26 febbraio 2010

I giovani sono buoni? (- 2^ parte)

Ogni  anno che passa noto il crescere del disimpegno degli studenti, l'impoverimento della passione  per la conoscenza e per lo studio.
Non parliamo poi del ragionare: semplicemente si rifiutano di farlo, troppo faticoso, meglio ripetere a memoria quello che è stato ‘imparato’, senza nessun tentativo di capirne  il significato.
E non mi si dica che dipende dal professore, da come egli  spiega e presenta gli argomenti: quasi tutti gli insegnanti   sono infatti più o meno dello stesso parere. E allora delle due l’una: o  i professori non sanno più fare il loro mestiere ( e la vulgata progressista per anni ha cercato di fare passare questo messaggio) oppure ...


...oppure a questi giovani non interessa  più la cultura, non importa il bagaglio di conoscenze che ci hanno trasmesso le generazioni precedenti, provano una noia mortale per tutto ciò che non è direttamente legato al godimento immediato e quotidiano fatto di internet, di sport e, quando si può, di sesso.
E quando studiano, sempre più spesso non trattengono e non fanno profitto di ciò che hanno imparato, tutto gli scivola addosso come acqua su un impermeabile in una giornata di pioggia. Quello che è diventato importante è il voto, il risultato, e anche se è fasullo va bene lo stesso. E pur di rimediare un buon voto sono perciò spesso disposti anche a fare carte false.
Certo, anche un tempo si copiava, non sarei così ingenuo da sostenere il contrario, ma nel contempo ci si vergognava . Adesso è questo che fa la differenza: si passa per furbi e bravi se si riesce a far fesso il professore, e comunque nessun sentimento di colpa se il voto ottenuto non è meritato.
Anzi c’è un senso della giustizia a senso unico, se si pensa di essere stati valutati meno di quanto si meriterebbe apriti cielo: 'il professore non sa valutare' oppure ‘il professore ce l’ha con me!’.
Ricordo quella volta che un alunno mi fece una rumorosa sceneggiata nei corridoi della scuola perché gli avevo messo l’insufficienza in un tema di Fisica. Dopo un po’ scoprii che siccome era riuscito a copiare  (e male) da quello più bravo, solo per questo pretendeva di avere un voto positivo. Senza neanche chiedersi se lo aveva veramente meritato, visto che aveva copiato,  l’importante era ottenere il voto alto comunque, come se ormai fosse un suo diritto, e si riteneva come derubato per il fatto che non gli avevo messo.

E spesso i genitori, invece di chiedersi onestamente perché i figli vanno male, presi forse da senso di colpa per le loro mancanze aggrediscono i professori perché non valutano in maniera positiva e osano mettere le insufficienze. Forse vedono ogni cattivo voto dei figli come una riprovazione del loro modo di essere genitori? Infatti impegnati nel lavoro o altro, sono nella maggior parte dei casi assenti nei momenti importanti della vita dei figli. E paradossalmente molti genitori che hanno mutuato le loro idee dal ’68 e hanno creduto in questi ‘ideali’ di ribellione verso l’autorità, per nemesi storica, per ironia della sorte beffarda, hanno subito anch’essi la rivolta dei figli nei loro confronti. E molti giovani hanno imparato a ‘ricattare’ i genitori. Ormai le parti si sono invertite: negli anni passati gli 'oppressi' erano i figli, adesso lo sono i genitori. E i giovani crescono così senza vere guide e si sentono giustificati di fare quello che li aggrada. Spesso questi genitori si sono preoccupati soprattutto del  benessere materiale dei loro figli, del loro apparire sociale, cercando di comprargli tutto, dalla playstation al computer, dalla moto alla macchina, complice anche il continuo confronto con i figli degli altri, e hanno invece trascurato quasi completamente l’aspetto spirituale. Di solito trasmettono infatti un’educazione priva degli elementi religiosi, e l'unico contatto dei loro figli con la religione sembra  essere qualche corso ‘annacquato’ di catechismo in parrocchia, per poter poi fare la prima comunione o la cresima.

