10 ottobre 2012

La nuova Scienza che verrà

La Scienza contemporanea è come un castello che ha richiesto fatica e sacrificio per essere costruito, ma per quanto  tempo ancora durerà nella sua forma attuale? Sempre più  evidenti infatti si notano delle crepe, e sono convinto che  quindi prima o poi bisognerà  ‘modificarla’, o forse addirittura  ‘rifondarla’ nelle sue basi, per ottenere magari così  un nuovo paradigma, con un modo differente di pensare e di intendere l’esistente che ci permetta di spiegare  facilmente molti fenomeni che adesso  appaiono misteriosi.

Quali sono infatti i problemi a cui la scienza attuale non riesce a dare risposte adeguate? Provo ad elencarne alcuni, in una lista  sicuramente non completa:

1) Il perchè del Fine-Tuning, cioè del prodigioso aggiustamento delle costanti fisiche fondamentali nei primi istanti del Big Bang, che ha permesso la vita nel Universo
2) Il fatto che il nostro Universo pare mosso da una ‘Energia oscura’ che lo fa accelerare nell’espansione, anziché rallentare
3) I problemi degli ‘infiniti’, cioè delle singolarità che si debbono supporre sia nel Big Bang che nel centro dei Buchi neri
4) L’esistenza o meno di infiniti universi
5) La nascita della vita
6) La mancanza di vere e credibili prove a sostegno della teoria dell’evoluzione
7) L’esistenza ormai accertata dei fenomeni di precognizione, preveggenza e telepatia
8) Le NDE, cioè le esperienze di premorte
9) Gli svariati fenomeni e paradossi descritti dalla Meccanica Quantistica, che sembrano sfidare il senso comune fra cui…
10) L'entanglement quantistico 
11) L’esistenza o meno del multiverso (quindi di infinite copie di noi stessi e del nostro mondo)
12) La composizione ‘fine’ dello spazio-tempo
13) E la cosa più stupefacente di tutte: la nascita  della coscienza e il suo ruolo nel processo di misura e 'visualizzazione' dell'esistente

Ho l'impressione che in un futuro più o meno lontano, anche per spiegare questi fenomeni, dovrà accadere una rivoluzione scientifica, forse paragonabile se non addirittura superiore a quella che portò alla nascita della Meccanica Quantistica, che avvenne nei primi decenni del secolo scorso e che sconvolse il modo classico di pensare la natura. Mi piacerebbe vedere o anche minimamente partecipare, se ne sarò capace e se ci sarò ancora, a questo rinnovamento, ma  esso potrà succedere solo  quando i tempi saranno perfettamente maturi. E sì, perché anche i tempi debbono fare il loro corso perché le cose cambino. E solo Dio sa chi di noi riuscirà a vedere o anche contribuire a questa rivoluzione e al modo totalmente nuovo di concepire la realtà.

Ma come potrebbe essere questa nuova scienza?

Quella attuale, a mio avviso, ha una pecca fondamentale che costituisce il suo limite: è essenzialmente materialistica.
Sono convinto infatti ( e ovviamente, visto che sono 'credente') che la realtà non è solo materia (o energia) così come la scienza attuale postula. E la nostra scienza  non può perciò descrivere i fenomeni ‘limite’ in maniera convincente perché monca, incompleta, in quanto si rifiuta di ammettere l’esistenza di questa ulteriore componente ‘nascosta’ della realtà.

La mia fede e il mio intuito, oltre che ovviamente i risultati ottenuti da diversi altri studiosi, mi dicono infatti che l'esistente ha più dimensioni di quelle che normalmente riusciamo a percepire con i nostri sensi, e che queste dimensioni sono di natura non materiale (se no sarebbero accessibili alla nostra normale percezione); se volete   potreste anche chiamare queste dimensioni con l'appellativo 'spirituali’, anche se molti ‘scienziati’ a questo punto arricceranno il naso (ma non bisogna lasciarsi impressionare, allo stesso modo reagivano quelli di fine ottocento all’ipotesi atomica o quelli del primo novecento alla teoria quantistica, perché incatenati al paradigma classico).
Infatti, già per cercare di spiegare come è possibile che ci arrivino segnali dal futuro, e che si possano avere quindi fenomeni di precognizione  (ormai accertati, checché ne dicano gli scettici a tempo pieno), bisogna supporre che il nostro spazio-tempo abbia (almeno) otto dimensioni anziché quattro (si veda il mio post in cui accenno allo spazio-tempo 8-dimensionale complesso di Minkowsky).

