoltà della vita sapere che ognuno di noi ha vicino un compagno purissimo, intelligentissimo e buonissimo, che ci ama più ardentemente  di chiunque altro, e che è desiderosissimo di proteggerci e aiutarci!
Quale giubilo quando  potremo  conoscere il nostro angelo,  al nostro arrivo in Cielo (dove speriamo di approdare dopo questa vita): egli, che è stato il nostro compagno invisibile in questa terra e che ci conosce quindi intimamente più di chiunque altro e solo un po' meno di Dio, gioirà in maniera sublime con noi per la nostra conquista della corona di gloria celeste, conoscerà con noi il nostro 'Nome Nuovo' (cfr Ap 2, 17), lui ci rivelerà il suo e sarà il nostro compagno fedele per l'eterno gaudio celeste!

Io prego sempre il mio angelo custode, e spero che lo facciate anche voi, con questa semplice e splendida preghiera che ci hanno insegnato da piccoli:

Angelo di Dio,
che sei il mio custode,
illumina, custodisci, reggi e governa me
che ti fui affidato dalla Pietà celeste,
così sia.


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3 commenti:

  1. molto bello a proposito il libro "Il protettore invisibile" di Amadeus Voldben, mi ha aiutato in un periodo molto delicato.

    Massimo

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  2. Avevo da tempo dolori allo stomaco e sospettando un’ulcera mi sono prenotata per la gastroscopia.
    Chi l’aveva già fatta me l’ha descritta come un esame non troppo piacevole che dipende anche dall’abilità di chi esegue l’esame e dal nervosismo (ansia) del soggetto che si sottopone a farlo … quel mattino scendendo le scale del mio ufficio per recarmi all’ospedale mi sono rivolta con il pensiero al mio angelo custode pregandolo di assistermi durante l’esame e che non si rilevassero problemi gravi… appena uscita mi venne incontro una nomade che aveva in mano dei cartoncini e me ne offrì uno; era quell’immagine di angelo bellissimo che protegge i due bambini sul ponticello malandato mentre si sta per scatenare la bufera. Subito ho capito che era una risposta del mio angelo custode che era con me e mi avrebbe protetto. (è andato tutto bene)
    Ci sono opere d’arte di grande valore eseguite da artisti rinomati ma cosa c’è di più prezioso di una immaginetta che assume un significato preciso di risposta dal cielo alla richiesta di aiuto?.

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  3. secondo me, riguardo al libero arbitrio: "Non si muove foglia che Dio non voglia"... per questo esiste un disegno divino ed un Destino, il nostro libero arbitrio è sostanzialmente illusorio, la nostra volontà è sempre subordinata a qualcosa di più grande, che ci piaccia o meno. Riconoscere questo non significa de-responsabilizzarsi, ma riconoscere la nostra piccolezza, che è immersa nella vastità di Dio. Si dice anche che Dio viene incontro all'uomo quando Egli Dio vuole, e NON quando vuole l'uomo. L'uomo diventa devoto, credente, orante, amante di Dio non quando il suo piccolo io decide che sia il momento giusto o sia giusto farlo, ma quando un disegno superiore glielo accorda. Anche questa consapevolezza è umiltà, umiliarsi per vedersi realisticamente, riconoscendo la limitatezza della nostra volontà relativa, immersa nell'illimitatezza di Dio. In fondo, forse l'abbandono in Dio è un po' la definitiva consapevolezza di questo. "Sia fatta non la mia, ma la tua volontà".

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