E neanche si può dire che questi giovani ricevano una informazione religiosa completa a scuola durante l'ora di religione: infatti alle volte scelgono  anche di non farla, e quando la fanno, durante la lezione si parla spesso di problemi sociali, del volontariato (anche se sono temi importanti, ovviamente non lo nego),  ma il problema è che raramente si presenta Dio nella sua trascendenza, non  si insiste adeguatamente sul fatto che la Carità ha valore solo se basata sull’Amore e l’Adorazione nei Suoi confronti. A me sembra che si presenti ai giovani la religione come un moto umanitario… Vero è che bisogna pensare al prossimo, e molti giovani egoisti e chiusi in se stessi sarebbe già tanto se lo facessero, ma a mio avviso bisogna anche  far capire  che a Dio, nostro Creatore, il culto e l'adorazione sono dovuti! Non sono opzionali. Nel passato si  è troppo insistito  sulle proibizioni, presentando la religione come una serie di divieti,  ma oggi si corre il pericolo di farla passare come essenzialmente costituita da una specie di moralismo umanitario  'politicamente corretto', svuotato quindi della sua forza interiore che è costituita dall’amore verso Dio e il prossimo. E il risultato è che ogni tanto i giovani si interessano dei più bisognosi solo con un po' di elemosina, come se prendessero un’aspirina per silenziare un po’ il disagio  provato nel constatare l'abisso tra il proprio benessere e l’indigenza altrui. E  tutto l'impegno inizia e finisce qui.

E inoltre, se il modo di presentarsi fisicamente è anche un segnale del mondo interiore, tutto l’aspetto dei giovani d’oggi conferma l’analisi fatta. Il modo di vestire infatti è spesso costituito da una finta trascuratezza, perché alla moda, e se possibile fatta con capi firmati. C’è da anni ormai l’abitudine scellerata che vuole che i maschi indossino pantaloni larghi di cinta, tanto da cadere e lasciare scoperto una parte del sedere da cui fanno mostra mutande firmate. Ormai molti ragazzi camminano con le gambe larghe per sostenere in qualche modo i pantaloni cadenti: hanno assunto un’andatura scimmiesca. E non parliamo poi delle ragazze, con le pance e i fianchi nudi che debordano sotto magliette cortissime…
Lo stesso sesso ha perso ormai l' aura di mistero che lo circondava nel passato: viene dato infatti per scontato e dovuto e sembra che ormai il praticarlo non si distingua più da un semplice esercizio ginnico. E credo che spesso venga fatto in maniera fugace, rapida e meccanica, con poco coinvolgimento interiore, e ottenendo così dopo solo un senso di insoddisfazione e di vuoto.
E la musica? Si salvano almeno i giovani nel fruirla e apprezzarla? Purtroppo nella maggior parte dei casi la risposta è negativa. Ma avete mai visto i ragazzi che vanno dappertutto  con le cuffie mentre ascoltano canzoni e brani rock scaricati spesso illegalmente da internet? Sembrano dei robot, completamente estraniati dall’ambiente circostante. Per non parlare poi del tipo di musica, spesso  è composta da ritmi infernali  e ossessivi,  fruita a volumi elevati. E, tanto per cambiare, i messaggi che vengono lanciati dai cantautori più famosi sono usualmente di ribellione e trasgressione, di frequente un invito verso un modo di vivere  debosciato. Anche loro purtroppo, come 'flautisti magici' impuniti, ingrossano il  folto gruppo dei 'cattivi maestri' e  'falsi profeti'  che  incoraggiano i giovani a proseguire  sulla strada che inesorabilmente porta  all'abisso della perdizione. (Fine) (vai alla Home)

17 commenti:

  1. a grandi linee concordo con quello che ha scritto. per quanto riguarda la musica io non mi ci ritrovo molto. sento una musica molto soft o rock abbastanza calmo e cosi fanno la maggior parte dei miei amici, non so quindi se faccio parte di un piccolo gruppo di persone ma spero a questo punto di no. comunque le consiglio di ascoltare Jason Mraz. il mio cantante preferito. i testi a mio parere sono fantastici. le posto una canzone con il testo che a me piace molto :http://www.youtube.com/watch?v=2Ax66aFN2PM

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  2. A causa della tua giovane età forse non hai ancora sentito parlare del fatto che sono stati scoperti messaggi subliminali in molte canzoni rock., soprattutto di tipo antireligioso e alcuni che addirittura inneggiano al suicidio, canzoni di gruppi molto noti e popolari tra i giovani. La copertina del primo album dei Beatles riportava fra i personaggi raffigurati anche la foto di Alister Crowley, il fondatore del satanismo moderno. Quando parlo di cantautori chiaramente non intendo tutti, ce ne sono di seri e validi, fra cui quello di cui mi hai fornito il Link.

