7 aprile 2009

Il fascino della Messa antica (e in latino) - (parte 1^)


Mi ricordo da bambino quando servivo la messa (in latino) in collegio, e dovevo spostare il leggio con il messale da una parte all'altra dell'altare, avevo sempre il timore che mi potesse cadere per terra, era veramente pesante e difficile da trasportare. Mentre ero inginocchiato ai lati del celebrante, ne dovevo seguire i movimenti in quanto in certi momenti occorreva suonare il campanello per segnalare così ai fedeli il passaggio da una fase all’altra della Messa. In particolare ce n’era uno in cui il sacerdote distendeva le mani sulle offerte: dovevo suonare il campanello per segnalare l’inizio della consacrazione. Tra quelli che seguivano la messa c’erano i miei compagni di collegio e le suore, in particolare la nostra suora responsabile,




 suor Nunziatina, la quale non avendo altro modo per richiamarci all’ordine durante i silenzi della Messa tossiva leggermente o faceva con la glottide i tipici rumori di chi vuole eliminare un piccolo ostacolo nella gola. Una mattina mi ero così distratto ed estraniato che non mi accorsi del momento, per cui, come mi riferirono poi, la povera suora dovette tossire tanto da diventare quasi cianotica…Quando tornai in me mi accorsi che il prete era rimasto impassibile non so per quanto tempo con le mani stese sulle offerte in silenzio, fermo, ieratico…
Questo piccolo banale fatterello per farvi capire la differenza di atteggiamento del sacerdote, serio e impassibile, durante la messa ‘antica’ e quello chiassoso e alla ‘volemoce bene’ di quella ‘moderna’..
Voi mi direte, ma non è meglio adesso? Secondo me no..
La Messa deve essere una occasione fra l'altro per stabilire un contatto con Dio, e non con i 'fratelli' con cui posso avere una comunicazione sempre, e questo non può avvenire se si viene continuamente distratti dagli atteggiamenti e parole del prete che ci guarda e che guardiamo in viso, per non parlare poi dei vari canti con battiti o movimenti scomposti delle mani come si fosse in discoteca e questo scambiarsi segni della pace alle volte in maniera rumorosa e girando le spalle al tabernacolo.. sembra una cena in famiglia, un ricevimento mondano e alle volte mi chiedo: ma Dio dove é?
Nella messa ‘antica’, che per fortuna il nostro caro Papa Benedetto XVI ha riportato in uso, tutto avviene in maniera più seria e composta, esistono lunghi silenzi in cui ognuno può pregare e parlare con Dio, l’atmosfera solenne e sobria ti immerge nel mistero del Sacro, tutti, Sacerdote e fedeli, sono rivolti verso il tabernacolo, verso il Signore, e la lingua è quella latina, non quella che usiamo al mercato e nella vita di tutti i giorni. Il fascino di tale messa è indescrivibile, ma bisogna provarla per accorgersene.
Già nelle parole iniziali tale Rito ti fa capire il diverso atteggiamento verso Dio di sacerdote e fedeli. Infatti all’inizio, ai piedi dell’altare, prima di salire i gradini di esso, il Sacerdote rivolto verso il tabernacolo comincia la Messa dicendo: 'Introibo ad altare Dei' (Mi introdurrò nell’altare di Dio) e il popolo risponde ‘Ad Deum qui laetificat juventutem meam’ (Al Dio che allieta la mia giovinezza).
I fedeli rispondono quindi, qualunque sia la loro età: ‘Al Dio che allieta la mia giovinezza’ !

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