Forse bisognerà quindi partire da questo: ogni entità misurabile, come l’energia o la materia, ha anche una componente, vogliamo chiamarla ‘superiore’?, che si ‘appoggia’ e ‘funziona’ nelle dimensioni ‘altre’ dello spazio-tempo, quelle invisibili agli strumenti di misura ‘sottodimensionati’ che usa la scienza attuale, che però esistono e sono  ben ‘reali’ .

In pratica è come se ogni entità esistente avesse una struttura multidimensionale, magari simile ad una elica ( questa forma mi è molto cara perché essendo quella del il DNA può essere assunta come ‘entità’ fondamentale ancorché ‘primitiva’ del nostro Universo). Di questa elica noi vediamo però solo una proiezione  nel nostro spazio-tempo quadridimesionale, quella che chiamiamo ‘materia’.
E così come una elica tridimensionale proiettata a due dimensioni appare  formata da  linee quasi staccate, e invece è composta da ‘anelli’ che sono legati con una parte che sta nella terza dimensione non visibile, allora delle particelle, che  possono sembrarci ’separate’ e ‘lontane’ nel nostro spazio-tempo,  in realtà potrebbero essere 'unite', e costituire un unico ente,  se le consideriamo nella totalità della loro ‘realtà’ multidimensionale: si svelerebbe così l’entanglement quantistico (che essenzialmente è un legame misterioso tra ‘oggetti separati’, difficilmente comprensibile nel nostro spazio-tempo).

E anche ogni sistema complicato, come ad esempio un organismo vivente, avrebbe così una componente  ‘vitale’, ‘complessa’ e  'funzionante' in questa dimensione ‘spirituale’, componente che  si potrebbe volendo anche chiamare ‘anima’.

E si capirebbe così anche cos’è la ‘coscienza’: i neurologi si sforzano di studiare il cervello cercandola in questo organo pur complicato e importantissimo, che invece probabilmente  è solo un ponte, una base di collegamento dalla dimensione 'materiale a quella ‘spirituale’ del nostro essere, una specie di ‘trasduttore’. La ‘coscienza di sé’ sarebbe quindi una proprietà emergente, che farebbe però più parte della componente spirituale, cioè dell’anima più che del corpo;  noi abbiamo la sensazione che questa coscienza, o consapevolezza di noi stessi, risieda nel cervello perché è lì che esiste il legame  tra anima e corpo, che c'è perché quest’ultimo possa essere guidato dalla sua dimensione spirituale. E probabilmente questa componente, essendo ‘superiore’, può sussistere anche senza materia, anzi si comporta in maniera  più perfetta quando è ‘libera’, cioè quanto meno è legata al corpo, perché può usare così tutte le sue ‘possibilità’ che altrimenti sono come ‘spente’: si spiegherebbero così i fenomeni NDE, cioè le esperienze di pre-morte, in cui il cervello sembra ‘non funzionante’ mentre la percezione della realtà, anche materiale, da parte del soggetto che vive l'esperienza appare invece perfetta, limpida, ricca, perché multidimensionale.

E anche le leggi ‘fisiche’ avrebbero le loro componenti ‘verticali’ regolanti i processi che avvengono in  tali dimensioni 'superiori' . In pratica così come le leggi della fisica classica vennero riscritte e ampliate da Einstein, ma non scartate, così pure le leggi  attuali dovranno essere riviste,  ‘generalizzate’, in quanto esse nella forma attuale sono solo il risultato di una proiezione nella dimensione  ‘materiale’ di quelle più generali  che sono valide in tutte le dimensioni che compongono la nostra realtà.