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  3. Salve professore sono Gabriele Picini, il fratello di Daniele, innanzitutto come va? Tutto bene? Io tutto ok. Pensi in questo mese sto frequentando proprio il corso di fisica all'università (nella facoltà di Ingegneria per l'ambiente e il territorio). Il tema di cui parla è davvero molto interessante e ci sono cose su cui rimango spesso a riflettere anche io. Per prima cosa, cià che noto frequente con i miei coetanei, è la più totale incapacità di prendere una posizione ed esporsi nella maggior parte delle circostanze, dalla scuola al gruppo di amici. E questo dipende semplicemente dal peso della responsabilità che comporterebbe prendere una decisione. Purtroppo però si preferisce sempre più spesso non soddisfare i propri pensieri più che prendersi la responsabilità di esprimerli. E questo perché accade? Boh.. evidentemente siamo sempre più deboli...e probabilmente ciò dipende dal fatto che sempre più tardi uno rimane da SOLO ad affrontare alcune cose della propria vita. Si tende sempre ad cercare un aiuto, una scappatoia senza mai affrontare i problemi faccia faccia. E parlo dal parlare con amico, fratello, papà, mamma con cui si ha litigato per chiarire (nooo troppo difficile) al cercare di vincere alla snai invece che trovarsi un lavoro. E tutto questo, da come la sto vivendo io, pensa che dipenda sopratutto dai genitori che ti fanno crescere con una certa mentalità e ti fanno sviluppare alcune facoltà grazie a cose che fanno o non fanno. Soprattutto da loro dipende. Esempio: quando facevo la terza elementare l'estate sono andato in colonia 2 settimane...e a metà colonia sono venuti i genitori a trovarci...e nonostante i pianti e gli urli che ho fatto per voler andare via (a 10 anni avevo il terrore a stare lontano da casa tutto qui) loro mi hanno obbligato a rimanere lì mentre altri magari hanno ripreso i loro figli che "frignavano" per gli stessi motivi. Queste sono cose che ti fortificano e che purtroppo non tutti i genitori hanno la sensibilità di fare. Adesso io faccio ripetizione per camparmi mentre studio e ci sono certi ragazzini di primi che prof non può capire quanto sono viziati!! Sono viziati al tal punto che accettano quando gli dici che si comportano male!! Il bello è che quando li riprendo i genitori mi danno ragione...ma loro non sono capaci di farlo verso i propri figli però!!! Quindi appunto anche per questo, la poca sensibilità e la gran debolezza della maggior parte dei miei coetanei e di chi viene dopo, è dovuta per gran parte ai genitori. Da qui poi viene di conseguenza tutto il discorso del "malvedere" gli adulti. Se i genitore non riprendono mai i figli in maniera SERIA..noi non lo capiamo che è sbagliato...poi nel particolare della scuola, nel malvedere i professori, beh io, guardandomi un po' attorno, credo che questo dipenda molto dalle istituzioni, ora le spiego: capita sempre più spesso che ci sono professori o professoresse che in alcuni momenti manca la forza di saper trasmettere bene le cose ai ragazzi, come se manco a loro andasse di insegnare. E questo, secondo me, dipende dal fatto che il mestiere del professore di liceo (che un laureato) è sottopagato! Alcuni professori danno proprio l'impressione di avere questo atteggiamento: io mi sono fatto un gran sedere per laurearmi, faccio il professore ma nonostante il gransedere che mi sono fatto il mestiere di professore non mi paga abbastanza perciò mi sento in diritto di comportarmi come mi pare, magari un po' superficiale alle volte. ….(continua)……..

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  4. E questo vuol dire che solo chi ha veramente la passione dell'insegnare può fare il professore e non chi ha solo la laurea. Ok stabilito tutto questo sui professori e sulle istutuzione (che è solo una faccia della medaglia) c'è il problema di noi ragazzi che non ce ne frega più niente. Che detto così pare brutto, ma purtroppo è la verità. Io personalmente per fortuna ho vissuto e vivo in una famiglia che mi ha fatto capire in qualche modo l'importanza dello studio (E NON SOLO CON LE PAROLE!), ma, tornando al discorso dei genitori, nella maggior parte delle famiglie non è così. Da come l'ho vissuta pure io la scuola, io andavo a scuola sperando che finisse il più presto possibile. Sperando che sia più facile possibile e sperando che debba faticare il meno possibile. Insomma come una cosa obbligatoria da fare, che non hai voglia. Sai solo che se non vai avanti la tua vita è sbagliata ed è per questo che c'è l'attaccamento ai voti...non capiamo l'importanza della cultura, probabilmente per una sensibilità che ancora non è matura o che forse non c'è...ma perché non c'è? c'ho pensato molto....c'ho pensato molto perché ora a 21 anni mi rendo conto di quanto siano state utili le cose che ho fatto a scuola, che per fortuna le HO FATTE! Insomma io penso che dagli anni novanta, da quando siamo bambini, siamo tartassati (ovviamente grazie ai media) da icone di supereroi, calciatori di serie A, vip nullafacenti, insomma icone di persone che hanno una vita troppo semplice, e tutto ciò ti fa pensare che tutto quello per cui devi faticare (scuola e tutto il resto) sia inutile...e appunto cerchiamo di trovare il piacere immediato senza renderci conto che noi dobbiamo progettare il nostro futuro, e così il futuro lo bruciamo e basta......e purtroppo ritorno sempre al solito discorso...la cultura che ti viene data in famiglia!! Molti genitori non sono forti abbastanza da far capire certe cose ai propri figli!! E non se sa' che gente che esce fuori!! Gente che è pronta a far fortuna sulle disgrazie del prossimo...ripeto c'è poca sensibilità....e di conseguenza a scuola, non avendo voglia di imparare (altra faccia della medaglia) perché comporta uno sforzo, ce la prendiamo con il professore che magari non ci mette molto interesse ma d'altronde non è nemmeno tenuto a farlo! Purtroppo è la società attorno a noi che ci ha fatto crescere così...poi qualcuno per fortuna riesce a capire come stanno realmente le cose....ma la maggior parte no...non è tanto, come dice lei, il fatto della libertà ma piuttosto il non aver voglia di far nulla affogati dai migliardi di informazioni che piovono sulla testa...forse è anche questo...e dal non aver voglia di far nulla dipende anche il fatto che non rispettiamo gli adulti, forse perché comporta uno sforzo capire quelle che uno ci dice....certo poi è anche che molti adulti caro prof non mettono più in discussione la propria opinione perché adulti...perché anche se hai 100 anni d'esperienza in più può sempre essere che uno con 100 anni d'esperienza in meno ti dice qualcosa che non sai o di meglio rispetto a quello che pensi....io mi impegnerò in futuro per riflettere e dare sempre una chanche di giudizio su quello che dice chiunque...anche se avrò molti anni d'esperienza in più....ritornando al discorso centrale insomma non è che andiamo contro gli adulti comunque per il fatto della libertà o ste cavolate qua...almeno per quanto riguarda me e tutti i coetanei che ho conosciuto..... (continua)

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  5. E adesso viene la parte più bella.....la Religione.....premetto io sono molto credente....anche torna il solito discorso della debolezza...dell'essere deboli...non aver la forza di accettare alcune cose....e qui forse però c'entra anche il discorso della libertà sessantottina che diceva lei....in pratica, da come la vedo, accettare l'esistenza di Dio vuol dire accettare il fatto che ci sono regole da seguire...cose da accettare...cose da evitare....insomma fatica e sacrificio (come al solito)...poi dato che non si ha la prova certa che tutto ciò sia vero si ha la sensazione di essere obbligati a credere, perciò per il discorso della libertà si tende proprio ad odiare la religione! In realtà non ci si rende conto che seguire tali regole, vuol dire semplicemente seguire un'etica di comportamento che porta ad una società in cui attuando del bene al prossimo si riceve ovviamente del bene...e poi l'esistenza di Dio inizia a intravedersi (almeno secondo me) all'interno di alcune dinamiche che compaiono in questa circostanza....però vuoi per l'insensibilità di cui parlavo prima, per la famiglia, per la Chiesa che non fa nulla per migliorarsi, questo messaggio non si riesce a cogliere!! E diventano tutte cavolate......poi da credente cattolico...devo dire che se vai in Chiesa, è normale che secondo me un ragazzo se ne va via subito...porca miseria ma come fa uno di 18 anni a rimanere in Chiesa per vedere il prete che dice sempre le stesse cose, le stesse frasi....sempre bombardati da miliardi di informazione mediatiche come siamo...ci vorrebbero nuovi stimoli! e nuovi stimoli vuol dire nuove modalità di trasmissione del messaggio cattolico....ma se la Chiesa rimane sempre così rigida tuttociò è impossibile...così com'è ora è troppo poco stimolante per penetrare il guscio di informazione che noi giovani abbiamo...e così ci scivola via...come un'altra cosa inutile.....non è assolutamente che noi giovani d'oggi siamo cattivi!