5 commenti:

  1. Ma, non ci vuole una nuova scienza. Basta ritornare alla vera scienza, dove tutte le conoscenze sono relative al posto ed al tempo. Perció tutte le teorie sarebbero tentative e facilmente abbandonate. Tornare a parlare di dati verificabili é teorie al potenziali "pensiamo che", "se é vero che allora". Ma parlare cosi fa venir male ai materialisti che credono che la scienza sia l´unica veritá. E allora ci afferriamo alle teorie come se fossero vere, in vece di afferrarci ai fatti.

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  2. Non ho capito professore: la scienza potrebbe indagare il mondo spirituale? Dunque sarebbe sbagliata la separazione tra i magisteri, tra materia e spirito? Poi vorrei che mi spiegasse perchè ha messo, tra i problemi a cui la scienza attuale non riesce a dare risposte adeguate, i problemi numero 4 e numero 11? Non sono supposizioni prive del benchè minimo dato oggettivo?

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    1. Che la scienza attuale possa indagare il mondo spirituale non lo credo possibile. Il senso di quello che voglio dire nel post è che molti fenomeni che non ricevono spiegazione dalla scienza attuale potrebbero (forse) essere compresi più pienamente e svelarsi meno misteriosi di come appaiono se si ammette l’esistenza della dimensione spirituale. Ma la scienza odierna questo non lo può fare perché postula solo un mondo materiale e considera fantasia il mondo spirituale.
      Ecco perché in un certo senso ‘auspico’ una nuova scienza futura che riconosca l’esistenza di questa dimensione e così facendo riesca a spiegare fenomeni che altrimenti rimangono misteriosi se ci si riferisce alla sola dimensione materiale.(D'altronde io sono credente e alla esistenza della dimensione spirituale ovviamente ci credo!)
      Attualmente è ovvio (e doveroso) quindi che ci siano due ‘magisteri’ separati, uno per la materia e l’altro per lo spirito, ma magari in futuro potrebbe (il condizionale è d’obbligo) non essere più così, visto che la realtà è una, con i due aspetti coesistenti: materia e spirito. Curiosamente questa apparente inconciliabilità tra i due ‘aspetti’ somiglia molto alla coesistenza 'contraddittoria' per lo stesso ente dell’aspetto corpuscolare e ondulatorio della Meccanica Quantistica.
      Le mie ovviamente sono speculazioni teoriche e speranze, non sono un indovino, sono ipotesi che faccio, solo il futuro ci potrà dire se la realtà è veramente così oppure no.
      Per quanto riguarda il punto 4, si parla di possibili infiniti universi già da tempo in cosmologia. Per quanto riguarda il punto 11, quella del multiverso, esso deriva da una interpretazione teorica della Meccanica Quantistica, una specie di modello che serve per spiegare la coesistenza di stati quantistici e il collasso della funzione d’onda. In effetti ambedue e soprattutto la prima, quella dell'esistenza di infiniti universi, non hanno una vera conferma sperimentale, esse sono solo ipotesi teoriche.

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    2. Ma non ti rendi conto che un mondo spirituale, anche se esistesse non potrebbe entrare in contatto con un mondo materiale? il mondo materiale è fatto di massa e di materia e può reagire solo con altra massa o energia. Un Dio puro spirito non può creare un mondo materiale, non può inervenire nei miracoli.arebbe ora di eliminare la divisione della realta in spirito e materia e tornare a un mondo unificato e lasciare che la scienza continui la sua ricerca con la sua logica razionale. Siamo solo agli inizi!

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  3. " Un Dio puro spirito non può creare un mondo materiale, non può inervenire nei miracoli.arebbe ora di eliminare la divisione della realta in spirito e materia e tornare a un mondo unificato e lasciare che la scienza continui la sua ricerca con la sua logica razionale."

    Puoi spiegarmi logicamente perché?

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