    è che siamo cresciuti in cattività.... :-) saluti!

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  6. @Gabriele ha detto:
    ‘poi da credente cattolico...devo dire che se vai in Chiesa, è normale che secondo me un ragazzo se ne va via subito...porca miseria ma come fa uno di 18 anni a rimanere in Chiesa per vedere il prete che dice sempre le stesse cose, le stesse frasi....sempre bombardati da miliardi di informazione mediatiche come siamo...ci vorrebbero nuovi stimoli! e nuovi stimoli vuol dire nuove modalità di trasmissione del messaggio cattolico....ma se la Chiesa rimane sempre così rigida tutto ciò è impossibile...così com'è ora è troppo poco stimolante per penetrare il guscio di informazione che noi giovani abbiamo...e così ci scivola via...come un'altra cosa inutile’

    A proposito di quello che dici sul calo della pratica religiosa tra i giovani e non, io penso che (paradossalmente) con la riforma liturgica fatta dopo il Concilio, e cioè con l’introduzione del nuovo rito in lingua volgare, in cui il sacerdote volgendo le spalle al tabernacolo sembra un presidente di assemblea, le cose sono peggiorate. Si è perso infatti il senso del mistero e del sacro che c’era nella messa in latino in cui c'erano molti periodi di silenzio e sacerdote e fedeli erano rivolti verso il tabernacolo. La soluzione del problema è quindi il contrario di quello che sostieni: proprio per il bombardamento di troppi stimoli si è persa la capacità di stare in tranquillità adorante a pregare l’Altissimo. Quindi quello che ci vuole a mio avviso non è aumentare gli stimoli, come dici tu, ma al contrario dare la possibilità di non distrarsi per poter così riflettere e meditare,e rientrare in noi stessi, cose che nella nostra chiassosa era ormai da tempo abbiamo smesso di fare. Un consiglio mi sento perciò di dare ed è questo: cerchiamo di entrare ogni tanto in una chiesa quando non c’è nessuno, mettiamoci seduti o in ginocchio davanti al tabernacolo e riflettiamo sul mistero divino che abbiamo davanti (l’Eucaristia), parliamo con il Santissimo così come si parlerebbe ad un amico, mostriamogli affetto e gratitudine, se non altro perché ci ha donato l’esistenza, e vedremo i benefici che trarrà col tempo la nostra anima!

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  7. Questa potrebbe essere una soluzione...ma che purtroppo, da come vanno le cose, non verrà mai presa in considerazione...il motivo per cui io dicevo di aumentare gli stimoli è perché ormai, causa media e cultura avversa, non siamo più abituati a pensare e riflettere da soli!! questa è una cosa brutta..però è questo che sta accadendo...perciò dicevo che servirebbero stimoli più forti....parlare dell'Altissimo in linguaggio più giovanile non so...far capire alla stramoggiaranza di persone che Lui è nostro amico sempre...insomma cose così dette in maniera diversa da come è ora...io purtroppo non ho molto tempo da dedicare all'oratorio o al diffondere queste cose..altrimenti mi sarebbe anche piaciuto farlo.......gabriele

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  8. Gabriele, grazie per i commenti, denotano uno sforzo di ricerca della verità che è rara di questi tempi, soprattutto tra i giovani!
    Concordo con te nel dire che purtroppo sia la scuola che la famiglia, che dovrebbero essere un po' un baluardo contro il martellamento quotidiano dei mass media, appaiono come sbandate in questi tempi di confusione e non sanno essere un punto di riferimento per le giovani generazioni. Se poi ci mettiamo anche la Chiesa, con le sue lotte intestine tra quelli che vorrebbero preservare la tradizione e quelli che hanno creato il caos con la smania di modernizzare, il quadro si fa completo...
    Spero di avere ulteriori tuoi contributi su questi e altri temi proposti in futuro.
    Saluti.

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  9. a gabriele :
    ho circa 18 anni e penso che si prega meglio sui sassi che sulle sedie.

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  10. Buongiorno Professore solo adesso ho avuto il tempo e il modo per leggere uno dei suoi interventi che ci consiglia sempre...sono una sua alunna e volevo lasciare un commento proprio su questo argomento. I giovani di oggi. Non sono d accordo con quello che dice non si può fare di "tutta l'erba un fascio" non tutti i ragazzi sono così e invece di attaccarli, a mio parere, bisogna aiutarli. I ragazzi non sono menefreghisti manca solo lo stimolo, e non perchè i professori non sono in grado di spiegare ma perchè non tutti sanno attirare l'attenzione di molti ragazzi. Ai ragazzi non importa andar bene o andar male perchè se un Professore sa prenderli sanno accettare il loro voto senza lamentarsi; è anche vero che molti ne approfittano non fanno niente e vorrebbero avere tutti voti positivi ma spesso i Professori nemmeno sanno riconoscere chi è quel gruppo di ragazzi che studia sempre e magari va male per altri motivi e quelli "furbi", è questo il problema. Vi rendete conto solo del problema, c è qualcuno nella classe che fa il furbo ma non sapete distinguere chi lo fa e chi invece si preoccupa di imparare qualcosa e che vuole davvero portare a termine tutti i suoi progetti. Poi per quanto riguarda la religione, anche se non credo, mi sento in dovere di difendere i Professori di religione; io partecipo alle lezioni e quando si parla di problemi sociali non è una perdita di tempo ma una crescita culturale e sociale di ogni ragazzo e questo andrebbe fatto da parte di ogni Professore, ma solo quelli di religione magari hanno più tempo per farci parlare di problemi che ci riguardano direttamente. Magari anche lei durante le nostre ore di religione si sarebbe ricreduto. Solo un'ultima cosa: non può capire i ragazzi dal loro modo di vestirsi se vuole davvero capire i ragazzi ci parli, deve avere un rapporto con loro che va al di là delle spiegazioni di matematica e fisica. Non è perder tempo è capire i ragazzi e forse può aiutarlo, anche se è una persona adulta, a capire perchè i ragazzi si comportano così. Anonimo (ho preferito così spero accetti le mie proposte)

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  11. Nella premessa avevo già detto che ci sono delle eccezioni, che alcuni giovani non rientrano nella descrizione che ho dato. Anche tu dici che molti cercano di fare i furbi, non studiano e poi vorrebbero voti alti lo stesso ma poi dai la colpa agli insegnanti che non se ne accorgono…Però se poi noi professori tentiamo di controllare come si deve, veniamo accusati di adottare metodi inquisitori e intimidatori. Il problema è anche che negli anni in cui ha imperversato il ‘buonismo’ ci si è scagliati contro l’autorità degli insegnanti e ci sono stati tolti tanti strumenti che sarebbero serviti per controllare meglio. E d’altronde come sai è spesso molto difficile dimostrare che uno ha copiato…Ma stai tranquilla, il fatto di prendere voti non meritati è una ‘vittoria di Pirro’ perché alla fine quello che conta è quello che uno impara veramente …l’alunno può anche vincere qualche ‘battaglia’ con il professore ma stai sicura che prima o poi perderà la guerra, magari non a scuola ma fuori, nella vita, perché la storia insegna che i furbi prima o poi la pagano. Non sono molto d’accordo con te per quanto riguarda il fatto che il professore dovrebbe ‘parlare’ con i ragazzi per capirli e invece non lo farebbe. Ma che cosa credi che noi non cerchiamo di farlo per quanto ci è possibile? Il problema è che voi siete poco disposti ad un dialogo sincero e per due semplici motivi: primo perché sapete che mettiamo i voti e per questo non volete essere ‘giudicati’ dal docente (ecco perché magari siete più aperti con l’insegnante di religione, perché non mette voti) e secondo perché pensate di essere considerati come dei ‘lecchini’ dai compagni. Ecco dunque perché non vi confidate e anzi spesso impostate un ‘dialogo’ un po’ falso per poter apparire diversi da quello che in realtà siete. Nella maggior parte dei casi vi rifiutate di impostare un discorso sincero perché avete timore di essere giudicati, ma spesso anche perché non vi interessano i nostri consigli, perché credete che non possiamo capire il vostro mondo e perché ci considerate sorpassati. Non ti risulta, per esempio nel mio caso, che quando sto in classe durante la ricreazione l’aula si svuota e nessuno di voi resta magari per parlare con me? E non è significativo il fatto che hai voluto scegliere l’anonimato per esprimere le tue opinioni?

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  12. Gli chiedo scusa se solo ora ho potuto rispondergli. Comunque io gli do perfettamente ragione sul fatto che noi non parliamo con i Professori liberamente e ha anche capito i motivi e di questo sono davvero molto contenta. Però voglio dirgli una cosa io ho scelto anonimo per un motivo valido e spero lei mi possa rispondere sinceramente, se io avrei scritto il mio nome e cognome non sarebbe cambiato il suo modo di comportarsi con me o con chiunque altro vorrebbe commentare? io sono a conoscenza che tantissimi ragazzi leggono il suo blog e vorrebbero commentarlo ma molti sono frenati dal fatto che magari potrebbe cambiare il suo atteggiamento nei loro confronti. Ha ragione sul fatto che lei rimane a ricreazione e nessuno gli viene a parlare ma perchè non prova lei per primo ad aprire un discorso con noi? I professori di religioni non mettono voti verissimo ma ci danno la sicurezza, a volte, che non avranno mai pregiudizi e non saremo mai giudicati per quello che diciamo. Ho molta stima nei suoi confronti e penso sia un ottimo Professore, però penso che con un pò più di dialogo con noi potrebbe capire tante altre cose. I giovani non sono cattivi hanno tanta voglia di conoscere, crescere e apprendere ma spesso non vengono ascoltati quando magari ne hanno bisogno. Ogni gesto ha un significato, niente è fatto senza motivo.

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  13. Per quanto riguarda la questione del dialogo, io credo di averlo sempre cercato, ma mi sono sempre scontrato con i due problemi che ti ho accennato. Inoltre è anche vero però che un insegnante può mettere sul campo la sua esperienza di adulto ma non può rispondere a tutte le vostre domande e dare consigli su tutti i vostri problemi: l’aiuto più completo ve lo possono dare i pareri di tutto un insieme di adulti, in primis i genitori, poi gli insegnanti, poi magari perché no i sacerdoti e anche eventualmente gli psicologi. E anche gli uomini saggi del passato di cui vi proponiamo lo studio, non credi? Quindi quello di cui mi lamento non è solo il fatto che non mi chiedete consigli o non parlate abbastanza con me, quello che noto è una sfiducia e una chiusura da parte vostra nei confronti di noi adulti in toto.. Per me personalmente in classe sarebbe già tanto se il dialogo si impostasse almeno sui temi scolastici specifici delle miei discipline, interessandovi di più e ponendo delle domande. Invece vedo in giro la mancanza di passione e interesse per la cultura. E mentre vedo quindi un po’ frustrato il mio ruolo, al contrario la fanno da padrone i mass media (televisione, giornali e internet) che hanno buon gioco nell’inculcarvi messaggi dannosi.
    ‘Ogni gesto ha il suo significato’ – hai detto nella parte finale del tuo commento. Il ‘gesto’ che faccio nel cercare di dialogare con gli altri e anche con i miei alunni, sulle cose che io ritengo importanti, oltre quelle di mia diretta competenza che svolgo in classe, ce l’hai sotto gli occhi: questo mio blog personale. Forse è poco, ma è meglio di niente. E comunque visto i temi che tratto, ci vuole una certa dose di coraggio a farlo.. Con esso cerco di far passare dei messaggi su una questione che ritengo molto importante, anzi vitale: quella religiosa. Ma il momento non è favorevole considerato che i tempi sono quelli che sono e la religione viene vista da molti come roba da fissati mentali, e da alcuni addirittura incompatibile con una ‘sana’ mentalità scientifica. Ma io invece ritengo che non ci sia alcuna incompatibilità, ma che anzi sia una questione essenziale in quanto è su di essa che si gioca la qualità dell’esistenza terrena e celeste di ognuno di noi. Ed è per questo che come sai spesso vi chiedo in classe di leggere e se possibile commentare i miei post sul blog. E mi va bene anche l’anonimato, se questo può servire a far esprimere le persone senza ‘timori’ e quindi sinceramente.
    Mi dici che tanti giovani della scuola leggono il blog, ci credo e mi fa piacere visto che ho una media di 10/15 lettori al giorno, però mi piacerebbe che ci fosse più confronto, anche al limite per essere contraddetto, e questo sono in pochi a farlo mentre invece dialogate e più spesso, e con spirito alle volte polemico, con gli insegnanti di religione. Mi dici che molti non vogliono commentare perché hanno timore di essere giudicati, ma se ti ricordi ho sempre detto che accetto anche l’anonimato, se questo può servire a far esprimere una persona senza ‘timori’ e quindi sinceramente. Ma capisco anche che non si può avere tutto, e non si possono forzare i lettori ad esprimere un loro parere, sempre che ne abbiano uno, spero però almeno che col tempo aumentino i contatti e il resto lo faccia lo Spirito Santo :-).
    Grazie comunque di essere intervenuta, a mio parere lo hai fatto in maniera corretta, sensata ed elegante anche se non condivido, come ti ho spiegato, alcune cose che hai detto.

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  14. mi ha fatto piacere anche a me parlare di argomenti fuori della matematica e della fisica con uno dei miei Professori. Vorrei solo spiegarle che abbiamo questo rapporto con i Professori di religione perchè forse non ci sentiamo poi così tanto giudicati. Posso farle solo una domanda? Lei dice che accetta anche l'anominato ma non pensa che per avere un dialogo con noi giovani dovremmo essere anche liberi di dire quello che pensiamo senza aver paura? Lei pensa che se al posto dell' anonimo ci fosse il vero nome cambierebbe qualcosa nei confronti della persona che scrive?

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  15. sinceramente pensavo fossero finti problemi, ma a quanto pare sono paure comuni. visto che c'e' gente che per precauzione si mette Anonimo mi presento: Matteo Di Giannicola. non capisco neanche la paura di cui parli ( riferito a te Anonimo ) che dovrebbe impedire la gente dal proporre idee contrastanti quella del professore.
    i discorsi migliori e interessanti, da cui si può imparare, sono quelli tra pareri opposti. se non fossi d'accordo con qualche opinione del professore ti assicuro che sarei "molto deciso" (spero di aver reso l'idea, e ti assicuro che alcune mie posizioni sono troppo radicali anche per me ahahah).sulla questione del "lecchino" voglio porti una domanda: parlare con il professore, magari a ricreazione, è da lecchino. non farlo perchè preoccupati dagli altri non lo è? forse non lo sei degli altri? e sinceramente accettando anche il lecchino non capisco come farlo con una persona sia peggio del farlo con molti. per la questione relativa alla paura dei voti: che cosa sono i voti? nulla per noi studenti,poiche sappiamo gia quanto sappiamo.
    se temi una ritorsione di voti temi del tuo sapere ( il che è logico ma allo stesso tempo sciocco ).

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  16. Ciao Matteo ci conosciamo già anche molto bene...cmq io non ho paura ne di essere presa come lecchina ne tanto meno dei voti stavo solo spiegando al Prof come sono i ragazzi! E è vero i voti non sono nulla sono perfettamente d accordo con te...non ho mai avuto a mio parere un voto che ripagasse tutto il mio impegno nello studio, io personalmente so che studio e che le cose le so ma ti scoccia quando i Prof nn se ne rendono conto e magari solo per un idea diversa essere ancora giudicata non mi va! I voti per me nn sono niente perchè non rispecchiano sicuro il mio impegno e la mia vita ma per portare a termine i miei studi mi servono i voti non solo il bagaglio culturale che ognuno di noi ha! Se la scuola fosse un pò meno impegnata a giudicare i ragazzi da un interrogazione e fosse più attenta ai ragazzi le cose andrebbero diversamente e al posto dell anonimo ci sarebbe stato il mio vero nome!

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  17. Concordo con molte delle sue tesi riguardo noi giovani, anche se per fortuna posso affermare che i miei genitori siano abbastanza severi con me. Ma considero la cosa positiva, perché vuol dire che tengono a me e alla mia formazione. quanto alla musica, il messaggio del rock è di ribellione, ma non sempre la ribellione coincide con la vita debosciata, nè un ritmo incalzante e carico di rabbia coincide con un desiderio di violenza. Personalmente io ascolto il genere del nu-metal, un genere che a primo impatto può sembrare violento e inneggiante allo "sballo" ma che invece nasconde significati profondi e da la carica per affrontare meglio le sfide. Conosco dei ragazzi che ascoltano heavy metal, ma non sono vittime dei messaggi satanici in quanto amano il ritmo del metal ma amano molto di più la religione cristiana, una religione che ormai è poco considerata, quasi fosse una vecchia moda. Ma non tutti l'hanno dimenticata. A Roma sta avendo grande successo il movimento dei Giovani per la Pace (un gruppo del Sant'Egidio) di cui sono fiero di far parte. Esso riunisce i giovani di ogni parte d'Italia proponendo attività di vario genere, dall'assistenza agli anziani a quella dei senzatetto. Da quando faccio parte di questo gruppo ho imparato molte cose sulla carità, cose che nè il catechismo, nè tantomeno l'ora di religione mi avevano insegnato. ho imparato che se si vuole essere dei veri ribelli, questo è un ottimo modo, perché nessuno è più ribelle di chi regala un sorriso ad un ultimo e che a volte attività del genere riempiono quel vuoto esistenziale che l'alcol, le canne e il sesso non possono colmare.

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